In difesa della scienza: piccoli gesti possono avere sviluppi imprevisti

Quella di Zack Kopplin è una bella storia che andrebbe tenuta presente, in particolare, da coloro che si occupano di educazione. Vanno sempre denunciate inadempienze, disfunzioni, e scelte irresponsabili compiute da chi rappresenta le istituzioni. Contemporaneamente però è doveroso che ognuno si impegni in prima persona, nel suo piccolo, per cercare di migliorare le cose

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Un’intervista televisiva di Zack Kapplin
Il pensiero scientifico e razionale è costantemente minacciato da rigurgiti oscurantisti, dogmatismi, fantasiose concezioni pseudofilosofiche o semplice disinteresse e incoscienza. Nel nostro Paese ne abbiamo purtroppo continui esempi. Dalla totale assenza di tematiche legate allo sviluppo scientifico e tecnologico nelle desolanti recenti vicende politiche, alle insensate battaglie in difesa di cure palesemente infondate da parte di magistrati ignoranti o arringatori di folle disinformati, la scienza fa sempre più fatica a ottenere spazi adeguati e a essere accettata per quello che è: un fondamentale e irrinunciabile strumento per la risoluzione di moltissimi problemi umani.

In molti altri Paesi, la situazione è meno drammatica che in Italia, ma anche in quelli in cui la scienza gode di maggior interesse e consenso non mancano azioni che inducono preoccupazione. Tuttavia è motivo di conforto constatare come alcune piccole iniziative di singoli individui possano avere insperate e impreviste conseguenze positive. Un recente caso accaduto negli USA è particolarmente significativo.

Nel 2008, il governo della Louisiana approva la cosiddetta Louisiana Science Education Act (LSEA) che, tra le altre cose, consente ai docenti delle scuole di utilizzare materiale supplementare ai libri di testo su certi argomenti ritenuti scientificamente controversi. La LSEA, in pratica, consente agli insegnanti che lo vogliano di introdurre, a fianco dell’insegnamento dell’evoluzionismo, le teorie pseudoscientifiche tanto care ai creazionisti.

Zack Kopplin[1] è all’epoca uno studente di quattordici anni che ha appena iniziato a frequentare il liceo a Baton Rouge, capitale della Louisiana. Alcuni suoi insegnanti, non solo iniziano a portare a scuola materiale creazionista ma, addirittura, eliminano certi libri di testo, considerati faziosi, in quanto sostenitori dell’evoluzionismo. Zack rimane offeso e indignato ed esprime tutto il suo dissenso in una ricerca scolastica assegnata dal suo professore di inglese.

Due anni dopo, nel 2010, i creazionisti esercitano forti pressioni sul Comitato per l’educazione della Louisiana che deve selezionare i libri di testo adottabili nelle scuole pubbliche. Secondo la loro opinione, il Comitato dovrebbe adottare anche testi che diano adeguato spazio alle teorie creazioniste. Zack, che frequenta l’ultimo anno di liceo, confida che qualcuno intervenga ma, non vedendo nessuna reazione, decide di impegnarsi in prima persona per cercare di fare qualcosa. Scrive un articolo che viene pubblicato sul giornale locale “Shreveport Times”, dove afferma: «Ritengo che il Comitato per l’educazione debba immediatamente adottare libri di testo adeguati, che insegnino la teoria dell’evoluzione senza dinieghi, revisioni o materiali supplementari [...] Gli studenti delle scuole pubbliche della Louisiana hanno un bisogno disperato di nuovi libri che insegnino la scienza in modo appropriato e che li preparino a eccellere nell’economia globale [...] Tra gli scienziati l’evoluzione non è un tema controverso! E questo punto è stato sottolineato molte volte da organizzazioni scientifiche prominenti come l’American Association for the Advancement of Science, con i suoi dieci milioni di membri [...] Ogni tentativo di presentare le cose come se ci fosse una controversia scientifica è falso e in malafede».

La reazione di Zack ha effetto e all’interno del Comitato viene approvata, con otto voti contro due, la mozione che pretende che nei libri di testo adottati compaiano solo teorie scientificamente fondate e condivise[2]. Zack però non è ancora soddisfatto e vorrebbe far abolire completamente la LSEA. Incoraggiato da Barbara Forrest, docente di filosofia della Southeastern Louisiana University, scrive una lettera-appello a Sir Harry Kroto, premio Nobel per la chimica nel 1996 e strenuo difensore del pensiero razionale. Kroto non solo sottoscrive la lettera di Zack, ma riesce a farla firmare ad altri 77 premi Nobel[3] e a ottenere il sostegno di numerose organizzazioni scientifiche internazionali[4].

Oltre a combattere per l’abolizione della LSEA, Zack contesta energicamente l’erogazione da parte dello Stato dei voucher, ovvero i buoni offerti agli studenti e alle famiglie per l’iscrizione a scuole private: in pratica una forma indiretta di finanziamento pubblico agli istituti scolastici privati. Zack ha scoperto che in ben diciannove di queste scuole viene insegnato che l’esistenza del mostro di Loch Ness è reale e rappresenta una “evidente prova” a sfavore dell’evoluzione[5]. A questo proposito Zack ha scritto: «Queste scuole hanno tutti i diritti di insegnare quello che vogliono – nonostante il mio profondo disaccordo – purché siano completamente private. Quando invece ricevono soldi pubblici tramite i voucher, queste scuole devono rendere conto allo Stato e seguire le stesse regole delle scuole pubbliche».

Zack è stato oggetto di aspre critiche e denigrazioni da parte degli ambienti più conservatori e reazionari ma, nonostante questo, continua la sua battaglia. Oggi Zack ha diciannove anni e frequenta la Rice University, a Houston in Texas ed è soprattutto infastidito dall’atteggiamento dei suoi coetanei: «Molti dei miei compagni – ha affermato – pensano di doversi vestire bene, stare seduti e tranquilli e aspettare di diventare adulti per cambiare le cose. Quest’attitudine deve cambiare. La mia generazione deve avere il coraggio di sostenere le cose in cui crede». Frase che ricorda la celebre affermazione di Martin Luther King: «Ciò che mi spaventa non è la violenza dei potenti, ma il silenzio degli onesti».

Naturalmente Zack non ha solo ricevuto critiche, ma anche grandi apprezzamenti da parte di coloro che difendono la scienza e l’evoluzione biologica. Ad esempio, nel 2012 gli è stata conferita la targa Friend of evolution da parte del National Center for Science Education[6].

Quella di Zack è una bella storia che andrebbe tenuta presente da tutti e, in particolare, da coloro che si occupano di educazione. In questa rubrica spesso sono state denunciate inadempienze, disfunzioni, e scelte irresponsabili compiute da chi rappresenta le istituzioni. Penso sia importante e irrinunciabile farlo. Contemporaneamente però ritengo doveroso che ognuno di noi si impegni in prima persona, nel suo piccolo, per cercare di migliorare le cose. Gli insegnanti devono aggiornarsi, studiare e trasmettere ai propri studenti contenuti scientificamente validi e non ideologici e, soprattutto, devono cercare di abituarli a esercitare il senso critico, motore di ogni progresso. Dal canto loro gli studenti devono impegnarsi per sfruttare al massimo ciò che gli insegnanti sono in grado di offrire loro, anche controllando il loro operato. L’insegnamento non è indottrinamento, ma formazione di giovani menti che devono ricevere e pretendere il massimo rispetto.

In questi tempi bui e che inducono ben scarsi motivi di ottimismo, solamente la cultura, la curiosità intellettuale e l’abitudine a esercitare il senso critico potranno contribuire a creare un futuro migliore.

Note

1) Maggiori informazioni sulla vicenda di Zack possono essere reperire qui: http://tinyurl.com/KopplinLSEA e qui: http://tinyurl.com/Kopplin-aulascienze