Una meteora a forma di bufala

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  • 30-11-2011
  • di Fabio Alborghetti
Come una bomba a orologeria, dopo tredicimila anni dall段mpatto al suolo, un meteorite di due chilogrammi scarsi di peso e a forma di tubero produce il suo botto. Con effetti notevoli, visto che, oltre a scuotere l置niverso scientifico, potrebbe rilanciare l段ndustria aerospaziale americana e aumentare la popolarit di Bill Clinton in vista delle presidenziali USA. E forse questi due aspetti hanno portato a gonfiare i risultati scientifici resi noti dalla NASA.
Il fossile, trovato dodici anni fa in Antartide e denominato ALH84002, proviene da Marte e recherebbe al suo interno i segni di un誕ttivit biologica, in pratica tracce di vita extraterrestre. Il clamoroso annuncio, come ampiamente riportato dalla stampa, stato dato alcune settimane fa da un gruppo di ricercatori dell弾nte aerospaziale americano, guidato da David McKay, che ha condotto la ricerca presso il Johnson Space Center di Houston.
ォQuindici milioni di anni fa un asteroide colp Marteサ ipotizza McKay ォscaraventando frammenti di pianeta nello spazio. Dopo un lungo viaggio uno di questi atterrato in Antartide consegnandoci il proprio segreto. Te tracce di idrocarburi policiclici aromatici e di globuli di carbonaio trovate al suo interno sono compatibili con una attivit microbatterica. Un microscopio a scansione elettronica ad alta definizione ha inoltre rilevato la presenza di microcelle e cristalli di magnetite, indizi simili a quelli notati nella fossilizzazione dei batteri terrestriサ.
Molti esperti non sono convinti di questa ricostruzione e cominciano ad avanzare obiezioni, innanzitutto la provenienza di ALH84002: non tutti sono persuasi che il fossile provenga da Marte, nonostante alcuni isotopi di ossigeno presenti al suo interno siano simili a quelli riscontrati sul pianeta. Le sostanze che compongono il meteorite sollevano un altro dubbio: come essere certi che non vi sia stata contaminazione terrestre? ォL但ntartide non un luogo completamente sterile - spiega il geologo Robert Gregory della Southern Methodist University di Dallas - e potrebbe esserci stato un assorbimento di elementi organici attraverso i pori della rocciaサ. Tuttavia Mc Kay sostiene che le concentrazioni di idrocarburi policiclici aromatici sono pi alte in profondit che all弾sterno e questo escluderebbe l段potesi della contaminazione. Gregory scuote il capo: ォCredo che pi semplicemente questi composti siano stati distrutti in superficie dai raggi ultravioletti del soleサ. Anche William Schopf, paleobiologo dell Universit di Los Angeles, famoso per aver datato il fossile pi antico trovato sulla Terra, si schiera in partibus infidelium.
ォGli idrocarburi policiclici aromaticiサ spiega ォsono stati riscontrati anche in altri meteoriti di provenienza non marziana e sono sempre stati associati a processi inorganici. Inoltre, le impronte fossili poste in evidenza al microscopio sono cento volte pi piccole di quelle analoghe riscontrate sulla Terra. Saremmo quindi in presenza di batteri che misurano da 20 a 100 nanometri, dimensione che probabilmente al di sotto del limite minimo per ospitare il materiale genetico per un sistema vivente.サ La plausibilit dei nanobatteri sarebbe dunque da dimostrare quanto quella di marziani adulti, verdi e con le antenne.
Che dire poi della presenza su Marte di cristalli di magnetite (solitamente associata alla attivit batterica)? Sulla Terra questi cristalli sono una sorta di bussola che aiuta i batteri a orientarsi, ma sul pianeta rosso il campo magnetico solo lo 0,2 per cento di quello terrestre.
Pi indolenti degli entusiasmi, i dubbi crescono di giorno in giorno. L誕nnuncio della NASA sembra dunque prematuro, se non addirittura imprudente. Ma poteva il presidente Clinton lasciarsi sfuggire sotto le elezioni un boccone cos prelibato, dalle imprevedibili ricadute in campo tecnologico e scientifico? Poteva frenare gli entusiasmi, col rischio che Russia e Giappone, impegnati in studi analoghi, facessero il primo passo? E poteva un giro d誕ffari di alcuni miliardi di dollari l誕nno (a tanto ammonta il budget della NASA per le esplorazioni spaziali) attendere la prova provata?
Non poteva. Le bufale si dimenticano, le grandi scoperte no.

da: Tempo medico 18/09/1996