I miracoli di Lourdes e la scienza

I miracoli di natura non medica e ricorrenti, che potrebbero essere analizzati dalle scienze esatte, sono assai rari. Per esempio il miracolo (peraltro non ufficiale e mai seriamente esaminato) di San Gennaro, il cui sangue si liquefà a Napoli in modo – si dice – inspiegabile e prodigioso[1][2].
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©Josè Louiz Bernardes Ribeiro Wikicommons
Ma sono le guarigioni prodigiose i miracoli più frequenti, e quelli da sempre preferiti dalle folle.
Non si pensi che questi casi siano limitati a quei pochi clamorosi riportati dai media: solo nel corso del proprio pontificato, papa Giovanni Paolo II proclamò quasi il doppio di santi rispetto a tutti i suoi predecessori messi insieme (i santi sono passati da 296 a 483, i beati da 827 a 1345). Con due miracoli necessari per ogni santo, e uno per ogni beato, questo significa quasi un migliaio di guarigioni miracolose in ventiquattro anni (tre al mese), ognuna delle quali dovrebbe avere richiesto minuziose indagini canoniche prima di essere accettata.
È inevitabile, davanti a questi numeri, chiedersi se veramente ogni anno avvengano tutte queste guarigioni inspiegabili dalla scienza e sentire la curiosità di sapere di più su questi prodigi, spesso resi pubblici dagli organi ecclesistici solo con uno scarno comunicato ufficiale finale.
E volendo farlo, sembra logico cercare di esaminare innanzittutto i casi migliori, quelli considerati più certi, più documentati e più sicuri. Ovvero le guarigioni avvenute a Lourdes. Esse, infatti, sono sottoposte alle verifiche successive di un Ufficio Medico a Lourdes, poi di una Commissione Medica Internazionale, e infine di un’indagine ecclesiastica.
Dal 1858, anno delle visioni della giovane contadina Bernadette, a oggi, i casi esaminati sono stati migliaia e solo 69 di essi sono stati dichiarati ufficialmente miracolosi.
Naturalmente, quello delle guarigioni miracolose è da sempre un argomento estremamente controverso. Per citare solo un motivo di riflessione, si consideri che sono 37 i miracoli dei primi 50 anni, ma solo 7 quelli degli ultimi 50 (il 69°, dichiarato nel 2013, era avvenuto 24 anni prima: il 68° 47 anni prima). Il numero dei miracoli sta diminuendo, oppure la selezione che elimina i casi meno convincenti si è fatta più rigorosa?
E soprattutto, è da sempre ben noto che guarigioni inspiegabili avvengono, pur se raramente, anche in contesti non sacri. Una rassegna del 1989[3] elenca 3000 guarigioni spontanee documentate di malattie ritenute incurabili, raccolte da 800 riviste mediche. Il sito Internet noetic.org mette a disposizione migliaia di lavori su remissioni spontanee di moltissime malattie, tratti dalla letteratura medica[4].
Gli stessi medici evitano di parlare di guarigioni «miracolose», chiamandole al massimo «inspiegabili». Anzi: «inspiegate». Ed è compito dell’autorità ecclesiastica decidere infine se tale inspiegabilità abbia caratteristiche miracolose.
A chi vorrebbe crearsi un'opinione informata, un dato appare però evidente: è difficilissimo avere a disposizione i particolari di queste guarigioni, le cartelle cliniche dei malati, capire quali possono essere state le discussioni e i dubbi che hanno portato le commissioni mediche a stabilire che un certo caso, e non un altro, avesse i caratteri del miracolo.
Anche le opere di precedenti direttori dell'Ufficio Medico[5] riportano vari particolari, ma si tratta sempre dalla versione che deriva dalla indagine ecclesiastica conclusiva.
È comunque possibile, a costo di un notevole impegno (recuperando testi, conducendo indagini storiche, ecc.) valutare proprio questi aspetti fondamentali di alcuni dei miracoli di Lourdes[6].
Vediamo qualche esempio.

Pierre De Rudder, la cui guarigione fu definita "il miracolo più straordinario degli ultimi secoli", si era spezzato una gamba nel 1867. I medici non riuscirono a guarirla e consigliarono l'amputazione, che però fu rifiutata da De Rudder. Per 14 anni egli sarebbe vissuto con l'osso spezzato e la gamba penzoloni, fino alla guarigione improvvisa avvenuta nel 1875, presso la riproduzione della grotta di Lourdes a Oostakker (Gand). La fama di questa guarigione, dichiarata miracolosa nel 1908, risiede nel suo carattere fisico straordinario, poiché nella gamba sarebbero ricresciuti istantaneamente vari centimetri di osso per saldare i due monconi. (Ricordiamo che le prime radiografie mediche furono eseguite solo dopo il 1896 - anni più tardi).
Negli anni 60 il ricercatore belga Adrien Delcour scrisse un dettagliato saggio sui fatti, da cui risultarono innumerevoli dubbi, testimonianze incongruenti e altre debolezze nell'indagine. Ad esempio, i medici curanti del paese rifiutarono di rilasciare una dichiarazione al vicario del paesino di Jabbeke. Solo nel 1891, a 18 anni dal miracolo, si fece vivo il Dott Van Hoestenberghe, che divenne il testimone chiave. Nel 1907 dichiarò che nel 1873-74 aveva visto la gamba ciondolante 10-12 volte, anche 3 o 4 mesi prima del miracolo. A riprova, portò un appunto scritto a mano sulla copertina del suo diario. Ma in una sua lettera scritta subito dopo il miracolo (peraltro persa fino al 1956 !) aveva invece dichiarato di averla vista una sola volta, 3 anni prima del pellegrinaggio (NdR: su questo caso si veda anche l’articolo di Nickell a pagina 34 di questo stesso numero).
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Riproduzione della Grotta di Lourdes nella basilica di Oostakker
©Limowreck wikicommons

Marie Thérèse Noblet, una religiosa miracolata ufficialmente nel 1905, nel corso della sua vita godette di almeno sette guarigioni inspiegabili.
Francis M. R. Walshe, medico cattolico inglese, fu l'autore di un articolo comparso nel 1939 sulla rivista medica Catholic Medical Guardian che presentava un sorprendente seguito alla supposta guarigione miracolosa della suora, sotto forma di alcune lettere del medico che emise la diagnosi originale (morbo di Pott), e dell'allora presidente del Bureau des Constatations Médicales di Lourdes.
Il primo ammetteva che la sua diagnosi era infondata, e il secondo che le indagini eseguite dal Bureau all'epoca della guarigione non avevano alcun valore probatorio.
(Non si può non chiedersi se un miracolo già ufficialmente dichiarato tale possa essere "annullato" per manifesta povertà e carenza delle diagnosi mediche che lo avevano reso possibile.)

Undici miracoli tra il 1937 e il 1950


Lo sforzo maggiore fu compiuto da Donald J. West, il quale nel 1957 pubblicò Eleven Lourdes miracles, un meticolosissimo esame delle documentazioni mediche relative a tutte le guarigioni "miracolose" avvenute a Lourdes tra quegli anni.
West, nato nel 1924, è uno psichiatra e un parapsicologo. Per molti anni fu direttore dell'Istituto di Criminologia dell'Università di Cambridge, ove è ora professore emerito. Come parapsicologo, è stato per tutta la vita socio della Society for Psychical Research (SPR) di Londra, per la quale è stato ricercatore e anche presidente per alcuni anni. La SPR, composta da seri studiosi dei fenomeni paranormali (o presunti tali), ha sempre avuto un atteggiamento piuttosto neutrale ma possibilista sulla loro reale esistenza; e - in fondo - i loro membri sono sempre stati desiderosi di trovarne uno vero e dimostrabile. L'indagine sui miracoli di Lourdes, finanziata dalla SPR, fu condotta proprio con lo scopo di verificare se tra di essi si trovasse un caso paranormale o soprannaturale convincente.
West ebbe il privilegio unico di potere trascorrere lunghi periodi presso gli uffici del Bureau di Lourdes e di potere esaminare dettagliatamente, per gli ultimi undici miracoli, tutte le cartelle cliniche, i dossier originali, fino ad allora sconosciuti, ecc.
La soprendente conclusione fu negativa: nessuna prova convincente di miracoli. West si addentra in una serie di considerazioni sulle remissioni spontanee, sulla probabilità statistica che casi clamorosi avvengano tra un numero enorme di pellegrini, (e siano più visibili perché concentrati nello stesso luogo), sull'effetto della suggestione su certe malattie, sulla inadeguatezza e frettolosità di molte diagnosi, sulla mancanza di dati, e arriva a esprimere pareri molto netti: "Una certa trascuratezza di presentazione, che non sarebbe mai tollerata in un ospedale universitario, pervade tutto il materiale. Le carenze peggiori sono l'incompletezza dei dati e la mancata considerazione di diagnosi alternative. A volte è evidente un pregiudizio estremo circa l'interpretazione..."
Se aggiungiamo a questo l'eccessiva fiducia nei testimoni, il fatto che solitamente si tratta di malattie funzionali più che organiche, e il lunghissimo intervallo di tempo tra la guarigione e l'effettiva dichiarazione del miracolo, vi è ampio spazio per lo scetticismo.
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Delizia Cirolli a Lourdes
©2bp.blogspot.com
Per venire a tempi più recenti, Delizia Cirolli fu la sessantacinquesima miracolata di Lourdes, con la guarigione da un tumore osseo alla gamba, nel 1976. Secondo le regole fissate da Benedetto XIV (ex Cardinal Lambertini) nel 1738, una guarigione miracolosa dovrebbe riguardare una malattia incurabile (o curata senza esito), ed essere istantanea, perfetta e duratura. La guarigione della Cirolli ha una rilevanza particolare, in quanto verificatasi in assenza di qualunque terapia, cosa ai nostri tempi ormai molto rara. Tuttavia, la guarigione non fu immediata, ma iniziò quattro mesi dopo il viaggio a Lourdes, né completa (un ginocchio valgo fu operato chirurgicamente in seguito). Ma soprattutto le diagnosi furono controverse: la commissione medica decise trattarsi di un sarcoma di Ewing, mentre uno dei suoi membri sostenne trattarsi di una metastasi da neuroblastoma, suscettibile di remissione spontanea.
Vale la pena di citare un miracolo (mai smentito) del 1984, non avvenuto a Lourdes, riguardante Cirana Rivera, una ragazza affetta da sindrome PBES che indurrebbe sterilità, con gravi malformazioni all'apparato riproduttivo, rimasta incinta dopo avere pregato un santo locale. Solo in seguito si comprese che esistono variazioni genetiche di questa malattia, una delle quali non induce necessariamente la sterilità assoluta. In questo caso, si vede come la Scienza abbia spiegato ciò che prima sembrava impossibile – tanto più che si trattava di una di quelle malattie molto rare, per le quali non esiste un numero di casi sufficiente per potere prevedere un decorso probabile.
Si dovrebbe quindi meditare sulle sorprendenti parole dell'ex direttore del Bureau Médical di Lourdes, il prof. Patrick Tellier: "Un malato non può guarire se non da una malattia suscettibile di guarigione. Il miracolo non forza la natura. Non si è mai visto un soggetto Down guarire a Lourdes. In definitiva, ciò che io chiamo miracolo può essere qualificato in medicina come remissione spontanea. Da parte mia, credo che il miracolo utilizzi le vie della natura, ma con delle modalità ancora non conosciute dalla medicina".
Questi esempi non sono molti, rispetto ai 69 miracoli di Lourdes, ma le conclusioni sembrano deludenti.
Si potrebbe argomentare che forse i 32 miracoli dichiarati nei primi cinquant'anni sono meno credibili perché sostenuti da documentazioni e diagnosi carenti, stilate da medici che si basavano su sintomi. (Come detto, non esistevano le radiografie, le analisi istologiche o le raffinate tecniche odierne). Di converso, quelli più recenti potrebbero essere molto più convincenti, e forse tra di essi si nasconde il "miracolo perfetto". Tuttavia il loro numero è calato drasticamente col passare degli anni, quasi a confermare un detto usuale riguardante i fenomeni prodigiosi: se controlli e verifiche sono prossimi a zero, l'intensità dei fenomeni sembra salire verso il cento per cento; ma quando i controlli salgono verso il cento per cento, i fenomeni si riducono allo zero.
Queste potrebbero essere speculazioni di scarsa utilità. Forse, più concretamente, sarebbe auspicabile che altre indagini critiche e indipendenti possano essere permesse e che altri, come il dott. West, abbiano l'interesse e la possibilità di accedere a tutti i più recenti dossier di Lourdes e renderli disponibili al pubblico e alla comunità scientifica.

Note e riferimenti bibliografici

1) Garlaschelli, L. (a cura di) In Cerca di miracoli , Quaderno Cicap Q11, 2009.
2) Garlaschelli, L., Della Sala, S., Ramaccini F. A "miracle" diagnosis. Chemistry in Britain, 30, 2, 123 (1994).
3) Kent, J., Coates, T. J., Pelletier, KR, O’Regan, B. 1989 "Unexpected recoveries: Spontaneous remission and immune functioning". Adv Inst Adv Health. 6, 66-73
5) Mangiapan, T. Le guarigioni di Lourdes. Ed San Paolo, Torino, 1997.
6) Garlaschelli L. Lourdes. I dossier sconosciuti, 2011 Italian University Press