I metodi di un ipnotizzatore da palcoscenico

Che l'ipnosi sia un fatto certificato scientificamente e' noto; ma e' altrettanto vero che, a causa di alcuni suoi meccanismi psichici e psicofisiologici non ancora ben chiariti, essa abbia sempre attirato la curiosita' del pubblico.
Apparentemente e' concessa all'ipnotizzatore la possibilita' di influire direttamente sulla psiche del soggetto sorpassando la sua volonta' cosciente, e tramite la suggestione produrre in lui convincimenti non acquisiti per via razionale, o addirittura fenomeni con manifestazioni somatiche.

Ad un soggetto adatto e consenziente l'ipnosi facilita le cure antifumo, la rimozione sintomatica di tic e della balbuzie, puo' produrre anestesia e sonno, puo' facilitare il ricordo di avvenimenti passati, ecc. Sembra che solo su soggetti particolarmente sensibili e con un'ipnosi molto profonda sia possibile anche indurre vere e proprie ili caldo, freddo, impressione di vedipnotici, ecc.)

E' chiaro che sono proprio queste possibilita' estreme dell'ipnosi reale ad attirare maggiormente la fantasia dei profani, che le ingigantiscono e al di la' del possibile e creano l'ipnotizzatore da barzelletta. Si pretende che questi possa annullare la volonta' del soggetto e fargli compiere qualsiasi azione anche contraria ai suoi principi; che gli si possa far credere di essere una gallina, ecc.
Circolano ancora racconti (mai verificati in prima persona, ma sempre per sentito dire da amici di amici dei nonni...) in cui qualcuno di questi "maghi" faceva credere a tutti gli spettatori di un teatro che ci fosse un allagamento in sala, o che i loro orologi segnassero tutti un'ora diversa. A parte le esibizioni televisive - al limite della suggestione - di Casella (se mi si presenta con grande autorevolezza come un potente ipnotizzatore, e io dico a 400 persone di un teatro di intrecciare le mani, ce ne saranno poi sicuramente due o tre che faticheranno a staccarle) esistono veramente personaggi che in un teatro sembrano fare cose "impossibili"?

Qualche anno fa, durante le mie vacanze estive, ebbi modo di assistere allo spettacolo di "Magia e ipnosi"- cosi' era pubblicizzato dalle locandine - di un mago che avevo gia' visto alla TV. Vorrei descrivere i particolari di questa esperienza per fare capire come certi fenomeni vengano apparentemente prodotti.

Lo spettacolo e' condotto dal mago (ne taccio il nome, ma ora e' morto ) coadiuvato dalla moglie. Scenografia nulla, palcoscenico vuoto; niente costumi luccicanti, un vestito scuro. Si inizia con semplici giochetti di prestigio (monete che aumentano di numero, palline che appaiono e scompaiono, ecc.; l'ABC del prestigiatore dilettante).
Sono chiamati poi sul palcoscenico un paio di spettatori per aiutare il mago, contare le monete e leggere il numero di serie di una banconota che sparira' e ricomparira' altrove...

Si passa alla parte dedicata all'ipnotismo: il mago annuncia che dovra' comparire uno spettatore del giorno prima, al quale grazie ad un comando post-ipnotico egli aveva imposto di presentarsi stasera in teatro con un ombrello aperto. Poi il mago compie qualche passaggio "magico" su di una gallina e questa resta come pietrificata nelle sue mani, o per terra. E' quindi la volta della moglie del mago, che viene mandata in "trance"e, rigida come un'asse, e' appoggiata per i piedi e le spalle a due sedie. Il mago le trafigge un braccio con uno spillone trapassandole la pelle e la poveretta non muove un muscolo. Emozione tra il pubblico.

Vengono esaminati i due o tre spettatori che sono sul palco.
L'ipnotizzatore domanda se essi lo vogliono aiutare, senza discutere, a divertire il pubblico, se egli promette di non chiedere loro nulla di sconveniente, disgustoso o pericoloso. Ottenuto un assenso, si pone davanti a loro, suggerisce che essi gli debbano cadere in braccio...ed essi cadono in avanti! I due sono giudicati "soggetti recettivi".
Compare dal fondo della sala lo spettatore del giorno prima, con un ombrello aperto, tra lo stupore del pubblico.
Intervallo di un quarto d'ora (gli spettatori che erano sul palco non tornano in sala).
Alla ripresa, il mago opera sui soggetti: muove un braccio davanti alla loro faccia con movimento a tergicristallo e dice di seguirlo con la testa. Quando ferma il braccio, la testa della spettatore continua a muoversi ritmicamente. A uno dei tre dice che il suo nome e' "Giuseppe Garibaldi". In seguito, ogni tanto chiama il soggetto col suo vero nome ottenendo ogni volta rettifiche (sempre piu' seccate). Alla fine i tre spettatori sono trasformati in cantanti beat e si fanno loro calare i pantaloni!

Dopo questo spettacolo la mia curiosita' si era risvegliata. La sera dopo tornai al teatro, sospettando che gli ipnotizzati fossero d'accordo col mago. Sapevo bene che l'ipnosi non puo' assolutamente giungere a tanto!
Stesso svolgimento dello spettacolo nella prima parte, con qualche minima variazione. Salgono sul palco due volontari, diversi da quelli del giorno prima. Stesse induzioni iniziali e stessi effetti ipnotici.
Arriva lo spettatore con l'ombrello (uno dei due della sera prima!). Alla fine, tutti a calarsi i pantaloni.

Ormai ero deciso a capire bene. Dopo qualche sera lo spettacolo si ripeteva in un paese della stessa valle, a circa 15 km.
Ci andai e subito, all'invito del mago, mi offrii come volontario; si presento' anche un altro giovanotto. Devo ora descrivere nei particolari l'accaduto per mostrare la precisa situazione creatasi.
Il mago, molto gentile, chiede i nostri nomi e poi come al solito si fa aiutare nei giochi di prestigio (a tenere le monete, a controllare le corde, ecc.). Un paio di volte passando vicino a me, bisbiglia a fior di labbra, in modo che il pubblico in platea non possa assolutamente sentire: "Bravo Gigi, continua cosi'!".
Dopo un po' annuncia (a voce alta): "..e dopo questi giochi, ipnotizzeremo tutti e gli faremo calare i pantaloni!!"; subito dopo passando vicino a me bisbiglia: "Fingi di tirati su i pantaloni, che la gente ride...". Eseguo per compiacenza e sto al gioco.
Per l'esperimento della banconota bruciata e ritrovata, dice (forte) "Ora faremo leggere il numero di serie a Gigi. Gigi, leggi qui..." e mi porge la banconota appoggiata al pezzo di giornale dal quale sparira', indicandomi intanto di leggere un numero scritto a matita sul giornale stesso. Eseguo per compiacenza e sto al gioco. (Il mago poi bisbiglia delle lodi).

Dopo la richiesta di non resistere all'ipnosi, si ha la prova della "caduta in avanti" per saggiare la predisposizione del soggetto.
Ed ecco che mentre l'ipnotizzatore esegue i suoi passaggi...mi mormora:" Dai Gigi, cadi, che li facciamo divertire.!!" Io decido che non sia il caso e produco quel leggero schiocco della lingua che significa 'no'. Il mago ci riprova , io rifiuto di nuovo nello stesso modo. L'illusionista passa al secondo volontario che evidentemente ci sta e cade. Poi simula un ulteriore esperimento e ci fa fissare la luce di un riflettore. Il commento su di me e' :" Ah, Gigi sbatte le palpebre e non sa tenere fisso lo sguardo! Non e' un soggetto adatto! Beh, grazie Gigi, puoi accomodarti!!". Viene chiamato un altro spettatore (...e si offre uno delle sere precedenti nel paese vicino). Immagino che subito dopo, durante l'intervallo, sia stato perfezionato l'accordo con i volontari rimasti, forse con offerta di qualche somma in denaro.

Ormai la mia curiosita' era appagata. Si trattava, come previsto, di un millantatore; la sua vera (e notevole) abilita' stava proprio nel coinvolgere sempre piu' i volontari, fino a che essi - sia per non rovinare lo spettacolo al mago, sia per la timidezza che un estraneo prova sul palcoscenico, sia forse anche per il desiderio stesso di sentirsi un po' protagonisti - non stavano al gioco fino in fondo.
Aggiungo che l'ipnosi delle galline riesce a chiunque, e che la povera moglie del mago aveva le braccia con vari lividi da punture, e forse usava pomate alla benzocaina...

La cosa potrebbe essere vista come un innocuo divertimento , come con un qualunque onesto prestigiatore, se il mago non avesse invece preteso che quei fenomeni ipnotici fossero reali, confermando cosi' le credenze piu' ascientifiche del pubblico medio, il quale poi giurera' di avere visto coi suoi occhi cose del tutto impossibili.


 

 

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