UFO a Monselice (PD)

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  • 03-04-2003
  • di Leon L. Bertoletti
MONSELICE, 3 AGOSTO 2001
"La fabbrica mondiale delle notizie, proprio perché sforna incessantemente il nuovo, tende a cancellare il vecchio. Di conseguenza, il semplice ricordare è già fare opera di verità" (Dario Fertilio, "Le notizie del diavolo, la parabola ignota della disinformazione").

INTRODUZIONE
Che è successo veramente la notte del 3 agosto 2001 a Monselice, in provincia di Padova? Sulla vicenda molto è stato detto, scritto e indagato in tutto questo tempo. Ma una risposta chiara, univoca e definitiva ancora non esiste. Esiste, invece, il racconto di due donne apparse sincere e attendibili alla maggioranza dei cronisti, degli appassionati, degli esperti veri o presunti giunti in paese. Sono due signore normali, ma questo ovviamente non significa che si debba accettare acriticamente tutto quello che dicono. Sono due madri di famiglia che una sera d'estate decidono di uscire e di sedersi su una panchina. Assistono a un episodio che non riescono a spiegare, ma che non può essere etichettato come follia e sarebbe semplicistico definire allucinazione. Oltretutto ci sono le dichiarazioni di altri testimoni, raccolte e pubblicate dalla stampa locale, registrate da chi ha provato ad indagare sull'episodio. Ci sono fogli su fogli di documentazione: articoli, corrispondenze e interviste dei giornali; pronunciamenti ufficiali e comunicati stampa; materiali divulgati su Internet, grafici, fotografie... La ricostruzione che leggerete nasce attingendo a tutte queste fonti. é il risultato di un lavoro di raccolta, riordino, esame anche critico. Tuttavia, è soprattutto l'opera di un reporter. Ha lo stile e i limiti dell'indagine giornalistica. é un racconto senza pregiudizi e senza giudizi, soltanto con la giusta dose di diffidenza che dovrebbe caraterizzare ogni cronista. Ho messo in fila, giorno per giorno, i fatti e i commenti di chi ha voluto prendere posizione su quanto è accaduto, avendo o meno l'autorità di farlo. Ho sottolineato anche le contraddizioni, gli errori valutativi, le leggerezze, le dichiarazioni contraddittorie e contrastanti, le distorsioni degli eventi, le esagerazioni volute o frutto di buona fede, le conclusioni affrettate e (purtroppo) anche certe narrazioni giornalistiche approssimative. Sono cose che succedono. Anche tenendo presente che il mondo dell'informazione, all'inizio, sembra cavalcare la notizia nella consapevolezza di avere trovato la "classica" storia di agosto: quella che permetterà di riempire le pagine di cronaca con dettagli curiosi nel periodo che vede la maggioranza dei lettori assenti, per ferie, dalla città. Il desiderio di fare chiarezza sulla vicenda interverrà in un secondo momento. Quando la risonanza del fatto avrà varcato addirittura i confini nazionali, trovando posto su riviste e siti Internet specializzati in lingua inglese e spagnola. Quando le fonti si saranno talmente moltiplicate che riuscirà difficile controllarle, e il flusso di informazioni diventerà inesauribile, difficile da gestire, da controllare, da verificare. Ho deciso di mettere in luce anche le incongruenze non per il gusto di sbugiardare ma con l'intento di informare. Conoscere è il primo passo per comprendere. Poi ciascuno si faccia la sua idea. Incontri ravvicinati? Chissà. Tra possibilisti e negazionisti, tra chi si entusiasma e chi tenta di ragionare, appare lecito interrogarsi. é stato un avvistamento eccezionale, un caso esemplare, una favola, o che altro? Le ipotesi sono ancora tutte aperte. Molti particolari restano da chiarire, molti aspetti (o "misteri," se preferite questo termine) da svelare. Nessuno è riuscito a dimostrare tutti i fatti e le loro connessioni in modo inequivocabile, a chiarire ogni dubbio. Era inevitabile, probabilmente, che questo accadesse rispetto a quanto sto per raccontare. Potrebbe anche rappresentare sul serio l'avvistamento di un Ufo, ma nel senso letterale dell'espressione: cioè di un "Unidentified flying object," un oggetto volante non identificato. Potrebbe. O forse no.

VENERDI' 3 AGOSTO 2001
Monselice, provincia di Padova. Sono quasi le ore 23.30 in questo comune di remote origini e antichi fasti che non raggiunge i ventimila abitanti (17.530 per l'Annuario provinciale 2001). Il suo nome si fa derivare dal latino: "Mons silicis," il monte della strada selciata. Ma il luogo viene tradizionalmente indicato anche come "Città della Rocca": per la presenza, sul colle minore, di quanto resta della fortificazione edificata in pieno Medioevo in base alle indicazioni, a quanto si tramanda, fornite da Federico II al suo vicario Ezzelino da Romano. Scrive Roberto Valandro nel libro "Monselice e i suoi monumenti" (Libreria editrice Zielo, Este 1986): "Il paesaggio monselicense manifesta stile e forme singolari. La natura ha provveduto a collocare un riferimento obbligato, lo sperone trachitico della Rocca proiettato verso l'ampia piana soggiogata dal fiume-padre della Bassa, l'Adige, un isolato cono petroso annuncio ferrigno dei dolci profili collinari che, dopo il Monte Ricco, s'addensano sinuosi a proteggere i segreti recessi degli Euganei, i 'monti paduani' di vetusta memoria." In questa scenografia è scesa la notte, al termine di una giornata calda, afosa. Così Lucia Q., 51 anni, e Udilla S., 53, dopo aver cenato, decidono di uscire di casa e di andarsi a sedere su una panchina di una piccola piazza in via Pigafetta, in quartiere Marco Polo. La zona è stata edificata da una decina d'anni. Vicino alla panchina, praticamente al centro della piazza, c'è un'edicola che contiene una statua della Madonna. Le due signore sono sedute da tempo quando accade un episodio che ancora oggi appare indecifrabile. Eccolo nella ricostruzione diffusa sul sito internet della sezione veneta del Centro Ufologico Nazionale (www.cun-veneto.it), frutto di un lavoro di indagine e di intervista dei testimoni curato da Alfredo Benni e Dario Corrò. "Due donne stavano prendendo il fresco su una panchina in una vicina piazza a Monselice quando una di loro ha visto un oggetto, frontalmente, che planava verso di loro. Era scuro, grosso, con molte luci rotanti sui lati. In pochi secondi l'oggetto senza alcun rumore era sopra di loro. Quando l'oggetto si è trovato sopra di loro si è abbassato verticalmente. L'oggetto era enorme: quadrato, 30 metri per lato, copriva quasi tutta la piazza dove erano loro. Una delle due donne è stata presa dal panico ('ci schiaccerà'; 'la casa non riesco a raggiungerla') ed è corsa sotto il capitello della Madonna al centro della piazza. Il capitello è abbastanza grande e può accogliere senza difficoltà almeno due persone. L'altra donna, incuriosita, si è avvicinata all'oggetto e lo ha guardato molto da vicino. Poi ha esclamato: 'Ce l'ho sulla testa' e si è rifugiata anche lei sotto il capitello. [...] L'oggetto si è poi (istantaneamente) diviso in tre parti. Due sono andate in una direzione, una terza nella direzione opposta."

VENERDI' 17 AGOSTO
Passano due settimane prima che la notizia dell'accaduto divenga di dominio pubblico, trovando posto sulle prime pagine dei due quotidiani locali padovani, "Il Mattino di Padova" e "Il Gazzettino". Le cronache riflettono sostanzialmente la ricostruzione dei fatti emersa in seguito grazie ad analisi più approfondite, anche se non manca qualche leggerezza nella titolazione e nei testi. "Il Gazzettino" (sezione di Padova, pagina 8) titola: "Al Marco Polo atterrano i 'dischi volanti' ". Si mostra più rigoroso sulla prima pagina della parte generale: "Ufo appare e si scinde in tre nel Padovano." "Incontri ravvicinati a Monselice" è invece il titolo del "Mattino di Padova" (pagina 3). La cronaca del corrispondente da Monselice del "Gazzettino", Ferdinando Garavello, parte con humour: "Che il nostro paese sia meta ogni anno di un flusso turistico enorme ormai non è più una novità, ma il fatto che a volte i visitatori vengano un po' più da 'lontano' non manca mai di destare scalpore" (sezione di Padova, pagina 8). Decisamente diverso il lead dell'articolo di Enrico Ferro per "Il Mattino": "Incontri ravvicinati nel cielo di Monselice. La testimonianza di due donne, che hanno raccontato di essersi trovate improvvisamente a contatto con un Ufo, è scritta, nero su bianco, in un rapporto dei carabinieri che sarà al centro di un'indagine dell'Aeronautica militare." In entrambi i casi segue la narrazione della vicenda. Prendiamo quella del "Gazzettino": "Nella tarda serata di venerdì 3 agosto, attorno alle 23.30, almeno tre persone hanno visto un 'oggetto volante non identificato' (altrimenti detto Ufo) compiere strane evoluzioni a pochi metri dal suolo, esattamente sopra la piazzetta del quartiere Marco Polo, in via Pigafetta. [...] Secondo gli spettatori diretti della strana visione, l'oggetto misterioso, di forma quadrata e grande almeno quanto la piazza stessa che misura circa un centinaio di metri per settanta, sarebbe arrivato silenziosamente, senza emettere alcun tipo di suono, dalla direzione di Este. Una volta raggiunto lo spiazzo si sarebbe fermato, scendendo lentamente fino a sfiorare la cima degli alberelli e, dopo qualche attimo, scindendosi in tre parti che sono sfrecciate via a velocità incredibile. Tutto sarebbe successo in pochi secondi e nel silenzio più assoluto, tranne un rumore soffocato nel momento in cui le tre piccole 'astronavi' si sono separate. Per un caso particolare quella sera la piazza era deserta e solo due signore di mezza età avevano deciso di riposarsi e prendere il fresco su una delle panchine, dalla quale avrebbero assistito all'incredibile spettacolo." Perché la notizia è arrivata così in ritardo ai giornali? Giustifica Garavello: "Il giorno dopo tutto il quartiere sapeva già per filo e per segno l'accaduto, ma le notizie hanno tardato a trapelare per la paura della gente di vedersi tagliare addosso la parte del 'matto' che ha le visioni o del malato di protagonismo. Nella mattina di ieri invece (cioè del 16 agosto 2001) un sopralluogo dei carabinieri della stazione di Monselice, probabilmente su indicazione dell'Aeronautica militare, ha fatto scattare la molla giusta e qualcuno ha deciso di raccontare la sua strana e meravigliosa esperienza." Simile la versione del "Mattino". Scrive Ferro a proposito delle due testimoni principali: "Dopo giorni e giorni di shock senza riuscire a chiudere occhio durante la notte, una di loro si è decisa a parlare, a raccontare quell'incredibile esperienza." Segue, appunto, il racconto di Lucia Q. "La paura è esplosa quando l'oggetto si è fermato sopra le nostre teste, a quattro o cinque metri di altezza. Io sono scappata, mi sono rifugiata dietro la statuetta della Madonna. L'ho abbracciata e allo stesso tempo urlavo, chiamavo Udilla che invece era rimasta come paralizzata sulla panchina. Continuava a fissare quella cosa. A un tratto si è alzata, ha fatto qualche passo fino a portarsi sotto quella piattaforma. La chiamavo, ma lei non mi sentiva. Faceva movimenti strani con le braccia e emetteva dei suoni. Io ho insistito nel chiamarla e finalmente è venuta da me, anche lei dietro la Madonna." Un'altra testimonianza si trova sul "Gazzettino". A parlare è la signora Dorina C., 75 anni: "Quella sera ero da mio figlio, che abita poco distante da qui, quando ho deciso di affacciarmi alla finestra. Ho visto questa cosa, non saprei come descriverla, era quadrata ed enorme, davvero enorme. [...] Era una cosa meravigliosa, incredibile, con tutte quelle luci colorate e molto luminosa. Non ho avuto proprio paura, tanto era là in alto ed era pure lontano... cosa c'era da aver paura?" (sezione di Padova, pagina 8). Mentre in un altro articolo pubblicato sulla prima pagina della parte generale, Garavello ripete quando scritto in cronaca locale, ma aggiungendo alcuni particolari: "L'oggetto era molto scuro ed illuminato da migliaia di sorgenti luminose intermittenti di ogni colore [...]. Le due anziane presenti, in preda al panico, si sono immediatamente precipitate ad abbracciare la statuina di Maria Ausiliatrice che vigila sul quartiere." Sul "Mattino," Ferro conclude la sua corrispondenza con un'osservazione: "Nei giorni successivi (all'episodio) sembra che evidenti segni fossero stati lasciati sulle cime dei due alberi vicini alla panchina. Foglie bruciate, abbassate, ingiallite." Sullo stesso quotidiano c'è un pezzo scritto da Furio Stella: "Era davvero un Ufo quello che se ne andava a zonzo per i cieli di Monselice? Non lo sappiamo. Ma che il rapporto dei carabinieri sia un rapporto vero, dunque un documento ufficiale che verrà infilato in una busta e trasmesso da qualche altra parte, nessuno può metterlo in dubbio. [...] A proposito: trasmesso da qualche altra parte dove? A Roma. Più precisamente al Reparto Sicurezza Generale dell'Aeronautica Militare. Negli archivi del quale vengono raccolti dati, segnalazioni e testimonianze di avvistamenti avvenuti sul territorio nazionale. [...] Va detto che nei compiti istituzionali del Secondo Reparto non c'è assolutamente lo studio del fenomeno Ufo. 'Raccogliamo dati e basta' si limitano a dire a Roma."

SABATO 18 AGOSTO
I cronisti danno ancora la parola a Lucia Q. Riporta sul "Gazzettino" Garavello: "Abbiamo visto arrivare da lontano quest'arnese, la mia amica mi ha fatto notare che stava arrivando proprio uno strano aereo. Invece quell'oggetto ha iniziato ad avvicinarsi sempre di più e abbiamo visto che era molto grande, enorme. Ho pensato che fosse un aliante (mentre) si avvicinava ancora, silenziosamente, quando si è fatto grandissimo proprio sopra di noi. Ho pensato che ci sarebbe venuto addosso e sono scappata urlando ad abbracciare la statuina della Madonna, mentre Udilla si è alzata ed è rimasta ad osservarlo mentre rimaneva fermo sopra la cima degli alberelli." La donna descrive l'oggetto come "un quadrato enorme punteggiato di luci intermittenti, non saprei dire esattamente le misure, ma copriva interamente tutta questa parte della piazza. Gli angoli non erano appuntiti, ma smussati. All'interno c'era una grande luce, al cui centro stava una luce più piccola, ma rossa." Confida inoltre al giornalista di "non riuscire ancora a dormire, mi giro e mi rigiro ma sono ancora terrorizzata." (sezione di Padova, pagina 4). Sul "Mattino" (pagina 26), Carlo Bellotto mette tra virgolette anche un interrogativo allarmato della testimone: "Avranno lasciato radiazioni? Io da quella notte non dormo più e forse sarebbe utile controllare il terreno, se è rimasto inquinato. Sono rimasta talmente scossa che avrei preferito avere un ladro in casa: ora con il buio non esco più." Se "Il Mattino" fa parlare anche la gente del quartiere, titolando " 'Hanno sicuramente visto qualcosa.' Molti credono all'incontro ravvicinato," sul "Gazzettino" compaiono invece le dichiarazioni di Esterina P., 67 anni. Abita vicino alla piazza e racconta che la sera del 3 agosto si trovava in giardino. Dice di aver visto "Lucia e Udilla alzarsi dalla panchina urlando. La prima è corsa ad abbracciare la statua della Madonna, mentre l'altra è rimasta ferma in piedi. Pensavo ci fosse un cane randagio o qualche pericolo, ma il tutto è durato talmente poco che non ho nemmeno alzato lo sguardo e quindi non ho visto nulla." Nello stesso giorno, a pagina 2 dell'edizione di Pordenone del "Gazzettino" compare questa notizia: "Il professor Antonio Chiumento, infaticabile 'cacciatore di X-Files', questa mattina sarà a Monselice per indagare sul caso del cosiddetto 'triplice Ufo' che tanto risalto ha avuto (sui giornali e in tv) nell'arco delle ultime 48 ore. [...] Per l'ufologo purliliese Antonio Chiumento il caso sarebbe molto interessante. 'Infatti - commenta - ha diversi punti di contatto con episodi analoghi avvenuti, proprio nello stesso periodo, nelle zone di Massa Carrara e Arezzo." Nella stessa giornata arriva a Monselice anche il direttore del Centro Ufologico Internazionale, Antonello Mario Lupino.

DOMENICA 19 AGOSTO
L'episodio di Monselice acquista tinte allarmistiche. "Il Gazzettino" sembra dar credito alla notizia di un tentativo di rapimento che l'oggetto misterioso avrebbe tentato nei confronti di una delle due donne testimoni: quella Udilla S. che non ha mai parlato, anche perché i cronisti non riescono a rintracciarla. "Il Mattino" si sofferma, invece, su un altro aspetto. Chiaro fin dal titolo: "Picchi di radioattività sospetti." Scrive Ferdinando Garavello sul "Gazzettino" (sezione di Padova, pagina 7): "Sparita dalla circolazione. 'é in ferie,' glissano i vicini. Al civico [...] di via [...] citofono e telefono da qualche giorno suonano a vuoto. Di Udilla S[...], 53 anni, moglie e madre di famiglia, sembrano essersi perse le tracce. La voce 'ufficiale' parla di vacanze. Ma un'altra verità comincia ad insinuarsi con sempre più insistenza. La donna sarebbe stata 'messa al sicuro' dai familiari dopo il violento shock provocato dall'apparizione': la signora Udilla, dopo quell'esperienza, avrebbe addirittura perso la parola. L'Ufo, secondo quanto trapela, avrebbe tentato di rapirla." Carlo Bellotto, sul "Mattino" (pagina 23), sottolinea invece che "in una zona di circa tre metri quadrati, distante pochi passi dalla panchina [...], tre esperti del Centro Ufologico Italiano hanno rilevato una radioattività alta. Con picchi dell'1,5 per cento, quando il valore normale è 0,4. Inoltre, sempre in quel fazzoletto di terreno, ieri pomeriggio la temperatura era di 35 gradi, anche all'ombra di una pianta. A fronte dei 28 gradi misurati pochi metri più in là." Sull'interpretazione della vicenda, le opinioni cominciano ad essere discordanti. "Il Gazzettino" dà spazio alle dichiarazioni di Chiumento, che "ha indagato su circa 1.400 casi in Italia, è stato vicepresidente del Centro Ufologico Nazionale e primo presidente del Centro Italiano Studi Ufologici" (sezione di Padova, pagina 7). Dice Chiumento: "Questo è un bellissimo caso, estremamente strano ma assolutamente credibile e molto importante: a livello nazionale il contatto di Monselice è il primo per importanza degli ultimi anni. Penso che un incontro ravvicinato con tanti testimoni, anche indipendenti tra loro, con un oggetto di queste dimensioni sia davvero straordinario. Posso dire con sicurezza che si è trattato, per così dire, di un'astronave di origine extraterrestre. Si tratta comunque di un'ipotesi, visto che non ho nessuna astronave da esibire come prova tangibile, ma se l'Aeronautica mi dice che era un aeromobile allora mi dimostrino che c'è in circolazione tra le forze italiane o quelle della Nato un mezzo con quelle caratteristiche. Allo stato attuale delle conoscenze mondiali non esiste un mezzo, con quella forma e quelle dimensioni, aerodinamicamente capace di fermarsi a mezz'aria come descritto dai testimoni." "Il Mattino" pubblica invece il commento di Antonello Lupino, direttore del Centro Ufologico Internazionale: "L'ipotesi più accreditata al momento è il passaggio di un velivolo sperimentale, visto che sulla pianta non sono rimasti segni particolari." Annota il giornalista Bellotto: "Secondo Lupino si sarebbero dovute rilevare delle tracce di vetrificazione sul terreno, che però non ci sono. 'Come pure non c'è traccia di bruciature sulle foglie.' [...] Lupino assieme al direttore della sezione investigativa del Cui, Nicola Marchetti, e al vicedirettore Dino Colognese, ha compiuto delle rilevazioni per tutto il pomeriggio di ieri. Si sono serviti del geiger per rilevare l'eventuale presenza di radioattività. E poi del magnetometro, che rileva la presenza di correnti elettromagnetiche, e di un misuratore di metalli. Hanno prelevato campioni di erba, di corteccia e persino la testa dalle sproporzionate dimensioni di una formica (l'ondata di radiazione, a loro dire, potrebbe averla fatta crescere a dismisura in pochi giorni)." Sempre "Il Mattino" riferisce che nella sera di venerdì 17 due persone avrebbero avvistato, nel quartiere San Gregorio Magno di Padova, una palla luminosa. Simile a un'altra notata giorni prima a Dolo (Venezia). Serve sottolinearlo perché alla vicenda di Monselice si accompagna, come si vedrà, un risveglio di segnalazioni di "avvistamenti insoliti." Anche la sezione di Pordenone del "Gazzettino" si sofferma (a pagina 2) sulla vicenda di Monselice. Fa parlare Chiumento, dandogli spazio perché risiede nel capoluogo. Dice Chiumento: "Ho contattato le signore Lucia Q[...] e Dorina C[...], le due testimoni oculari. La signora Lucia, in particolare, è stata colei che ha visto arrivare la 'cosa' alle 23.15 del 3 agosto. Era seduta su una panchina del giardino pubblico e, al suo fianco, c'era l'amica Udilla S[...]. Ha visto 'due cerchi di luce attaccati a un quadrato avvicinarsi lentamente,' pensando inizialmente a un aereo." La testimone Lucia Q. dice (sull'edizione di Pordenone) che l'oggetto visto "quando è giunto a 5 metri sopra le nostre teste si è fermato. Era una struttura enorme, con in mezzo una sorta di oblò circolare e una lucetta rossa. Sembrava metallico, di color grigio ferro. é rimasto sospeso per alcuni secondi. Io mi sono rifugiata sotto il capitello, abbracciando la statua della Madonna, mentre Udilla ha cercato di fuggire nel piazzale. Non riusciva più a parlare e gesticolava in modo strano. Poi si è scossa ed è arrivata vicino a me, terrorizzata. A quel punto la 'cosa' si è allontanata ad alta velocità, diventando qualcosa di simile a due cerchi. Alla nostra sinistra, in alto, abbiamo visto un cerchio luminoso, ma non sappiamo se fosse collegato ai primi due. L'unico rumore è stato una specie di soffio mentre quella 'cosa' si abbassava. Temevo che ci schiacciasse e ho invocato la Madonna." Chiumento chiosa: "La signora Lucia è ancora sconvolta ed è sicuramente una persona credibilissima. L'ho interrogata per oltre due ore, non si è mai contraddetta ed è stata perfettamente coerente. Il marito non voleva che parlasse, per timore del ridicolo. Lei, per lo spavento, non riusciva più a dormire. Che tipo di spiegazione offrire? Un aeromobile militare di quelle dimensioni, 100 metri di lato, è difficile da ipotizzare. Personalmente non posso che giudicarlo come un oggetto di natura del tutto sconosciuta." Chiede il giornalista (l'articolo non è firmato per esteso, compare soltanto la sigla P.P.S.): "Che c'entri la Nato?" Risposta di Chiumento: "Aerodinamicamente sarebbe già una sfida nella tipologia avveniristica, quindi verrebbe comunque protetto dal top secret. Di certo altre persone, nei dintorni, hanno assistito alla scena, quindi non si può parlare di allucinazione. Raccoglierò altre testimonianze perché il caso è tra i più interessanti degli ultimi anni, e non soltanto nel Nordest."

LUNEDI' 20 AGOSTO
é il giorno di una smentita. I carabinieri hanno trovato nella campagna padovana una radio sonda e "smontano" l'ipotesi Ufo. "Gli Ufo? No, è una sonda meteo" titola "Il Mattino" a pagina 8. Sul "Gazzettino" (sezione di Padova, pagina 21), Paolo Gabrielli scrive: "Macché Ufo. L'incontro 'ravvicinato di terzo grado' avvenuto nella piazzetta della Madonnina a Monselice lo scorso 3 agosto, secondo i carabinieri avrebbe una spiegazione più banale. A 'sconvolgere' un gruppo di abitanti e ad infiammare poi l'entusiasmo di alcuni esperti sarebbe stata una normalissima radio sonda, una delle tante che le stazioni meteorologiche lanciano per misurare la temperatura, l'umidità e la pressione atmosferica." Segue la cronaca del ritrovamento. "L''unidentified flying object' è stato rinvenuto l'altro giorno in un campo vicino all'abitazione di un agricoltore di Sant'Urbano. Roberto R[...], 41 anni, non credeva ai propri occhi, non aveva mai visto un oggetto del genere e ha chiamato i carabinieri. 'L'ho trovato qui - spiega - non l'ho toccato perché pensavo fosse una bomba.' I militari di Carmignano e di Sant'Urbano lo hanno portato in caserma. é una scatola di polistirolo alto 20 centimetri e largo 10, con all'interno un'apparecchiatura molto sofisticata. é agganciato ad un pallone gonfiabile. Nessun dubbio sulla sua provenienza: il dispositivo, modello Rs 80, viene costruito in Finlandia dal gruppo Vaisala, una multinazionale specializzata in strumenti per la meteorologia. Una volta lanciato, il pallone sale e scoppia quando la temperatura interna è più forte di quella esterna. Ad attutire la caduta è invece un paracadute che quando si apre fa apparire le sue dimensioni molto più grandi di quelle reali. Un effetto spettacolare che può trarre in inganno i non addetti ai lavori facendo loro credere di avere avvistato magari un Ufo. Il mistero semmai è un altro: chi ha lanciato la radio sonda e, soprattutto, come mai è caduta nella campagna di Carmignano e non in mare come dovrebbe invece accadere?" L'esperto del Centro Meteorologico di Teolo contattato dal giornalista spiega l'ovvio: potrebbe essere stato spinto dal vento. Gabrielli chiude tuttavia l'articolo con un dubbio, riferito al racconto delle testimoni dell'avvistamento: "Dato che le radio sonda non sono luminose, come spiegare tutte quelle luci?" Intanto, la piazzetta del quartiere Marco Polo di Monselice è meta di un viavai continuo di ufologi e curiosi. Vi approdano anche due tecnici del Centro Ufologico Nazionale, Alfredo Benni e Dario Corrò. Anche loro interrogano i testimoni e svolgono alcune analisi sul terreno nei pressi della panchina dove la sera dello strano episodio si trovavano sedute le due testimoni. In merito alla sonda meteo, proprio la sezione veneta del Centro Ufologico Nazionale scriverà sul proprio sito Internet (www.cun-veneto.it): "Si è parlato [...] di un pallone sonda [...] Rs 80 caduto a dieci chilometri da Monselice. Molta enfasi è stata data a questo ritrovamento. A nostro avviso non si tratta di un ritrovamento collegabile alle testimonianze dell'avvistamento; i testimoni parlano di una 'piastra' metallica enorme e scura. Soprattutto viene ben specificato che si tratta di un oggetto 'quadrato.' Ora, i palloni a cui sono attaccate le sonde Rs 80 sono sferici e misurano circa un metro. Inoltre sono bianchi. La sonda, poi, è una scatoletta di circa venti centimetri. C'è un abisso di distanza fra l'oggetto descritto nelle testimonianze e la sonda atmosferica. Alcune testi hanno infine visto la sonda dopo il ritrovamento in un campo e sostengono con certezza che non si tratti della stessa cosa."

MARTEDI' 21 AGOSTO
L'ipotesi della sonda meteo è già archiviata. "Il Mattino" riferisce un'altra teoria: "Quella sera sui cieli di Monselice potrebbe essere transitato un aereo Tr3a 'Black Manta' che fa parte degli 'Skunk Works,' i progetti segreti statunitensi chiamati anche 'progetti neri,' sviluppati dalla Boeing per l'evoluzione di progettazioni di velivoli non convenzionali." L'articolo (a pagina 27) è firmato da Claudio Bellotto e riporta l'opinione di Antonello Lupino. "Lupino è indeciso tra il Tr3a (un miracolo della tecnica) e un altro aereo di simili dimensioni. Il Tacit Blue è in grado di stazionare in volo e di decollare verticalmente. Entrambi gli aerei americani hanno una luce rossa al centro. I fasci di luce che hanno notato (le testimoni) potrebbe essere stata la scia di fuoco creata dal combustibile." A completare il pezzo compare un'illustrazione che la didascalia indica come la foto di un altro velivolo, il Tr3b. Merita di essere riportato il commento in proposito diffuso sul Web dal Cun: "Il Tacit Blue è servito alla Northop per provare la tecnologia stealth del successivo bombardiere stealth B-2. Ormai è un pezzo da museo. Inoltre ha propulsione a getto. Ali, impennaggi, derive... è un aereo!!! [...] Il Tr3a 'Black Manta' era il concorrente Northop del Lockheed F-117. Aveva una pianta a delta triangolare e due derive minimali (era chiamato anche Baby B2 data la somiglianza con l'omonimo bombardiere). Inoltre (ha) due bei motori a getto che fanno rumore, fumo, vento, ecc." Quanto al Tr3b ("velivolo triangolare che sfruttando una non meglio precisata propulsione inerziale annullerebbe il campo gravitazionale dell'89 per cento; non sarebbe l'antigravità, sarebbe solo l'annullamento del campo gravitazionale") il Cun annota: "Ovvio e scontato dire che nessuno l'ha mai visto. Le poche informazioni risalgono a indiscrezioni e qualche disegno. Fino a che non vedremo almeno una foto accreditata, per noi la storia del Tr3b è solo una 'leggenda metropolitana.' " Segue un elenco di domande: "Ma si può mai credere sul serio che gli americani invece di tenersi il loro gioiellino (stiamo parlando del Tr3b, ammesso che esista) di miliardi di dollari al sicuro in un bel deserto a Dreamland (area 51) lo lascerebbero scorazzare su Monselice? Quale sarebbe quel pazzo che approverebbe un simile piano di volo? [...] Ma chi poi autorizzerebbe un simile volo sopra una zona abitata? E se qualche cosa andasse storto? E se precipitasse? Essendo un velivolo (si dice nella leggenda metropolitana) a propulsione nucleare, chi glielo dice a metà Nordest di sfollare? [...] E poi perché un simile velivolo militare, segretissimo e sperimentale, dovrebbe spaventare due [...] signore? Per farsi scoprire, disegnare da qualche zelante ufologo e venire pubblicato su tutte le riviste di aeronautica e ufologia? Costa maledettamente caro tenere segreto un velivolo sperimentale. Perché buttare via anni di segretezza e altrettanti miliardi di dollari solo per fare un semplice 'scherzo' a due signore?" Ecco allora la conclusione: "Logica, a questo punto, ci induce a pensare che non si tratti di un velivolo sperimentale. Inoltre, non dimentichiamolo mai, le testi affermano che l'oggetto era quadrato, mentre il Tr3b è triangolare." "Il Gazzettino" si dedica invece per la prima volta alla questione della radioattività. "Tracce di radioattività sul terreno dell'Ufo" titola il quotidiano (edizione di Padova, pagina 7), riferendo i risultati delle analisi di Benni e Currò. Riporta Ferdinando Garavello: "Nel corso delle indagini è emerso un dato inquietante riguardante la radioattività di un fazzoletto di verde al limitare delle piazzole: si è registrato un picco di radioattività pari ad 1,4, mentre la norma di solito si aggira sullo 0,4. Gli esperti non hanno saputo dire nulla sui motivi di un tasso così elevato. é esclusa, comunque, l'incidenza di apparecchi radiotrasmittenti e ripetitori telefonici, che si basano solo su onde elettromagnetiche. La scoperta dovrebbe, se non allarmare, di sicuro preoccupare le autorità cittadine, indipendentemente dalla presenza o meno di mezzi non identificati in volo sul territorio, visto che si può credere o meno agli Ufo, addirittura scherzarci sopra, mentre non c'è molto da scherzare con la radioattività. Sul posto è intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri di Monselice in servizio di pattuglia, che ne ha approfittato per conferire con gli studiosi per valutare o meno l'eventualità di inoltrare una segnalazione all'Usl (l'Unità sanitaria locale). La palla passa quindi all'amministrazione comunale e all'Unità sanitaria, dalle quali ci si aspetta un immediato intervento per definire l'eventuale nocività dell'area. Dove, oltretutto, sostano per gran parte della giornata bambini e famiglie in cerca di un po' di svago." Alla questione dedica spazio anche "Il Mattino". Un breve articolo è intitolato: "Allarme nel quartiere. 'Se c'è radioattività perché non interviene il Comune?' " Mentre nell'articolo di Bellotto già citato compaiono sul tema alcune dichiarazioni di Antonello Lupino: "Le risultanze delle analisi sono rigorosamente negative. Il terreno prelevato e analizzato non ha evidenziato nessun arricchimento radioattivo. le foglie delle piante sono disidratate nella norma considerato il secco di questo periodo, e la corteccia dell'albero e alcune gemme delle piante hanno dimostrato la presenza di un parassita. Il dato vero è il valore anormale di radioattività che ha presentato picchi di 1,5 [...]. Il momento di assenza di una testimone potrebbe essere stato determinato dalle onde elettromagnetiche generate dal velivolo, che creano disturbi alla ghiandola pituitaria." Si ridimensionano anche le voci allarmistiche sulla sorte della testimone Udilla S. Scrive "Il Gazzettino" (sezione di Padova, pagina 7): "Udilla avrebbe infatti mostrato segni di forte turbamento emotivo solo nei pochi minuti successivi allo spavento, dopodiché la sua vita sarebbe continuata senza alcun problema: dovrebbe tornare a breve da una vacanza in montagna. Il suo silenzio in questo caso sarebbe dovuto solamente al fatto che la donna non ha avuto modo di leggere alcun giornale, né di parlare direttamente con le amiche di Monselice, le quali non sanno come rintracciarla." In sua mancanza, parla ancora l'altra testimone, Lucia Q. "Me lo sono sognato anche stanotte. Eravamo sedute sempre sulla stessa panchina, ma questa volta è arrivato dalla parte opposta. Allora mi sono svegliata e ho dovuto andare sul divano perché non sono più riuscita a prendere sonno" dichiara a Ferdinando Garavello, intervenendo anche sulla "smentita" della radio sonda: "Escludo del tutto che si tratti della stessa cosa. La differenza la vedrebbe anche un bambino. Quello che ho visto io era una piastra di metallo enorme e non vedo proprio come possa assomigliare ad un pallone con attaccata una scatoletta." Il corrispondente da Monselice del "Gazzettino" raccoglie inoltre un appello della donna che "spera di poter 'rintracciare' il fantomatico astrofilo che quella notte avrebbe catturato con il suo telescopio l'Ufo in volo sui cieli della Bassa (padovana). La sua testimonianza sarebbe infatti molto utile."

MERCOLEDI' 22 AGOSTO
Il Cun veneto dirama, a firma del coordinatore Carlo Trimboli, un comunicato stampa. "II Centro Ufologico Nazionale desidera che venga divulgato a mezzo degli organi di stampa il seguente comunicato: In data 20 agosto 2001, due nostri inquirenti, Corrò Dario e Benni Alfredo, hanno svolto dei rilievi strumentali nella piazzetta dove è avvenuto l'avvistamento di Monselice. Il contatore geiger ha rilevato una leggerissima anomalia radioattiva tra 1 e 1,2 con punte di 1,4 percentuali di radioattività. Desideriamo però segnalare che questa modestissima anomalia radioattiva è veramente ridotta. Infatti è equivalente alla radioattività emessa da un orologio con le lancette fosforescenti. Non è proprio il caso, quindi, di creare falsi allarmismi. Inoltre l'anomalia è contenuta in un ambito molto ristretto di due metri quadri. Inoltre non abbiamo alcuna prova, né testimoniale, né strumentale che ci induca a pensare che tale anomalia sia riconducibile e/o collegata all'avvistamento di Monselice, documentato invece da numerose e concordi testimonianze. Nei prossimi giorni analoga relazioni conclusiva verrà consegnata ufficialmente alla Stazione dei Carabinieri di Monselice che a sua volta deciderà o meno se avvisare o meno le autorità competenti. Più che altro, forse, sarebbe interessante monitorare il fenomeno ad intervalli regolari e verificarne una sua eventuale riduzione nel breve periodo." A fare notizia è comunque la diversità di vedute tra i rappresentanti dei vari organismi giunti sul posto. "é guerra tra gli ufologi a causa degli avvistamenti di Monselice" titola "Il Mattino". Che, a pagina 26, sintetizza così: Dario Corrò e Alfredo Benni, del Centro Ufologico Nazionale (Cun), propendono per la tesi Ufo; Antonello Lupino, del Centro Ufologico Internazionale (Cui) pensa a un velivolo sperimentale, magari della Nasa; Antonio Chiumento, ufologo indipendente, ipotizza un oggetto di origine aliena o extraterrestre.

GIOVEDI' 23 AGOSTO
"Il Mattino" chiama in causa l'Arpav, l'Agenzia regionale per l'ambiente del Veneto. Scrive (a pagina 26) Enrico Ferro: "L'Arpav snobba l'avvistamento Ufo nella città della Rocca. Lo fa per bocca di Donato Carbone, responsabile del servizio territoriale: 'Non credo agli avvistamenti Ufo e non intendo subire pressioni tendenti ad anticipare il sopralluogo. I nostri tecnici interverranno quando ne avranno la possibilità. [...] Non so che esperti siano venuti a fare i rilievi. Ma forse dovevano considerare che nelle zone dei colli (i Colli Euganei), per la maggior parte di origine vulcanica, spesso la radioattività è dovuta alla presenza di radon." "Il Gazzettino" pubblica invece (sezione di Padova, pagina 7) il comunicato del direttore del Centro Ufologico Internazionale, Antonello Lupino, che fa seguito alla sua visita a Monselice di sabato 18 agosto. Il direttore annota che, visti i dati raccolti "in loco" e "sulla scorta delle testimonianze attendibili raccolte dalle persone coinvolte direttamente nell'avvistamento dell'ordigno sconosciuto, si ritiene che l'evento in questione abbia realmente avuto luogo nella zona segnalata. [...] La silenziosità dell'oggetto, la probabile emissione di forti campi elettromagnetici generati dall'apparato propulsivo di sostentamento del velivolo e la capacità dello stesso di generare una spinta che in pochi secondi lo ha allontanato dallo scenario dell'avvistamento fanno pensare ad un oggetto collocato fuori dalla portata della tecnologia terrestre conosciuta." Secondo Ferdinando Garavello, "nella relazione spicca la situazione particolare presentata nel 'triangolo' i cui vertici sono costituiti dalla panchina sulla quale Lucia Q[...] e Udilla S[...] erano sedute quella sera, il capitello di Maria Ausiliatrice e gli alberi del versante Sud della piazzetta. All'interno di questo spazio ci sono 'valori radioattivi con picchi costanti da 1,2 a 1,6 µR/h (anormali 3 volte il normale assorbimento).' Per quanto concerne invece il terreno pare che la conformazione sia quella del comune terriccio, anche se viene rilevata la solita anomalia radioattiva." Nell'articolo viene inserito un particolare che sembra richiamare quello della formica con la "testa dalle sproporzionate dimensioni" (cfr. domenica 19 agosto): "Desta però stupore il ritrovamento di una testa di coleottero sviluppata in modo a dir poco strano, scoperta tra l'altro tramite un cercametalli, formata da materiali che poco avrebbero a che fare con la comune materia organica." Si ravvivano anche le divergenze di vedute tra i rappresentanti dei vari organismi intervenuti a Monselice. Lupino, annota Garavello, "si dissocia da colleghi come Benni e Chiumento, i quali ritengono senza ombra di dubbio che i testimoni abbiano realmente incontrato un mezzo di origini non terrestri: secondo Lupino si potrebbe trattare non solo di un velivolo alieno, ma anche, anzi probabilmente, di un prototipo all'avanguardia, seppur di costruzione umana. Si portano come esempio due aerei di ultima progettazione, detti X-49 e X-50, che sarebbero assimilabili al 'qualcosa' di ignoto sceso su Marco Polo qualche settimana fa."

VENERDI' 24 AGOSTO
é il giorno di un'altra smentita (su una notizia, tuttavia, già molto ridimensionata). L'Agenzia regionale per l'ambiente ha inviato alcuni esperti a Monselice per verificare i livelli di radioattività: tanto sbandierati e, non è difficile crederlo, forieri di qualche preoccupazione negli abitanti della zona. La notizia compare sul "Mattino" (a pagina 21) in un articolo firmato da Enrico Ferro. "Radioattività a Marco Polo: le tracce sono pari a zero. L'ha rilevato l'Arpav che nella tarda mattinata di ieri ha inviato due tecnici nel piccolo parco di via Pigafetta per effettuare le misurazioni dei livelli di radioattività presenti nel suolo. Una sorta di prova del nove con tanto di relazione scritta inviata ai piani alti di Palazzo Tortorini (il Municipio di Monselice). 'Nulla di significativamente diverso dal fondo ambientale' il lapidario responso vergato nella scheda."

SABATO 25 AGOSTO
Altro "colpo basso" a teorie e ricostruzioni. Al Crav, il Centro regionale per l'assistenza al volo che ha sede ad Abano Terme, riferiscono che nella notte durante la quale si sarebbe verificato lo strano episodio i radar non hanno segnalato niente di anomalo. Neppure i piloti degli aerei che al momento si trovavano a transitare nella zona hanno segnalato nulla. Se ne occupa sempre il "Mattino" (a pagina 29) e sempre a firma di Enrico Ferro. "Avvistamento Ufo a Monselice: l'Ente nazionale di assistenza al volo (cioè la sede Enav regionale di Abano Terme) non ne sa nulla." Scrive Ferro: "Nessuna informativa, nessun comunicato e soprattutto nessuna rilevazione da parte dei loro strumenti. [...] Il 3 agosto scorso, nell'arco di tempo che va dalle 23 alle 24, nell'area di competenza dell'Ente c'erano una quarantina di aerei in volo. Ammesso che l'ipotizzato velivolo fosse sfuggito ai radar, difficilmente avrebbe potuto fare lo stesso con i numerosi piloti in volo."

MERCOLEDI' 29 AGOSTO
Udilla S., la seconda delle testimoni principali, quella che finora non ha mai parlato ma sulla quale i giornali hanno scritto in diverse occasioni (ipotizzando la perdita della voce, la fuga, problemi di salute legati a un tentativo di rapimento extraterrestre) esce allo scoperto. Lo fa con una laconica ma significativa dichiarazione raccolta da Enrico Ferro per "Il Mattino" e pubblicata a pagina 27. Afferma Udilla S.: "Io ho visto una cosa che nessuna persona al mondo ha mai visto. Sono esterrefatta, non ci credo ancora. Però prima di parlare voglio aspettare ancora qualche giorno. Col tempo mi stanno tornando in mente tante cose." Annota Ferro: "Sono queste le parole strappate ieri a Udilla S[...]. La donna ieri ha confermato tutto quello che è stato detto finora. Comprese le illazioni sulle sue condizioni di salute, che negli ultimi tempi sono un po' precarie. [...] é stato l'investigatore ufologico indipendente Antonio Chiumento a raccogliere nuovi frammenti di quei secondi di paura vissuti dalle due donne. Nel momento in cui la piattaforma ha iniziato ad abbassarsi, Udilla S[...] avrebbe iniziato a dire insistentemente: 'Il corpo, il corpo. Dov'è il corpo?' 'é stato un incontro di primo tipo - spiega Chiumento - in considerazione della distanza ravvicinata tra l'Ufo e le due donne. Ma potremo anche essere in presenza di un incontro di quarto tipo, nel caso in cui dovesse essere provato il tentativo di sequestro.' "

GIOVEDI' 30 AGOSTO
Il "caso Monselice" approda sugli schermi di una televisione locale, Tele Serenissima. L'emittente trasmette durante la mattinata un programma speciale di due ore intitolato "Ufo: realtà o immaginazione?" Presenta Enzo Spatalino, intervengono l'ufologo Antonio Chiumento e la testimone Lucia Q. Scrive "Il Gazzettino" (sezione di Padova, pagina 7): "Moltissime le telefonate in diretta, tanto da intasare i centralini dell'emittente, i quali hanno passato in studio interventi di vario genere importanza senza peraltro ricevere che poche chiamate di dubbio gusto 'ironico.' Al termine della diretta Chiumento si è dichiarato 'molto soddisfatto della riuscita della trasmissione e pronto a vagliare le varie chiamate da me ricevute in relazione al caso.' " Nello stesso, breve articolo si apprende che "non si sbilancia invece Udilla S[...], ritornata qualche giorno fa dalle ferie e ancora rinchiusa in un assoluto silenzio: la donna è tempestata giorno e notte da telefonate di ogni tipo e si sente sempre più offesa nella propria privacy. 'Non ho ancora intenzione di dire nulla - rivela - non me la sento ancora e quando sarà il momento lo saprete.' " La donna, secondo quanto riporta "Il Mattino" a pagina 27, "è stata interrogata dai carabinieri di Monselice." Avrebbe affermato: "Non me la sento ancora di parlare. Nei prossimi giorni valuterò se sia il caso di convocare stampa e ufologi per raccontare la mia testimonianza e far terminare questa cosa una volta per tutte."

VENERDI' 31 AGOSTO
Siamo alla fine del mese. La vicenda di Monselice è accaduta all'inizio, anche se la stampa ha cominciato ad occuparsene più tardi. L'impressione, successivamente da riconsiderare, è che il filone delle notizie nuove come delle riprese si sia esaurito. Dell'episodio si scrive soltanto come citazione di evento avvenuto. Intanto però, a giudicare dai giornali, gli avvistamenti si moltiplicano. "Il Gazzettino" scrive nella sezione di Udine (a pagina 6) che "dopo gli avvistamenti di Monselice, in Veneto, gli Ufo avrebbero fatto una capatina anche in regione. Pare che gli oggetti non identificati in questa estate calda non risparmino neppure il Friuli-Venezia Giulia. Almeno così sembrerebbe stando alle segnalazioni di alcuni abitanti del paese di Osoppo e zone limitrofe che, a più riprese nei giorni scorsi, hanno notato luci strane che li hanno insospettiti. Gli avvistamenti sono stati due, uno martedì e l'altro mercoledì, entrambi in ore notturne. I testimoni dei misteriosi eventi raccontano di aver visto fasci di luce proiettati dal basso verso l'alto nei pressi del colle che sovrasta il paese. Un fenomeno inspiegabile che ha fatto subito pensare a qualcosa di sconosciuto, chiamando in causa gli extraterrestri. Ecco perché è stato interpellato per 'indagare' sull'episodio anche Antonio Chiumento. [...] 'Ciò che è accaduto ad Osoppo - afferma Chiumento - si inserisce in un periodo in cui c'è un risveglio di avvistamenti di strani fenomeni e, in certi casi, di veri e propri Ufo.' "

SABATO 1 SETTEMBRE
"Il Gazzettino" dà ancora voce, nella sezione di Udine, ad Antonio Chiumento. Lo fa intervenire, naturalmente, sull'episodio di Osoppo, che in questa sede non interessa. Ma è indubbiamente significativo sottolineare questo passaggio dell'articolo: "Dall'incontro ravvicinato di Monselice alle strane luci comparse nel Trevigiano, nel Pordenonese, nell'altopiano di Asiago e ora ad Osoppo[...]. 'Stiamo assistendo ad un risveglio degli avvistamenti - rileva (Chiumento) - da escludere fari di auto, incendi, fenomeni legati al maltempo [...]. Era elemento costante l'assenza di rumore: resta in piedi solo l'ipotesi di un evento legato alla presenza di un Ufo.' Sperimentazioni militari segrete? 'Non credo, non avrebbe senso creare allarmismi.' "

MARTEDI' 4 SETTEMBRE
Evidentemente la storia di Monselice ha colpito i lettori dei quotidiani locali. "Il Gazzettino" pubblica sulla prima pagina della sezione di Padova la fotografia inviata da un lettore, con poche righe di spiegazione. "Da quando a Monselice hanno fatto comparsa gli Ufo, sono molti i padovani che scrutano il cielo con occhi più attenti, alla ricerca di qualcosa di insolito. E 'qualcosa' un lettore di Galzignano, Alan S[...], ha fotografato domenica mattina. 'Finché scattavo alcune fotografie da inserire nel mio sito web - racconta - alzando gli occhi ho notato in cielo uno strano oggetto che sono riuscito a fotografare. Trattandosi di una macchina fotografica digitale ed avendo stampato con una normale stampante da computer, la qualità non è elevata ma spero sia sufficiente perché qualche lettore riesca a capire cosa sia. L'oggetto si trovava in direzione di Battaglia Terme [...] attorno alle 11 ed è rimasto in cielo fermo alcuni minuti prima di allontanarsi molto velocemente verso Monselice e sparire così dal mio campo visivo.' " Commenta il giornale: " 'Qualcosa' nella stampa effettivamente c'è, ma non siamo in grando di escludere, non possedendo l'originale, 'elaborazioni' al computer. Ai lettori la sentenza." Più che l'immagine, va considerato il fatto che tutto questo viene pubblicato con rilievo. Significa che, a un mese di distanza, l'episodio di Monselice è ancora vivo nella testa e nell'interesse dei lettori.

GIOVEDI' 11 OTTOBRE
Un altro "avvistamento" nei cieli della Bassa padovana. Almeno a giudicare dal racconto che il trentenne Simone C. affida alla penna del giornalista Claudio Bertoncin. La notizia esce sul "Gazzettino" (sezione di Padova, pagina 11). Scrive Bertoncin: "Il mistero deglii Ufo torna a incombere sui cieli della Bassa. In particolare del Monselicense, dove proprio l'altra sera è stato registrato l'ennesimo 'avvistamento', dopo quelli che risalgono all'estate scorsa. Protagonista dell'episodio è un giovane musicista di Pozzonovo, Simone C[...], 30 anni, residente in via [...]. Il ragazzo, molto realisticamente, ammette lui stesso di non sapere cosa possa esattamente essere quella 'strana cosa' che ha visto nella notte tra martedì e mercoledì, intorno all'una, non nascondendo anche una certa ritrosia a parlarne per legittimo timore di essere additato come 'visionario.' 'Io posso solo dire ciò che ho visto, nient'altro: non sta certo a me stabilire di che cosa si sia trattato,' precisa. E racconta. 'Intorno all'una di notte stavo tornando a casa in macchina: ero sul cavalcavia che a Monselice immette sulla (strada) Monselice-Mare per coloro che provengono dalla Rovigana. Ad un tratto, nel cielo davanti a me, vedo una luce forte, fortissima. Sembrava una stella più grande, molto più grande e più vicina delle altre: sembrava che fosse davanti alla luna, che in quel momento era visibile solo a metà. La luce si muoveva, oscillava, era per così dire instabile.' Il ragazzo, bloccata la macchina sul ciglio della superstrada, è sceso ed è rimasto ad osservare quello strano fenomeno per almeno cinque minuti: mentre era lì ha composto il 113. 'Non sapevo neppure io esattamente che fare - spiega - ho fatto il primo numero che mi è venuto in mente, poi mi hanno passato i carabinieri di Monselice, ai quali ho spiegato quello che mi stava accadendo. Mi hanno chiesto a che distanza era quella luce. Stamattina (ieri per chi legge) sono stato in caserma a riferire con più precisione. Non so cosa potesse essere: un pallone sonda, qualche altro apparecchio, non sta a me dirlo. Io ho solo segnalato il fatto e basta. Oltretutto io per primo sono molto scettico su queste cose, non è che ci creda molto a Ufo e robe del genere. Per questo non mi va neppure che venga fatta tanta pubblicità a questa cosa. Io, ripeto, l'ho solo segnalata, senza azzardare nulla di quello che potrebbe essere.'" Bertoncin chiude l'articolo con un commento ironico, ma che riassume bene la molteplicità delle segnalazioni di avvistamenti nella zona: "Per i 'presunti Ufo' il Monselicense deve costituire un polo d'attrazione particolare."

LUNEDI' 24 DICEMBRE
Un comunicato stampa del Centro Ufologico Nazionale, sottoscritto da Alfredo Benni e "approvato dal presidente del Cun, dottor Roberto Pinotti" propone una ricostruzione della vicenda. "Il Cun sezione veneta, dopo quattro mesi di indagini, dopo aver ascoltato numerosi e concordi testimonianze, ha ricostruito la forma delle aeronavi che hanno sorvolato Monselice nella notte del 3 agosto 2001 e la dinamica degli eventi. é stato stabilito con certezza il numero degli aeromobili: due di forma tonda, tre di forma quadrata. Gli oggetti quadrati si sono disposti in formazione a triangolo: quella centrale sulle due testimoni ad appena cinque metri da terra; le due laterali più indietro, una alta sulla Rocca, l'altra dalla parte opposta ma a quota più bassa. Gli oggetti tondi erano a fianco dell'oggetto vicino alle testimoni." L'avvenimento sarebbe durato molto più a lungo di quanto finora considerato. "L'intero evento è durato ben venti minuti e abbiamo ricostruito, per quanto ricordano le testimoni, ciò che è successo in quei momenti concitati." Segue un invito che pare rivolto soprattutto agli organi di informazione, che hanno sempre pubblicato nomi, cognomi e in certi casi perfino gli indirizzi delle persone coinvolte. "Chiediamo che, nel rispetto della privacy, venga mantenuto l'anonimato dei testi e i testi stessi non vengano fatti oggetto di pressanti domande." Poi qualche notizia sul metodo di indagine: "Questo lavoro è stato reso possibile anche grazie al meticoloso e continuo lavoro di ricerca dello staff medico e di supporto psicologico di operatori e consulenti del Cun sui fenomeni Ir3 e Ir4." Il comunicato si chiude con un annuncio: "Il Cun si augura di poter organizzare presto un convegno a carattere scientifico a Monselice, affrontando la tematica ufologica in generale e approfondendo anche questo caso." Sul sito Internet della sezione veneta del Centro Ufologico Nazionale compare anche una ricostruzione dell'evento, corredata da immagini e suddivisa in tre momenti. Primo: "Da lontano. L'Ufo venne avvistato da lontano come un oggetto scuro sul cui ventre brillavano una serie di luci intermittenti e multicolori 'simili alle luci dell'albero di Natale.' " Secondo: "L'Ufo al suolo. [...] Un Ufo più piccolo (sempre di forma quadrata) uscito dalla Nave Madre che è posizionata sopra [...]. La Nave Madre misura trenta metri per lato. Questo Ufo, invece, misura solo 5 metri per lato." Terzo: "L'Ufo al suolo prima di ripartire ha acceso due potenti fari rossi e ha fatto scendere lateralmente un tubo del diametro di circa dieci centimetri. Tale apparecchiatura, ragionevolmente appare come un aspiratore in grado di prelevare terriccio e/o fogliame al suolo. Non ci risulta che tramite questo apparecchio siano state compiute azioni ostili nei confronti delle testimoni."

GIOVEDI' 27 DICEMBRE
Trascorso il Natale, i quotidiani si dedicano alla notizia dei risultati dell'indagine effettuata dal Cun veneto. "Quindici minuti di vuoto" è il titolo del "Mattino". Nell'articolo si legge: "Dopo quattro mesi di indagine, il Centro Ufologico Nazionale ha chiuso il dossier aperto in occasione dell'avvistamento di Monselice. Gli 'addetti ai lavori' ritengono di aver stabilito quanti oggetti volanti non identificati abbiano sorvolato il cielo della cittadina della Rocca, e la durata della sosta sopra il parco di via Pigafetta, nel quartiere Marco Polo." Continua la corrispondenza: "In sostanza è stata sviscerata l'esatta dinamica del fatto, con tanto di ricostruzioni per immagini dell'accaduto. 'é stato stabilito con certezza il numero degli aeromobili - è scritto nel comunicato stilato dall'ufologo Alfredo Benni - Erano due di forma tonda e tre di forma quadrata. Gli oggetti quadrati si sono disposti a triangolo: quello centrale sulle due testimoni ad appena cinque metri da terra; i due laterali più indietro, uno sopra la Rocca, l'altro dalla parte opposta ma a quota più bassa.' Nel dossier viene poi spiegato il momento in cui dal corpo centrale è uscito un braccio meccanico che si è fermato al suolo." Anche Claudio Bertoncin sul "Gazzettino" (sezione di Padova, pagina 9) si sofferma su questa ricostruzione dell'evento. "Cinque navicelle in perfetta formazione di flotta militare: tre di grandi dimensioni, le altre più piccole. Disposte ai vertici di un triangolo ideale formato da Monte Ricco, Piazza Pigafetta e dalle teste delle due involontarie testimoni del fenomeno. A impedirne la vista a una terza donna, distante poche centinaia di metri dalle prime due, è stato quasi con certezza un sistema di schermatura elettronica sul tipo di quello che rende invisibili ai radar i bombardieri americani 'Stealth.' 'Quello di Monselice risulta essere un caso esemplare: l'attendibilità dei testimoni è fuori discussione' afferma Alfredo Benni, 'inquirente' della sezione veneta del Centro Ufologico Nazionale (Cun). Proprio la vigilia di Natale i ricercatori del Cun hanno completato il voluminoso dossier sull'avvistamento del tre agosto scorso nel quartiere Marco Polo. Quella sera le due donne erano sedute su una panchina della piazzetta quando una si è accorta di un oggetto che planava verso di loro. [...] Una terza testimone ha notato le due donne correre e urlare, ma non ha visto l'oggetto. 'é stato l'effetto della schermatura, tutte e tre dicono la verità' afferma Benni. [...] 'Altri due testimoni hanno visto bagliori che si muovevano riflessi fra le case - osservano al Cun - un terzo ha visto l'oggetto con il suo telescopio, ha telefonato a molti organismi di controllo e osservatori ma nessuno gli ha creduto. Abbiamo raccolto sette testimonianze in tutto.' " I giornali si interessano poi a un dettaglio, quello temporale, che stravolge conclusioni precedenti. "Il Mattino": "Altro elemento completamente nuovo è quello che riguarda il fattore tempo, ovvero la durata dell' 'incontro ravvicinato' descritto da due donne: 'Il contatto è durato venti minuti - sostiene Benni - solo che mentre sappiamo perfettamente ciò che è successo nei primi cinque minuti, per i restanti quindici dobbiamo porre ancora un punto interrogativo. Parlare di 'missing time' forse stando ad ora è azzardato, però di fatto ci mancano all'appello quindici minuti.' [...] Cos'è successo in quei quindici minuti di vuoto nei ricordi? Il Cun sta progettando ora di mettere in atto, ovviamente con il consenso dell'interessata, una seduta di ipnosi regressiva, per andare a scavare nel profondo dei suoi ricordi e scoprire i tasselli mancanti." Sono le stesse informazioni che troviamo sul "Gazzettino": "La visita degli 'alieni' è durata venti minuti. Le due donne hanno un buco mentale di quindici minuti: una di loro presto verrà sottoposta ad 'ipnosi regressiva' in un centro specialistico di Milano, nel tentativo di recuperare ulteriori ricordi di quella notte." Entrambe le testate si pongono, poi, un interrogativo: che cosa fu ad attirare gli Ufo proprio su Marco Polo? "Il Gazzettino" risponde citando Alfredo Benni: " 'é verosimile, visto che la disposizione ha riguardato anche Monte Ricco, che possa essere stata la particolare intensità dei campi elettromagnetici' azzarda l'ufologo Benni." Il "Mattino": "A chi chiede perché Monselice e perché il quartiere Marco Polo, il Cun risponde tirando in ballo l'elettromagnetismo: 'Gli oggetti sono stati attirati dall'alta concentrazione di onde magnetiche - spiega Benni - Sono giunti dal Monte Ricco, dove abbiamo verificato la presenza di potenti antenne. E si sono fermati a Marco Polo, dove è stato posizionato un ripetitore per la telefonia mobile." Due ultimi particolari differenziano i quotidiani. "Il Gazzettino" si sofferma sulla notorietà acquisita dalla vicenda: "Che il 'caso Monselice' abbia acquisito rilievo internazionale lo dimostra il fatto che un'equipe di studiosi americani ha già chiesto di poter visitare il luogo dell'avvistamento e parlare direttamente con le testimoni." "Il Mattino" si preoccupa invece del colore di quanto è stato visto dalle due donne: "Per quanto riguarda la colorazione, sembra che gli oggetti volanti fossero di un verde simile a quello usato per i mezzi militari."

GIOVEDI' 21 FEBBRAIO 2002
Sono passati più di sei mesi dalla vicenda, e una delle rivelazioni più interessanti esce soltanto adesso: per alcuni giorni successivi al 3 agosto, l'illuminazione pubblica del quartiere sarebbe rimasta spenta a causa di una "improvvisa esplosione di una lampada al sodio," che avrebbe mandato in tilt la centralina elettrica. Ma non è tutto. Ecco come racconta i fatti Claudio Bertoncin sul "Gazzettino" (sezione di Padova, pagina 17): "Il fax che il tecnico del Comune Carmelo C[...] ha inviato alla ditta di impianti elettrici di Franco B[...] , responsabile della manutenzione della pubblica illuminazione sotto la Rocca, è partito da Palazzo Tortorini (il Municipio) il 7 agosto scorso. Da tre giorni, al calar delle tenebre, il quartiere rimaneva completamente avvolto nel buio. Colpa dell'improvvisa esplosione di una lampada al sodio, che mandava in tilt la centralina elettrica di via Emo. Nel momento stesso in cui la lampada al sodio si guastava, a poche centinaia di metri di distanza i computer accesi in alcune abitazioni di via Orti inspiegabilmente sono come impazziti: chi li stava utilizzando è stato costretto a spegnerli. Tutto nella sera del 3 agosto scorso. Proprio negli istanti in cui, sul quartiere Marco Polo di Monselice, è piombato il mistero dell'Ufo. Semplici coincidenze? Banali fatalità? Può essere. Anche se per Alfredo Benni, ricercatore del Centro ufologico nazionale (Cun), si tratta comunque di circostanze a dir poco singolari, che arricchiscono il già voluminoso dossier sul misterioso avvistamento dell'estate scorsa. I risultati delle indagini del Centro ufologico, completate proprio nei giorni scorsi presso gli uffici del Comune e tra i residenti nella zona a ridosso del quartiere, sono stati comunicati anche ai carabinieri della stazione di Monselice, che ancora mantengono aperta l'inchiesta sul misterioso episodio." Annota sul web la sezione veneta del Cun: "Quella sera a Monselice le due testimoni rimasero nella piazzetta per più di un'ora. Erano molto spaventate e si sono fatte accompagnare a casa da un loro amico. Eppure abitavano a qualche centinaio di metri di distanza. Perché? Perché non andarono a casa da sole? Perché quella sera molto probabilmente erano al buio. Quella sera l'Ufo [...] proveniente da Sud verso Nord passò sopra via Fioravanti. Secondo la nostra ricostruzione, l'intenso campo elettromagnetico mise fuori uso un lampione che lasciò l'intera zona al buio. A suffragio di tale ipotesi, un fax partito in data 7 agosto 2001 dal Comune di Monselice, in cui veniva comunicato alla ditta responsabile della manutenzione dei lampioni che la zona del quartiere Marco Polo era da due giorni al buio. Quindi, procedendo a ritroso, abbiamo la notte tra il 5 e il 6 e quella tra il 4 e il 5. Qualcuno potrebbe obiettare che l'evento è accaduto nella notte fra il 3 e il 4. A costoro rispondiamo che poiché il relé saltò dopo le ore 23,15 la mancanza della luce non venne più di tanto notata in quanto la maggior parte delle persone erano già rientrare in casa. Comunque il giorno 7 venne sostituita una lampada al sodio e il 'reattore' per l'accensione. Il tutto per un totale di quattro ore di operaio specializzato."

MERCOLEDI' 6 MARZO
Lucia Q. verrà sottoposta ad alcuni esami medici. Ne dà notizia Alfredo Benni: "La signora Q[...] verrà sottoposta ad una serie accurata di controlli, dalle semplici analisi del sangue ad accertamenti più approfonditi. Quello che ci sta più di tutto a cuore è, ovviamente, la salute della signora, che dal momento del 'contatto' [...] ha iniziato a soffrire di disturbi di vario genere; ma ovviamente per noi ha interesse anche accertare se quell'episodio ha prodotto delle conseguenze a livello biologico sull'organismo della donna" ("Il Gazzettino di Padova," pagina 8). Il motivo degli accertamenti clinici lo spiega proprio la sezione veneta del Cun. "Ammettiamo che vi sia stato un forte campo elettromagnetico, tanto forte da mettere fuori uso il lampione di via Fioravanti. Una teste era nella piazzetta in campo aperto. L'altra teste era sotto il tabernacolo e stava abbracciando la (statua della) Madonna in bronzo. Dato che il bronzo è un buon conduttore e la statua è posta su un basamento, la statua era in stato di "messa a terra." La teste che quindi la abbracciava è stata schermata dalla statua stessa. L'altra teste invece dovrebbe (il condizionale in questo caso è d'obbligo) essere stata investita in pieno dal campo elettromagnetico dell'oggetto. Poiché i campi elettromagnetici sono inodori e ovviamente invisibili la teste non si sarebbe accorta assolutamente di nulla."

DOMENICA 17 MARZO
Arriva un'altra, secca smentita. "L'Independence Day sotto la Rocca 'sconfessato' dal Meteosat" scrive Claudio Bertoncin sul "Gazzettino" (sezione di Padova, pagina 12). Aggiunge: "Dalle scansioni satellitari effettuate intorno alle 22 del 3 agosto scorso nell'area del Sud dell'Europa ha individuato, nelle coordinate Monselice-Chioggia, un oggetto solido piuttosto grande di cui è stata persa traccia nelle scansioni delle ore successive." La notizia è buona per rinfocolare la solita polemica tra ufologi. Riporta Bertoncin: " 'Altro che oggetto invisibile,' osserva Antonello Lupino, direttore del Centro Ufologico Indipendente (in realtà del Centro Ufologico Internazionale), deciso a smontare una per una quelle che ritiene le 'suggestive fantasie' avanzate da Alfredo Benni, ricercatore del Cun, il Centro Ufologico Nazionale. Che cosa potrebbe essere stato allora quel gigantesco 'coso' che ha spaventato a morte Lucia Q[...] e Udilla S[...]? é proprio il 'Notiziario Ufo,' organo informativo del Cun, che nel numero del marzo 1999, in prima pagina reca in bella vista un oggetto volante di forma rettangolare, ripreso presso un'area di test sperimentali negli Stati Uniti, in cui, a caratteri cubitali è scritto 'Prototipi americani a Mach 50?' Sottolinea Lupino: 'Nella rivista si parla di avveniristici prototipi militari che sarebbero in grado di viaggiare con due sistemi di propulsione, convenzionale ed a 'campo di energia gravitazionale': tutto questo contrasta con la presa di posizione iniziale del Cun, che ha subito scartato l'ipotesi del prototipo militare. [...] Siamo i primi a credere all'esistenza degli Ufo - ribadisce Lupino - ma siamo anche i primi a voler procedere con i piedi di piombo quando si tratta di questioni così delicate. E sinceramente la ricostruzione di Benni ci lascia molto perplessi." Nell'articolo si dà voce anche a Dino Colognesi, vicepresidente del Centro Ufologico Internazionale: "L'oggetto si sarebbe fermato a cinque metri sopra le teste delle due donne. [...] Questo è improbabile, perché se così fosse avrebbe sicuramente lasciato tracce sul terreno o almeno sulle piante più alte, considerata l'enorme mole. Ma dai risultati delle analisi eseguite [...] sul luogo non è emerso niente di significativo. Credo sia arrivato il momento di fare luce e ridare finalmente credibilità ad un caso che sta diventando soltanto una favola." Ma in un articolo impaginato accanto ("Il Gazzettino di Padova", pagina 12) ecco la replica del Centro Ufologico Nazionale: " 'Risibile parlare di velivolo sperimentale.' [...] Alfredo Benni, inquirente di quest'ultimo organismo, nel numero di marzo della rivista 'Ufo' [...] ribadisce la convinzione che l'esperienza del 3 agosto scorso raccontata dalle testimoni del quartiere Marco Polo sia attribuibile alla presenza di 'alieni' nei cieli sopra la Rocca. Il giornale, diretto da Roberto Pinotti, reca in copertina proprio la ricostruzione di una delle 'aeromobili' che le due testimoni [...] avrebbero visto fermarsi proprio su piazza Pigafetta." Il titolo del dossier redatto da Benni per la rivista è: "2001, odissea a Monselice." Il richiamo in copertina riferisce invece di "Ufo quadrati a Monselice." Il Centro Ufologico Nazionale replica al Cui con un comunicato stampa. "Abbiamo letto con un certo stupore gli articoli sulla polemica che sarebbe nata a seguito della nostra ricostruzione del 'caso Monselice' sulla nostra rivista: Ufo Notiziario. Desideriamo fare le seguenti considerazioni, senza alcuna polemica, ma basandoci sui fatti reali." Innanzitutto, spiega il Cun, "nella ricostruzione dei fatti ci siamo basati sulle numerose prove testimoniali e sulle prove documentali. Nulla di 'fantasioso.' " Poi, "la foto del Meteosat pubblicata dai giornali (se non ci si sbaglia) è una foto diurna. Mentre a quell'ora (22 o 23 che fosse) era buio. Attendiamo la foto vera. Con tanto di cartiglio con su data e ora stampigliata." Come non bastasse, "la risoluzione del Meteosat è di 2,5 chilometri quadrati per pixel nel visibile e di 5 chilometri quadrati per pixel nell'infrarosso. Quindi l'oggetto analizzato o era più grande di due chilometri quadrati o non poteva essere visto dal satellite." Ancora: "Un aereo di due chilometri quadrati avrebbe nella sua struttura una serie di momenti di torsione troppo elevati. Chiunque potrebbe facilmente calcolare che un tale momento di torsione farebbe collassare una tale struttura già al suolo. Per non parlare di un oggetto in volo con manovre repentine. Sarebbero necessari nuovi materiali (basati forse sulle nanotecnologie) che oggi non sono disponibili o di cui solo ora si ipotizza l'esistenza. Inoltre un oggetto così ciclopico, se luminoso, non avrebbe potuto non essere visto da tutta la città di Monselice. Lasciamo a voi e al lettore ogni altra considerazione." Una replica è anche diffusa online. "Il Cun è stato attaccato violentemente sui giornali nel mese di marzo da un gruppo ufologico veneto. A leggere dai giornali, si sostiene che la nostra ricostruzione è fantasiosa. Lo stesso gruppo sostiene altresì di aver individuato in una foto scattata dal satellite Meteosat un oggetto emanante un bagliore di due chilometri quadrati. Successivamente, sempre sui giornali, abbiamo letto che la natura di tale oggetto sarebbe un aereo sperimentale. Nulla di sconosciuto quindi, e nulla di alieno." Ma, sottolinea la sezione veneta del Cun, "gli aerei sperimentali hanno lunghezza di qualche decina di metri al massimo. Sono per loro natura, infatti, sempre più piccoli per facilitare l'occultamento radar a mezzo della tecnologia stealth e la conseguente penetrazione delle difese radar." Inoltre, "a memoria di uomo non è mai stato costruito e nemmeno concepito nulla di volante che possa arrivare a due chilometri quadrati. [...] La nostra attuale tecnologia non consentirebbe neppure di costruire un aereo di due chilometri quadrati."

DOMENICA 21 LUGLIO
A quasi un anno di distanza dalla vicenda, lo strano episodio continua ad essere vivo nel ricordo degli abitanti di Monselice. E non soltanto perché nel paese continuano ad arrivare appassionati di Ufo e curiosi. Tra i favorevoli all'avvistamento e gli scettici, la stampa registra una posizione critica. é quella del presidente del circolo "Colli Euganei-Terme" di Legambiente, Gianni Genghini. Che è anche un astrofilo. "Il Gazzettino" pubblica le sue dichiarazioni. Afferma Genghini: "Ci sembrerebbe tempo sprecato ritornare sull'argomento se non fosse per lo spiegamento di ufologi che se ne starebbero in 'avvistamento' in quel di Monselice per fotografare e filmare l'eventuale ritorno nel padovano degli alieni. Prima di affrontare l'argomento relativo alla credibilità dell'avvistamento del cosiddetto 'disco volante,' è bene porsi alcune domande. La vita esiste anche su altri pianeti di sistemi solari diversi dal nostro? Certamente sì, ma a quale livello di evoluzione? A quale livello di intelligenza e di tecnologia potrebbe essere la vita intelligente esistente su un altro pianeta?" Aggiunge l'astrofilo: "Per arrivare all'homo Sapiens Sapiens sulla terra ci sono voluti circa 4,5 miliardi di anni. Ma se una civiltà, forse su un pianeta collocato a 50 anni luce da noi, molto evoluta tecnologicamente, avesse la capacità scientifica di intraprendere dei viaggi interstellari, anche se avesse la possibilità di raggiungere velocità dell'ordine di un milione di chilometri orari, circa 250 chilometri al secondo, impiegherebbe per arrivare sulla Terra almeno diecimila anni. Ma quand'anche, ricorrendo ad una enorme astronave che fosse progettata per essere autosufficiente per tutta la durata del viaggio, riuscissero a raggiungere lo scopo, la logica e il buon senso suggerirebbero che questi alieni una volta arrivati si facessero vivi con noi e avessero l'enorme curiosità di visitare il nostro pianeta e mostrarci la loro tecnologia. Invece cosa fanno? Una volta giunti a Monselice si fanno 'vedere' da queste due donne, accaldate per l'afa [...] , e poi insalutati ospiti se ne vanno via." Conclude Genghini: "Tutto questo è pazzesco. Ed assurdo anche perderci tempo. Ecco perché suggerirei ai signori ufologi che in questi giorni si apposteranno sotto la Rocca di rileggersi i vari testi scientifici che parlano di distanze tra stella e stella e dell'impossibilità di effettuare viaggi interstellari a velocità superiori allo 0,1 per cento di quello della luce che, ricordo, è di trecentomila chilometri al secondo."

MARTEDI' 6 AGOSTO
Può essere l'ultimo atto di questa storia: ma con tutte le incertezze, le ipotesi, i dubbi fin qui elencati. In occasione del primo anniversario della vicenda, il Centro Ufologico Nazionale organizza a Monselice un convegno. La notizia che fa scalpore sui giornali è questa, che riprendiamo dal "Gazzettino": "L'Aeronautica Militare 'sposa' la tesi dell'Ufo. E lo fa in modo ufficiale, inserendo tra le pagine del proprio sito Internet il 'caso Monselice' tra quelli che potrebbero riguardare l'ipotesi di uno sbarco di extraterrestri. La notizia è stata data sabato sera (3 agosto) in piazza Pigafetta, nel corso della giornata di studio organizzata dal Centro Ufologico Nazionale." Nell'articolo compare anche una dichiarazione di Alfredo Benni: "L'iniziativa è pienamente riuscita. Il nostro intento era quello di informare e devo dire che la risposta è stata molto buona. Abbiamo avuto una cinquantina di persone, tra queste almeno cinque o sei hanno confermato l'avvistamento del misterioso oggetto la sera del 3 agosto dello scorso anno."

CONCLUSIONE
A questa storia manca, dunque, una conclusione chiara e univoca. Ho provato a raccontarne gli sviluppi attenendomi rigorosamente ai fatti, ai documenti, alle testimonianze, agli articoli dei giornali. Avrei potuto ricostruire personalmente, magari semplificare. Ho preferito lasciare tutto nella complessità che lo contraddistingue. In gran parte mi sono limitato a citare il molto già pubblicato e per così dire "ufficializzato." L'ho fatto per non aggiungere l'ennesima versione, opinabile e inevitabilmente di parte; per non sommare ulteriori elementi contraddittori a dati spesso già in contrasto tra loro. Tutte le persone che ho ascoltato (compresi i colleghi autori di alcune delle corrispondenze che giocano un ruolo fondamentale in questa ricostruzione) mi hanno confermato la buona fede delle due testimoni principali, Lucia Q. e Udilla S. Ha scritto la sezione veneta del Centro Ufologico Nazionale sul suo sito Internet (www.cun-veneto.it) che "l'attendibilità dei testimoni è fuori discussione: sono tutte madri di famiglia, signore come tante, rispettabili, conosciute e stimate nel quartiere dove vivono. Nulla hanno ottenuto divulgando la loro testimonianza, se non forse qualche fastidio causato dai giornalisti e dai curiosi." Queste affermazioni, per quanto sono riuscito a sapere, corrispondono a verità. Che qualcosa le due donne abbiano davvero visto, quella notte, sembra dunque incontestabile. Resta da capire cosa. Le varie e differenti ipotesi ricostruttive presentate nelle pagine precedenti aprono a loro volta un ventaglio di interrogativi, di perplessità, di possibilità. Ma non è scopo né pretesa di questo libro, fatto conoscere l'episodio e sollevate alcune domande, fornire risposte.

Nota biografica
Leon L. Bertoletti (Zurigo, 1971) è giornalista e scrittore. Ha fatto il cronista a Londra; è stato corrispondente da Padova per l'agenzia Ansa. Attualmente scrive per il quotidiano del Nordest "Il Gazzettino."