Pranoterapia

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La pranoterapia deve il suo nome al termine sanscrito "prana" che significa energia vitale ed è, nell'ambito delle medicine alternative, una delle discipline più antiche. La pranoterapia non si serve di farmaci né di particolari strumenti (come aghi o magneti) ma si basa esclusivamente sull'imposizione delle mani da parte del terapeuta o guaritore.
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Secondo i sostenitori di questa pratica il pranoterapeuta sarebbe in grado di sentire le alterazioni di un non meglio identificato "campo energetico" del paziente, meglio noto come "aura", e di intervenire su di esso portando giovamento all'ammalato.
Il pranoterapeuta è infatti, secondo questa teoria, una persona dotata di un'energia superiore alla media, in grado di correggere con il proprio "fluido" gli scompensi della persona malata, trasferendo parte del suo quoziente energetico sull'assistito.
Sebbene la pranoterapia vanti ormai una lunga tradizione e sia una pratica adottata persino in alcuni ospedali pubblici (a spese dello Stato), non esiste nessuna valida sperimentazione che consenta di affermarne un'efficacia terapeutica superiore all'effetto placebo.
Non esiste inoltre nessuna prova oggettiva dell'esistenza né del cosiddetto fluido, né dell'aura, che possa dare un fondamento teorico a questa disciplina.

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A questo proposito può essere interessante sapere dell'esistenza di un particolare tipo di macchina fotografica, nota come "camera Kirlian", in grado di produrre istantanee che mostrano una curiosa aureola intorno al soggetto fotografato. Sebbene questo fatto sia completamente spiegabile mediante un fenomeno fisico detto "effetto corona" sono ancora in molti a sostenere che queste foto siano la prova tangibile dell'esistenza dell'aura. Anche se, in realtà, con la camera Kirlian si può fotografare l'aura persino di una chiave inglese.



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