Un'origine fisica per i fantasmi?

Verso la fine dello scorso giugno, diversi quotidiani italiani hanno riportato una singolare notizia. Un ricercatore inglese avrebbe elaborato una teoria che spiegherebbe perché molta gente è convinta di aver visto un fantasma. Il ricercatore si chiama Vic Tandy ed è un esperto di computer dell'Università di Coventry (UK). Egli ha elaborato la sua congettura in collaborazione con il medico Tony Lawrence in un articolo pubblicato sul Journal of the Society for Psychical Research (V. Tandy and T.R. Lawrence, "The ghost in the machine", JSPR, 62 (851), 360-364, 1998).

Nell'articolo, lo stesso Tandy racconta in che modo è nata la sua teoria.

Una notte, Tandy si trovava da solo nel proprio laboratorio. Improvvisamente, ebbe una sensazione di disagio, ansia, tremito e avvertì la presenza di una figura inquietante nell'ambiente circostante. Dapprima non riuscì a spiegare l'insolita esperienza. Il mattino seguente, tuttavia, rientrando in laboratorio ebbe un'intuizione. Egli osservò una lamina metallica fissata a una morsa che vibrava senza causa apparente. Si rese conto che le vibrazioni erano prodotte da onde sonore a bassa frequenza (infrasuoni) generate da un ventilatore presente nella stanza e, probabilmente, entrate in risonanza con le pareti. Tandy ipotizzò allora che gli stessi infrasuoni potessero essere la causa della spiacevole esperienza capitatagli la notte precedente.

Gli infrasuoni non sono percepiti dalle nostre orecchie. Tuttavia, alcuni studi (nell'articolo sono citati i riferimenti) dimostrerebbero che essi possono produrre apprezzabili effetti fisiologici. In particolare sarebbe stato dimostrato che ogni parte del corpo possiede una precisa frequenza di risonanza, in corrispondenza della quale gli infrasuoni avrebbero effetti particolarmente significativi. Ad esempio, la testa entrerebbe in risonanza con una frequenza di 2-20 Hz e produrrebbe malessere diffuso, mentre i globi oculari risuonerebbero, in particolare, intorno ai 18 Hz e causerebbero difficoltà nella visione (Vic Tandy ha stimato che gli infrasuoni che si propagavano nel suo laboratorio, la notte fatidica, avevano una frequenza di circa 19 Hz).

Tandy immaginò allora che le sensazioni di ansia e di paura da lui provate potessero essere originate proprio dagli infrasuoni. In particolare, gli infrasuoni potrebbero essere entrati in risonanza con il bulbo oculare, provocando la sensazione che qualcuno fosse presente nella stanza..

Secondo questa congettura, dunque, i fantasmi non sarebbero entità disincarnate né tanto meno illusioni soggettive di individui suggestionabili. Sarebbero semplici onde sonore non percepibili consciamente ma in grado di provocare sensazioni da film horror.

Dopo la lettura dell'articolo sono riuscito a mettermi in contatto con lo stesso Vic Tandy, con il quale ho avuto uno scambio di e-mail.

Lui stesso, non sostiene con assoluta certezza che la sua teoria possa spiegare tutti i casi di avvistamento di fantasmi. La ritiene solamente un'ipotesi plausibile. Nella corrispondenza che abbiamo avuto, gli ho chiesto subito se avesse provato a riprodurre il fenomeno. Mi ha risposto di no a causa di due motivi. Innanzitutto, è estremamente difficile produrre ultrasuoni con uguali caratteristiche di frequenza e intensità e si incontrano difficoltà anche nel cercare di riprodurre esattamente le stesse condizioni che avrebbero originato l'insolita sensazione. Inoltre potrebbero esserci dei rischi. È stato, infatti, osservato che l'esposizione prolungata agli infrasuoni può creare danni alla salute. Ad esempio, il sistema cardiovascolare entra in risonanza a 7 Hz e l'esposizione può causare attacchi cardiaci. Vic Tandy mi faceva osservare che esperimenti di questo tipo sono comunque stati fatti (nell'articolo sono indicati i riferimenti bibliografici). I soggetti esposti agli infrasuoni non hanno avuto la sensazione di vedere i fantasmi, ma hanno accusato malessere, difficoltà respiratorie e alterazioni alla visione periferica.

L'effetto di risonanza degli infrasuoni si manifesterebbe più facilmente, secondo Tandy, in ambienti stretti e abbastanza lunghi (non inferiori a 6 metri). Lo stesso Tandy mi ha suggerito che sarebbe interessante esaminare un elevato numero di casi di "avvistamento di fantasmi", per verificare se le caratteristiche degli ambienti corrispondono a quelle previste. Uno studio di questo tipo, finora, non è stato però fatto ed è quindi abbastanza difficile dare un giudizio sull'attendibilità dell'ipotesi del Dr. Tandy.