CICAP: 1989-1999

Bilancio su 10 anni di attività e prospettive future

Fondato dieci anni fa da un piccolo gruppo di persone curiose e scettiche circa i presunti fenomeni paranormali, il CICAP rappresenta oggi una realtà consolidata e riconosciuta del panorama scientifico e intellettuale italiano. Il ragionamento critico che il Comitato promuove è diventato oggi sempre più importante, in un'epoca in cui i mass media rappresentano per molti l'unica forma di informazione ed educazione e in cui la maggior parte delle persone fa ancora fatica ad apprezzare le virtù del metodo scientifico.

 

Breve storia del CICAP

Il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale (CICAP) nacque, con questo nome, il 9 ottobre 1988 ma cominciò la sua attività pubblica solo nel gennaio 1989. L'incontro dell'88, che si svolse in un ristorante di Torino e a cui partecipammo in circa trenta persone, tutte accomunate da un abbonamento allo Skeptical Inquirer (la rivista dell'americano CSICOP - Comitato per l'Indagine Scientifica del Presunto Paranormale), rappresentò il concretizzarsi di un obbiettivo che Piero Angela perseguiva ormai da una decina d'anni.
Nel 1978, infatti, Angela aveva realizzato per conto della Rai un'approfondita inchiesta sulla parapsicologia (tradottasi poi in una serie televisiva e in un libro, Viaggio nel mondo del paranormale) e si era reso conto di quanta superficialità, disinformazione e malafede regnasse in questo campo. Preoccupato dai danni che l'irrazionalità e la superstizione, alimentate dall'atteggiamento troppo spesso acritico dei mass media, possono avere sulla società, raccolse un folto gruppo di scienziati e studiosi che la pensavano come lui. Il gruppo, che comprendeva fisici come Edoardo Amaldi e lo psicobiologo Premio Nobel Daniel Bovet, sottoscrisse un documento in cui si auspicava la nascita di un Comitato che verificasse, ed eventualmente confutasse, le notizie relative ai fenomeni paranormali e alle pseudoscienze.
Seguirono nel corso degli anni una serie di tentativi per concretizzare la nascita di questo Comitato, caldeggiata anche dal filosofo americano Paul Kurtz, presidente dello CSICOP. Fu solo nell'ottobre 1988, tuttavia, che il progetto prese finalmente forma grazie, soprattutto, all'impegno di Lorenzo Montali che, l'estate prima, aveva trascorso alcuni mesi a Buffalo, negli Stati Uniti, presso la sede dello CSICOP, per capire direttamente dagli esperti come far partire un comitato di scettici anche in Italia. Fu in quell'incontro di Torino che il Comitato ebbe la fortuna di trovare da subito un presidente come l'astrofisico Steno Ferluga, dell'Università di Trieste, che in breve tempo si rivelò un eccellente comunicatore, al punto da diventare ospite fisso di numerose trasmissioni televisive. A lui si affiancò poco tempo dopo come vicepresidente il fisico Adalberto Piazzoli, allora direttore del Dipartimento di fisica nucleare di Pavia, anch'egli abile e arguto "duellante" di numerosi dibattiti televisivi. Terzo componente accademico del Consiglio direttivo del CICAP, nel ruolo di direttore responsabile della rivista del Comitato, fu Riccardo Luccio, dell'Università di Trieste (oggi all'Università di Firenze), uno dei più autorevoli psicologi del nostro paese. Fu in particolare grazie alla loro autorevolezza e al loro zelo se il CICAP poté entrare ed essere apprezzato da subito in ambito universitario.
Dal punto di vista organizzativo, da quell'ottobre, e per circa un anno di seguito, Montali e io ci incontrammo quasi tutti i giorni a Milano per dare una struttura al Comitato e per renderlo funzionante. Per cominciare preparammo un "manifesto", aggiornando la dichiarazione preparata da Angela nel 1978, che è tutt'ora riportato in quarta di copertina di ogni numero di Scienza & Paranormale:

Il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale (CICAP) promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti del paranormale.
Giornali settimanali, radio e televisioni dedicano ampio spazio a presunti fenomeni paranormali, a guaritori, ad astrologi, a pratiche mediche cosiddette alternative, trattando tutto ciò in modo acritico, senza alcun criterio di controllo; anzi cercando, il più delle volte, l'avvenimento sensazionale che permetta di alzare l'indice di vendita o di ascolto.
Noi riteniamo che ciò sia profondamente diseducativo e contribuisca non solo a incoraggiare la già diffusa tendenza all'irrazionalità, ma anche a dare credibilità a individui che traggono profitto da questa situazione.
Portiamo, dunque, avanti un'opera d'informazione ed educazione rispetto a questi temi, per favorire la diffusione di una cultura e di una mentalità aperta e critica e del metodo razionale e scientifico nell'analisi e nella soluzione di problemi.
Sollecitiamo un'attenzione e un impegno particolari verso i nostri obiettivi da parte di scienziati, intellettuali e di tutti coloro che, come gli insegnanti, stimolano e influenzano la vita culturale del Paese.
L'opera del Comitato non è isolata ma si riallaccia ad azioni e obiettivi di movimenti analoghi, che si sono sviluppati negli ultimi 25 anni in oltre 80 paesi di ogni continente.

Rendemmo dunque pubblica questa dichiarazione e invitammo tutti coloro che si riconoscevano in essa a unirsi a noi. Immediatametne, accettarono di fungere da Garanti Scientifici del Comitato: Edoardo Amaldi, Silvio Garattini, Margherita Hack, Tullio Regge, Giuliano Toraldo di Francia e Aldo Visalberghi. In seguito, grazie anche al loro impegno per far conoscere il CICAP con interventi sui giornali e lettere ai loro colleghi, gli apprezzamenti di stima da parte della comunità scientifica e accademica, come anche da parte di numerosi giornalisti e studiosi indipendenti, si moltiplicarono; aderirono, infatti, tra gli altri: Sabino Acquaviva, Piero Bianucci, Carlo Bernardini, Antonio Borsellino, Daniel Bovet, Adriano Buzzati Traverso, Viviano Domenici, Cornelio Fazio, Giovanni Federspil, Ludovico Geymonat, Corrado Lamberti, Ida Magli, Danilo Mainardi, Rita Levi Montalcini, Indro Montanelli, Guido Palmeri, Beniamino Placido, Paolo Aldo Rossi, Carlo Rubbia, Roberto Satolli, Silvan, Vittorio Somenzi, Giorgio Tecce, Roberto Vacca e Salvatore Veca.
La notizia della nascita del CICAP, grazie all'appoggio di così tanti nomi prestigiosi, ricevette subito una buona copertura da parte dei giornali e della televisione e cominciarono ad arrivare anche le prime adesioni da parte del pubblico.
La nascita del Comitato rispondeva al bisogno, sentito da una parte della società, che dovesse esistere un organismo che, con obiettività scientifica, esaminasse i tanti presunti fenomeni paranormali e riuscisse, per ciascuno di essi, a dire finalmente una parola chiara, lontana da sensazionalismi e ingenuità. Per questo motivo, fu subito chiaro che il Comitato doveva essere un'organizzazione interdisciplinare: formata cioè da persone con competenze diverse e che potesse avvalersi della collaborazione di numerosi esperti anche esterni. E particolarmente preziose si sono rivelate, nel corso degli anni, le competenze e l'ingegno di persone come Sergio Della Sala (neurologo, oggi all'Università di Aberdeen, in Inghilterra), Luigi Garlaschelli (chimico, Università di Pavia), Claudio Marciano (tecnologo, Università di Pavia), Marco Morocutti (progettista elettronico) e Franco Ramaccini: tutti entrati a far parte del Comitato in veste di soci effettivi.
Nel 1989 preparammo i primi due numeri di un Bollettino informativo da spedire a tutti coloro che avevano dato la propria adesione al Comitato - che, per quell'anno, furono circa 200 persone. Furono però addirittura 1.000 le persone che si raccolsero, il 30 marzo 1989, al Palazzetto dello sport di Còrmons (GO) per la prima uscita pubblica del CICAP, organizzata brillantemente da Patrizia Caneparo. In quell'anno il Comitato fece anche le sue prime, rare, comparse in televisione anche se, per i primi anni, scoprimmo che, se volevamo far sentire la nostra voce, senza essere costantemente interrotti dal mago di turno o tagliati dalla pubblicità, era meglio fare richiesta alla Rai di utilizzare la trasmissione Spazio Libero. Si rivelò una mossa particolarmente utile, che ci permise ogni volta di avere 15 minuti interi per noi, in cui, presentati da Piero Angela, potevamo illustrare le attività del Comitato. L'annuncio dell'indirizzo del CICAP, al termine di queste trasmissioni, veniva immancabilmente seguito nei giorni seguenti dall'arrivo di decine di lettere da parte di persone che chiedevano di poter aderire.
Naturalmente, non tutti furono contenti della nascita del CICAP. Da un lato ci furono i parapsicologi nostrani, che ci accusarono di impreparazione e arroganza (salvo poi ricredersi nel corso degli anni e instaurare spesso attive collaborazioni con noi): la rivista Abstracta dedicò al CICAP addirittura un intero numero per definirci "La nuova Inquisizione". Dall'altra parte ci furono le reazioni più colorite di chi, come i maghi e gli occultisti, si rendeva conto che da allora in poi sarebbe stato più difficile prendere per il naso il prossimo. Un gruppo di questi personaggi si rivolse, inascoltato, al Presidente della Rai per chiedere che fosse impedito al CICAP di partecipare a trasmissioni televisive! Un pranoterapeuta bergamasco acquistò addirittura intere pagine su alcuni quotidiani nazionali per attaccare il CICAP. Altri annunciarono la costituzione del "CIACS: Comitato Internazionale Anti-CICAP e Simili", di cui già una settimana dopo la fondazione si persero le tracce. Ci fu anche chi minacciò azioni legali se ci fossimo azzardati a esaminare la veridicità delle sue affermazioni paranormali e chi, senza altri argomenti, ci mandò lettere anonime piene di insulti e minacce.
Il CICAP è passato indenne attraverso tutti i tentativi fatti per zittire la sua voce e rappresenta oggi una realtà consolidata e riconosciuta del panorama scientifico e intellettuale italiano.
All'inizio di questa avventura non sapevamo bene che tipo di evoluzione avremmo potuto avere e ritenevamo veramente arduo riuscire a far sentire la nostra esile voce critica in mezzo alle urla forsennate dei sostenitori del paranormale. Bisogna ricordare che, fino alla nascita del CICAP, l'unica voce che il pubblico poteva ascoltare in televisione, sui giornali, sugli scaffali delle librerie o in conferenze e incontri pubblici era quella di chi affermava che tutto, dai guaritori filippini al triangolo delle Bermuda, dai rapimenti degli alieni ai piegatori di cucchiai, dai bioritmi all'astrologia, era vero, dimostrato al di là di ogni dubbio e che solo chi era chiuso di mente poteva dubitarne.
Noi ritenevamo, allora come oggi, che un'affermazione non diventa vera solo perché viene presentata dalla televisione o dai giornali, o perché è pronunciata da qualche personaggio famoso o più o meno autorevole. Un'affermazione è vera solo se chi la fa può dimostrarla tale e se le prove che presenta sono all'altezza di quanto affermato: nel caso dei fenomeni paranormali, in particolare, affermazioni straordinarie richiedono prove altrettanto straordinarie. Se cioè dico di avere una capra in giardino, potrei anche essere creduto sulla parola: ma se dico di avere un unicorno, allora la mia parola non basta più se voglio essere creduto e le prove dovranno essere particolarmente convincenti.
Con questa convinzione cominciammo il nostro lavoro di verifica e controllo di quelli che, all'epoca, sembravano a molti dei totem intoccabili. E in questi dieci anni i risultati che abbiamo raggiunto non sono affatto secondari. L'atteggiamento critico promosso dal CICAP ha fatto sì, per esempio, che le emanazioni più grottesche e becere del mondo del paranormale scomparissero o quasi: oggi, per esempio, ben pochi volerebbero nelle Filippine per farsi operare a mani nude da un guaritore locale, mentre fino a qualche tempo fa si organizzavano anche dall'Italia voli charter per trasportare migliaia di malati verso un'illusione; i "pesi massimi" del paranormale, i vari Uri Geller per intenderci, sono scomparsi dalla circolazione: consapevoli che le loro "esibizioni", che fino a qualche tempo fa lasciavano di stucco fior di scienziati, oggi non resisterebbero dieci minuti alla verifica degli esperti del CICAP; anche l'astrologia, per quanto sempre adorata dai mass media, ha ricevuto una botta d'arresto: a differenza di dieci anni fa, per esempio, il TG1 ha finalmente eliminato l'oroscopo dalla sua edizione notturna e la credibilità di astrologi e veggenti è stata seriamente messa in crisi dalle verifiche annuali delle previsioni fatte dal CICAP.
Anche in televisione le cose sono cambiate. Quando il CICAP nacque la tv era infestata da programmi totalmente pro-paranormale, come: MisterO (Raidue), L'Incredibile (Raiuno), Filò (Raitre), I misteri della notte (Retequattro), Fantasmi (Raitre), Segreti e misteri (Tmc), L'oroscopo (Raiuno)… in cui la voce della scienza e della Ragione era del tutto inesistente. Da allora, il CICAP è riuscito a ritagliarsi uno spazio ed è quasi sempre presente ogniqualvolta si parla di paranormale. Negli ultimi tempi, anche la quantità di programmi sul paranormale è calata; l'unica serie tv di questo tipo degli ultimi anni, Misteri, andata in onda sulla Rai tra il 1994 e il 1997, ha visto la presenza di uno o più componenti del CICAP in ogni puntata.
Il CICAP ha avuto un effetto anche sul campo dell'editoria: se in quasi vent'anni, dal 1978 al 1995, di libri dal taglio scettico sul paranormale ne uscì solamente uno (quello di Piero Angela), in soli quattro anni, dal 1995 al 1999, grazie al CICAP e ai suoi collaboratori, non solo sono stati pubblicati circa 40 libri scettici ma è nata anche Avverbi, la prima casa editrice italiana "in difesa della Ragione".
Questa è solo una carrellata su alcuni dei risultati che la presenza del CICAP ha contribuito a raggiungere anche se, naturalmente, è ancora molto quello che resta da fare. Per capire meglio l'impegno che attende il CICAP nel futuro, dunque, vale la pena esaminare più nel dettaglio quello che eravamo all'inizio e quello che siamo diventati oggi.

 

Un bilancio dal 1989 al 1999

Qui di seguito affronteremo, per argomenti, vari aspetti relativi all'organizzazione e all'attività del CICAP e gli effetti principali che il Comitato ha avuto sulla società, lasciando parlare soprattutto i fatti e i numeri:

Scienza & Paranormale: il numero di copie, del Bollettino del CICAP prima e di Scienza & Paranorma-le poi, distribuite in un anno ad abbonati, giornalisti, biblioteche e associazioni è passato da una trentina nel 1988 a circa 400 nel 1989, ha oscillato poi tra le 2.000 e le 2.500 fin verso il 1996 ed è arrivato oggi a oltre 20.000. Ciò è dovuto anche all'aumento di periodicità della rivista: semestrale all'inizio, poi trimestrale e oggi bimestrale. Anche la qualità della rivista è andata sempre migliorando, con articoli e monografie sempre più ricchi e puntuali e frequenti interventi di alcuni tra i più bei nomi della scienza e della divulgazione, come: Luciano Arcuri, Isaac Asimov, Enrico Bellone, Piero Bianucci, Susan Blackmore, Sergio De Santis, Viviano Domenici, Richard Feynman, Silvio Garattini, Ludovico Geymonat, Pietro Greco, Margherita Hack, Ray Hyman, Paul Kurtz, Riccardo Mancini, Jacopo Meldolesi, Marisa Milani, Alberto Oliverio, James Randi, Tullio Regge, Carl Sagan, Franco Selleri, Michele L. Straniero, Cecilia Gatto Trocchi, Giuliano Toraldo di Francia, Roberto Vacca, Aldo Visalberghi e, naturalmente, Piero Angela, che interviene ormai su ogni numero di S&P.

Gruppi locali: rappresentano il modo migliore per raggiungere direttamente, attraverso conferenze, indagini e interventi sui media locali, regioni e città che, altrimenti, non avrebbero molte possibilità di sentire la nostra voce. Nel 1994 i gruppi locali del CICAP erano due (Veneto e Piemonte), oggi gruppi organizzati di soci del CICAP sono presenti in 11 regioni d'Italia: Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana e Veneto. Inoltre, si stanno moltiplicando le "Antenne" del CICAP (gruppi non-ufficiali di soci): attualmente sono circa 60, presenti in altrettante città italiane e, addirittura, straniere (v. p. 81 per un elenco).

Conferenze del Comitato: le conferenze rappresentano il modo migliore per avere un contatto diretto con il pubblico e per avvicinare nuovi simpatizzanti e collaboratori; molti degli attuali collaboratori più attivi del Comitato si sono avvicinati al CICAP dopo aver preso parte proprio a una nostra conferenza. Nel 1989 riuscimmo a organizzare solo una manciata di conferenze mentre oggi, grazie ai gruppi locali, si tengono una media di 3/4 conferenze al mese in tutta Italia: quasi 50 all'anno.

Il Convegno nazionale: il primo Convegno nazionale del CICAP, il momento più importante di aggregazione degli "scettici" italiani, si tenne nel 1991 a Padova e raccolse circa 400 persone. I successivi Convegni si svolsero a: Saint Vincent (1992, ca. 300 persone), Còrmons (1993, ca. 200 persone), Macerata (1995, ca. 400 persone), Padova (1997, ca. 500 persone). Per il Convegno di quest'anno, che si tiene ancora a Padova, è prevista una partecipazione di circa 700 persone provenienti da tutta Italia.

Interventi nelle scuole: del tutto assenti nel primo anno di vita del CICAP, sono andati via via moltiplicandosi man mano che gli insegnanti venivano a conoscenza delle nostre attività. Quello della scuola è un ambito prioritario per il Comitato per il quale, come vedremo più avanti, sono in cantiere iniziative sempre più importanti.

Interventi sui mass media: insieme a quello educativo, è il canale principale per raggiungere il grosso pubblico, quello verso il quale i nostri sforzi si dovranno intensificare sempre di più. Naturalmente, il problema non è fare in modo che non si parli di questi argomenti sui mass media: anzi! Il problema, semmai, è fare in modo che se ne parli in modo corretto e oggettivo, senza alimentare false illusioni e fornendo al pubblico tutti gli elementi per formarsi un'opinione informata. Nel 1989 i giornali parlarono in maniera significativa del CICAP in occasione della nascita (tutti i quotidiani e numerosi periodici dedicarono ampi servizi alla notizia), in seguito all'indagine su un caso di poltergeist a Milano e in occasione della prima conferenza pubblica. Per quanto riguarda la televisione, gli interventi del CICAP furono circa 5/6 in tutto l'anno. A quell'epoca i nostri contatti con i giornalisti erano molto sporadici e pochi sapevano della nostra esistenza e della nostra funzione. Con gli anni, le cose sono cambiate: nel solo 1998 (al momento in cui scrivo è ancora presto per fare calcoli sul 1999) il CICAP è stato contattato oltre 400 volte da giornalisti della carta stampata o della televisione in occasione di articoli da realizzare o di trasmissioni a cui partecipare o a cui prestare una consulenza. Sempre nel 1998 il CICAP era in TV una media di 2/3 volte al mese: ancora poco se paragonato all'invadenza di maghi, astrologi e occultisti, ma una presenza significativa se confrontata al nulla di dieci anni prima.

Editoria: nel 1989, se si esclude il libro di Piero Angela Viaggio nel mondo del paranormale, pubblicato nel 1978, non esisteva praticamente nessun tipo di letteratura critica sul paranormale e le pseudoscienze. Il lavoro del CICAP è stato determinante nel far nascere e crescere un certo tipo di sensibilità verso questi argomenti. Nel 1990, quando tornai dagli Stati Uniti dopo un soggiorno di oltre un anno, ospite di James Randi, con un libro di indagine critica sullo spiritismo sottobraccio pronto per essere pubblicato, ricevetti dalle case editrici solo rifiuti, nonostante Piero Angela avesse accettato di scrivere l'introduzione al libro. "La gente non vuole sentire che il paranormale magari non esiste", mi si diceva, "non c'è un mercato per libri come questo", "il pubblico vuole sognare e non comprerà mai un libro come il suo". Dovetti insistere cinque anni e alla fine, nel 1995, riuscii a pubblicare il mio Viaggio tra gli spiriti presso la Sugarco. Da allora è stato un crescendo di libri "scettici": nel 1996 è uscito un cofanetto di 6 libretti dal titolo eloquente: Non ci casco! (Stampa Alternativa) e il mio Misteri (Eco); ma è nel 1997 che c'è stato il vero e proprio boom. È stata fondata a Roma, con l'attiva collaborazione del CICAP, la casa editrice Avverbi, la prima ad avere come scopo la "promozione e la diffusione della cultura scientifica e razionale", che ha subito pubblicato tre libri: Fantasmi (di R. C. Finucane), Campi elettromagnetici (di M. Fronte) e il mio Sei un sensitivo? Anche altre case editrici si sono accorte di un interesse non più a senso unico verso queste tematiche e così, sempre nel 1997, sono nate intere collane dedicate alla "difesa della scienza" e, in particolare, sono stati pubblicati: Il mondo infestato dai demoni, di C. Sagan (Baldini & Castoldi), Guarire dall'omeopatia, di S. Cagliano (Marsilio), Non è vero ma ci credo, di H. Ruchlis (Dedalo), Non sparate sulla scienza, di R. Dunbar (Longanesi) e un altro mio libro, il Dizionario del paranormale (Esedra). Nel 1998 e 1999 l'ondata è continuata, ben altri quindici libri di Avverbi: Antichi astronauti (di W. H. Stiebing), I segreti dei fachiri (di L. Garlaschelli e M. Polidoro), La maledizione del Titanic (di M. Polidoro), Medicine e miracoli (di E. Altomare), Processo alla Sindone (di L. Garlaschelli), El nino (di A. Navarra), Terremoto! (di F. F. Martin), Pescatori d'anime (di M. Merlini),

(di J. Randi), Virus (di A. Fronte), Fusione fredda (di A. Basile), Mentalmente liberi (di S. Hassan), X-Life (di Y. Castelfranchi), Incontri ravvicinati di nessun tipo (di M. Teso), Investigatori dell'occulto (di M. Polidoro e L. Garlaschelli. Inoltre, sono usciti anche: Nel nome della scienza, di M. Gardner (Transeuropa), L'illusione del paranormale, di M. Polidoro (Franco Muzzio Editore), Realtà o illusione?, di S. Fuso (Dedalo), Il mito di Atlantide, di L. S. de Camp (Fanucci) e I ciarlatani della salute, J. M. Abgrail (Editori Riuniti). Evidentemente, al contrario di quanto pensavano solo cinque anni prima gli editori, un pubblico interessato al punto di vista della scienza su questi argomenti c'era e aspettava solo qualcuno che desse risposte concrete e affidabili alle sue domande.
Giornalismo: oltre a fungere da consulente per i giornalisti, il CICAP è diventato una vera e propria fucina di talenti: sono ormai tante infatti le persone che hanno cominciato scrivendo articoli su Scienza & Paranormale e che oggi pubblicano libri e/o lavorano stabilmente nelle redazioni di quotidiani, settimanali, case editrici, telegiornali e altre trasmissioni tv. È questo uno degli effetti più importanti del lavoro del CICAP: la formazione di nuovi giornalisti e divulgatori preparati e competenti, infatti, non può che favorire sempre di più, anche tra chi produce notizie, la diffusione di una mentalità critica e scrupolosa, contrastando il pressapochismo, l'imprecisione e la disinformazione che spesso caratterizza un certo giornalismo pseudoscientifico.

Sperimentazioni, verifiche e ricerche: la quantità di casi affrontati dai componenti del CICAP in dieci anni è veramente imponente: decine di sensitivi le cui presunte facoltà paranormali sono state messe alla prova in sperimentazioni, condotte principalmente presso l'Università di Pavia, e centinaia di ricerche e verifiche su notizie di attualità o casi storici affrontati dagli studiosi del CICAP i cui risultati sono stati resi pubblici attraverso articoli, libri, interventi radiotelevisivi e conferenze.

Presenza su Internet: Internet è diventato uno strumento sempre più importante negli ultimi anni e il CICAP è stato una delle prime associazioni a farne largo uso. Oggi, il sito del CICAP (www.cicap.org) conta una media di oltre 3.000 contatti al mese e la sua mailing list di attualità (la CICAP-hotline), raggiunge ogni settimana circa 1.000 persone tra giornalisti, ricercatori, docenti, studenti e altri interessati. Dal punto di vista organizzativo, inoltre, Internet ha permesso al Comitato di moltiplicare in maniera esponenziale i contatti tra soci attivi e gruppi locali e, di conseguenza, il numero delle attività possibili.

Immagine all'estero: attraverso il suo lavoro, il CICAP è riuscito a far sentire la sua voce anche a livello internazionale. Basti ricordare la storica sperimenta-zione di Garlaschelli, Ramaccini e Della Sala sul sangue di S. Gennaro, che fu pubblicata dalla rivista Nature e finì sulle prime pagine e nei telegiornali di tutto il mondo. Sono poi sempre più numerosi i giornalisti stranieri che ci contattano per realizzare interviste e servizi televisivi; componenti del CICAP come Della Sala, Ferluga, Garlaschelli e il sottoscritto sono stati intervistati più volte dalle tv e dai giornali di paesi come: Stati Uniti, Inghilterra, Cina, Giappone, Austria, Francia, Svizzera, Grecia, Olanda, Brasile, Argentina e Canada. Anche gli scienziati e gli studiosi che all'estero si occupano di parapsicologia, riconoscono il CICAP come una delle fonti critiche più autorevoli e si può trovare citato il Comitato e i suoi ricercatori nei lavori, tra gli altri, di studiosi come: John Beloff, Arthur C. Clarke, Michael Coleman, Mike Dash, Hans J. Eysenck, Stanley Krippner, Robert L. Morris, James Randi, Carl Sargent e Marcello Truzzi. Il CICAP, inoltre, è stata l'unica organizzazione scettica ad aver riunito in un forum letterario sulla parapsicologia i più autorevoli critici (Alcock, Blackmore, Hyman e Randi) e parapsi-cologi (Broughton, Honorton, Krippner e Morris) per un numero speciale di Scienza & Paranormale. Garla-schelli e io, infine, interveniamo spesso con articoli e ricerche sulle principali riviste e journal internazionali che si occupano di questi argomenti, come: il Journal of Parapsychology, il Journal of Scientific Exploration, il Journal of the Society for Psychical Reseearch, lo Skeptical Inquirer, Skeptic e Swift.

Le casse del CICAP: pur essendo un'associazione senza fini di lucro, il CICAP, che non riceve alcun tipo di sovvenzione di tipo statale, ha bisogno di avere delle entrate per finanziare tutte le sue sempre più numerose attività e riesce ad averle sia attraverso gli abbonamenti a Scienza & Paranormale che attraverso la vendita di libri e altro materiale di possibile interesse per i soci. Ebbene, se per il primo anno le nostre casse erano in rosso e molti di noi avevano anzi investito di tasca propria, dopo qualche anno i conti cominciarono ad andare in pareggio. Nel 1994 l'avanzo di esercizio fu di L. 1.065.016 e nel 1997, quando ancora non avevamo cominciato la raccolta fondi per la sede, salì a 34.511.433, a fronte di un totale ricavi di L. 76.350.069. Il bilancio del 1998 (che trovate a pag. 77) indica un utile d'esercizio di L. 31.935.905 e un totale ricavi di L.108.033.950! Cifre davvero impensabili solo qualche anno fa, quando il conto corrente bancario del CICAP oscillava mensilmente tra i due e i tre milioni di lire.

Leggendo questo bilancio ci si accorge, tra le altre cose, di come l'efficacia del lavoro del Comitato abbia visto una crescita consistente a partire dal 1996/97. Ciò è dovuto, credo, a due "svolte" principali.
La prima svolta c'è stata nel 1996, quando l'amministrazione del CICAP è stata trasferita a Padova e ha finalmente raggiunto livelli professionali in seguito all'arrivo nel Comitato di Marino Franzosi. Grazie alle sue preziose competenze di creatore di programmi per computer, alla sua abilità organizzativa e alla sua enorme pazienza e disponibilità, la parte amministrativa del Comitato ha fatto un vero e proprio salto di qualità. Altrettanto prezioso si è rivelato tutto il gruppo Veneto del CICAP, che da allora coadiuva Franzosi nelle tante mansioni che un'organizzazione come il CICAP richiede.
La seconda svolta, credo, c'è stata l'anno seguente quando, di fronte alla possibilità di seguire una carriera universitaria in Inghilterra, di lavorare con James Randi in Florida o di contribuire in maniera determinante alla crescita e all'espansione del CICAP in Italia, ho deciso di intraprendere la terza strada. Per me che seguo questi argomenti da quando ero bambino, che ho avuto la fortuna, non ancora maggiorenne, di fare un vero e proprio tirocinio negli Stati Uniti con James Randi e che ormai da dieci anni mi occupo quotidianamente del CICAP, non poteva esserci altra scelta.
Così, è da un paio d'anni che io mi occupo del CICAP a tempo pieno e che Franzosi ruba sempre più tempo alla sua professione di programmatore per lavorare per il Comitato. E, come si è visto sopra, il nostro impegno, unito alla indispensabile collaborazione e disponibilità di tutti quei soci che fanno parte dell'Assemblea dei soci effettivi e dei vari gruppi locali, ottiene risultati sempre più interessanti.
Qualche mese fa, l'Assemblea dei soci effettivi del CICAP si è riunita e, in considerazione del fatto che il lavoro di Marino e mio supera di molto un impegno di tipo occasionale, e che proprio in seguito a esso le possibilità economiche del CICAP, e di conseguenza le sue possibilità di intervento, sono cresciute, ha deciso di retribuirlo. Come avviene per altre grosse associazioni senza fini di lucro, dunque, anche il CICAP oggi ha la possibilità di rimborsare il lavoro che eccede il normale contributo volontario senza, per questo, entrare in conflitto con le sue finalità non commerciali. Non si tratta, infatti, di dividere gli utili tra i soci ma, per l'appunto, di rimborsare il tempo e il lavoro dei suoi collaboratori più attivi. Certo, si tratta di compensi proporzionati alle attuali possibilità del CICAP, e che non rispecchiano l'effettivo valore sul mercato della quantità e qualità del lavoro svolto; nondimeno, è per noi un'importante riconoscimento e incoraggiamento a fare sempre meglio.

 

La nostra funzione oggi

Nonostante tutti i traguardi e successi raggiunti dal CICAP, l'irrazionalità e la superstizione sono ben lontane dall'essere scomparse: si può ben dire che il nostro lavoro è appena cominciato! Se pochi credono oggi ai guaritori filippini, a Uri Geller o ai bioritmi, nuove credenze pseudoscientifiche hanno preso il loro posto. Adesso, va di moda la New Age, con il suo armamentario di credenze irrazionali: bioarchitettura®, pseudomedicine, fanta-archeologia… Come è possibile che, nel 2000, sopravvivano credenze degne dei secoli più bui? Una grossa responsabilità risiede certamente sulle spalle dei mezzi di comunicazione di massa che, rapidamente, stanno rimpiazzando le famiglie, le scuole e le università come principale fonte di educazione e informazione.
I tempi in cui uno scienziato lavorava a lungo alle sue ricerche e poi sottoponeva il suo lavoro all'esame e alla replica dei suoi colleghi e, solo dopo che tutti potevano ottenere gli stessi risultati, la scoperta era resa pubblica sembrano lontani. Oggi, è sufficiente l'annuncio di una possibile scoperta, non importa se non ancora verificata e convalidata, perché giornali e tv la diffondano del tutto acriticamente. E tanto più clamorosa la presunta scoperta, tanto più ampia la diffusione. Non importa se poi, come succede nel caso di presunte cure mediche che si rivelano in seguito fallimentari, si alimentano illusioni e speranze di chi sta male e si contribuisce a distogliere i malati da cure realmente efficaci. Sembra, purtroppo, che la preoccupazione principale di un certo tipo di media sia l'intrattenimento più che l'informazione, il profitto più che la verità, vendere prodotti più che contribuire alla crescita intellettiva delle persone.
In questa atmosfera, è inevitabile che il paranormale e la pseudoscienza diventino dei bocconi ghiotti da smerciare al pubblico, mescolati magari a notizie scientifiche importanti e reali. Di conseguenza i confini tra la verità e la fantasia diventano sempre più indefiniti. Carl Sagan, il famoso astronomo e divulgatore recente-mente scomparso, nel suo testamento intellettuale, Il mondo infestato dai demoni, riassume bene quali sono i pericoli di questa confusione tra scienza e pseudoscien-za: "In una società impregnata di tecnologia come la nostra, ma sempre più assediata da nuovi profeti, impeti di irrazionalità e falsa ricerca del meraviglioso, allontanarsi dalla scienza o permettere che venga demonizzata, significa in realtà consegnarci ai veri demoni: l'irrazionalità, la superstizione, il pregiudizio, ed entrare in un'epoca di nuovo oscurantismo".
Il ruolo del CICAP e degli scettici, dunque, assume oggi un'importanza ancora più vitale: se da un lato occorre continuare il lavoro di verifica e controllo sul presunto paranormale, dall'altro bisogna incrementare gli sforzi per contribuire a educare il pubblico circa l'importanza del metodo scientifico e per cercare di convincere produttori di programmi e direttori di giornali che è necessaria maggiore responsabilità nella diffusione di certe notizie. Non si tratta assolutamente di evocare censure di alcun tipo: quello che si chiede è un maggiore equilibrio tra la presentazione acritica di notizie incontrollate e la voce della ragione e dello scetticismo. Solo così il pubblico avrà la possibilità di valutare tutti i punti di vista e poi prendere da solo una decisione. Non abbiamo certo la pretesa di trasformare tutti in persone dotate di senso critico e capaci da sole di discernere la realtà dalla fantasia; ci limitiamo a fare del nostro meglio per continuare a seminare il dubbio.
Non si tratta nemmeno di "togliere i sogni dell'uomo", come alcuni ci accusano di voler fare, né di negare a priori la possibilità di esistenza a fenomeni quali la telepatia o la chiaroveggenza. Da un lato, dunque, occorre portare avanti indagini ed esperimenti seri e senza pregiudizi per verificare se realmente non ci sia qualcosa di vero nelle promesse della parapsicologia e delle altre discipline "misteriose". È chiaro, infatti, che se anche solo uno dei fenomeni paranormali fosse autentico si tratterebbe di una scoperta esaltante, che aprirebbe un intero nuovo filone di studi.
Dall'altro, però, bisogna anche impegnarsi per fornire al pubblico quegli strumenti concettuali indispensabili per riuscire a farsi un'opinione affidabile su fatti insoliti e misteriosi. Strumenti che compren-dono la capacità di esaminare le prove a favore di una data ipotesi, di valutare le possibili spiegazioni alternative e di scegliere con cognizione di causa la spiegazione che si dimostra più plausibile.
Con tutto questo in mente, dunque, che cosa intende fare in concreto il CICAP nei prossimi anni?

 

Il futuro del CICAP

Sulla base di quanto detto sopra, dunque, credo che si possano individuare tre grossi filoni di attività in cui il CICAP si deve impegnare nei prossimi anni: 1) verifica e sperimentazione; 2) educazione e formazione; 3) divulgazione e informazione.

1) Verifica e sperimentazione

Alla base delle attività del CICAP, come dice il suo nome, è naturalmente il lavoro di controllo, ricerca, verifica e sperimentazione delle affermazioni che riguardano il paranormale e le pseudoscienze. Questo lavoro va maggiormente coordinato e ufficializzato. Va in questo senso l'idea, proposta recentemente da Luigi Garlaschelli, di tentare di dare vita, in ambito accademico, a un Centro di ricerca e sperimentazione sulle pseudoscienze e i fenomeni insoliti. Si tratterebbe di esplorare quali possibilità concrete esistono per creare, all'interno di istituzioni accademiche, o comunque con il loro avallo, una struttura che permetta di condurre sperimentazioni nel campo del paranormale e delle pseudoscienze in maniera sistematica e ufficiale, anziché su base volontaristica e solo quando ce n'è il tempo come accade oggi con il CICAP. Una simile struttura potrebbe prendere le forme di un Centro Universitario, di un Osservatorio, o magari di un filone di ricerche finanziate dal MURST, da Atenei o dalla Comunità europea. Il suo scopo sarebbe la sperimentazione e la ricerca sulle pseudoscienze (o sulle scienze controverse) e sulle anomalie di tipo fisico, chimico, e psicofisiologico. Potrebbe quindi facilmente riunire fisici, chimici, medici, psicologi, biologi, sociologi, filosofi della scienza, ecc. in una ricerca interdisciplinare. "Da un lato", spiega Garlaschelli, "le pseudoscienze vanno riconosciute come tali e contrastate sia a livello scientifico che sociale. D'altro canto esse non possono essere liquidate a priori e dogmaticamente dal mondo accademico senza un esame delle presunte anomalie che ne stanno alla base, e che potrebbero invece rivelarsi molto interessanti. Esiste oggi nella comunità scientifica italiana un vasto e sparso schieramento "trasversale" di persone interessate a questi scopi, anche se su posizioni di partenza differenti, che potrebbero portare utili contributi a questa iniziativa".

2) Educazione e formazione

In questo campo i nostri sforzi sono destinati a crescere: il nostro obiettivo, infatti, non è solo quello di sbugiardare le truffe pseudoscientifiche, ma è soprattutto quello di favorire la diffusione della cultura critica e, di conseguenza, di ridurre presso il pubblico il rischio di cadere vittima di abbagli e illusioni. Ecco alcune delle attività che intendiamo intraprendere nei prossimi anni:

Seminari di approfondimento rivolti a tutti coloro (giornalisti, insegnanti, ricercatori, studiosi…) interessati ad approfondire vari aspetti del rapporto scienza/pseudoscienza e ad acquisire gli strumenti per verificare in proprio il presunto paranormale e le affermazioni pseudoscientifiche. Tra l'altro, con questi seminari ci auguriamo di formare nuovi "investigatori dell'occulto", capaci di affiancare il CICAP nell'esame dei tanti presunti fenomeni paranormali. Una prima serie di seminari, raccolta in un vero e proprio Corso per l'indagine scientifica del presunto paranormale, partirà nel gennaio del 2000 (maggiori dettagli a pag. 25).

Corsi di aggiornamento per insegnanti sul tema "Scienza, paranormale e pseudoscienza", per la realizzazione dei quali ci stiamo documentando presso il Ministero della Pubblica Istruzione;

Realizzazione di un kit scuola: composto da libri, videocassette e altro materiale didattico da proporre agli insegnanti a prezzo di costo per aiutarli a rispondere in maniera competente alle curiosità degli studenti su fenomeni misteriosi e paranormali e nell'insegnamento del metodo scientifico.

Istituzione di una biblioteca-archivio aperta al pubblico, e consultabile sia di persona che tramite Internet, che raccolga libri, pubblicazioni, articoli e videocassette che trattino in maniera scientifica il presunto paranormale. È nostra intenzione, nel futuro prossimo, rendere tutto il materiale disponibile presso il CICAP accessibile agli interessanti anche via Internet, posta e per mezzo di fotocopie e videocassette.

3) Divulgazione e informazione

Il motivo principale per cui il CICAP è sorto è proprio l'esigenza della diffusione di una più corretta informazione sui temi del paranormale e delle pseudoscienze; per raggiungere questo risultato, il CICAP persegue una strada diretta, attraverso pubblicazioni e interventi pubblici, e indiretta, attraverso consulenze e interventi presso singoli giornalisti e redazioni di giornali e tv.

Consulenza ai giornalisti: va resa ancora più esplicita e conosciuta presso il mondo del giornalismo la funzione del CICAP quale fonte attendibile e affidabile relativamente al mondo della scienza e del paranormale; a questo scopo, oltre a quanto già facciamo, intendiamo attivare una linea diretta, sempre pronta a offrire (gratuitamente) consulenza ai giornalisti o a indirizzarli verso i principali esperti nazionali sui temi di loro interesse.

Pronto intervento sulle notizie: un'attività che, per mancanza di forze e di coordinamento, finora viene svolta solo in modo sporadico e sui casi più eclatanti. Si tratta di attivare una sorta di "osservatorio sul paranormale", in modo che ogni qualvolta compare sui giornali o in tv una notizia falsa su questi argomenti, sia possibile prendere subito contatto con il giornale o la tv e fornire materiale e informazioni per evitare il ripetersi dell'errore. Analogamente, è importante anche premiare e riconoscere chi si distingue per serietà e competenza nella trattazione di questi argomenti (e va in questa direzione l'istituzione del Premio "In difesa della ragione", che sarà assegnato per la prima volta quest'anno al Convegno Nazionale del CICAP).

Una nuova collana periodica (i Quaderni del CICAP), parallela a S&P, mirata alla pubblicazione di monografie su vari argomenti, ricche di informazioni e illustrate, ma di costo contenuto. I primi due numeri (Paranormale o normale?, un testo di Silvano Fuso pensato per aiutare gli insegnanti a trattare in classe, in maniera divertente e istruttiva, di scienza e paranormale, fornendo agli studenti gli strumenti critici necessari per riconoscere da soli cosa è vero e cosa no quando si parla di "misteri"; Avventure nel mistero, una raccolta di casi indagati da James Randi) sono già disponibili.

Una terza pubblicazione (forse semestrale): un "approfondimento" dei temi trattati su Scienza & Paranormale che raccolga articoli anche più estesi e più ricchi di informazioni tecniche di quelli che il carattere puramente divulgativo di S&P consente di pubblicare.
Pubblicazioni multimediali: oltre a riviste, monografie e approfondimenti, il CICAP intende adempiere alla sua funzione divulgativa anche attraverso: a) la realizzazione di documentari su videocassette, b) CD-Rom che raccolgano le annate di S&P, documenti video e altro materiale didattico, c) Giochi intelligenti, che insegnino in modo divertente le basi del metodo scientifico e le tecniche per verificare le affermazioni sul paranormale.

Coordinamento nazionale delle conferenze CICAP in giro per l'Italia, in modo da poter pubblicare all'inizio di ogni anno un calendario con tutti i principali appuntamenti CICAP in giro per l'Italia.

 

Una sede per il Comitato

Da quanto detto finora, si capisce che il CICAP sta crescendo molto e ha ancora grandi possibilità di sviluppo ulteriore. C'è però un limite che ancora ci frena. Se da un lato siamo riusciti a far crescere l'attività del CICAP al punto da poter garantire un rimborso per chi lavora continuativamente per il Comitato, dall'altro si fa sempre più sentire la mancanza di una sede. Per attivare un ufficio sempre raggiungibile dai giornalisti, per costituire un archivio e una biblioteca aperta al pubblico, per organizzare seminari e incontri senza doverci appoggiare a strutture esterne, per immagazzinare le ormai strabordanti quantità di riviste e libri che invadono le case di diversi tra di noi… c'è bisogno di una sede tutta nostra.
Per quanto migliorate siano, però, le nostre disponibilità economiche non sono ancora tali da permetterci di pagare il consistente affitto che richiederebbe una sede delle dimensioni che ci serve. Per anni, poi, abbiamo anche cercato di ottenere qualcosa dagli assessorati di varie città: nella maggior parte dei casi abbiamo raccolto una gran quantità di promesse poi mai mantenute; qualche volta, però, qualcuno ci ha anche offerto una stanzetta da condividere con altre quattro o cinque associazioni e, quindi, da occupare a turno e dove non era possibile lasciare nulla, figuriamoci una biblioteca.
È per questi motivi che qualche mese fa abbiamo lanciato tra i lettori di S&P e i sostenitori del CICAP un raccolta di fondi per l'acquisto di una sede.
I contributi sono subito arrivati, e a questo scopo diversi tra di noi hanno anche rinunciato a un mese di stipendio. Il risultato, finora, è che siamo arrivati a circa un quarto dei 300 milioni preventivati per l'acquisto e l'arredamento della sede: non è poco, se si pensa che nessuno aveva mai tentato qualcosa di simile in Italia e che, nel mondo, solo gli Stati Uniti hanno lanciato una simile raccolta fondi per scopi analoghi.
Certo, c'è ancora della strada da fare. Ma qui entra in gioco il Convegno del decennale: come avrete notato, le quote di iscrizione sono leggermente più alte del solito (per le nostre consuetudini, naturalmente: considerate che un seminario di due ore con la medium Rosemary Altea costa, per persona, circa il doppio di quanto costano tre giorni con il CICAP!). È un'esigenza dettata sia dalle maggiori spese che dobbiamo sostenere per questo Convegno, sia dall'esigenza di far lievitare il fondo a favore della sede.
Al Teatro Verdi di Padova, dove si svolgerà il Convegno, troverete un termometro gigante, simile a quello riprodotto qui a lato, che segnerà nel corso dei tre giorni tutti gli aumenti di livello che ci aiuterete a raggiungere. Sarebbe così impossibile, se non arrivare proprio a 300 milioni, raggiungere almeno i 2/3 di quella somma?
Ci rendiamo conto che le stesse caratteristiche che permettono ai nostri lettori e sostenitori di capire l'importanza che riveste un'organizzazione come il CICAP sono anche le stesse che precludono a essi di avere grandi quantità di tempo libero da offrire. La maggior parte di voi, infatti, sono impegnati in professioni e attività che non vi concedono il lusso di non sapere come passare il vostro tempo libero.
Nonostante ciò, o forse proprio per questi motivi, potreste chiedervi quanto ritenete importante il lavoro del CICAP contro l'irrazionalità e decidere di contribuire anche voi come potete per assicurarvi che anche nel futuro sia sempre possibile sentire la voce della ragione. In fondo, una maggiore diffusione dell'approccio critico e obiettivo promosso dal CICAP può concretamente migliorare la qualità della vita per chiunque, indipendentemente dalle proprie credenze. Pensiamo, infatti, che il pensiero critico rappresenti, sotto molti punti di vista, la migliore forma di "difesa dei consumatori". Siamo dunque grati a tutti voi, lettori e sostenitori, per l'appoggio fedele che ci avete dato in questi dieci anni e per quello che ci potrete dare in futuro, e non possiamo che chiudere questo bilancio impegnandoci a fare sempre del nostro meglio perché la Ragione non sia mai cancellata dall'irrazionalità e dalla superstizione.