Il Triangolo al cinema: un mistero deludente...

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  • 17-07-2007
  • di Alex Rusconi
Un mistero affascinante come quello nato attorno al triangolo delle Bermuda non poteva non stimolare la fantasia dei produttori cinematografici, da sempre attenti a sviluppare il proprio lavoro attorno ad argomenti di pubblico interesse. Eppure, a ben vedere, non sono molti i film che hanno come argomento principale il triangolo e anche quei pochi hanno sviscerato in maniera spesso superficiale o stereotipata il tema trattato. Il primo film ad occuparsi del misterioso triangolo di mare è del 1975. Si intitola Beyond the Bermuda triangle,per la regia di William Graham con Fred MacMurray, Dan White, Sam Groom, Donna Mills e Susanne Reed. Purtroppo non esiste la versione italiana di quest'opera, non cinematografica ma prodotta per la televisione americana. La pellicola parla di un uomo d'affari che decide di scoprire da solo il mistero che avvolge le sparizioni nel triangolo. La ricerca della verità diventa per lui una vera e propria ossessione, dopo aver perso nel tratto di mare maledetto l'amata e alcuni amici. Non ho visto il film, ma le critiche del periodo lo descrivono come banale e pedante, forse a causa di una trama non proprio originale. Sfiora il tema il grande regista Steven Spielberg nel 1977 con il capolavoro Close Encounters of the third kind (Incontri ravvicinati del terzo tipo), nel quale vengono ritrovati i cinque Avengers americani che hanno "iniziato" la leggenda della maledizione del triangolo e che, in questo caso, preparano il pubblico all'arrivo di un'astronave extraterrestre. Ma anche uno scettico professionista non resta immune al fascino di questa pellicola e, Morocutti mi perdoni, io spero ancora che un simile "primo contatto" diventi realtà.
Ma per una soddisfazione archiviata, ecco spuntare un'altra delusione: è infatti del 1978 il polpettone-horror The Bermuda triangle, tradotto in italiano con il titolo Il triangolo delle Bermuda diretto da Renè Cardona con, tra i protagonisti, il grande John Huston (sì, proprio il famoso regista) e Gloria Guida. Anche in questo caso il cast, in viaggio su un moderno ed enorme yacht, se la dovrà vedere con le forze misteriose e paranormali che popolano il triangolo. Il film, debolissimo soprattutto per quanto riguarda la regia e i vani tentativi di creare suspence, cade quasi nel ridicolo quando i protagonisti scoprono una città sommersa che potrebbe essere Atlantide. Per quasi vent'anni nessun produttore cinematografico si occupa più del triangolo delle Bermuda. Bisogna infatti aspettare il 1996 per godersi Bermuda triangle, altro film per la televisione che purtroppo non esiste in italiano. Ottima la regia di Ian Toynton così come la recitazione di Jerry Hardin, David Gallagher, Susanna Thompson e Naomi Watts a sostenere una trama interessante e ben sviscerata. Protagonista la famiglia del dott. Everman che, con moglie e due figli, si avventura in barca nel misterioso triangolo. A causa di una tempesta la famiglia fa naufragio su un'isola popolata da persone ritenute scomparse. Si viene così a sapere che l'isola, non segnata sulle carte nautiche, è probabilmente la porta per un'altra dimensione. Due anni dopo, sempre per la Tv americana, viene prodotto Lost in the Bermuda triangle (in italiano Triangolo delle Bermuda: dimensione sconosciuta) per la regia di Norberto Barba con Graham Beckel, Ron Canada, Charlotte D'Amboise e Christine Haag. Anche in questo caso il triangolo è visto come una sorta di passaggio in un'altra dimensione e lo spunto è dato dalla scomparsa di Mary, moglie di Brian Foster, con cui stava trascorrendo la seconda luna di miele, ovviamente in barca e in pieno triangolo. Brian, per recuperare la consorte, peraltro incinta, tenterà di simulare le condizioni della notte della scomparsa e si troverà a vivere un'avventura incredibile. Sempre per la televisione americana, nel 2001 viene prodotto The Triangle. La regia è di Lewis Teague e tra gli attori, oltre a Dan Cortese e Polly Shannon, spicca un Luke Perry (Beverly Hills 90210) in piena forma che, con altri tre amici, si avventura nel triangolo alla ricerca di una nave scomparsa sessant'anni prima, la Queen of Scots.
Ultimo in ordine di tempo, prodotto in tre puntate per la televisione e trasmesso anche in Italia (ma in due episodi) è The Triangle (Il Triangolo delle Bermuda, 2005), diretto da Craig Baxley e che vanta la presenza di attori di tutto rispetto come Sam Neill (Jurassic Park, L'uomo che sussurrava ai cavalli), Catherine Bell (già protagonista di JAG - Avvocati in divisa), Eric Stoltz e John Sloan. Anche in questo caso la trama si concentra su un miliardario, Eric Benirall, affascinato dal triangolo maledetto e deciso a scoprirne il segreto. Allo scopo mette in piedi una squadra di "tecnici" composta dal giornalista Howard Thomas, dall'ingegnere oceanografico Emily Patterson, dal sensitivo Stan Lathen e dal professore di meteorologia Bruce Geller (bel cognome!). Ben presto la tranquillità della troupe viene sconvolta da una serie di pericolosi avvenimenti, ovviamente non del tutto naturali. Da citare anche un episodio di X-Files, intitolato proprio The triangle in cui l'agente Mulder scopre che il triangolo delle Bermuda altro non è che una sorta di curvatura spazio-temporale (Einstein e Roddemberry riposino in pace) che può quindi fungere da naturale macchina del tempo. La puntata è, a mio giudizio, poco intrigante e, comunque, si risolve con la razionale Scully che alla fine, in un letto d'ospedale, costringe Mulder a realizzare che si è trattato di un sogno.
Per concludere, possiamo dire che forse il Triangolo delle Bermuda, come il mostro di Loch Ness, fa parte di quei "misteri" di dominio pubblico dei quali è bello parlare e fantasticare, ma che pochi hanno voglia di vedere su uno schermo cinematografico a pagamento, snaturati del loro intrinseco fascino letterario.

Alex Rusconi
Prestigiatore
Tiene una rubrica
giornaliera dedicata
al cinema su Radio Vera,
emittente bresciana