Paura e inconscio

Mi collego spesso con il vostro sito perché lo ritengo interessante. Allora, vi chiedo, visto che trovo i vostri articoli molto validi, un aiuto concreto. Sto vivendo intense emozioni di paura e passo a spiegarne i motivi. Tre mesi fa circa ho iniziato a fare un lavoro telefonico con un'operatrice di pensiero positivo. Avevo bisogno di motivarmi per questioni di lavoro, di stress e altro. Visto che non ero capace di andare nel suo studio, anche per diffidenza, lei stessa mi ha proposto di fare delle sessioni telefoniche per vedere come lavorava e quindi cominciare a fare qualcosa. Diciamo che per un po' le cose sono andate bene, mi sono davvero molto rilassato, ho ritrovato alcune motivazioni per spingermi più in là nei miei limiti, eccetera. Tutte cose valide e concrete. Poi due settimane fa, nel manifestare a questa operatrice un mio pensiero ridondante di sentirmi "socialmente" un fallito (appunto perché non sono occupato attualmente), lei mi ha fatto svolgere un esercizio di rilassamento in cui attraverso una visualizzazione guidata io immaginavo di entrare nei miei pensieri con una torcia illuminata, prelevavo un pensiero (in questo caso quello del sentirmi un fallito) e lo portavo fuori, facendogli assumere la forma di una persona. Io ho visualizzato la persona di mia cognata (che mi è abbastanza ostica) e lei che mi diceva invece che io sono una persona in gamba. Poi l'esercizio di visualizzazione continuava, facendomi incorniciare la scena di me e mia cognata che ci parlavamo e io all'esterno che guardavo la scena come in un film. Poi alla fine stringavamo un patto in cui io e lei ci accordavamo sul nuovo pensiero da sostituire al posto di quel "io sono un fallito". Ora, il fatto è che questa cosa ha davvero funzionato. Io da allora veramente penso spesso di essere un tipo in gamba, che si stima così com'è. Ed è questo il punto! Una sera, su Raitre ho assistito al processo a Vanna Marchi e sono rimasto impressionato dalle vicende di tutte quelle povere persone che sono cadute nella rete di questo personaggio. E, non so perché, ho associato le paure provate da quegli innocenti con l'esperienza da me vissuta. Adesso temo che l'inconscio sia un'arma micidiale. Mi sento pieno di paura, pieno di senso di impotenza. Perché secondo voi questa cosa ha funzionato? Allora io ho un'arma micidiale dentro di me? Questo inconscio è benedetto o maledetto? Adesso ho davvero paura a continuare con questa persona, e mi dispiace perché le cose cominciavano a funzionare. Ho paura, in poche parole, di me stesso, del potenziale che ho dentro. Mi potete aiutare a superare questa paura? Mi potete suggerire un testo che parli della mente umana in maniera tranquilla, parlando della mente conscia e sub-conscia? Grazie.

Ottavio

Il concetto di inconscio venne intuito da diversi autori, ma fu Sigmund Freud a costruire intorno a esso un primo tentativo di una teoria organica della mente umana e di una tecnica psicoterapeutica (per una storia del concetto di inconscio si può vedere il libro di Frank Tallis Breve storia dell'inconscio. Esploratori della mente nascosta da Leibniz a Hitchcock, ed. Il Saggiatore, Milano 2003). Dai tempi di Freud a oggi, anche se molta strada rimane da percorrere, sono stati fatti parecchi progressi nella comprensione del funzionamento della mente umana e molti degli assunti del padre della psicanalisi sono stati superati. Il concetto di inconscio è comunque sopravvissuto, sia pur modificato. La moderna psicologia riconosce che noi compiamo molte azioni a livello inconsapevole e che spesso l'attività psichica inconscia può influenzare il nostro comportamento. Tali convinzioni hanno ricevuto conferme anche a livello di neuroscienze e di meccanismi cerebrali. Non penso tuttavia che sia corretto considerare l'inconscio "un'arma micidiale" di cui si deve avere paura. L'inconscio è una parte di noi e dobbiamo imparare a convivere con esso. L'unico consiglio che mi sento di dare al lettore è di prestare molta attenzione a chi si rivolge nel tentativo di risolvere i suoi problemi. Non so chi sia "l'operatrice di pensiero positivo", ma la stessa denominazione da lei usata mi suscita qualche perplessità. Nel campo della psicoterapia esistono purtroppo molti operatori assolutamente impreparati, che possono causare seri danni. Occorre quindi rivolgersi solamente a persone qualificate ed esperte. Per quanto riguarda i suggerimenti bibliografici, penso che il lettore possa trovare utili i seguenti volumi: S. Della Sala, Miti della mente, Monduzzi, Bologna 2006, S. Della Sala e N. Beschin, Il cervello ferito, Giunti, Firenze 2006, E. Boncinelli, Il cervello, la mente e l'anima, Mondadori, Milano 1999, J. Van Rillaer, Psicologia della vita quotidiana. Una riflessione scientifica non freudiana, Dedalo, Bari 2005.

Silvano Fuso
Chimico-fisico
Segretario CICAP-Liguria e Coordinatore Gruppo Scuola CICAP
fuso@cicap.org