Lo stregone č nudo (recensione)

Ciarlatani. Istruzioni per l'uso<br>di Geroges Charpak e Henri Broch<br>Ponte alle Grazie, Milano 2002<br>pp. 208, &euro; 12,00

Georges Charpak è un fisico di origine polacca che lavora presso il CERN di Ginevra. Nel 1992 è stato insignito del premio Nobel. Henri Broch, professore di fisica, dirige il laboratorio di zetetica presso l'università di Nizza-Sophia Antipolis ed è ben noto tra gli scettici di tutto il mondo per l'impegno con cui si dedica da tempo allo smascheramento di presunti fenomeni paranormali (vedi intervista su S&P 51).

Unendo le loro competenze e il loro impegno divulgativo hanno realizzato questo libro che può essere considerato un piccolo manuale di difesa contro le subdole lusinghe e le insidie di ciarlatani e imbonitori pseudoscientifici.

Il libro è costituito da 5 capitoli, dalle conclusioni e da un appendice. I titoli dei vari capitoli sono accattivanti: "Maghi e sapienti", "I primi stadi dell'iniziazione...", "Le coincidenze esagerate", "Indagini alla Sherlock Holmes", "Diritto al sogno e alla lucidità".

L'intero volume costituisce un'appassionata apologia dello spirito critico e dell'indipendenza di pensiero contro la credulità e la sottomissione psicologica che si può creare nei confronti di chi sostiene di avere poteri straordinari. Sottolineando come purtroppo sia più facile credere senza pensare piuttosto che ricercare la verità con l'aiuto della ragione, i due autori guidano il lettore attraverso la selva dei presunti fenomeni paranormali cercando di indurlo a un atteggiamento "zetetico", ovvero un approccio caratterizzato dal dubbio, dal senso critico e dalla razionalità scientifica. Per fare questo i due autori non esitano a svelare numerosi trucchi attraverso i quali è possibile simulare improbabili fenomeni paranormali: come piegare un oggetto metallico con la "mente", come passeggiare sui carboni ardenti, come "leggere" nel pensiero altrui, come compiere imprese da fachiro, ecc. Non mancano le spiegazioni di numerosi altri fenomeni più o meno misteriosi: perché gli oroscopi sembrino attendibili ma in realtà non lo siano, perché i rabdomanti credano illusoriamente di trovare l'acqua, perché il presunto mistero del sarcofago di Arles-sur-Tech sia in realtà un fenomeno naturale ben compreso, perché certe premonizioni siano perfettamente interpretabili in base alle leggi della statistica.

Numerosi dati statistici, tabelle e grafici fanno inoltre constatare come la credenza nei più disparati fenomeni paranormali sia preoccupantemente diffusa nella popolazione. Non mancano dati sorprendenti, come ad esempio quello che svela una paradossale correlazione tra livello di credenza e grado di istruzione. Le conclusioni appaiono in linea con il resto del libro. Viene sottolineata l'apparente paradossalità del mondo contemporaneo fecondato dalla scienza e infettato dalle superstizioni, si auspica un maggiore impegno di scienziati e giornalisti nell'educazione della popolazione e si evidenzia lo stretto legame tra senso critico e convivenza civile. Come si legge nel libro: "atteggiamento scientifico e comportamento civile necessitano difatti dello stesso terreno mentale e morale specifico per il loro sviluppo. Una società davvero democratica presuppone necessariamente cittadini inclini alla riflessione". Parole quanto mai attuali vista la realtà politica di molti paesi.

Se il libro di Charpak e Broch può rappresentare un'utile lettura introduttiva per coloro che vogliono avvicinarsi per la prima volta allo studio critico del presunto paranormale, forse esso può lasciare però un tantino delusi coloro che, avvezzi allo scetticismo, sono già abbastanza informati su queste tematiche. Dalla fama dei due autori inoltre ci si sarebbe forse aspettato qualcosa di più. Il testo appare un po' disomogeneo, i fenomeni affrontati appaiono scelti un po' alla rinfusa. Inoltre, la spiegazione di alcuni fenomeni appare un po' forzata. Ad esempio tirare in ballo i materiali a memoria di forma per spiegare il piegamento di un cucchiaino penso che non riuscirà a convincere nessun illusionista capace di piegare un cucchiaino di metallo comune con tecniche ben più semplici. Infine, un'ultima osservazione: gli autori avrebbero avuto una buona occasione per smentire il tradizionale luogo comune che accusa i francesi di sciovinismo, citando le oramai numerose opere di autori scettici di tutto il mondo. Invece, la maggior parte delle note a piè pagine del libro fa riferimento a opere francesi. Neppure il padre spirituale di tutti gli scettici del mondo, James Randi, è citato una sola volta.