Antidarwinismo in Italia

Fortunatamente in Italia le correnti di pensiero antidarwiniste sono piuttosto limitate. La Chiesa cattolica, che ha sicuramente un peso considerevole nella cultura italiana, ha da tempo assunto una posizione aperta nei confronti dell'evoluzionismo, anche se la seguente citazione ripresa dall'enciclica Fides et ratio di Giovanni Paolo II suona un po' ambigua:

Successivamente, il Papa Pio XII fece sentire la sua voce quando, nella Lettera enciclica Humani generis, mise in guardia contro interpretazioni erronee, collegate con le tesi dell'evoluzionismo, dell'esistenzialismo e dello storicismo. Egli precisava che queste tesi erano state elaborate e venivano proposte non da teologi, avendo la loro origine " fuori dall'ovile di Cristo "; (68) aggiungeva, comunque, che tali deviazioni non erano semplicemente da rigettare, ma da esaminare criticamente: " Ora queste tendenze, che più o meno deviano dalla retta strada, non possono essere ignorate o trascurate dai filosofi o dai teologi cattolici, che hanno il grave compito di difendere la verità divina ed umana e di farla penetrare nelle menti degli uomini. Anzi, essi devono conoscere bene queste opinioni, sia perché le malattie non si possono curare se prima non sono ben conosciute, sia perché qualche volta nelle stesse false affermazioni si nasconde un po' di verità, sia, infine, perché gli stessi errori spingono la mente nostra a investigare e a scrutare con più diligenza alcune verità sia filosofiche sia teologiche ".

Come dire: occorre conoscere l'evoluzionismo per poter meglio difendere la verità divina.

Al di là di questo, tuttavia, le correnti dichiaratamente antidarwiniste sono sicuramente minoritarie.

In campo accademico il darwinismo è largamente accettato. Le uniche eccezioni di rilievo sono rappresentate dal Prof. Giuseppe Sermonti e del Prof. Antonino Zichichi.

Nato a Roma nel 1925, laureato in agraria e biologia, Sermonti ha insegnato all'Università di Palermo e di Perugia. Ha compiuto ricerche nel campo della genetica e ha ricoperto importanti ruoli in diverse istituzioni scientifiche. È autore di numerosi testi scientifici e saggi di riflessione critica sulla scienza moderna. È inoltre autore di opere dedicate all'analisi naturalistica delle fiabe e di alcune commedie da tavolo (recitate cioè da interpreti seduti attorno a un tavolo).

La critica di Sermonti al darwinismo inizia nel 1970 e arriva alle sue estreme conseguenze affermando che:

L'idea di uno sviluppo evolutivo graduale della nostra specie da creature come l'australopiteco, attraverso il pitecantropo, il sinantropo e il neanderthaliano, deve essere considerata come totalmente priva di fondamento e va respinta con decisione. L'uomo non è l'anello più recente di una lunga catena evolutiva, ma, al contrario, rappresenta un taxon che esiste sostanzialmente immutato almeno fin dagli albori dell'era Quaternaria [...] Sul piano morfologico e anatomo-comparativo, il più "primitivo" - o meno evoluto - fra tutti gli ominidi risulta essere proprio l'Uomo di tipo moderno! [...] Sono senz'altro meno lontani dalla verità coloro che [...] sostengono l'ipotesi opposta, e cioè che Australopiteci, Arcantropi e Paleoantropi siano tutte forme derivate dall'Uomo di tipo moderno!

Nel suo recente libro Dimenticare Darwin (1999), Sermonti non risparmia critiche alle moderne interpretazioni molecolari del darwinismo affermando che:

La rivoluzione molecolare è consistita proprio nella messa in disparte delle osservazioni naturalistiche, nell'esplicito disinteresse per le forme.

Al contrario l'autore rivendica l'importanza di dedicarsi allo studio della "forma" a vari livelli e dell'organismo nel suo complesso.

Anche sul piano epistemologico, Sermonti manifesta un chiaro atteggiamento antiscientifico, come è chiaramente espresso dai seguenti brani:

Ricordo una sera, mi aggiravo tra i banchi dell'aula vuota e chiedevo a me stesso: "Perché insegno Genetica? Perché insegno la Scienza? Insegno qualcosa a cui non credo, anzi insegno il contrario di ciò a cui credo". La scienza non ci aiuta a conoscere la realtà, anzi si adopera ad insegnarci che la realtà non conta, valgono solo alcuni principi astratti che l'uomo della strada non può comprendere, non può vivere. La scienza non si rende neppure utile. Essa riversa i suoi prodotti sulla società, crea necessità artificiali che coincidono con ciò che essa sa produrre.

[...] tutto l'impegno contenuto nella fondazione della Tecnica e della Scienza contemporanea è consistito nel privare le opere umane di ogni significato, cioè di deritualizzarle. Il significato è un'esigenza che limita l'efficienza, obbligando l'operatore a una quantità di adempimenti formali che lo distraggono da perseguire direttamente e alla spiccia il punto di arrivo. I grandi progressi realizzati dalla tecnica sono stati semplicemente il risultato dell'abolizione dalle operazioni umane di ogni sacralità: ciò ha reso, come per incanto, le pratiche umane meravigliosamente efficienti, ha consentito di porre ogni cosa in commercio, di sviluppare da ogni operazione un'industria. A un solo prezzo, appunto: che tutto rinunciasse al suo significato. Ma la natura resiste alla sconsacrazione.

Riguardo al metodo sperimentale, pilastro della scienza moderna, egli afferma:

Il metodo sperimentale equipara l'attività tecnica a quella conoscitiva, inaugurando così un equivoco esiziale per la scienza.

Le citazioni eterodosse di Sermonti potrebbero continuare, ma appare oramai chiaro che le sue idee ben poco hanno a che fare con il rigore e l'obiettività che sono richieste alle teorie scientifiche. Le sue appaiono speculazioni di un individuo che, insoddisfatto degli inevitabili limiti che la scienza impone, cerca di superarli dando libero sfogo alle proprie opinioni personali e alla propria individuale visione del mondo.

Antonino Zichichi, nato a Trapani nel 1929, è professore ordinario di fisica superiore all'università di Bologna. Ha ricoperto importanti ruoli in istituzioni scientifiche e ha fondato il Centro di cultura scientifica "Ettore Majorana" ad Erice, che dirige, dal 1963. Ha pubblicato diversi libri di divulgazione e non perde occasione per dichiarare e difendere la sua incrollabile fede cattolica.

Nel suo libro Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo (1999), egli scrive:

La cultura dominante ha posto il tema dell'evoluzione biologica della specie umana sul piedistallo di una grande verità scientifica in contrasto totale con la Fede.[...]

Arrivati all'Homo Sapiens Neaderthalensis (centomila anni fa circa) con un cervello di volume superiore al nostro, la Teoria dell'Evoluzione Biologica della specie umana ci dice che, quarantamila anni fa circa, L'Homo Sapiens Neaderthalensis si estingue in modo inspiegabile. E compare infine, in modo altrettanto inspiegabile, ventimila anni fa circa, l'Homo Sapiens Sapiens. Cioè noi. Una teoria con anelli mancanti, sviluppi miracolosi, inspiegabili estinzioni, improvvise scomparse non è Scienza galileana.[...] Come può un'applicazione, ancora tanto imperfetta e lacunosa, dell'elettromagnetismo- qual è la teoria dell'evoluzione umana - pretendere di negare l'esistenza di Dio? Eppure l'uomo della strada è convinto che Charles R. Darwin abbia dimostrato la nostra diretta discendenza dalle scimmie: per la cultura dominante non credere alla teoria Evoluzionistica della specie umana è atto di grave oscurantismo, paragonabile a ostinarsi nel credere che sia il Sole a girare intorno, con la Terra ferma al centro del mondo. E' vero l'esatto contrario.

Gli oscurantisti sono coloro che pretendono di fare assurgere al rango di verità scientifica una teoria priva di una pur elementare struttura matematica e senza alcuna prova sperimentale di stampo galileano. [...]Sappiamo con certezza che l'evoluzione biologica della specie umana è ferma da almeno diecimila anni (dall'alba della civiltà) [...] momento dal quale siamo in grado di studiare con certezza le proprietà di questa forma di materia vivente detta uomo. Durante diecimila anni questa forma di materia vivente è rimasta esattamente identica a se stessa. Evoluzione biologica: zero.

Con tutto ciò il Prof. Zichichi dimostra di avere un concetto di "scienza galileiana" molto personale e di ignorare buona parte delle prove che conferiscono valore alla teoria evoluzionistica.

Uscendo dal mondo accademico, si scopre che in Italia esiste un Centro Studi Creazionismo (sito Internet http://www.creazionismo.org). Si tratta di un associazione che tra i suoi scopi dichiarati si propone di:

  • Far conoscere in generale cosa insegna la Bibbia riguardo alla creazione del mondo.
  • Divulgare gli studi che sono stati fatti e si fanno in Italia e all'estero sul tema del creazionismo, cioè in alternativa all'evoluzionismo e comunque alle idee che negano l'idea di un Dio creatore.
  • Dialogare con tutti i mezzi a disposizione, con i creazionisti, gli evoluzionisti e in generale con tutti coloro che sono desiderosi di conoscere il messaggio biblico riguardante le tematiche dell'esistenza umana.
  • Formare nell'opinione pubblica interessata, la coscienza che l'evoluzionismo è solo un'ipotesi e che è necessario conoscere il messaggio biblico della creazione, più che mai attuale.
  • Sponsorizzare studi, conferenze e congressi sul creazionismo.
  • Introdurre nelle scuole pubbliche e private il messaggio biblico creazionista e gli studi scientifici effettuati in questa direzione.
  • Creare una biblioteca dove raccogliere tutti i libri e le riviste italiane ed estere necessarie per divulgare il messaggio creazionista.

Il centro pubblica una rivista, Eco creazionista, che riporta articoli e recensioni di stampo teologico e antievoluzionista. Contrariamente ai creazionisti di altri paesi, quelli italiani appaiono per fortuna meno agguerriti e, almeno programmaticamente, più disponibili al dialogo. Nella pagina web che illustra la natura del Centro Studi Creazionismo si legge infatti:

Il Centro Studi Creazionismo (CSC) è un movimento di opinione che, nel rispetto della cultura moderna e della scienza, si prefigge di dialogare con tutti sul rapporto fra scienza e fede, fra messaggio biblico e sapere umano.

In particolare, senza un atteggiamento di chiusura, si vuole far presente che le teorie evoluzioniste non possono essere considerate un fatto scientifico indiscusso e senza alternativa.

Nella scuola e società italiana, per esempio, non dovrebbe essere ignorata la critica all'evoluzionismo e neppure il senso della proposta creazionista.

Noi siamo convinti che il racconto biblico sulla creazione e le leggi della natura non siano in contrasto ma, al contrario, risultino convergenti.

In sostanza si vuole dare, anche in Italia, una informazione più equilibrata, affinché i giovani e le persone più attente possano fare la loro scelta fra la visione del mondo evoluzionista e quella basata sulla Bibbia.

Per la parola di Dio, la materia e la vita non sono frutto del caso, ma del disegno e dell'opera di un Programmatore Eccelso.


Tratto dal libro:

AA.VV., "DARWIN DAY COLLECTION ONE. The Single Best Idea, Ever ", Tangled Bank Press,
(pubblicazione prevista per l'inverno 2002-2003).