Arte nel grano, UFO e Shaun The Sheep

Quando il mistero dei cerchi incontra l'arte cinematografica

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Francesco Grassi e il suo team al termine della realizzazione dell'opera nel grano Nocodehere 2019.
Anche quest’anno sono riuscito a realizzare la mia opera estiva nel grano. Non è per nulla facile incastrare tutti i pezzi del puzzle che servono per portare a termine questo tipo di imprese. Oltre all’idea grafica, al progetto su carta e al coinvolgimento di un team di persone, una delle cose più complesse è accordarsi con il proprietario del campo di grano prescelto e inoltre sperare che le condizioni meteorologiche siano favorevoli durante il periodo in cui il cerchio verrà realizzato.

Chi segue le mie attività lo sa, da diversi anni incorporo nelle mie opere anche degli enigmi da risolvere e in particolare la caccia al tesoro contenuta nel cerchio del grano del 2018[1] non è ancora stata vinta da nessuno, la sfida è ancora aperta.

Anche per questo motivo, quest’anno ho preferito progettare e realizzare un disegno senza alcun codice al suo interno, a cui ho dato il nome di Nocodehere 2019. E dunque la notte tra il 29 e il 30 giugno 2019, con il team composto da Antonio Ghidoni, Rodolfo Rolando, Federico Lino, Stefano Bardelli, Simone Angioni, Mariangela Ambrosio Maritato, Gabriel Berretta e Cristina Bassanti, mi sono recato a sud di Torino, in località Poirino, per realizzare l’opera in due terreni adiacenti e coltivati a grano di proprietà di Francesco Avataneo e Giacomo Burzio, che ringrazio.

Tutto si è svolto secondo quanto previsto e oltre al team di circlemaker veri e propri ha partecipato a tutte le operazioni anche Luca Ferrero[2] che è operatore S.A.P.R. (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto).

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Da sinistra a destra: Antonio Ghidoni, Federico Lino, Mariangela Ambrosio Maritato, Francesco Grassi, Stefano Bardelli, Rodolfo Rolando, Gabriel Berretta, Simone Angioni.
Grazie ai droni di Luca abbiamo fotografato e videoripreso le prime ispezioni al campo effettuate durante il pomeriggio, le fasi notturne della creazione dell’opera e infine la sua forma definitiva, che si è potuta apprezzare alle prime luci dell’alba. Il tutto è confluito in un bellissimo video che documenta il making-of[3] del cerchio nel grano Nocodehere 2019.

Questa non è stata la mia prima opera dell’anno, ad onor del vero in aprile avevo già realizzato nell’erba un’enorme scritta rettangolare di 74 metri per 8 metri: #THANKSPLANET. L’opera di Land Art mi era stata richiesta per una campagna volta a condividere sui social media l’hashtag scritto nell’erba[4] con il fine, oltre a quello promozionale, di arrivare a salvaguardare 1 milione di mq di Foresta Amazzonica da parte di Saclà[5].

Ma le sorprese del 2019 non finiscono qui. Il 26 settembre sarebbe uscito nei cinema italiani il film d’animazione realizzato in tecnica stop-motion dal titolo Farmageddon, con protagonista la famosa pecora Shaun[6]. La trama traspone nel mondo di Shaun la storia del famoso E.T. l’extra-terrestre del 1982 diretto da Steven Spielberg. In questo caso però un UFO e la piccola aliena Lu-La finiscono nella fattoria in cui vive Shaun, che cercherà in tutti i modi di aiutare la strana creatura a tornare a casa. Le suggestioni ufologiche ci sono tutte all’interno del film: non solo astronavi aliene e creature extraterrestri, ma anche rapimenti alieni e cerchi nel grano.

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Nocodehere 2019: visione dall'alto.
Questo ha portato la casa di distribuzione italiana del film a contattarmi per realizzare un’opera di Land Art al fine di supportare la promozione di Farmageddon qualche settimana prima dell’uscita ufficiale nelle sale. Dopo diverse fasi di studio, si è consolidata l’idea di realizzare un’opera a struttura circolare che richiamasse alla mente le forme da cerchio nel grano tradizionale, per poi rivelare al proprio interno in maniera esplicita il volto della pecora Shaun protagonista del film.

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Dettaglio del volto di Shaun The Sheep.
Il periodo della mietitura del grano avviene in Italia normalmente tra maggio e giugno e, poiché avrei dovuto realizzare questa nuova opera a cavallo dei mesi di agosto e settembre, era evidente che la tela su cui dipingere in questo caso non sarebbe stata un campo di grano. La scelta della coltivazione è ricaduta ancora sull’erba che, per creare l’effetto del disegno, avremmo dovuto tagliare nei settori interessati, una volta demarcati opportunamente opportunamente grazie a picchetti e nastro di plastica delimitatore. Il 31 agosto e il 1 settembre, insieme ad Antonio Ghidoni, Federico Lino e il Farmageddon Team (di cui non posso rivelare i componenti), abbiamo realizzato l’opera, nel paese di Virle, che si trova nelle campagne piemontesi a sud di Torino, ottenendo un disegno perfettamente in scala e fedele al progetto su carta. Si tratta di un misterioso cerchio nell’erba di 50 metri di diametro con all’interno il volto della simpatica pecora Shaun. Le riprese dell’opera sono state effettuate ancora una volta dall’ottimo Luca Ferrero grazie ai suoi droni. Il lancio del video[7] finale è avvenuto venerdì 13 settembre, casualmente proprio in concomitanza con il CICAP Fest, e l’operazione ha riscosso mediaticamente un ottimo successo. È stata citata da numerose testate[8] e anche in TV per esempio da Sky TG24[9] che ha mostrato l’opera in un servizio citandomi esplicitamente come autore. Il mistero dei cerchi incontra ancora una volta l’arte cinematografica e questa volta con grande soddisfazione c’è anche la mia firma.

Note