Per la CIA i sensitivi sono inutili

Verso i primi di dicembre, è stata diffusa in tutto il mondo la notizia secondo cui la CIA avrebbe impiegato per circa 10 anni dei sensitivi per localizzare persone rapite o bersagli militari.

A dare avvio alle voci è stata la notizia che tale David Morehouse, "ex-sensitivo della DIA ed ex-maggiore dell'esercito", aveva scritto un libro sull'argomento. Si è parlato di 20 milioni di dollari (circa 32 miliardi di lire) spesi dalla CIA per il progetto "Stargate" (così si chiamava l'uso dei sensitivi da parte dell'organizzazione di spionaggio americana).

Le spie paranormali sarebbero state impiegate in circa 500 casi; di questi, poco meno di una dozzina sono stati indicati come bersagli centrati; dei rimanenti, anche i diretti interessati ammettono che le informazioni utili fornite dai sensitivi erano inferiori a quelle inaccurate.

Meno di una dozzina può significare al massimo 11 successi: 11 successi su 500 significa che i sensitivi avevano un'accuratezza del 2.2%.

Ciò vuoi dire che se la CIA avesse seguito le informazioni fornite dai sensitivi in 100 casi, in 98 di questi avrebbe seguito delle piste sbagliate, sprecando tempo per seguire tracce "paranormali" in cui le informazioni inaccurate superavano di gran lunga quelle utili.

Per quanto riguarda i successi, si viene a scoprire (stando bene attenti a quanto si legge) come l'individuazione del nascondiglio in cui era tenuto prigioniero il generale Dozier, o quello in cui si nascondeva Saddam Hussein o dove Gheddafi fabbricava le armi chimiche, fu possibile grazie all'uso dei sensitivi e "di altri canali più comuni" (informatori, spie...).

Per avere un'idea del tipo di informazioni passate dai sensitivi al Pentagono, ecco quella che fu indicata come un indizio fondamentale per la localizzazione del generale Dozier a Padova:

"Vedo una casa con il tetto rosso"!

Quando alla fine la CIA ha cominciato a sospettare che forse si stavano buttando dalla finestra i soldi dei contribuenti, ha condotto uno studio per valutare l'efficacia del progetto Star Gate.

"Non ci sono prove documentate che il progetto sia stato di qualche utilità ai servizi segreti", ha commentato David Goslin dell'American Institute for Research (AIR), l'istituto incaricato dalla CIA di condurre la valutazione del progetto.

Nel rapporto dell'AIR si rileva anche come i sensitivi possano essere stati guidati, involontariamente, verso i bersagli dagli uomini del Pentagono.

Inoltre, molti sensitivi, come Morehouse, erano anche ufficiali dell'esercito e la loro esperienza può averli facilitati nel dare risposte plausibili.

Infine, nel rapporto si sottolinea anche che alcuni responsabili del progetto "abbellivano" le visioni dei sensitivi.

Se ancora qualcuno non era convinto, ora abbiamo dalla nostra anche l'autorevole opinione della CIA che, dopo aver condotto prove per 10 anni, riconosce che l'uso dei sensitivi come agenti segreti è perfettamente inutile." M.R