Il Miracolo eucaristico di Lanciano

Vorrei sapere qualcosa a proposito del Miracolo eucaristico di Lanciano.


Marco Mandelli

Egregio dottor Polidoro,
volevo chiederle un'opinione su quello che è considerato il primo Miracolo Eucaristico della Chiesa Cattolica, ovvero il Miracolo Eucaristico di Lanciano. La ringrazio, un saluto cordiale

Flavio Campitelli.



Queste sono due tra le diverse mail che abbiamo ricevuto a proposito del Miracolo di Lanciano. Poichè è un argomento che da tempo ci incuriosisce, abbiamo deciso di istituire un gruppo di studio che si occupi del caso. Per il momento, ecco un breve testo di Silvano Fuso, realizzato quale scheda conoscitiva in vista della costituzione del gruppo di lavoro.

Massimo Polidoro


"Circa gli anni del Signore Settecento in questa Chiesa allora sotto il titolo di S.Legutiano de' monaci di S.Basilio dubitò un monaco sacerdote se nell'hostia consecrata fusse veramente il corpo di N.S., se nel vino il Sangue. Celebrò messa e dette le parole della consacrazione vidde fatta carne l'hostia e sangue il vino. Fu mostrata ogni cosa a' circostanti ed indi a tutto il popolo. La carne è ancora intiera ed il sangue diviso in cinque parti disuguali che tanto pesano tutte unite quanto ciascuno separata. Si vede oggidì nello stesso modo in questa cappella fatta da Giovanni Francesco Valsecca a sue proprie spese l'anno del Signore MDCXXXVI".

Questa è l'iscrizione che accoglie i pellegrini che visitano ogni giorno il "Miracolo Eucaristico" custodito nella Chiesa di San Francesco in Lanciano (CH). Per maggiori informazioni sul presunto miracolo si può visitare questo sito . Nell'iscrizione balza subito agli occhi l'incongruenza logica secondo la quale ciascuna parte del sangue peserebbe quanto l'insieme di tutte. Ora un miracolo per definizione può violare una legge fisica, ma difficilmente può violare la logica. Al di là  di questo, sul presunto miracolo sono stati effettuati nel passato diversi studi che possono essere divisi in due filoni: studi di tipo storico e studi di carattere scientifico. Diciamo però subito che nessuno di questi studi ha consentito finora di giungere a conclusioni certe né a favore dell'ipotesi miracolistica né a favore dell'ipotesi secondo la quale la reliquia sarebbe un falso deliberatatamente costruito. Quindi sono sicuramente necessarie ulteriori indagini e il CICAP sta organizzando un gruppo di lavoro che si occuperà  del caso. Dal punto di vista storico le prime fonti sul miracolo risalgono al massimo al 1574, anno in cui Monsignor Rodriguez effettuava la requisizione delle reliquie (di cui la stele citata ne è l'attestato) ed iniziava un'indagine sulle fonti storiche del miracolo. Non vi sono documentazioni certe più antiche e le ricerche storiche non consentono al momento di raccogliere elementi significativi per comprendere la natura e l'origine del presunto miracolo.

Dal punto di vista scientifico è evidente che non si possono fare indagini sulla presunta trasformazione dell'ostia e del vino rispettivamente in carne e sangue. Il credere in una simile trasformazione rimane quindi un puro atto di fede. Le uniche analisi che si possono condurre sono quelle sullo stato attuale della reliquia, sulla sua reale natura e sulle modalità  della sua conservazione. Gli unici studi compiuti in tal senso sono stati effettuati dal Prof. Odoardo Linoli, libero docente in Anatomia e Istologia Patologica, in Chimica e Microscopia Clinica, Primario Direttore del Laboratorio di Analisi cliniche e di Anatomia Patologica dell'Ospedale "S. Maria sopra i Ponti" di Arezzo. Il Prof. Linoli eseguì i primi studi agli inizi degli anni Settanta e li riprese poi nel 1981.

Le conclusioni essenziali che il Prof. Linoli raggiunse sono le seguenti: 1. La "carne miracolosa" è veramente carne costituita dal tessuto muscolare striato del miocardio. 2. Il "sangue miracoloso" è vero sangue: l'analisi cromatografica lo dimostra con certezza assoluta e indiscutibile. 3. Lo studio immunologico manifesta che la carne e il sangue sono certamente di natura umana e la prova immunoematologica permette di affermare con tutta oggettività  e certezza che ambedue appartengono allo stesso gruppo sanguigno AB. Questa identità  del gruppo sanguigno può indicare l'appartenenza della carne e del sangue alla medesima persona, con la possibilità  tuttavia dell'appartenenza a due individui differenti del medesimo gruppo sanguigno. 4. Le proteine contenute nel sangue sono normalmente ripartite, nella percentuale identica a quella dello schema siero-proteico del sangue fresco normale. 5. Nessuna sezione istologica ha rivelato traccia di infiltrazioni di sali o di sostanze conservatrici utilizzate nell'antichità  allo scopo di mummificazione.

Certo, la conservazione di proteine e dei minerali osservati nella carne e nel sangue di Lanciano non è né impossibile né eccezionale: le analisi ripetute hanno permesso di trovare proteine nelle mummie egiziane di 4 e di 5.000 anni. Ma è opportuno sottolineare che il caso di un corpo mummificato secondo i procedimenti conosciuti, è molto differente da quello di un frammento di miocardio, lasciato allo stato naturale per secoli, esposto agli agenti fisici atmosferici e biochimici. 6. Nel Sangue sono risultati sensibilmente ridotti il sodio, il potassio, i cloruri, il fosforo e il magnesio, mentre il calcio è risultato aumentato. (Tali informazioni sono state tratte dai siti indicati nell mail del Sig.Flavio Campitelli) Il prof. Linoli sembra propenso a escludere l'ipotesi di un falso compiuto nei secoli passati: "Infatti -dice- supponendo che si sia prelevato il cuore di un cadavere, io affermo che solamente una mano esperta in dissezione anatomica avrebbe potuto ottenere un "taglio" uniforme di un viscere incavato (come si può ancora intravedere sulla "carne") e tangenziale alla superficie di questo viscere, come fa pensare il corso prevalentemente longitudinale dei fasci delle fibre muscolari, visibile, in parecchi punti nelle preparazioni istologiche. Inoltre, se il sangue fosse stato prelevato da un cadavere, si sarebbe rapidamente alterato, per deliquescenza o putrefazione".

Purtroppo gli studi del Prof. Linoli lasciano aperti ancora molti interrogativi. Ad esempio nulla dicono circa l'età  della reliquia e non escludono completamente la possibilità  che un reperto anatomico si sia conservato naturalmente in quelle condizioni, anche senza l'aggiunta di sostanze conservanti. Dal punto di vista scientifico questo aspetto è sicuramente quello di maggiore interesse, sul quale vale la pena intraprendere ulteriori ricerche. Quindi, come affermavo in apertura, ulteriori indagini sono quindi sicuramente necessarie. Purtroppo però come sempre accade, è molto difficile ottenere l'autorizzazione da parte delle autorità  ecclesiatiche a compiere studi su reliquie nei confronti delle quali esiste una forte devozione popolare.

Silvano Fuso

Nota: l'autore desidera ringraziare Enrico Speranza per le utili informazione gentilmente fornite relativamente all'argomento trattato.


Aggiornamento: Luigi Garlaschelli ed Enrico Speranza hanno dedicato all'argomento un capitolo, "Il miracolo eucaristico di Lanciano", inserito all'interno del libro In cerca di Miracoli (Quaderni del CICAP, Padova 2009).