Bugie rassicuranti e verità scomode

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Pubblichiamo l’introduzione dell’ultimo libro di Massimo Polidoro, Il mondo sottosopra, edito da Piemme.

I vaccini? Provocano l’autismo. Le scie degli aerei? Veleno per alterare il clima. Gli attacchi dell’11 settembre? Una messinscena degli americani. La Luna? Non ci siamo mai andati. La Terra? È piatta.

Ciò che fino a ieri era considerato da tutti vero e accertato all’improvviso viene messo in discussione, mentre in molti ambiti della vita i fatti perdono sempre più valore a favore di credenze irrazionali, pregiudizi e teorie della cospirazione.

Stiamo precipitando in un mondo dove ogni cosa è sottosopra e la verità è solo un punto di vista in mezzo a tanti?

Siamo entrati in un’epoca in cui le fandonie, oggi ribattezzate “fake news”, sono all’ordine del giorno. False notizie diffuse per speculare sui bisogni e i timori dei più deboli, per attaccare i propri avversari politici, per alimentare i propri pregiudizi o per screditare chi è portatore di verità scomode rendono sempre più difficile riuscire a distinguere il vero dal falso.

Bugie, truffe e propaganda non sono certo una novità, ma oggi, grazie al web, le notizie false tendono a diffondersi in maniera globale come mai era successo prima, superando i tradizionali confini locali e raggiungendo strati sempre più ampi di popolazione.

Tale diffusione, ed è questa un’importante novità rispetto al passato, è particolarmente rapida, il che rende più complesso poterla fermare attraverso una smentita, che arriva comunque in ritardo e non riesce quindi a contrastare con piena efficacia la notizia falsa. Ma qual è l’effetto reale di questa disinformazione dilagante? Ed è davvero solo colpa del web e dei social media?

Un altro elemento importante da considerare è dato dal modo in cui funziona il nostro cervello, che in certe condizioni contribuisce inevitabilmente a rendere più credibili certe affermazioni. La ricerca di conferme alle proprie convinzioni, il bisogno di rassicurazioni, il pregiudizio di conferma e altri bias cognitivi tendono a renderci particolarmente suscettibili a tutto ciò che è coerente con il nostro modo di pensare, anche se va contro ogni evidenza.

Chi nega il riscaldamento globale, dunque, non discute le prove scientifiche che lo dimostrano, ma lo rifiuta perché teme possibili regolamentazioni più strette sui commerci, sull’industria e sul proprio stile di vita. Chi crede al creazionismo non contesta l’evoluzione a causa di nuove prove scientifiche, ma lo fa perché sente messe in discussione le sue credenze religiose.

Tuttavia, la corsa verso le credenze irrazionali sembra accelerare e occupa sempre più spazio nelle discussioni pubbliche. C’è, per esempio, chi pensa che la diffusione di false notizie possa avere alterato importanti equilibri elettorali, come quelli che hanno portato gli Stati Uniti a eleggere presidente Donald Trump o la Gran Bretagna a votare a favore della Brexit.

Terroristi, assassini e invasati giustificano sempre più spesso attentati e massacri richiamando assurde teorie del complotto, alimentate da spregiudicati venditori di inesistenti minacce. Gli stessi che, con le loro farneticazioni, inducono gente suggestionabile a molestare e finanche ad aggredire le famiglie delle vittime di tali attentati per dimostrare che si tratterebbe solo di montature e in realtà nessuno sarebbe morto. Perché? Per il timore che qualche nuova legge riduca la possibilità per i cittadini di possedere e usare armi.

Anche gli attacchi alla scienza si moltiplicano, al punto che vengono messi in discussione fatti accertati come il pericolo derivante dal riscaldamento globale, fenomeno su cui c’è il consenso del 97% della comunità scientifica e nessun dubbio che stia già provocando effetti devastanti sul nostro pianeta. Oppure c’è il rifiuto dei vaccini da parte di chi è convinto, sulla base di uno studio dimostratosi una frode, che sarebbero legati all’insorgere dell’autismo: un rifiuto che nel 2015 ha fatto crollare la copertura vaccinale in Italia all’85%, provocando un’epidemia di morbillo che ha causato 5000 casi e 4 decessi.

Si assiste alla messa sotto accusa in tribunale di scienziati che non avrebbero “previsto terremoti” (qualcosa che per ora è impossibile fare) o che sono incolpati di avere creato epidemie a scopo di lucro. O, ancora, si vedono ricercatori screditati da chi ha interesse a nascondere scoperte ritenute deleterie per i propri affari e altri costretti a circolare con la scorta a causa di minacce di morte generate da falsità sul loro conto.

E ancora, sempre più persone si avvicinano a teorie che fino a poco tempo fa sembravano confinate a minoranze stravaganti: da quelli che credono che la terra sia piatta a chi pensa che il cancro sia il frutto di “pensieri sbagliati”, da chi sostiene che l’uomo sarebbe il frutto di esperimenti genetici di civiltà extraterrestri a quelli convinti di potersi nutrire di sola luce, da chi immagina che il pianeta sia governato da una razza di lucertole extraterrestri mutaforma a chi invece è convinto che tutti i mali sulla Terra siano opera del miliardario ebreo George Soros, da chi è sicuro che gli extraterrestri arriveranno a salvarci a quelli convinti che il mondo in cui viviamo sia solo una finzione come nel film Matrix.

Miti, credenze, illusioni, paraonie, bugie per le quali non c’è il minimo straccio di prova, ma a cui in tanti si aggrappano alla ricerca di risposte che non solo la scienza ma nemmeno la spiritualità sembra più in grado di offrire.

Ecco allora che in molti ambiti, a partire dalla politica, si preferisce rifiutare i fatti che vanno contro ciò a cui vogliamo credere, e si accettano evidenti falsità, pur di non rischiare di mettere in discussione il nostro sistema di valori. Si preferiscono le bugie rassicuranti e si rifiuntano le verità scomode. Ma perché succede?

Il viaggio che stiamo per intraprendere nelle pagine che seguono ci porterà a infilarci un po’ alla volta nella tana del Bianconiglio, l’ingresso da cui Alice passa per entrare nel “Paese delle meraviglie”, per farci sprofondare sempre più giù nel pozzo del verosimile, dell’improbabile e dello smaccatamente falso, fino a scoprire un mondo che sembra per davvero capovolto.

Faremo questo viaggio armati di due strumenti imprescindibili: il primo è il “lume della ragione”, la fiammella della razionalità da tenere sempre accesa nel buio generato da pregiudizio, ignoranza, superstizione e odio, e il secondo è il “rasoio di Occam”. Chiamato così in onore del monaco francescano del XIV secolo Guglielmo di Ochkam, questo principio afferma che quando esistono spiegazioni alternative per uno stesso evento o fenomeno, conviene scegliere la più semplice perché molto probabilmente è quella corretta, eliminando dunque tutte quelle ipotesi che non sono strettamente necessarie. Oppure, più brevemente si può dire che «a parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire».

È solo tenendo i piedi ben saldi per terra e verificando con attenzione le affermazioni, per valutare quanto si avvicinano ai fatti che descrivono, che si può sperare di tenere desta la ragione, impedendo, come ammoniva il pittore spagnolo Francisco Goya, che il suo sonno generi mostri.

Cercheremo così di capire perché ci lasciamo sedurre da storie incredibili ma accattivanti e perché ci lasciamo incantare da imbonitori, ciarlatani e, in generale, da chiunque prometta spiegazioni e soluzioni semplici per fatti e problemi estremamente complessi.

Qualcuno ha definito la nostra l’epoca della post-verità, anche se come vedremo la post-verità era già viva e vegeta duemila anni fa. Il nostro viaggio forse non ci darà risposte definitive ma cercheremo comunque di trovare qualche punto fisso per capire che cosa sta succedendo nel mondo oggi, se davvero la follia regna sovrana e che cosa, comunque, conduca tante persone intelligenti a credere all’incredibile.

Al termine del nostro viaggio prenderemo in esame una serie di suggerimenti pratici per cercare di riconoscere e smascherare fandonie, inganni e bufale di ogni tipo, imparando a ragionare come scienziati ma, soprattutto, sviluppando il proprio senso critico, fondamentale strumento capace di fornire forse l’unico vero antidoto al dilagare dell’ignoranza e del pregiudizio.