Schemi del sillogismo e premesse inespresse

Per poter valutare in modo intuitivo un sillogismo o un qualsiasi ragionamento è prioritario esplicitare le premesse inespresse: 1) individuando le conclusioni dichiarate nel testo che desideriamo analizzare; 2) individuando le premesse esplicite che concorrerebbero a derivare la conclusione presentata; 3) ricostruendo le premesse più o meno implicite grazie agli schemi sillogistici presentati nell’articolo

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  • 16-06-2015
  • di Manuele De Conti
Nel precedente articolo è stato introdotto un particolare tipo di ragionamento: il sillogismo. Ricapitolando, il sillogismo è un ragionamento caratterizzato da tre aspetti.
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Il primo consiste nell'essere costituito da un insieme di enunciati alcuni dei quali chiamati premesse mentre un altro conclusione. Il secondo prevede che la conclusione derivi dalle premesse in modo necessario, ossia che date alcune premesse come «Tutte le lettere dell'alfabeto italiano sono o vocali o consonanti» e «A è una lettera dell'alfabeto italiano», sia impossibile non derivare la specifica conclusione «A è o vocale o consonante». Il terzo aspetto è d'essere costituito da proposizioni categoriche, ossia da proposizioni dichiarative composte da soggetto, copula e predicato, che possono essere universali o particolari e affermative o negative.
Certamente raggruppare a caso diverse proposizioni categoriche non garantisce la bontà del ragionamento sillogistico e a questo scopo Aristotele indica alcuni schemi, o composizioni di tali proposizioni, che genererebbero sillogismi validi.
Degli schemi che garantiscono sillogismi validi, quattro sono i principali: Barbara, Celarent, Darii e Ferio. Diversamente dall'indicare i protagonisti di un romanzo, essi costituiscono un complesso sistema di notazione elaborato nel Medioevo che indica da quali tipi di proposizioni categoriche è composto uno specifico schema e come tali proposizioni possano essere modificate per formare schemi differenti[1].
Barbara indica uno schema composto da tre proposizioni universali e affermative esemplificabile nel seguente modo: «Tutti gli italiani sono europei», «Tutti gli aventi diritto di voto in Italia sono italiani» quindi «Tutti gli aventi diritto di voto in Italia sono europei». Celarent si riferisce ad uno schema costituito da una premessa universale negativa «Nessun essere umano è marziano», una premessa universale affermativa «Tutti gli abitanti italiani sono esseri umani» e una conclusione universale negativa «Nessun abitante italiano è marziano». Darii, invece, rimanda ad uno schema caratterizzato da una proposizione universale affermativa e due particolari affermative: «Tutti i new ager credono nell'esistenza di un'energia universale curativa», «Qualche salutista è un new ager» e quindi «Qualche salutista crede nell'esistenza di un'energia universale curativa». Infine, Ferio indica un sillogismo composto da una proposizione universale negativa «Nessuno scettico scientifico crede nell'efficacia dell'omeopatia», una proposizione particolare affermativa «Qualche filosofo è uno scettico scientifico», e una conclusione particolare negativa «Qualche filosofo non crede nell'efficacia dell'omeopatia».
Gli schemi delineati costituiscono una discreta base per verificare la validità dei sillogismi. Tuttavia, prima di intraprendere l'impegnativa opera di interiorizzazione di tali nozioni attraverso la memorizzazione e l'esercizio, è opportuno chiedersi se non ci siano delle diverse operazioni cognitive per valutare, almeno in modo sommario, i sillogismi. La risposta a questa domanda è affermativa e le operazioni piuttosto semplici.
I sillogismi in precedenza esemplificati a scopo didattico sono caratterizzati da un'esplicita combinazione di premesse e conclusioni. Diversamente, nei testi e nei contesti in cui compare il discorso argomentativo assai raramente premesse e conclusioni sono esposte in modo esplicito. Non è quindi improbabile trovare affermazioni del tipo «Il preparato X fa bene perché è naturale» o «Il fenomeno Y è soprannaturale perché non ha spiegazione» rappresentative di veri e propri ragionamenti sillogistici nei quali alcune premesse non sono dichiarate mentre altre si confondono con la conclusione. Nel primo caso, il sillogismo conclude che «Il preparato X fa bene» perché «Il preparato X è naturale» in base alla premessa implicita «Tutto ciò che è naturale fa bene». Nel secondo caso, invece, il sillogismo può essere ricostruito riconoscendo che «Il fenomeno Y è soprannaturale» costituisce la conclusione di un ragionamento che ha in «Il fenomeno Y non ha spiegazione» e «Tutto ciò che non ha spiegazione è soprannaturale» le premesse inespresse o non del tutto esplicitate.
Pertanto, per poter valutare in modo intuitivo un sillogismo o un qualsiasi ragionamento è prioritario esplicitare le premesse inespresse:
1) individuando le conclusioni dichiarate nel testo che desideriamo analizzare;
2) individuando le premesse esplicite che concorrerebbero a derivare la conclusione presentata;
3) ricostruendo le premesse più o meno implicite grazie agli schemi sillogistici forniti.
Per individuare le conclusioni presenti in un qualsiasi testo scritto o orale, dobbiamo rifarci alla linguistica. Gli studi linguistici, infatti, pongono in evidenza come, generalmente, le conclusioni di un ragionamento seguano verbi quali dichiaro, concludo, sostengo, credo, ritengo, consiglio, o termini ed espressioni quali quindi, pertanto, allora, di conseguenza. Facciamo un esempio. Nella frase «Le medicine alternative seguono un metodo e quindi sono una pratica scientifica» la conclusione è, come si può intuire, l'affermazione che segue il termine «quindi», ossia «Le medicine alternative sono una pratica scientifica».
Dopo aver isolato dal testo le conclusioni dei differenti sillogismi o ragionamenti si deve procedere ad individuarne le premesse esplicite da cui esse deriverebbero. Diversamente dall'operazione precedente, tali premesse sarebbero, per lo più, le espressioni che precedono i termini quindi, pertanto, allora, di conseguenza, etc. Riprendiamo l'esempio precedente per illustrare la procedura. Nella frase «Le medicine alternative seguono un metodo e quindi sono una pratica scientifica» la premessa, da cui deriverebbe la conclusione «Le medicine alternative sono una pratica scientifica», è l'enunciato che precede il «quindi», e cioè «Le medicine alternative seguono un metodo».
Come già indicato, è raro che nei testi scritti o orali tutte le premesse che compongono i sillogismi siano esplicitate. E ciò dipende dal fatto che tali premesse si considerano accettate o date per scontate da coloro ai quali ci rivolgiamo, oppure perché consapevoli che se esplicitate renderebbero meno persuasivo lo stesso ragionamento. Si rende pertanto necessario ricostruire le premesse inespresse e implicite, ricostruendo in tal modo il sillogismo.
Questo metodo permetterà di valutare con semplicità il ragionamento ed evitare di dare per vero o accettato ciò che in realtà è falso o controverso. Per riportare le affermazioni dell'esempio che stiamo sviluppando a uno degli schemi sillogistici presentati in precedenza, la premessa «Le medicine alternative seguono un metodo» può essere riformulata con «Tutte le medicine alternative seguono un metodo» e la conclusione «Le medicine alternative sono una pratica scientifica» può essere resa con «Tutte le medicine alternative sono scienze». A questo punto la premessa inespressa del sillogismo che si sta configurando, riportabile allo schema sillogistico Barbara, è che «Tutto ciò che segue un metodo è una pratica scientifica».
Esplicitata la premessa inespressa sarà possibile, attraverso il metodo del controesempio presentato nello scorso numero, valutarne più facilmente la credibilità evitando d'entrare in riflessioni eccessivamente tecniche e lunghe. A voi l'onore e l'onere, quindi, di trovare per le premesse di fondo dei precedenti esempi di sillogismo, ossia «Tutto ciò che segue un metodo è una pratica scientifica», «Tutto ciò che è naturale fa bene» e «Tutto ciò che non ha spiegazione è soprannaturale», dei controesempi invalidanti.

Note

1) Per una chiara, semplice e non prolissa spiegazione su questa notazione e sulla sua funzione si consiglia la lettura di Boniolo G. e Vidali P., Strumenti per ragionare, Bruno Mondadori, 2002, pp. 18-36.