Specchietto neuroscienze e allodole

Una serie di articoli recenti ha dimostrato il potere fascinoso delle neuroscienze. In uno di questi articoli (Wiesberg et al., Journal of Cognitive Neuroscience, 2008) gli autori hanno dimostrato che spiegazioni circolari o completamente illogiche di noti fenomeni psicologici vengono rifiutate o considerate invalide anche da persone non esperte. Tuttavia quando le stesse affermazioni venivano condite con l'aggiunta di informazioni irrilevanti o addirittura senza senso ma facenti riferimento a supposti funzionamenti del cervello erano giudicate credibili. Poche neuro-parole annullavano il senso critico degli intervistati! A simili conclusioni sono giunti gli autori di un altro articolo che dimostra la suggestione persuasiva che le immagini del cervello hanno sui lettori (McCabe e Castel, 2008, Cognition). In questo studio si chiedeva a studenti universitari di giudicare la plausibilità di alcune informazioni scientifiche inventate e palesemente erronee. Per esempio veniva fatta loro leggere una notizia in cui si affermava che siccome guardare la televisione e risolvere problemi aritmetici attivano il lobo temporale dell'encefalo, guardare la TV migliora le abilità matematiche. Questa affermazione incongrua veniva ritenuta molto più credibile e convincente quando accompagnata da un'immagine del cervello rispetto alla stessa affermazione senza immagine o accompagnata da un grafico con istogrammi. Negli ultimi anni, aggiungere il prefisso "neuro" a una disciplina le fa acquisire nuova vitalità, da cui il proliferare di termini come neuro-estetica, neuro-etica, neuro-economia, o neuro-filosofia. Facile quindi capire come affermazioni prive di fondamento, come quelle che si trovano nei vari manuali per "potenziare le energie cerebrali", o risvegliare doti sopite come la supposta creatività dell'emisfero destro, proposti agli insegnanti per migliorare le prestazioni dei loro alunni, abbiano successo.