Sfida al Cavaliere Jedi

image
Garlaschelli e Polidoro durante il test con il maestro di "no-touch knockout"
Vorreste provare a farvi stendere da un maestro di karate per un documentario del National Geographic? Questa è la strana proposta che Luigi Garlaschelli e io ci siamo sentiti fare qualche tempo fa dai produttori di “Is it Real?”, una serie del canale televisivo del National Geographic.

Avevamo già collaborato in passato con il programma per altri episodi dedicati a miracoli, magneti umani, rabdomanzia e stimmate. Questa volta, però, era diverso.

Eravamo disposti a verificare le affermazioni di un maestro di karate che sosteneva di potere fare cose incredibili con i suoi poteri psichici? Ovvio che sì, anche se ciò significava esporsi al rischio di farci mettere KO dal maestro. Per nostra fortuna, non ci avrebbe rifilato i suoi colpi attraverso la forza muscolare bruta ma piuttosto tramite il “Qi” (si pronuncia: “ci”), l’inafferrabile “energia spirituale dell’universo”.

Pugni senza contatto


Come prima cosa, abbiamo osservato una serie di filmati di un tale di nome George Dillman mentre eseguiva una serie di dimostrazioni di quello che chiamava “no-touch knockout”, cioè “KO senza contatto”. Dillman è cintura nera nono dan e una delle più note personalità americane del mondo del karate, almeno stando al suo sito web. Dichiara di avere scoperto misteriosi “punti di pressione”, oltre alla tecnica ancora più misteriosa che consentirebbe a lui e ai suoi allievi di scagliare il Qi verso un bersaglio e stenderlo così al suolo.

Nei video si può effettivamente vedere il maestro che agita le mani per aria e un volontario in piedi di fronte a lui che prima oscilla e poi crolla a terra, esattamente come il maestro Jedi Obi-Wan Kenobi avrebbe fatto su una guardia imperiale nei film di Star Wars.

Molto interessante, ma non ne rimanemmo particolarmente colpiti. Sembrava di vedere i classici numeri di ipnosi da palcoscenico, in cui l’ipnotista si mette di fronte a una persona, gli punta un dito alla fronte e gli dice che lo farà cadere all’indietro e, dopo un po’, la persona cade come previsto.

È una questione di aspettative e suggestione. Io ti dico quello che si suppone tu faccia e se tu ti senti messo sotto i riflettori, o se sei disposto ad accondiscendere alla mia richiesta (per simpatia, ammirazione, paura o semplice desiderio di assecondarmi), è esattamente quello che farai.

Raccogliamo la sfida


Naturalmente, guardare un video e trovarsi di fronte a un maestro di karate che potrebbe ucciderti con il mignolo sono due esperienze molto diverse. Ne ho parlato con Gigi ed entrambi ci siamo trovati d’accordo che l’elemento umano era cruciale. Se anche avessimo chiesto a una persona scettica di piazzarsi di fronte al maestro, non c’era alcuna garanzia che lui o lei sarebbero stati in grado di resistere alle suggestioni del “lanciatore di Qi”. Ansia o paura potrebbero ancora essere instillate nel volontario dalla presenza di molti altri specialisti di karate, dalla presenza delle telecamere o dalle aspettative di tutti coloro che si fossero trovati lì.

Così, abbiamo pensato che sarebbe stato meglio se uno di noi si fosse offerto volontario, invece di mandare avanti uno sconosciuto.

Chiunque lo conosca sa che Gigi è sempre pronto a provare nuove esperienze. Nel corso degli anni ha mangiato il vetro, si è strofinato il viso nel fuoco, si è infilato un chiodo da quindici centimetri nel naso, trafitto la pelle, dormito su un letto di chiodi, messo in bocca una torcia accesa e si è fatto spezzare con una mazza una pietra da trenta chili posta sul suo petto. Dunque, non c’era dubbio che sarebbe stato lui a fare da cavia. Da parte mia, gli sarei stato vicino moralmente e avrei preso nota di ciò che fosse accaduto (a qualcuno deve pur toccare il lavoro sporco).

Mesmer Reloaded


L’esperimento avrebbe avuto luogo in una palestra di Milano, dove un socio di Dillman, Leon Jay, sarebbe arrivato per sottoporsi al nostro esperimento. Jay era un tipo molto simpatico, pronto ad aiutarci e disposto a farsi testare.

Prima però avrebbe dimostrato la sua abilità su una serie di volontari provenienti da varie palestre, studenti di karate disposti a farsi abbattere dai pugni immaginari di Jay. E così fu. Uno per uno, tutti gli studenti presenti caddero al suolo con movimenti drammatici.

Toccò poi agli scettici.

Gigi prese il centro della scena mentre tutti osservavamo. Jay iniziò ad agitare le mani intorno a lui, che semplicemente se ne stava là in piedi, fermo, prima con gli occhi chiusi, come gli era stato suggerito, e poi tenendoli aperti. Per un sacco di tempo non successe nulla. Jay tentò ancora una volta, per pochi minuti, ma ancora nulla accadde.

Luigi spiegò in seguito che con gli occhi chiusi era più facile perdere l’equilibrio, ed era per questo che li aveva aperti. Oltre a questo, si scoprì che semplicemente era immune ai pugni Qi.

Poi decidemmo di tentare un test diverso. Avevamo infatti pensato che sarebbe stato interessante sottoporre Jay allo stesso tipo di esperimenti che furono presentati ai discepoli di Mesmer, proponenti del magnetismo umano, nel 1784 a Parigi da una Commissione Reale creata per indagare il mesmerismo (il testo del rapporto è disponibile su “Scienza & Paranormale” n. 50 e leggibile sul sito per i Soci del CICAP). Con il test Jay doveva semplicemente dimostrare i suoi poteri su uno dei migliori studenti, uno di quelli che aveva reagito splendidamente ai suoi ricami nell’aria. Questa volta, però, lo studente doveva restare nascosto da un telo scuro, mentre Jay, sull’altro lato, cercava di proiettare il Qi a intervalli casuali che gli indicavamo noi. Naturalmente, lo studente non sapeva quando Jay mandava i suoi pugni o quando se ne stava immobile. In altre parole, non sapeva che cosa doveva fare o quando doveva reagire. Conclusione: se ne rimase là in piedi una mezz’oretta, con lo sguardo perplesso.

Un “prezioso segreto”

image
George Dillmann, l'inventore delle fantasiose tecniche di "karate e distanza", intervistato dal National Geographic

Jay prese i risultati dei test abbastanza bene, anche se non riusciva a spiegarsi che cosa fosse andato storto nella dimostrazione. Aveva sempre funzionato prima, ci disse, anche se non aveva mai sottoposto se stesso a questo tipo di verifica. Fu molto interessante, una volta terminate le riprese, ascoltare i commenti dello stesso George Dillman. Intervistato dal National Geographic fu pronto a spiegare il fallimento del suo pupillo.

«Lo scettico era un totale non-credente», disse. «Inoltre... Non so se posso dirlo davanti a una telecamera, ma se il tizio aveva la lingua nella posizione sbagliata in bocca può avere annullato il colpo. Proprio così. In verità, si può annullare un sacco di cose in questo modo e anche se si sollevano gli alluci. Se dico che sto per colpirti e tu alzi un ditone del piede e tieni l’altro in basso, non posso farti nulla. E poi, se tento nuovamente e tu inverti l’ordine degli alluci e continui a ripetere questa azione, non posso abbatterti».

Visto? Era solo una questione di alluci e lingue. Puoi essere il più potente cavaliere Jedi dell’universo, ma se tengo il mio ditone sollevato, non vali più di un ammasso di ferraglia inutile. Buono a sapersi la prossima volta che incontreremo un Jedi oscuro...

Note


Un video del test in italiano può essere visto su YouTube a questo indirizzo: http://tinyurl.com/EnergieMisteriose