L’orgone fatto in casa

  • In Articoli
  • 27-10-2010
  • di Simone Angioni
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Una delle foto ottenute da Simone Angioni nei suoi esperimenti sull'orgone.

Vorrei sottoporvi un quesito nato da una verifica sperimentale di quanto asserito dai sostenitori della cosiddetta "energia orgonica" e dei pittoreschi strumenti ideati per alimentare le teorie che la circondano. Nello specifico ho voluto verificare certe affermazioni circa le "orgoniti" e le "ono" (acronimo di "orgoniti non orgoniti") nell'esperimento con acqua ghiacciata (esperimento presentato quale prova inconfutabile dell'esistenza dell'energia orgonica).

Un'orgonite è un solido di produzione artigianale composto da materia organica e inorganica. La materia organica è rappresentata da comune cera d'api ricavata dalla fusione di candele per uso domestico (anche se in alcune ricette essa è sostituita dalla resina epossidica o dalla resina liquida al poliestere, a discapito della origine non naturale), mentre il materiale inorganico è costituito da trucioli metallici di ferro, rame o alluminio ottenibili dagli scarti delle lavorazioni di torniture industriali, dalla distruzione di spugne metalliche per uso domestico o di contenitori in alluminio per alimenti. I trucioli devono essere immersi nella cera fusa o nella resina ancora liquida e al centro del composto, viene posto un cristallo ialino monoterminato dalle "notorie" qualità conduttive in ambito orgonico. Il tutto deve poi ovviamente raffreddarsi e/o indurirsi.

Nel caso della ono invece, fermo restando il ricorso alla cera o alle resine quali collanti, si sostituisce il materiale metallico con la granella di quarzo, reperibile presso i negozi che vendono acquari, in quanto di norma utilizzata per la realizzazione dei fondali. Essa può essere acquistata sia in forma di sabbia che di sassi del diametro di 1 cm. circa. Al centro deve essere comunque posto un cristallo ialino monoterminato che "diriga all'esterno" l'energia orgonica accumulata.

Questi due oggetti, secondo i sostenitori della teoria dell'or e del dor di W. Reich avrebbero lo scopo di accumulare energia orgonica dall'ambiente e riemetterla "bonificata".

Detta emissione si presenterebbe sotto forma di spirale o vortice a causa della struttura atomica del cristallo ialino, e sarebbe verificabile solo nel disegni generati nel ghiaccio prodotto dall'acqua congelata e trattata con i sopra menzionati solidi. Una volta creata l'orgonite o la ono (tempo di realizzazione circa 10 minuti a cui va aggiunto il tempo necessario all'indurimento del solido che varia dalla mezz'ora necessaria al raffreddamento della cera alle due ore per l'indurimento della resina al poliestere) la stessa deve essere posta sopra un bicchiere colmo di acqua (meglio se demineralizzata) e il tutto infilato in cella frigorifera fino al completo congelamento dell'acqua. L'esperimento da me compiuto ha riguardato: un'orgonite (cera + frammenti di rame); una ono (cera + sabbia di quarzo); un'altra ono (resina di poliestere + polvere di quarzo).

I solidi prodotti hanno tutti forma troncoconica in quanto i composti sono stati versati in contenitori di alluminio per muffin o budini della capacità di circa 150 ml.

In tutti e tre i casi sono stati utilizzati bicchieri di vetro di medesima forma con capacità di 250 ml , 200 ml di comune acqua di rubinetto, e in tutti i casi accanto al bicchiere sovrastato dalla orgonite o dalla ono, è stato posto eguale bicchiere con medesima acqua ma non "trattato".

Temperatura della cella frigorifera -5 C°, tempo di congelazione 12 ore per ogni prova effettuata.

Il risultato nei bicchieri trattati (sia con le ono che con le orgoniti) effettivamente mostra la generazione al suo centro di un vortice ghiacciato di colore bianco, al contrario che nei bicchieri non trattati, laddove la formazione di ghiaccio è uniforme e non presenta alcun tipo di anomalia.

La domanda che vorrei sottoporvi è la seguente: la generazione di tale "vortice ghiacciato", da cosa potrebbe razionalmente dipendere? Forse da una diversa pressione esercitata sull'acqua dovuta alla presenza di un solido? Dal rilascio del solido di residui di quarzo, di cera o di resina nell'acqua?

Alessandro Diazzi

Risponde Simone Angioni

La ringrazio per la segnalazione e per la descrizione dell'esperimento. Prima di tutto, penso sia il caso di fare una breve introduzione a beneficio dei lettori.

L'orgone, secondo il suo scopritore W. Reich, sarebbe un'energia che permea l'intero universo. Tale energia sarebbe responsabile del tempo meteorologico, delle aurore boreali, del colore del cielo, della gravità, della formazione delle galassie e della sessualità, dal momento che determinerebbe la funzione erettile dell'organo genitale maschile.

Intorno al 1930 gli studi di Reich si concentrarono proprio sulla potenza sessuale e sul potere dell'orgasmo, e proprio per questo l'energia scoperta prese il nome di orgone. Le convinzioni di Reich sul legame tra sesso, salute ed energia lo portarono peraltro a comportamenti discutibili, come il chiedere ai suoi pazienti di spogliarsi durante le sedute per poi toccarli.

L'orgone, secondo Reich, è onnipresente e...blu (sì, proprio blu).

Non esistono conferme scientifiche di quanto ipotizzato da Reich, ma ancora oggi i sostenitori delle sue teorie si dicono pronti a confermare l'esistenza dell'orgone tramite semplici esperimenti. Uno di questi prevede il congelamento di acqua in presenza di un generatore di orgone (orgonite), ovvero un blocco di plastica con all'interno trucioli di metallo e cristallo di rocca. Secondo coloro che hanno eseguito questa prova, la presenza dell'orgone dovrebbe essere evidente in quanto cambierebbe drasticamente la forma del blocco di ghiaccio e la disposizione delle bolle d'aria in esso intrappolate.

I metodi usati per costruire l'orgonite sono vari e ci sono anche diversi tipi di accumulatori; personalmente ho avuto a che fare con un'orgonite fatta con una resina artificiale (materiale comunque organico), ma da quanto sono riuscito a capire non esiste un metodo codificato e unico.

Stesso discorso per l'esperimento con l'acqua. Molti dicono che si tratti di un esperimento decisivo, ma le anomalie riscontrate sono raramente le stesse. Per esempio, dopo aver lungamente parlato con utilizzatori di orgone, questa storia del vortice mi giunge nuova. Normalmente viene considerato anomalo un blocco di ghiaccio avente uno spike sulla cima e una disposizione ordinata di bolle d'aria al suo interno.

Deciso a vederci chiaro ho iniziato a congelare bicchieri; nel caso specifico ho congelato acqua in varie condizioni per circa 7 mesi raccogliendo qualche centinaio di foto. Posso dire che più l'acqua è pura, più il ghiaccio risulta limpido. Questo è un comportamento prevedibile e indipendente dalla presenza di orgonite in quanto l'assenza di sali e gas disciolti permette la formazione di un blocco completamente trasparente.

Ho anche verificato le modificazioni del ghiaccio in presenza di un oggetto (orgonite o altro) notando che, sotto i 4 cm di distanza dall'orlo del bicchiere, il ghiaccio tende a modificarsi in superficie.

Il suo esperimento è interessante e mi piacerebbe avere delle foto. Nelle prove da me eseguite non ho riscontrato alcuna differenza tra il ghiaccio congelato in presenza di orgone e quello "comune", e ciò è stato anche verificato con esperimenti in cieco.

Nel mio caso ho ottenuto sempre una sorta di "vortice" bianco all'interno del ghiaccio, probabilmente dovuto alla velocità di congelamento. Nel suo caso è difficile dare una risposta precisa; il congelamento, come la cristallizzazione delle sostanze chimiche, è un fenomeno "capriccioso" che è influenzato da un gran numero di variabili difficilmente controllabili. Sicuramente la presenza di un corpo che "chiude" la sommità del bicchiere è grado di influenzare il congelamento dell'acqua sottostante; più o meno è come congelare un barattolo chiuso confrontandolo con uno aperto. Inoltre anche la forma del bicchiere. la posizione del freezer e la temperatura dell'acqua possono influenzare il congelamento.

Diciamo che l'esperimento che si è prefissato di verificare è molto complesso, e in ogni caso diventa difficile determinare cosa sia "anomalo" quando nemmeno tra i sostenitori della teoria c'è accordo.