Il primo congresso mondiale degli scettici

Appunti di viaggio dal I Congresso Mondiale degli Scettici Amherst - NY 20-23 Giugno 1996

Buffalo (NY). E' la prima tappa del mio viaggio tra scienziati, ricercatori, giornalisti, scrittori e illusionisti: un gruppo piuttosto eterogeneo di persone tutte accomunate da un interesse critico nel paranormale e dalla preoccupazione per la dilagante disinformazione pseudo-scientifica. Non a caso, il congresso cui sto per partecipare si intitola: "La scienza nell'epoca della disinformazione" ed è organizzato dal CSICOP (il Comitato americano per l'indagine scientifica del presunto paranormale).
Questo congresso è particolarmente significativo in quanto è il primo incontro mondiale degli scettici: sono infatti presenti i rappresentanti di circa venti paesi, dall'India all'Australia, dalla Cina alla Francia, dalla Russia all'Italia. Per i colleghi americani, inoltre, questo congresso segna i primi vent'anni di attività dello CSICOP e l'inaugurazione ufficiale dei nuovi uffici, che visiteremo nel corso del nostro soggiorno.

Giovedì 20 giugno. Il jet-lag si fa sentire e sono in piedi, perfettamente lucido e riposato, alle 5.30 del mattino. Dopo poco sono nella lounge dell'albergo e, nonostante l'ora, riesco a farmi servire una colazione. Non rimango solo a lungo, però, perchè nel giro di mezz'ora compare Randi che, arrivato direttamente dalla Finlandia la sera prima, condivide i miei stessi ritmi circadiani. Anche se siamo quotidianamente in contatto via internet, fa piacere vedersi di persona ogni tanto. Lo trovo carico di energia ed entusiasmo come sempre e, come sempre, non sembra invecchiato. Da quando porta la sua caratteristica barba bianca, che lo fa assomigliare a Freud (ma lui preferisce paragonarsi a Babbo Natale), il tempo per lui si è fermato, anche se sono già passati vent'anni da quando ha deciso di tenerla.
In questo periodo, Randi è anche più elettrizzante del solito; ma è comprensibile: non capita tutti i giorni di ricevere una spropositata quantità di denaro per aprire una Fondazione a proprio nome!
In mattinata Randi deve partecipare alla conferenza stampa dello CSICOP, e così raggiungiamo l'università di New York a Buffalo, sede del congresso. La cosa che mi colpisce subito è la relativamente scarsa partecipazione di giornalisti: ci si aspetterebbe che un evento simile, cui partecipano alcuni tra i più bei nomi del mondo accademico internazionale, sia sufficientemente importante da richiamare una discreta attenzione da parte dei media. Ma non è così. Nei giorni che seguono, scopro che gli articoli sui giornali sono pochi e piccoli e lo spazio televisivo praticamente nullo. D'altra parte siamo negli Stati Uniti, un paese sterminato in cui ogni giorno succedono migliaia di cose ben più importanti (almeno agli occhi dei giornalisti).
Prima dell'inizio ufficiale del congresso, ritroviamo molti amici e colleghi: incontriamo Premanand, che ci chiede di mandargli una nuova copia della videocassetta che il CICAP ha fatto su di lui; Ray Hyman, che ci racconta alcuni retroscena della sua recente indagine sull'uso dei sensitivi da parte della CIA (vedi S&P n. 11); Joe Nickell, che ha preparato un pacco di libri da consegnare a Garlaschelli. E' arrivato anche Piero Angela, accompagnato dalla moglie; con lui rivediamo alcuni dei lucidi che tra non molto dovrà utilizzare nel corso della sua relazione.
Finalmente, il congresso comincia. Ed è un inizio in grande stile: la Buffalo Philarmonic Orchestra Ensemble, un'orchestra di 40 elementi, esegue quattro movimenti tratti dalla famosa suite di Gustav Holst: I pianeti. L'esibizione è resa ancora più spettacolare da alcuni filmati dei più noti corpi celesti, realizzati dalla NASA in modo da seguire perfettamente il fluire della musica.
Il pomeriggio prosegue con una sessione dedicata al "ruolo dei mass-media nel (dis)informare il pubblico". Il quadro che ne emerge non è dei più allegri: dalle più recenti indagini statistiche risulta che il 95% della popolazione americana è scientificamente analfabeta. La divulgazione scientifica, infatti, riceve in America pochissima attenzione: sia che si parli di programmi di governo che di palinsesti televisivi. E' facile dunque immaginare la sorpresa e la gioia del pubblico nello scoprire che, almeno in Italia, esiste qualcuno che da vent'anni, ogni settimana, parla di scienza in televisione, nel pomeriggio o in prima serata, ed ottiene sempre alti indici d'ascolto. Nel suo intervento, Angela racconta della sua indagine televisiva sulla parapsicologia e degli effetti, rilevati statisticamente, che essa ha avuto nel rendere più scettico il pubblico, anche se solo temporaneamente.
Durante la sessione è capitato un fatto che forse dovrebbe far riflettere anche il mondo accademico sulle sue responsabilità in termini di divulgazione scientifica. Nel bel mezzo della conferenza, una voce incorporea piomba nella sala: "Salve! Siamo sempre sulle frequenze di radio WZPTR (o qualcosa di simile) e siamo in collegamento con il congresso dello CSICOP a Buffalo. Vi stavamo seguendo e troviamo i vostri interventi molto interessanti. In questo momento ci sono circa trenta milioni di persone all'ascolto: cosa volete dir loro?
E il moderatore della sessione, professore di psicologia ed esperto di comunicazione, risponde: "Sentite, qui siamo nel bel mezzo di un congresso, non si sa da dove venite ma state interrompendo una relazione molto interessante: vi dispiace lasciarci continuare?"
A suo favore, bisogna dire che il moderatore non era stato informato del collegamento con una delle più seguite trasmissioni radiofoniche americane; tuttavia, quella era pur sempre una sessione dedicata ad affrontare il problema: "perchè i mass-media non danno spazio alla scienza?"
La serata si è conclusa con una divertente conferenza di Leon Lederman, direttore emerito del Fermilab e Premio Nobel per la fisica.

Venerdì 21. Quando si partecipa ad un congresso di questo tipo, non ci si pu˜ aspettare di seguire tutte le conferenze programmate; una delle caratteristiche più importanti di questi eventi, infatti, è quella di rappresentare un'occasione per incontrare molte persone che condividono i propri interessi e che, altrimenti, sarebbe difficile incontrare. Per questo, ci siamo persi la sessione sulla "Crescita dell'anti-scienza" ma, in cambio, abbiamo chiacchierato con Joe Nickell di alcuni presunti miracoli, abbiamo conosciuto Lin Zixin, direttore del quotidiano cinese Science and Technology Daily, che cercava suggerimenti su come recuperare alcuni libri di illusionismo, e abbiamo avuto la fortuna di osservare delle sorprendenti illusioni ottiche presentate per noi da Jerry Andrus. Andrus ha recentemente progettato, insieme a Randi, una mostra di illusioni ottiche originali per il museo finlandese Heureka (se siete su Internet, potete dargli un'occhiata al sito: www.eureka.fi ) ed ora, molto gentilmente, ne mostra qualcuna per la nostra telecamera. Già che c'è, Andrus è ben lieto di darci anche una dimostrazione del suo famoso numero con tre spille da balia che si intrecciano e si liberano in modo apparentemente miracoloso.
A pranzo, dove dobbiamo riabituarci a bere bevande ghiacciate anestetizzanti - secondo lo stile americano, l'intrattenimento è offerto da Chris Carter, autore della serie televisiva-cult "X-Files". Carter è stato invitato per dire la sua sul fatto che, in tv, attualmente tende a diventare sempre più evanescente la differenza tra documentario e fiction realistica. In particolare, gli si chiede se non senta qualche responsabilità nel produrre una trasmissione che, come hanno dimostrato alcuni sondaggi, una consistente percentuale di americani crede sia un documentario. Carter spiega che da parte sua cerca di dare alla serie un taglio il più scettico possibile, ma che poi la gente è libera di credere quel che vuole.
Per dimostrare lo scetticismo in "X-Files", Carter dà a due congressisti una possibilità per la quale milioni di fans e di attori venderebbero la mamma: interpretare i due agenti Dana Scully e Fox Mulder, una scettica e l'altro credente, nella scena di apertura del primo episodio della serie.
Nel pomeriggio ci sono molte sessioni contemporanee su svariati argomenti: Ufologia, Astrologia, Creazionismo e Omeopatia. Scegliamo quest'ultima, dove anche Randi tiene una relazione sulla sua indagine dell'acqua con la memoria, e rivela alcuni particolari poco noti sul comportamento di Elizabeth Davenas, l'unica ricercatrice del laboratorio francese in grado di ottenere sempre risultati positivi. Randi annuncia anche di stare lavorando ad un libro in cui racconterà tutto, ma proprio tutto, su questa famosa indagine.
La serata prosegue ottimamente con una lunga conferenza dell'eclettico Stephen Jay Gould, il biologo di Harvard famoso per le sue eccezionali capacità divulgative: e questa sera è proprio in forma.
Verso mezzanotte è stata organizzata una riunione del Consiglio Europeo delle Organizzazioni Scettiche (ECSO) cui, come rappresentanti dell'Italia, non possiamo sottrarci. Nel corso della riunione si prendono alcune decisioni, come quella di abolire i costosi incontri periodici tra i gruppi europei sostituendoli con incontri virtuali su Internet; inoltre, si fissa il prossimo congresso scettico europeo per il settembre 1997, ospite: la Spagna.

Sabato 22. La giornata comincia con una delle sessioni più attese: "Parapsicologia: recenti sviluppi", aperta dalla parapsicologa Jessica Utts. La Utts, insieme ad Hyman, ha recentemente valutato il programma di ricerca adottato negli ultimi anni dalla CIA per l'impiego di sensitivi-spie (vedi S&P n. 11) e qui espone la sua convinzione, basata su una dozzina di lavori, per cui una qualche forma di percezione extra-sensoriale sia stata ormai dimostrata e non necessiti di ulteriori verifiche. Piuttosto, suggerisce la Utts, gli sforzi degli scienziati dovrebbero essere rivolti a capire come funziona questa ESP.
Hyman, da parte sua, giudica le conclusioni della Utts come minimo ottimistiche e, quindi, prosegue con una valutazione critica dei lavori parapsicologici portati ad esempio dalla Utts (tra i quali era presente anche l'articolo di Nature sugli esperimenti dello Stanford Research Institute con Uri Geller, articolo che gli editori della rivista avevano pubblicato proprio per mostrare quanto scadente fosse il lavoro parapsicologico). Ma tutto si svolge sempre su un piano di civiltà. Il che non si può dire di un partecipante al congresso che, al momento delle domande dal pubblico, si dirige al microfono e proclama convinto che, secondo lui, i risultati positivi della Utts sono dovuti ad un "eccesso di potere femminile"! Probabilmente, questo maleducato signore vedrà come un abuso anche il fatto che su 70 e passa relatori al congresso "ben quattro" sono donne!
Particolarmente divertente e interessante l'intervento di Richard Wiseman, uno psicologo dichiaratamente scettico cui, in seguito al lascito di un miliardario, è stata assegnata una cattedra di parapsicologia presso l'Università dell'Hertfordshire. Il suo lavoro, spiega Wiseman, si incentra soprattuto sull'inganno in parapsicologia, sull'attendibilità dei testimoni oculari e sull'esame di presunti sensitivi. E' un po' quello che fa il CICAP in Italia; infatti, non deve sorprendere il fatto che, appoggiato da Randi e Wiseman, stavo seriamente valutando la possibilità di trasferirmi in Inghilterra per lavorare a tempo pieno con lo stesso Wiseman (ma questa è un'altra storia...).
Oggi il pranzo è stato organizzato nel grande giardino della nuova sede dello CSICOP che, finalmente, abbiamo l'occasione di visitare. L'edificio, costruito appositamente, è davvero impressionante: moderno, attrezzatissimo, con numerosi uffici (vi lavorano circa 50 persone), sale riunioni, una sala di produzione audio-video ed una fornitissima biblioteca. A pranzo, John Maddox, direttore emerito di Nature, parla delle sue esperienze personali nel campo del paranormale e dei numerosi scontri con pseudoscienziati che pretendevano di vedere i loro lavori pubblicati, senza nessun controllo, sulla prestigiosa rivista.
Nel pomeriggio, accompagniamo Randi in una delle grossissime librerie Barnes & Noble, dove si ferma un paio d'ore per autografare copie dei suoi libri ai suoi ammiratori (noi ne approfittiamo per cercare libri che, per un motivo o per l'altro, non si trovano in Italia). Di ritorno all'Università, riusciamo a seguire ancora una sessione dedicata al "Pensiero critico nell'educazione", a nostro giudizio uno degli appuntamenti più interessanti dell'intero congresso.
Ancora una serata speciale: una cena di premiazione con premi per Gould (Premio "Isaac Asimov"), Lederman (Premio "In difesa della ragione"), Randi (Premio "Scettico illustre") e Angela (Premio "Giornalismo responsabile") ed un'esibizione di Steve Allen, famoso comico, attore e scrittore americano.

Domenica 23. La mattinata è interamente dedicata alle relazioni dei rappresentanti dei vari paesi presenti: Belgio, Messico, Germania, Inghilterra, Australia, Canada, Cina, Russia, Olanda, India, Italia... Prima di esporre la situazione italiana, abbiamo modo di conoscere meglio la realtà degli scettici nel resto del mondo. L'impressione che ne ricaviamo da un lato ci lusinga ma dall'altro ci preoccupa: il CICAP sembra essere uno dei gruppi più attivi ed evoluti dopo lo CSICOP. Anche i tedeschi se la cavano abbastanza bene, ma la norma è molto diversa: gli scettici nel resto del mondo hanno difficoltà a farsi sentire dai media, non sempre riescono ad essere appoggiati dal mondo accademico, a fatica pubblicano un bollettino ed in alcuni casi non riescono nemmeno a partire per mancanza di collaboratori (sembra che in Messico, per esempio, gli iscritti alla società scettica siano circa 6!).
Il nostro soggiorno a Buffalo si conclude qui, facciamo appena in tempo a salutare tutti gli amici e a recuperare i bagagli in albergo: un aereo ci aspetta per andare in Florida con James Randi: stiamo per visitare la James Randi Educational Foundation.

Visita alla James Randi Educational Foundation

Arriviamo a casa di Randi e troviamo sua sorella, Angela, che ha appena terminato di preparare la cena. Angela ci racconta che pochi minuti prima un fulmine ha colpito la casa e ha fatto saltare l'impianto elettrico con danni irreparabili ad alcuni elettrodomestici: conveniamo che si tratti di un'inequivocabile segno di "forze superiori"...

Lunedì 24. Finalmente entriamo nella JREF: siamo colpiti, sinceramente non ci aspettavamo tanto. E' una grossa villa ad un piano che ricorda un po' un fortino della legione straniera; c'è un giardinetto intorno ed un parcheggio per una ventina di automobili. L'interno è anche più bello: pavimenti in cotto, arredamento moderno, niente scale ma piani inclinati ad uso dei disabili e... tante stanze! Una spaziosa reception con una serie di poltrone per l'attesa; una biblioteca in grado di ospitare una quindicina di persone, resa più accogliente da un grosso camino in muratura (in Florida!); una saletta per la proiezione video; un ufficio di segreteria per due, tre persone; l'ufficio del direttore della Fondazione; l'ufficio del presidente (Randi); una sala per l'imballaggio dei pacchi, le fotocopie, la duplicazione di videocassette...; una cucina attrezzatissima; bagni privati per gli uffici e pubblici per i frequentatori della biblioteca; un appartamento per gli ospiti, fornito di mini-cucina, bagno, sauna ed ufficio personale; infine, un ampio salone che verrà diviso in due piani: al piano superiore troverà alloggio un laboratorio per la ricerca, a quello inferiore una sala per le conferenze.
Nonostante il fatto che al momento dell'acquisto la casa fosse già quasi completamente arredata, ci sono ancora molti lavori grandi e piccoli da fare prima di iniziare ufficialmente le attività (l'apertura ufficiale è prevista per la fine del '96).
Randi ci spiega che la Fondazione rappresenterà un punto di riferimento per chiunque conduca ricerca nel campo del paranormale e delle pseudo-scienze nei seguenti modi:

a) metterà a disposizione (gratuitamente o con un semplice rimborso spese) fotografie, filmati, documenti, libri ed altro a chiunque ne faccia richiesta;
b) condurrà direttamente o finanzierà ricerche condotte da altri dirette a verificare l'attendibilità di affermazioni sul paranormale, il soprannaturale o l'occulto;
c) organizzerà seminari e corsi di aggiornamento per studenti, docenti, giornalisti e per il pubblico in generale;
d) aprirà al pubblico la biblioteca e la videoteca della Fondazione;
e) pubblicherà una rivista, accessibile anche via Internet;
f) assegnerà borse di studio negli Stati Uniti e all'estero per progetti di ricerca o saggi che riguardino l'esame di presunti fenomeni paranormali.

Noi prendiamo possesso dell'appartamento per gli ospiti e scopriamo di essere entrati nella storia: siamo i primi ospiti ufficiali della JREF!

30 giugno. La nostra settimana a Ft. Lauderdale, spesa ad aiutare Randi e i suoi collaboratori a sistemare la Fondazione, a visitare ogni negozio di libri usati, a programmare progetti futuri e a tuffarsi nell'oceano è volata via e non ce ne siamo quasi accorti. Un ultimo pranzo a casa di Randi e poi di corsa all'aereoporto, dove ci aspetta l'aereo che ci porterà a Londra per un'altra settimana di incontri con parapsicologi, prestigiatori e ricercatori e quindi a casa. (continua?...)

Massimo Polidoro, già responsabile indagini del CICAP, è stato recentemente nominato: Responsabile Europeo della James Randi Educational Foundation.