Dal gruppo Veneto alla sede nazionale: la crescita del Comitato

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  • 21-11-2019
  • di Marino Franzosi e Francesca Guizzo
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Il Gruppo Veneto del CICAP insieme a James Randi e all'illusionista inglese Ian Rowland.
Inverno ’89, poco prima di cena, TV accesa in sottofondo, sento l’annuncio di una intervista a Margherita Hack. Quanto basta per richiamare la mia attenzione. È la trasmissione Fluff, processo alla TV, di Andrea Barbato, che chiede alla nota astronoma un commento sulle attività del nuovo comitato nato da un'iniziativa di Piero Angela, a cui la Hack, assieme a numerosi altri scienziati italiani, aveva dato il suo sostegno: il CICAP.

Io avevo già le idee chiare sull’argomento, avevo letto del comitato sui giornali nei mesi precedenti ma soprattutto, avendo letto il libro Viaggio nel mondo del Paranormale di Piero Angela e seguito in TV tutti i suoi programmi, sapevo che da anni si stava formando l’idea di dare un sostegno concreto alla diffusione del pensiero critico in Italia, sulla falsariga di quello che avveniva in altre nazioni. Seguo con interesse la trasmissione quando incredibilmente, ad un certo punto dell’intervista, viene dato l’indirizzo del CICAP, informazione che da mesi cercavo di procurarmi ma senza mai riuscirci; tanti articoli, tante altre interviste e mai un recapito. Prendo nota e subito telefono a Francesca, la quale appena sollevata la cornetta mi anticipa dicendomi «non ci crederai mai: ho l’indirizzo del CICAP, l’hanno dato poco fa alla TV».

Così cominciò la nostra avventura con il CICAP. Scrivemmo a quel recapito, poi ci associammo, ci abbonammo al bollettino, partecipammo ai primi convegni e fu proprio ad un convegno, nel ‘93 a Cormons, che trovammo il coraggio di farci avanti per proporci come collaboratori di quell’associazione di cui condividevamo gli obiettivi ma anche e soprattutto i modi: fermi e rigorosi, ma sempre rispettosi delle idee altrui.

Al tempo, Francesca ed io frequentavamo il gruppo veneto del CMI, il “Club Magico Italiano”, un'associazione di prestigiatori, e proprio come prestigiatori dilettanti ci proponemmo al professor Steno Ferluga, allora presidente del CICAP, consapevoli del ruolo importante degli illusionisti nell’indagine del paranormale, con la speranza di poter fare qualcosa di concreto e utile.

Passò qualche settimana prima di ricevere una telefonata da Ferluga: «Ho trovato il suo biglietto da visita nella tasca della mia giacca», disse, «ma non ricordo in quale occasione me l’ha dato». Spiegai dunque la circostanza e quando lo informai che avremmo voluto collaborare e che lavoravamo e studiavamo a Padova esclamò: «Ma a Padova studia anche Massimo Polidoro, dovete prendere contatto con lui!». E così facemmo.

Con Massimo trascorremmo molte serate a discutere su come far sentire la voce del “nostro” comitato, come riuscire a fermare l’ondata di irragionevolezza che ci sembrava permeare ogni testata giornalistica, ogni trasmissione televisiva. Quali strumenti usare, come essere più incisivi. Come usare l’arte dei prestigiatori, l’arte dell’inganno, per indagare il paranormale senza essere a nostra volta ingannati.

Finché una sera matura definitivamente l’idea che da mesi accarezzavamo, quella di creare a Padova un gruppo che facesse attività sul territorio. Insomma, dice Massimo, sono diverse decine i soci CICAP in Veneto e Padova è al centro della regione, facilmente accessibile da tutti.

Massimo ci passò allora tutti gli indirizzi dei soci veneti, che noi invitammo ad un incontro, in una sala del consiglio di quartiere di Padova, in via Michele Sanmicheli.

Il giorno dell’incontro Francesca, Massimo ed io eravamo davvero in ansia. Quello infatti non era un convegno o una conferenza, non era quindi un appuntamento al quale le persone partecipano con un ruolo “passivo”. Al contrario, si trattava di una specie di “chiamata alle armi”, un appello per fare qualcosa di concreto, di pratico, per mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze a supporto dell’attività di questa nuova associazione. In quanti si sarebbero presentati e con quali aspettative? Saremmo stati in grado di coordinare queste persone? Come potevamo “gestirle” nel caso in cui si fossero candidate per lavorare nel gruppo? Quale sarebbe stata la scelta operativa corretta da assumere nel rispetto sia di queste persone che della natura e degli scopi dell’associazione?

Inoltre avvertivamo anche il rischio che all’incontro partecipassero individui non propriamente interessati a svolgere un ruolo attivo nell’organizzazione, ma intenzionati soltanto a trovare conferme e avalli a proprie convinzioni o situazioni (così è stato, per esempio, per un sedicente “rappresentante degli extraterrestri” conosciuto in occasione di uno dei tre convegni a cui partecipammo).

Quel pomeriggio del 1994, si presentarono una trentina di persone, tutte interessate a svolgere un ruolo attivo nell’associazione e motivate a fondare un gruppo locale.

Seduti in cerchio, ad uno ad uno prendemmo la parola, presentandoci ed esprimendo la motivazione che spingeva ognuno di noi ad essere lì.

Per alcuni fu anche l’occasione per capire di più la struttura, la natura e lo scopo dell’associazione che, all’epoca, sembrava già solida e ben avviata, quando in realtà tutta la sua attività si basava sul lavoro e sull’impegno di pochissime persone.

L’idea di formare un gruppo a Padova, quindi, piacque a tutti e in una decina si offrirono di appoggiarci concretamente. Seguirono altri incontri, sempre più operativi. Chiedemmo con successo alla professoressa Marisa Milani della Facoltà di Lettere di diventare la nostra Presidente, e subito dopo iniziammo a lavorare ad un incontro pubblico di presentazione del CICAP e del gruppo, cosa che avvenne l’anno successivo, il 21 marzo 1995, presso l’Aula Magna dell’Istituto di Fisica dell’Università di Padova, presenti Polidoro, Ferluga e appunto Marisa Milani.

Fu un successo. Alla fine dell’incontro molti degli studenti presenti chiesero di potersi unire al gruppo Veneto, che così iniziò l’attività avendo già ottenuto, nei mesi precedenti, il riconoscimento ufficiale dal CICAP.

Il nuovo gruppo si fece promotore di diverse iniziative: organizzazione di conferenze a livello locale, stampa di un bollettino, gadget vari (adesivi, magliette ecc.) il tutto a “costo zero” per il gruppo e per il CICAP. L’obiettivo fu infatti sempre quello di cercare di sostenere l’associazione nella sua opera di divulgazione scientifica, del pensiero critico e del metodo scientifico ma senza oneri o costi per l’associazione nazionale, spesso anche autofinanziandoci. Poiché la necessità aguzza l’ingegno, molte idee sono sbocciate e l’apporto di ogni singola persona del gruppo si è rivelato determinante.

Il CICAP nel frattempo aveva continuato a crescere e il numero dei soci era ormai giunto a oltre 600, si era formato un altro gruppo locale in Piemonte e ne stava per nascere uno anche in Liguria. Si passò dalla pubblicazione di un bollettino, composto da poche pagine fotocopiate, a un opuscolo più sostanzioso stampato in tipografia e di lì a poco a una vera e propria rivista in carta patinata, dal titolo Scienza & Paranormale.

Le attività dei neonati gruppi locali contribuirono all’incremento sia delle adesioni che degli impegni per gli organizzatori.

La gestione dei soci, degli abbonamenti, delle risposte alle lettere ecc. era in quegli anni compito di Massimo e prima di lui di Lorenzo Montali.

L’aumento delle attività imponeva un cambiamento di strategia e di operatività. Seppur tutto fosse gestito tramite un computer (uno dei primi Mac!), purtroppo la gestione con fogli di calcolo di centinaia di abbonamenti e adesioni dimostrava tutti i propri limiti e il lavoro umano necessario era ancora moltissimo.

Vi era inoltre la speranza di aumentare progressivamente e sensibilmente il numero dei sostenitori, e per raggiungere tale obiettivo si cercò di coinvolgere le persone anche attraverso nuove vie, per esempio mediante l’utilizzo delle reti telematiche che furono davvero essenziali per lo sviluppo successivo.

Da qualche anno il CICAP gestiva infatti un canale nella BBS Venus di Pavia (le BBS erano delle “bacheche elettroniche” collegate tra di loro da una rete chiamata Fidonet). Si faceva inoltre grande uso della posta elettronica. Non appena quindi si iniziò a parlare della nuova grande rete, anzi della rete delle reti, “internet”, noi eravamo già pronti con tutto l’armamentario necessario (modem, driver di connessione, eccetera).

Così nei mesi successivi alla nascita del gruppo Veneto, sempre nel corso del 1995, tramite un nostro socio padovano che al tempo gestiva un “sito web” sui server dell’Università di Padova, ottenemmo uno spazio, una sottodirectory nel suo dominio dove poter caricare una prima pagina web: nacque in questo modo il primo sito web del CICAP.

Da qualche anno avevo iniziato l’attività di informatico, facevo consulenze e scrivevo programmi, soprattutto gestionali, per diverse aziende. Quindi proposi a Massimo di adattare alle esigenze del CICAP un programma di gestione magazzino e contabilità che avevo da poco realizzato per un mio cliente, e ciò al fine di ottimizzare i processi più ripetitivi (gestione degli abbonamenti, delle adesioni, della spedizione della rivista, delle risposte alle email - che via via sostituirono la carta).

Dopo poche settimane trasferimmo nel mio database tutti i dati dei soci CICAP e degli abbonati a Scienza & Paranormale ed iniziai e seguirne la gestione. Tenere però funzionalità operative separate non era facile: archivio cartaceo, commercialista e conto bancario a Voghera, archivio informatico e gestione operativa a Padova. Era davvero complicato.

Decidemmo allora di trasferire tutto a Padova, anzi ad Adria (temporaneamente) a casa dei miei genitori, dove potevo disporre di un piano della casa ad uso ufficio e di un ampio garage ad uso magazzino. Aprimmo lì un nuovo conto corrente bancario e anche il primo numero telefonico CICAP, con tanto di segreteria.

Era il Natale del ‘95 quando, con l’auto carica di faldoni CICAP, Francesca ed io tornavamo a casa da Voghera. Per un paio d’anni gestimmo tutto da Adria, internet ormai era diffusa e ci consentiva di interagire a distanza con tutto il gruppo.

Il nuovo sito web aveva adesso un proprio dominio, una sezione dedicata alla vendita di libri che si ampliava di mese in mese.

Anche il gruppo Veneto nel frattempo cresceva e le attività si intensificavano.

Nel ‘97 ci venne proposto di organizzare il convegno biennale del Comitato, cosa che accettammo con grande orgoglio ed entusiasmo.

Con l’aumento delle attività, però, gli spazi di cui potevamo disporre risultavano sempre più stretti. Mi costringevano inoltre a rimanere ad Adria per periodi sempre più lunghi quando invece era a Padova il fulcro della mia attività lavorativa, così come quella di Francesca e della maggior parte dei ragazzi del gruppo Veneto che avrebbero potuto aiutarci a svolgere le sempre più onerose mansioni pratiche, non gestibili da remoto.

Maturò così la decisione di acquistare uno spazio a Padova. Idea davvero coraggiosa considerando che i fondi di cui poteva disporre l’associazione erano pressoché nulli.

Lo sforzo economico necessario appariva enorme e l’obiettivo sembrava irraggiungibile.

Ma non ci scoraggiammo e lanciammo una raccolta fondi che si protrasse per due anni ma che alla fine ci permise di acquistare quella che è la nostra attuale sede amministrativa.

Fu un passo fondamentale perché ci permise di compiere un salto qualitativo notevole consentendo ai soci attivi del gruppo Veneto di collaborare alle attività del CICAP nazionale.

Da un certo punto in poi, dunque, il gruppo Veneto si è occupato non solo delle attività locali ma sempre più di quelle nazionali, riorganizzandosi nella suddivisione dei compiti e dei ruoli.

Per il gruppo è stata una grande occasione e una grande emozione il coinvolgimento in eventi su scala nazionale che hanno costituito, nel tempo, un importante banco di prova e una palestra per fare esperienza: uno stimolo a fare sempre meglio, apprendendo dagli errori e dalle difficoltà.

Negli anni successivi i soci CICAP passarono da poco più di mille a oltre duemila permettendo di porre le basi per tantissime altre iniziative. Nacquero altri gruppi locali, la nuova rivista Magia, una collana di libri tematici (i “Quaderni del CICAP”), mentre la nuova rivista Query prese il posto della vecchia Scienza & Paranormale. Organizzammo infine numerosi altri convegni e corsi del CICAP.

L’attività del gruppo Veneto quindi si è sviluppata nel tempo percorrendo un doppio binario: nazionale e locale. Infatti, oltre ad occuparsi delle attività a livello locale, il gruppo Veneto è stato sempre più coinvolto nell’organizzazione di eventi e iniziative anche in altre regioni, ospitando nel proprio territorio 5 convegni nazionali, sette corsi per investigatori e due CICAP Fest.

Grazie alla collaborazione di diversi volontari, il gruppo ha continuato, e continua tuttora, a organizzare nel territorio conferenze aperte al pubblico, incontri con le scuole, a essere presente in diversi eventi organizzati dagli studenti all’interno dell’università, a collaborare attivamente con l’amministrazione pubblica nel realizzare eventi come per esempio il Premio Galileo per il Comune di Padova, rimanendo al tempo stesso risorsa fondamentale per le attività nazionali.

Il merito per la crescita e l’impegno del gruppo spetta a tutti i suoi componenti. Alcuni presenti sin dalle sue origini, altri accolti via via nel tempo. E allora vogliamo chiudere questo articolo ringraziandoli di cuore per tutto il lavoro che abbiamo fatto insieme in questi anni, che sono stati di grande impegno, ma anche di grandissima soddisfazione.