Il cerchio nel grano di Rho

  • In Articoli
  • 02-08-2004
  • di Marcello Garbagnati

Appena mi è giunta notizia di un misterioso cerchio nel grano a Rho, comune alle porte di Milano, mi sono precipitato a vedere di cosa si trattava.

Il breve articolo che mi ha informato sull'accaduto citava le parole dello scopritore: "Ero qui anche ieri sera e non c'era niente. Questa mattina... abbiamo visto questa cosa e ci siamo subito resi conto che era sensazionale. Lì non si può arrivare con camion o arnesi pesanti, è un posto quasi inaccessibile, visto che il passaggio è ostacolato da un canale. Se è uno scherzo mi chiedo come abbiano fatto".

Appena giunto sul posto mi sono reso conto della falsità dell'affermazione: il canale citato si trova dalla parte opposta di una strada sterrata percorribile in auto che porta al campo. Il cerchio si trova a poca distanza dal ciglio della strada.

Purtroppo, al momento del mio arrivo, il campo era ormai praticamente distrutto dal passaggio delle persone. Cosa estremamente interessante è che non vi era molta differenza tra i segni originali e quelli lasciati dai visitatori.

Il campo si trova vicinissimo all'autostrada e con un cielo sereno e la luna piena (come la notte in questione) era possibile lavorare con facilità all'interno del campo anche durante le ore notturne in cui hanno agito gli autori dell'opera.

Molti asserivano che in quelle condizioni era impossibile non essere visti dagli automobilisti che transitavano sull'autostrada, ma mi chiedo quale automobilista, la notte, tenga gli occhi su un campo di poche centinaia di metri quadrati invece che sulla strada e si fermi a ogni movimento sospetto. Tra l'altro, viaggiando di notte, mi è capitato più di una volta di vedere mezzi agricoli in movimento con tanto di luce e non mi sono mai posto il problema se fosse l'agricoltore o un "malintenzionato circlemaker" entrato di nascosto nel campo...

Se, come alcuni ipotizzano, sfere di luce o astronavi fossero stati gli artefici dell'opera credo proprio che non solo i gli automobilisti avrebbero fatto caso al fenomeno, ma probabilmente si sarebbero fermati di colpo a bocca aperta creando tamponamenti a catena!

Tornando ai cerchi devo dire che l'opera in sé non mi ha stupito, niente a che vedere con i crop-circles inglesi; gli autori del cerchio di Rho hanno ancora parecchia strada da fare.

Mi hanno invece sorpreso certi personaggi che ho incontrato tra le spighe: chi cercava di captare chissà quale "energia" con un pendaglio, chi diceva che era un segno della trinità (l'opera rappresenta un triangolo con dei cerchi ai vertici) e quindi di Dio che ci avvisa di stare attenti ai terroristi. Chi diceva che bisognava chiamare un sensitivo a capire cos'era successo.

Tra l'altro notando una collinetta di terra al centro del cerchio mi son messo a scavare con le mani e vi ho trovato una moneta da 5 centesimi, forse persa (o nascosta) dagli autori dell'opera.

Se qualcosa di incredibile c'è nei cerchi è il fatto che sembrano davvero far perdere il buon senso a tanti...

Marcello Garbagnati