Gli ET sono atterrati a Collegno

  • In Articoli
  • 12-08-2015
  • di Francesco Grassi
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Visione aerea della formazione. In basso il puntale che codifica la "t" di "timeo", l'unico puntale che contiene un triangolo insieme ad altri 7 cerchi. ©Francesco Grassi
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La formazione vista dall'alto. Si nota anche qui in basso l'unico puntale che contiene un triangolo. ©Francesco Grassi
La mattina dello scorso 21 giugno 2015 è apparso un grande cerchio nel grano in un campo adiacente all’aeroporto Torino-Aeritalia, nei pressi di Collegno e nel giro di qualche giorno è stato pubblicato un articolo[1] su La Stampa di Torino in cui se ne parlava. Da quel momento in avanti la notizia del cerchio è stata ripresa da diverse testate, è approdata velocemente sul web e sui social network ed è diventata di dominio pubblico all’interno delle comunità di appassionati del mistero dei crop circles.

Anche il sito cropcircleconnector.com ha dedicato le sue pagine[2] a questa importante formazione italiana dal diametro di circa 120 metri, che molti hanno giudicato geometricamente perfetta e impossibile da realizzare per gli uomini, assolutamente un cerchio genuino.

In molti hanno colto delle irregolarità nel disegno, ad esempio alcuni cerchietti che costituivano i 16 puntali erano appiattiti mentre altri no, così anche per i triangoli contenuti nelle due corone circolari interne.

Nel giro di poco tempo il messaggio binario contenuto nei 16 puntali è stato decodificato[3] tramite codice ASCII in timeo ET ferentes!, un chiaro richiamo[4] alla frase latina Timeo Danaos et dona ferentes scritta da Virgilio nell'Eneide. Laocoonte pronunciò quelle parole ai Troiani come ammonimento affinché non portassero all’interno delle mura il famoso cavallo di Troia; bisognava temere i Danai (i Greci) anche quando portano doni.

Il codice dei triangoli invece non è stato decifrato con facilità ma nel frattempo alcuni hanno visto nella forma del cerchio di Collegno una similitudine con quella degli scudi indossati dai soldati troiani per difendersi dall’attacco dei greci, altri invece un richiamo al calendario Maya, altri ancora hanno ravvisato dall’alto nella forma stessa della città di Torino, quella di un cavallo, rinforzando l’analogia dell’ammonimento circa l’imminente arrivo di un nuovo cavallo di Troia.

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Francesco Grassi e il suo team al termine della realizzazione del cerchio di Collegno. ©Roberta Baria
Dopo diversi tentativi, uno studioso dei codici dei cerchi ha finalmente decodificato[5] la parte triangolare mancante: “mh 371 GO } DEL”. Questo avvertimento scritto da extraterrestri buoni nei confronti del genere umano, si riferirebbe al ritorno in un futuro non lontano, dell’aeroplano scomparso MH370[6] della Malaysia Airlines, questa volta però con il nome di MH371. Sarebbe proprio questo volo MH371 il vero dono-cavallo di Troia inviato dagli extraterrestri malvagi che ci vogliono ingannare? E chi ci sarebbe a bordo?

Nulla di tutto questo, ho realizzato personalmente quest’opera con l’aiuto di un gruppo di fidati amici e mi fa molto piacere elencarli qui: Simone Angioni, Paolo Attivissimo, Nino Atzei, Stefano Bardelli, Roberta Baria, Andrea Berti, Roberto Camisana, Davide Dal Pos, Nicolas D'Amore, Andrea Fadde, Elena Faro, Antonio Ghidoni, Ennio Legrottaglie, Monica Mautino, Davide Moro, Marco Morocutti, Alessandra Pandolfi, Chiara Pasquini, Rodolfo Rolando, Mario Rossi, Chiara Segrè, Rosita Sormani, Mariano Tomatis.

Ebbene sì, il cerchio di Collegno è stato progettato da me sia nella forma che nel messaggio criptato contenuto al suo interno e qui voglio fare un dono svelando il modo per decifrarlo correttamente.

La decodifica dei 16 puntali era corretta, timeo ET ferentes!, ma dove sono finiti i Danaos e i dona? Quello che non è stato colto è che le lettere ET avevano nell’area appiattita a sinistra, una coppia di triangoli con la punta rivolta all’esterno, mentre in quella appiattita a destra una coppia di triangoli con la punta rivolta all’interno. In sostanza la corona più interna con le coppie di triangoli rivolti verso il centro codificava i dona mentre la corona più esterna con le coppie di triangoli rivolti verso l’esterno codificava i Danaos. Considerando i triangoli appiattiti come 1 e quelli non appiattiti come zero, con trasformazione da binario a decimale si ottengono due numeri: 126895633 (dona) e 39764480 (Danaos). Il tutto non finisce qui, il puntale che codifica la “t” della parola timeo, per un gioco di ambiguità voluto contiene un triangolo strategico che può essere interpretato non solo come zero, ma anche come 1 se letto con la logica dei Danaos e dei dona e questo cambia la “t” in “v” trasformando la parola timeo in vimeo, la famosa piattaforma internet che ospita video.

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©Roberta Baria
A questo punto il gioco è fatto, se si va su vimeo per vedere il video https://vimeo.com/126895633 si scopre che è bloccato da una password numerica. Inserendo il numero dei Danaos[7] come password si giunge finalmente al video segreto.

Prima però di augurarvi una buona visione ci tengo a ringraziare in particolar modo Oreste Dentis, proprietario della Cascina Grange Scott[8] e del campo su cui è apparsa la formazione, per aver concesso preventivamente alla creazione dell’opera la tela su cui dipingere e inoltre la figlia Lucia, che inconsapevole della cosa grazie all’amichevole complicità del padre, si è dimostrata contenta e compiaciuta di conoscere a posteriori i veri autori del cerchio e scoprire che non si trattava di extraterrestri. Se non vedrete il video in ogni caso vi auguro un buon convegno[9] insieme agli amici del CICAP.

Note