Costruire ponti tra gli scettici europei - chiacchierando con András G. Pintér

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András G. Pintér
Il panorama delle associazioni scettiche europee è vario e articolato, con all’attivo più di 20 gruppi nazionali sparsi sul continente. Al fine di coordinarne le azioni e aumentare le comunicazioni internazionali tra i gruppi, il 25 settembre 1994 in Europa nasce l’organizzazione ombrello ECSO (European Council of Skeptical Organizations).

«L’esistenza di un gruppo sovranazionale deriva innanzitutto dalla nostra curiosità: vogliamo sapere cosa sta succedendo negli altri Paesi e come i vari gruppi nazionali si stanno muovendo», racconta András Gábor Pintér, vicepresidente del gruppo scettico ungherese SzT (Szkeptikus Társaság) e membro del comitato di ECSO. «Se qualcuno ha già trovato la soluzione a un problema comune ad altri, comunicando possiamo risparmiare tempo ed energie. E se invece nessuno ha ancora capito come affrontare un problema specifico, possiamo unire le forze e aumentare le possibilità di scoprire nuovi approcci. La comunicazione rende le azioni più efficaci.»

Nel mese di settembre 2017, ECSO ha rinnovato la propria immagine sostituendo alcuni membri storici del comitato con nuove leve più giovani.

«E con più tempo libero da dedicare al progetto! Siamo tutti grati ai nostri predecessori per il lavoro svolto e sono persone che stimo moltissimo, ma penso che questo cambio di guardia fosse necessario per dare nuova forza al Comitato», commenta András.

Finora la principale attività di ECSO è stata l’organizzazione dell’European Skeptics Congress, il Congresso Europeo degli Scettici che ha luogo con cadenza biennale in una città europea diversa ogni volta, ma le intenzioni future sono più ambiziose.

«Penso che un gruppo di coordinamento internazionale come ECSO, oltre a facilitare le comunicazioni e coordinare progetti educativi, possieda anche le caratteristiche necessarie per far pressione sull’Unione Europea, così da ottenere direttive in grado di facilitare l’azione mirata dei gruppi nazionali.» Ad esempio, chiedendo di togliere il termine medicinale dalla definizione di omeopatico: «Questo però è ancora solo un sogno.»

Noto solo in un secondo momento che András indossa una maglietta con un ponte azzurro disegnato sopra: è il logo di ESP (European Skeptics Podcast), un podcast online a cui il 14 ottobre 2017 è stato conferito il premio “Ockham Awards for Excellence in Skeptical Activism” nella relativa categoria. Ogni settimana, ESP riporta notizie dal mondo della scienza e del debunking, con interviste ad esperti, divulgazione di paper e aggiornamenti circa le azioni dei gruppi scettici nazionali.

Pur restando da esso indipendente, l’idea del progetto emerge per la prima volta durante il XVI Congresso Europeo del 2015 e nel novembre dello stesso anno viene pubblicato il primo episodio. A curarlo sono András stesso, Jelena Levin (membro attivo del GSoW) e Pontus Böckman (vicepresidente del gruppo scettico svedese, Vof). L’obiettivo è di costruire “ponti” tra i gruppi scettici europei, ma comunicare tra nazioni può essere difficile quando non si possiede una lingua comune. «Abbiamo l’inglese, certo, ma per molti è ancora un ostacolo difficile da superare.» È un dato che emerge chiaramente dalle statistiche di ascolto settimanali: di media, il programma raggiunge attorno ai mille ascoltatori da tutto il mondo ma 3 dei 5 Paesi con più download sono anglofoni (Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia).

Come András mi fa notare, un importante sostegno alla creazione di una comunità internazionale di scettici ci viene da oltre oceano. Il progetto “Guerilla Skeptics on Wikipedia” (GSoW) comincia a prender vita nel 2010 da un’idea di Susan Gerbic e Mark Edward. L’obiettivo è di intervenire come redattori di Wikipedia, rimuovendo contenuti errati, chiedendo prove di quanto sostenuto e aggiungendo note quando necessario. Ma l’azione di GSoW non si limita a questo: enorme è anche il lavoro di traduzione in più lingue possibile delle pagine a contenuto scettico (personaggi importanti del movimento, schede dei gruppi nazionali, etc.), così da renderne il contenuto facilmente accessibile a tutti.

«Ad esempio, poter accedere alla pagina di Piero Angela tradotta in inglese permette anche a me, cittadina statunitense e anglofona, di scoprirne il lavoro e l’importanza», mi spiega Susan, «Allo stesso modo, posso scoprire cos’è il CICAP, chi ne fa parte, cosa sta succedendo in Italia e quali sono le principali battaglie che vi trovate ad affrontare.» Laddove gli idiomi possono essere una barriera all’interno di una comunità sempre più internazionale, GSoW ci viene in aiuto.

«È banale forse, ma uniti siamo più forti», commenta sorridendo András.