Quel simpatico di Hume

Un profilo del filosofo considerato il "padre" dello scetticismo

  • In Articoli
  • 26-03-2002
  • di Alberto Viotto

I lettori di Scienza & Paranormale hanno presumibilmente un atteggiamento verso la realtà ben diverso da quello che potevano avere le persone dell'antichità o del Medioevo. Nell'antichità sarebbe stato pressoché impossibile mettere in discussione l'esistenza di eventi miracolosi o soprannaturali, in altri termini mettere in dubbio l'esistenza del paranormale. Il mondo era per sua natura magico e misterioso.

Il nostro modo di interpretare la realtà, che a noi sembra del tutto ovvio, è nato con la rivoluzione scientifica del diciassettesimo secolo. Le opere di Galileo Galilei, Francis Bacon, Cartesio e Isaac Newton costituiscono la fondazione della scienza moderna. Prima dei loro lavori sarebbe stato impossibile mettere in dubbio la natura magica del mondo. Il precursore del nostro modo di investigare la realtà può però essere considerato il filosofo scozzese David Hume, che visse nel diciottesimo secolo.

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Il padre dello scetticismo

Hume nacque nel 1711 ad Edimburgo. La famiglia avrebbe voluto avviarlo all'avvocatura, ma si dedicò a studi filosofici e letterari e cominciò molto presto a scrivere. A poco più di vent'anni pubblicò anonimamente il Trattato sulla natura umana, in cui presentava le sue teorie sull'intelletto umano e che gli provocò accuse di eresia ed immoralità. Le sue idee spregiudicate gli ostacolarono la carriera accademica, nonostante affermasse con forza (nella Lettera di un gentiluomo ai suoi amici di Edimburgo) che la sua concezione era del tutto conciliabile con il cristianesimo che professava.

Hume riscrisse in seguito il Trattato, eliminando alcune parti eccessivamente perentorie e cercando di rendere più accettabili le sue idee. La nuova stesura, pubblicata con il titolo Ricerca sull'intelletto umano, ebbe un buon successo, come quasi tutte le opere successive (Saggi di morale e di politica, Storia d'Inghilterra, Ricerca sulla morale).

Si dedicò anche alla carriera diplomatica e politica, diventando incaricato d'affari presso l'ambasciata di Parigi ed, in seguito, sottosegretario di Stato. Fu amico di Jean Jacques Rousseau e di Adam Smith, considerato il padre delle teorie economiche moderne.

Anche se tacciati di immoralità, i suoi scritti ebbero un grande successo, tanto che quando si ritirò ad Edimburgo nel 1769 era ormai ricchissimo per i proventi delle sue opere. L'impatto delle sue idee sui contemporanei e sui posteri è stato molto rilevante, ed oggi è considerato il padre delle varie correnti filosofiche che si richiamano allo scetticismo.

Le opere di Hume sono consultabili online sul sito "The Hume archives", all'indirizzo www.utm.edu/research/hume.

David Hume morì nel 1776.

Gli eventi soprannaturali

Uno degli scritti di Hume è molto vicino alla attuale ricerca sul paranormale. La decima sezione della Ricerca sull'intelletto umano, "Dei miracoli", tratta dei resoconti di eventi miracolosi. "Si troveranno in ogni storia, sacra e profana, le esposizioni di miracoli e prodigi", ma "non c'è modo di trovare qualche miracolo affermato da un numero sufficiente di uomini tali da garantire contro tutte le delusioni nei loro riguardi". Il motivo per cui i racconti di prodigi abbondano è che "la passione per il sorprendente ed il meraviglioso, essendo una emozione gradevole, ci dà una tendenza sensibile alla credenza in quegli avvenimenti".

Hume tratta quindi del prodigio raccontato da Tacito, secondo cui l'imperatore romano Vespasiano ad Alessandria guarì un cieco con la saliva ed uno zoppo toccandolo con il piede. La falsità dell'evento è "così grossolana e palpabile" che non è possibile crederlo nonostante l'autorevolezza della fonte, "storico noto per la sincerità e la veracità".

Hume considera "la difficoltà di smascherare una falsità", ma "non rimangono altri mezzi di smascherare la frode all'infuori di quelli che si debbono ricavare proprio dalla stessa testimonianza di coloro che hanno asserito l'inganno".

L'esperienza è "la nostra unica guida nel ragionare intorno a questioni di fatto". "È l'esperienza soltanto che conferisce autorità alla testimonianza umana, ed è la stessa esperienza che ci dà certezza delle leggi natura". Le leggi naturali sono provate da innumerevoli osservazioni, e perciò "possiamo stabilire come fatto che nessuna testimonianza umana può avere tanta forza da provare un prodigio".

Le reazioni

dei tradizionalisti

Le osservazioni sopra riportate, che oggi ognuno di noi potrebbe tranquillamente sottoscrivere, provocarono all'epoca un grande scalpore. Nel 1756 il reverendo John Leland dedicò ben 135 pagine di un suo scritto a criticare il saggio di Hume sui miracoli. Nello stesso anno l'Assemblea Generale della Chiesa Presbiteriana Scozzese discusse la proposta di scomunicarlo ma, difeso dai presbiteriani progressisti, Hume venne scagionato e poté continuare la sua carriera accademica e politica.

Il ritratto dello scettico

David Hume scrisse la sua stessa "orazione funebre" (Biografia del morto scritta dallo stesso). "Ero un uomo di temperamento mite, che comandava al proprio carattere, d'umore aperto, socievole ed allegro, capace di affetto ma poco suscettibile all'inimicizia e molto moderato in tutte le mie passioni. Perfino il mio amore per la gloria letteraria, la mia passione dominante, non inasprì mai il mio carattere, nonostante le frequenti delusioni".

I resoconti dei contemporanei ci confermano la veridicità di questo ritratto, ben lontano dall'immagine che molti hanno dello scettico. Chi ha un atteggiamento scettico è spesso considerato una persona che non sa affrontare la realtà perché dubita eccessivamente di ogni affermazione. La storia personale, il successo e la fama di David Hume stanno a testimoniare il contrario.

Alberto Viotto

Laureato in Fisica, lavora
come consulente informatico
e si occupa di divulgazione scientifica.