Le favole battono la magia

Questa rubrica nasce per presentare ed analizzare il modo in cui i mass media si occupano di fenomeni paranormali.

E' uno spazio interessante perché permette di comprendere, più in generale cosa vuol dire la costruzione di una notizia e come i media contribuiscono al diffondersi o al consolidarsi di certezze errate nel pubblico.

Questa volta vogliamo occuparci di due casi molto diversi: un'intelligente inchiesta sui maghi italiani pubblicata dal settimanale Noi ed una scandalosa pubblicità camuffata da articolo comparsa sul mensile Elite.

Entrambi ci sono stati segnalati da due nostri lettori che ringraziamo, invitando anche altri ad inviarci ritagli e segnalazioni che ritengano interessanti.

L'articolo comparso su Noi è un'inchiesta su alcuni famosi maghi italiani: quelli per intenderci che proclamano a voce alta: "..è vero che fanno parte della nostra categoria alcuni cialtroni, ma non si può fare di ogni erba un fascio". A proposito, se vi è mai capitato di incontrarne uno che dicesse: "Io sono uno dei mitici cialtroni in questione, non ho nessun potere, ed ho sempre turlupinato chi si rivolgeva a me"; allora fatecelo sapere perché a noi in questi anni non è davvero mai successo. Venendo all'articolo, a firma di Germana Monteverdi, è un breve viaggio in quell'Italia, "..paese europeo che conta più maghi: gli astrologi, i cartomanti, i medium iscritti ad associazioni (che esercitano dunque la professione in maniera ufficiale) sono, infatti 150 mila, ma calcolando gli abusivi il totale aumenta di parecchio".

Ognuno di questi vanta doti straodinane: la capacità di liberare dal malocchio, unire in amori impossibili, far ritornare la salute, liberare dalle negatività sono per loro il pane quotidiano. Ognuno di loro vanta clienti illustri, illustrissimi, così illustri da non poter essere neppure citati per nome ("...sa com'è, loro ci tengono a non farlo sapere in giro e per noi è una questione di segreto professionale.."), ma solo per categoria socio-professionale: imprenditori, politici, attori, principi, etc. In compenso abbondano le immagini negli studi di questi maghi: ritratti a fianco del Papa o di Giulio Andreotti che sembrano ammonirci: "..se mi credono loro, vuoi non avere fiducia tu, misero mortale?". Ognuno di loro si presenta bardato in qualche strano modo: crocifissi ovunque, occhiali scuri anche al buio, carte coloratissime, perline trasparenti che stanno lì ad ammonirci, di nuovo, sulla potenza del mago e i suoi misteriosi strumenti.

La giornalista ha scelto di interrogarne alcuni presentandosi di volta in volta con un problema diverso da risolvere. E, non senza ironia, ha scelto di raccontare storie tratte da famosi romanzi, fiabe ed opere.

Così di mago in mago ha raccontato le sue passioni come Anna Karenina, i suoi tormenti come Cenerentola, le sue angoscie come moglie del J.R., personaggio della telenovela "Dailas", la sua ira come madre di Francesca (ma forse i maghi frequentano poco padre Dante), il dramma di Tosca.

Ovviamente, nessuno dei maghi si èaccorto di avere di fronte una giornalista, ma tutti si sono bevuti la storiella per poi chiedere dai due agli otto milioni per liberarla dalle negatività e dai malefici che sentivano operare su di lei.

Una curiosità: alcuni dei maghi, pur di soddisfare la cliente, e di intascare la parcella, sono disposti ad esercitare i loro poteri per azioni ben poco corrette. Quando, infatti, la giornalista si finge madre di Francesca e dice di voler separare la figlia da Paolo, bello e poeta, ma povero, per farla sposare al fratello Giovanni brutto, ma ricco, la maga dice: "..si può fare".

Ultima notazione interessante: i rimali che i maghi attuano per aiutare la loro cliente: si va dal misterioso (ripetere alcune volte delle parole assurde) al sadico (due statue che rappresentano gli amanti da bruciare) al feticistico (mi porti un paio di slip sporchi di sua figlia) al banale (mi servono i capelli di sua figlia per la sfatturazione).

Quello che accomuna tutti questi rituali è però la formula finale: "Niente assegni, grazie. Preferisco i contanti".

Il mensile Elite ha invece offerto ben altro servizio ai suoi lettori. Anche in questo caso vengono presentate le opere di alcuni maghi, ma qui vengono contrabbandate per articoli quelle che in realtà sono inserzioni pubblicitarie. Brevi redazionali sotto forma di intervista al mago, in tutto per tutto simili ad un vero articolo, ma che in realtà sono, come dicevamo, pagine pubblicitarie. Noi abbiamo deciso di inviarle all'ordine dei Giornalisti per chiedere cosa ne pensano. Se qualcuno di voi vuole scrivere ad Elite. il numero è quello di febbraio 93.

Lorenzo Montali è il segretario del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale.

image
L'articolo pubblicato dal settimanale Noi