Spettri. Apparizioni, ectoplasmi e care presenze. La vita dopo la morte secondo la scienza

di Mary Roach
Einaudi, 2006
pp. 230, € 13,50

Una divertente inchiesta a firma di una giornalista scientifica del New York Times, già autrice di Stecchiti, un bestseller dedicato a capire quello che avviene ai cadaveri dopo il decesso. Questa volta, l’autrice ha voluto spingersi più in là, per cercare di scoprire cosa accade agli uomini dopo la morte: se, cioè, esiste un aldilà.
È un ottimo esempio di giornalismo critico, rigoroso e scientificamente attento, ma anche arguto e pieno di umorismo, senza però mai cadere nella derisione delle credenze altrui. Un lavoro per molti versi inedito. È la prima volta, per esempio, che trovo analizzati in un libro (su S&P 68 se ne era parlato in un articolo di Andrea Albini) gli studi del padovano Santorio Santorio, un fisiologo che tra i primi si occupò della "perdita insensibile di peso" nei cadaveri. Secondo alcuni, infatti, il peso che si perderebbe sarebbe quello dell’anima che lascia il corpo. 21 grammi, secondo certi. Roach indaga questo argomento in maniera davvero esaustiva.
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La giornalista si occupa anche di medium, ovviamente, sia di quelli vittoriani (spassosa la descrizione del ritrovamento dell’unico ectoplasma esistente, quello di Helen Duncan conservato all’Università di Cambridge) che di quelli studiati di recente da Gary Schwartz all’Università dell’Arizona. Inutile dire che non ne rimane molto impressionata. A proposito delle comunicazioni che arriverebbero dall’aldilà attraverso questi medium, per esempio, commenta: «pare che i defunti non abbiano interesse a parlare di ciò che a noi sembrerebbe ovvio: tipo le cose che pensiamo ci vogliano assolutamente dire oppure quelle che noi ancora vivi smaniamo di sapere. Ehi, dove sei adesso? Cosa fate tutto il giorno? Come ci si sente a essere morti? Puoi vedermi? Anche quando sono in bagno? Volete che smettiamo? Invece, quando chi non c’è più si manifesta, lo fa attraverso delle impressioni vagamente criptiche: una donna tozza dai capelli grigi, un cagnolino nero, la data "23 maggio". È un modo stranissimo di comunicare».
E non è tutto. Si parla di psicofonia, di NDE, di processi dove l’apparizione di un fantasma viene ammessa in aula come prova. Di reincarnazione, con la Roach che vola fino in India per seguire una verifica nelle ricerche di Ian Stevenson. Dei rapporti tra campi elettromagnetici e fantasmi, con lei che si sottopone all’esposizione di tali campi per vedere se davvero provocano allucinazioni spettrali.
Un saggio moderatamente scettico, insomma, dove finalmente si riesce anche a ridere (non a deridere), scoprendo allo stesso tempo una quantità notevole di notizie poco o per nulla note. Un esempio di divulgazione per un pubblico non specialistico che andrebbe imitato più spesso anche da noi.

Massimo Polidoro