Quegli strani segni del grano

Storia ed evoluzione del più affascinante mistero conteporaneo

Sul finire degli anni Settanta, fecero la loro comparsa nei campi di grano dell'Inghilterra meridionale degli stranissimi cerchi. Grandi fino a venticinque metri di diametro oppure piccoli come una ruota, ma sempre perfetti. Comparivano di notte, durante l'estate e al loro interno le spighe erano piegate a spirale, non spezzate, e continuavano da questa posizione la loro crescita.

Si racconta che anche nel passato tracce simili furono avvistate in alcune parti del mondo, ma fino ad allora era stato possibile trovare spiegazioni naturali per il fenomeno. Negli Stati Uniti del secolo scorso, per esempio, i pionieri avevano trovato l'immensa prateria al di là del Missouri costellata di aree circolari dove l'erba non cresceva. Li avevano chiamati "cerchi fatati" e non avevano saputo spiegarne l'origine.

Il mistero era durato alcuni anni, fino a quando un emigrante più osservatore e curioso degli altri notò che i bisonti, che allora pascolavano a milioni da quelle parti, avevano l'abitudine di rotolarsi nell'erba per liberarsi dai parassiti, lasciando così le strane tracce circolari.

In altri casi, il fenomeno fu attribuito ai cosiddetti "cerchi delle streghe": esistono particolari funghi il cui micelio si propaga radialmente sotto terra da un punto centrale, per poi emergere e creare - su terreni lisci - ciò che appare come un cerchio di polvere chiara.

Ciò che stava succedendo in Inghilterra però era qualcosa di completamente diverso. I cerchi erano troppo perfetti per essere stati provocati da movimenti di animali, funghi o da folate di vento che, in effetti, possono ammaccare, seppure in forme irregolari, un raccolto.

Il fatto che le zone predilette per la comparsa delle tracce fossero le regioni dell'Hampshire e del Wiltshire, poco lontane dal luogo in cui si ergono i monumenti megalitici di Stonehenge e Avebury, contribuì ad alimentare la fama misteriosa dei cerchi.

A partire dal 1980, quando si cominciò a notare la loro presenza, i cerchi aumentarono progressivamente di numero (da tre nel 1980 a settecento nel 1990)1 e cominciarono a presentare forme sempre più complesse. Non più semplici cerchi, ma cerchi collegati tra di loro, con tratti rettilinei, corone e appendici varie; triangoli, rettangoli e speroni combinati in modo da creare elaborati e spettacolari "pittogrammi", come vennero battezzati i sorprendenti disegni.

I cereaologi

Immediatamente, i "cereaologi" - così, infatti, si facevano chiamare gli esperti nei cerchi di grano - formularono ipotesi di ogni tipo. Ci fu chi cercò spiegazioni razionali, come la burla di qualche buontempone o di militari che, per vivacizzare i loro frequenti voli di addestramento, potevano avere realizzato i cerchi in modo da poterli rimirare dall'alto. Tuttavia, gli esperti fecero notare che per creare artificialmente cerchi con quelle caratteristiche sarebbero stati necessari "grossi macchinari e nell'area circostante i cerchi non c'erano segni che ne denunciassero il passaggio". I militari, fu però proposto, avrebbero potuto utilizzare l'elica di un "elicottero capovolto" per piegare le spighe senza lasciare segni. Chi avanzò questa proposta evidentemente non si rendeva conto che in questo modo non si sarebbero ottenuti dei cerchi di grano schiacciato ma degli elicotteri schiacciati sul grano!

Qualcuno tirò in ballo anche le famigerate ley lines. Si tratta di immaginarie linee "magiche" che attraverserebbero la Gran Bretagna, in lungo e in largo, collegando tra loro vari "centri di energia" (chiese, monumenti antichi, siti archeologici...). Nessuno strumento è mai stato in grado di dimostrare l'esistenza di simili linee, ma i rabdomanti assicurano che le loro bacchette possono rilevarle senza problemi. Nel 1988, per esempio, cinque cerchi furono individuati sopra una linea battezzata Mary Line2. La cosa straordinaria, fece notare il rabdomante Dennis Wheatley, era che questa linea non era stata mai scoperta prima che comparissero i cerchi. Per Wheatley questa era una prova supplementare in favore della teoria delle ley lines. Invece di interrogarsi sulle proprie carenze logiche, Wheatley, da buon pragmatico, pensò bene di interrogare le linee per sapere qualcosa di più sui cerchi. Così, con la sua bacchetta iniziò a porre domande alla terra e questa, a suon di sì e no, gli rispose tramite i movimenti del bastone biforcuto. Al termine dell'interrogatorio, si venne a sapere che uno spirito di nome Deva era all'origine dei cerchi; con essi voleva mandare un messaggio agli uomini: "Non dimenticate Madre Natura, il suo potere, la sua intelligenza".

L'ipotesi di gran lunga più popolare tra il grande pubblico, però, fu quella che prevedeva l'intervento di intelligenze extraterrestri. Alcuni suggerirono che i cerchi fossero segni lasciati dall'atterraggio di astronavi aliene, ma questa congettura non poteva spiegare le forme più complicate; inoltre, le spighe non potevano essere state piegate da un grosso peso che vi si fosse poggiato sopra perché, in tal caso, si sarebbero rotte. L'ipotesi aliena non scomparve, ma l'idea delle piste di atterraggio di UFO fu sostituita da quella secondo cui i segni erano in realtà messaggi lasciati dagli extraterrestri.

I due più noti cereaologi, Pat Delgado e Colin Andrews, arrivarono addirittura a dichiarare alla stampa: "La grande densità di ley lines è probabilmente all'origine di un "campo di forza" che fa del Wiltshire un bersaglio stupendo per un laser ad alta definizione utilizzato dal fondo della galassia per comunicare con noi"3.

Vortici di plasma!

L'ipotesi che suonava più "scientifica" fu avanzata da Terence Meaden, professore di fisica e meteorologo, un po' troppo entusiasticamente presentato dai media come "uno dei massimi esperti mondiali in fatto di trombe d'aria e movimenti dell'atmosfera in genere"4.

Secondo Meaden, i cerchi del grano comparirebbero di preferenza lungo la costa delle colline, luoghi in cui il vento crea dei mulinelli. Questi minivortici sono spesso ricchi di polvere o altri detriti e, a causa della frizione interna che si crea, si caricherebbero elettricamente. Sensibili alle variazioni locali dei campi elettrici, questi minivortici si posizionerebbero sopra il grano e rimarrebbero stazionari. Schiacciandosi al suolo, infine, lascerebbero le caratteristiche tracce circolari. Per completare il tutto, Meaden suggerì che questi vortici avrebbero le stesse proprietà elettromagnetiche dei fulmini, ad eccezione dell'effetto calorifico: si tratterebbe, insomma, di plasma freddo.

L'ipotesi però crollò, oltre che per una serie di supposizioni scientifiche sbagliate e sempre più artificiose fatte da Meaden (di fronte al pittogramma di Alton Barnes dichiarò, per esempio, che poteva essere il prodotto di "un doppio vortice instabile... attirato nella regione delle linee tracciate dai trattori a causa delle anomalie locali del campo elettrico create dal ripetuto andirivieni dei trattori sul campo"!5), anche perché i cerchi si fecero sempre più numerosi e complessi. Un'altra cosa strana, poi, era il fatto che i cerchi comparivano quasi esclusivamente in Inghilterra e, precisamente, in alcune zone dell'Inghilterra meridionale. Secondo Meaden i cerchi erano invece apparsi in oltre trenta paesi del mondo, nella sabbia, nella neve e, addirittura, in alcune risaie. Sfortunatamente, non esiste alcuna fotografia che testimoni questi eventi e una ricerca sistematica per catalogare i cerchi comparsi al di fuori dell'Inghilterra fino al 1990 diede un risultato chiaro: i cerchi sono un fatto prevalentemente inglese. È dunque improbabile che si tratti di un fenomeno atmosferico naturale se lo si è riscontrato solo in una zona precisa e solamente a partire dai primi anni Ottanta. Se fosse davvero un fenomeno naturale, se ne troverebbe certamente traccia nelle cronache antiche o nel folklore, come capita con i "cerchi delle streghe" creati dai funghi.

A questa obiezione, i cereaologi rispondono che esiste almeno un riferimento ai cerchi nel grano risalente al 1678. Nell'agosto di quell'anno, nella contea dell'Hertfordshire, in Inghilterra, fu pubblicato un opuscolo nel quale si racconta la storia del "Diavolo mietitore". Un giorno, tra un contadino e un falciatore scoppiò una lite al termine della quale il contadino disse al falciatore che non gli avrebbe più lasciato mietere il suo grano, piuttosto "avrebbe chiesto al diavolo di farlo". Quella notte qualcuno tagliò in cerchio le spighe del contadino. Il primo sospetto che ci viene, però, è che il mietitore arrabbiato avesse voluto fare un dispetto al suo ex-datore di lavoro; inoltre, qui si parla di grano "falciato", non piegato. Questa leggenda, dunque, non ha nulla a che vedere con i moderni cerchi nel grano.

Operazione Merlo

Per cercare di vedere più chiaro nell'intera faccenda, l'esperto Colin Andrews organizzò, tra il 10 e il 15 giugno 1989, una sorveglianza continua di una zona, Cheesefoothead, in cui cerchi erano comparsi più volte. A questa "Operazione corvo bianco", come fu poi battezzata, parteciparono cinquanta volontari e ci si servì di una telecamera ad alta sensibilità per le foto notturne. Il mattino del 18 si sentirono dei rumori e subito dopo, in un campo vicino, fu individuato un nuovo cerchio circondato da un anello. La telecamera non si era dimostrata di alcuna utilità.

Si decise che sarebbe stata organizzata una nuova spedizione e questa volta si sarebbe usata una telecamera a infrarossi. L'operazione prese il nome di "Merlo" e vi parteciparono, a partire dal 23 luglio 1990, sessanta volontari. Il luogo prescelto fu la collina del Cavallo Bianco, vicino a Westbury. Parteciparono all'operazione anche le televisioni giapponese e inglese, che avevano prestato la telecamera.

Il mattino del 24, alle 4,15, da una postazione si avvista una formazione composta da dieci cerchi e tre linee rette in un campo proprio ai piedi della collina. Durante la notte l'attenzione del gruppo era stata effettivamente attirata in quella direzione da una serie di lampi luminosi. La telecamera era stata attivata e aveva registrato quelle luci. Poco dopo arrivano sul posto Colin Andrews e Pat Delgado. Un giornalista della BBC chiede ad Andrews se non potrebbe trattarsi di una burla, ma la smentita dell'esperto è categorica: "è stato registrato un evento di grande importanza". Subito dopo Delgado e Andrews entrano nei cerchi e, al centro di ciascuno, trovano una croce di legno con appeso un gioco che si chiama "Horoscope"!

Proprio mentre un dispaccio dell'agenzia Reuter faceva il giro del mondo, dando la notizia dello straordinario evento, dal laboratorio che esamina la videocassetta registrata durante la notte arriva la comunicazione che le luci riprese nel campo non sono altro che le segnalazioni termiche di esseri umani. I due esperti non hanno nemmeno il tempo di riprendersi che viene segnalato un nuovo avvistamento: su un campo vicino è stato trovato, disegnato sul grano, un volto sorridente!

Rientro economico

Intanto, dal 1990, i cerchi vengono a trovarsi al centro di una lunga serie di trovate pubblicitarie e manovre commerciali. Diventano una vera e propria attrazione turistica e i contadini, che fino ad allora avevano preferito tacere per evitare che i curiosi devastassero i loro raccolti, cominciano ora a far pagare biglietti d'ingresso ai loro campi. Alcuni, più intraprendenti, stampano addirittura magliette, vendono libri e fotografie dei cerchi e organizzano voli in aeroplano sui propri campi.

Accanto ai contadini, però, ci sono moltissimi altri che si arricchiscono con i cerchi: il museo preistorico di Avesbury, che vende poster e portachiavi con l'immagine dei cerchi; un pub di Alton Barnes, che serve un crop circle cocktail. La pubblicità sfrutta i cerchi per vendere di tutto, dalla birra alla lotteria, dai dischi (un pittogramma compare sulla copertina del triplo album Remasters dei Led Zeppelin) ai preservativi (la pubblicità mostrava un disegno nel grano e il commento era: "Extraterrestri? Cervi in calore? Ricci? o Nicoletta e Kevin?").

Sopra tutti, naturalmente, gli esperti Colin Andrews, Pat Delgado e, in misura minore, Terence Meaden ricavano notevoli guadagni dalla vendità dei propri libri e dalle traduzioni che hanno ricevuto in varie parti del mondo. Stando a la Repubblica del 10 settembre 1991, i due avrebbero guadagnato qualcosa come sei miliardi di lire! Ma a noi la cifra sembra un tantino esagerata (in caso contrario potrei pensare di scrivere un libro intitolato: In realtà, anch'io sono un fenomeno paranormale! per ritirarmi poi a "meditare" in qualche isoletta dei Caraibi).

L'ipotesi della bufala

È ormai evidente che i fatti cominciano a essere troppi e troppo strani per poter essere spiegati ancora sulla base di qualche bizzarro fenomeno naturale. Sembra, insomma, che gli esperti abbiano scartato l'ipotesi dello scherzo un po' troppo in fretta. Delgado e Andrews avevano categoricamente affermato: "[...] davanti a tutte le incredibili configurazioni che abbiamo visitato ci si rende perfettamente conto che non possono essere, in nessun modo, creazioni fatte da mano umana"6.

In particolare, si diceva che sarebbe stato impossibile muoversi nel grano senza lasciare tracce del proprio passaggio. In realtà, esaminando le fotografie dei libri di Delgado e Andrews si può notare che "tutti" i cerchi compaiono a ridosso dei sentieri rettilinei, senza spighe, lasciati dal passaggio dei trattori durante la semina. Sfruttando questi sentieri si può arrivare tranquillamente ai cerchi senza lasciare tracce; la cosa sorprendente è che gli stessi cereaologi suggerivano sempre ai curiosi di seguire questi sentieri per non rovinare i cerchi!

Dai cerchi principali, poi, si potevano facilmente raggiungere i cerchi satellite, non attraversati dalle piste dei trattori, perché lo spazio tra i filari è di qualche centimetro: quel tanto che basta per poggiare un piede davanti all'altro senza calpestare nessuna spiga.

Inoltre, era capitato più volte di sorprendere dei burloni intenti a creare dei cerchi: era successo anche durante la mattina del 26 luglio, durante l'Operazione Merlo. Un gruppo di sei persone fu infatti sorpreso al lavoro da alcuni volontari ma i burloni riuscirono a darsela a gambe prima dell'arrivo della polizia. La presenza poi di pittogrammi quali il viso sorridente di Westbury, un'altra faccia che ride ad Alton Priors, una svastica e la scritta "WEARENOTALONE" ("Nonsiamosoli":strano, se davvero l'avessero scritta gli alieni avrebbe dovuto essere "Nonsietesoli"...) nella valle di Pemsey potrebbero difficilmente essere attribuiti all'opera di alieni o a vortici di plasma.

Come si fa?

All'inizio del 1990, un gruppo di ufologi francesi, denominato VECA (Voyage d'Étude des Cercles Anglais), formatosi in occasione dell'Operazione Merlo, decise di verificare la fattibilità dell'ipotesi umana. Ingaggiò dunque un esperto di effetti speciali cinematografici e gli affidò il compito di realizzare una copia del pittogramma più complesso noto fino a quel momento (una formazione a cinque cerchi con doppio anello concentrico) nel minor tempo possibile. L'esperimento si sarebbe tenuto alla presenza di un notaio e sarebbe stato fotografato e seguito anche dall'alto per mezzo di un velivolo ultraleggero.

Dopo una preparazione di qualche mese, l'esperto, armato di un rullo da giardiniere, un picchetto, una corda e uno schema della figura da costruire, entrò finalmente nel campo messo a disposizione dal gruppo. Passando per i solchi lasciati dai trattori, penetrò tra le piante e, raggiunto il punto prescelto, piantò il picchetto e vi annodò la corda. Tenendola tesa, camminò in cerchio delimitando con i piedi il diametro del disegno; successivamente, utilizzando il rullo, spianò le spighe. Procedette così fino a completamento del pittogramma in tutto simile a quelli inglesi; tempo richiesto: un'ora. Il resoconto del gruppo VECA comparve sulla rivista francese Science et Vie7.

Contemporaneamente, in varie parti del mondo i rappresentati di alcuni gruppi di scettici vollero provare a realizzare i loro cerchi nel grano. In Inghilterra, un gruppo guidato dal prestigiatore Ian Rowland, realizzò senza difficoltà un complesso pittogramma nella zona di Winchester che fu considerato autentico da più di un "esperto".

Luigi Garlaschelli del CICAP, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale, produsse nei pressi di Pavia un perfetto cerchio sperimentale con una corda, un picchetto e un rastrello e riprese l'intera procedura in video.

Restava da capire chi facesse i cerchi e perché. Vennero avanzate varie ipotesi: giovanotti ubriachi (e in effetti diversi furono scoperti sia in Inghilterra che in Germania), artisti contemporanei che rifuggono la pubblicità (come capita per gli autori di graffiti), seguaci di sette o culti magici dediti a riti pagani di fertilità...

Alla fine, il 9 settembre 1991, l'enigma fu svelato.

Gli autentici burloni

Alla redazione del giornale inglese Today si presentano, quel giorno, Douglas Bower e David Chorley, due signori di mezza età che dichiarano di essere gli autori dei cerchi. Per dimostrarlo sono pronti a dare una dimostrazione pratica ai giornalisti. Detto fatto. Si trova un campo di grano a Sevenoaks, nel Kent, e si dà via libera ai due burloni. Armati di una pertica e di una corda, si mettono al lavoro realizzando circoli perfetti e accurate forme geometriche; il tutto mentre i giornalisti documentano fotograficamente ogni fase dell'operazione.

Terminato il cerchio, scatta la seconda fase di quello che si sarebbe rivelato un grosso scoop giornalistico: una telefonata all'esperto Pat Delgado per avvisarlo della comparsa di un nuovo cerchio misterioso. L'esperto, giunto immediatamente sul posto, esamina il grano con cura ed esclama entusiasta: "Questo è senza dubbio il momento più bello della mia ricerca. Nessun essere umano può avere realizzato un'opera simile!"8.

Il sorriso gli si gela sul volto, però, quando i giornalisti gli presentano i signori Bower e Chorley, autori di questo e di altre centinaia di cerchi comparsi negli ultimi tredici anni in Inghilterra. Delgado, a bocca aperta, dichiara melodrammaticamente: "Migliaia di vite umane saranno distrutte da questa rivelazione".

Fine del mistero

Bower e Chorley, che sono riusciti nell'impresa di realizzare una delle più grandi beffe del Novecento, hanno raccontato la loro storia a un giornalista che l'ha raccolta in un libro. Prevedibilmente, l'istruttiva narrazione non ha avuto nemmeno lontanamente il successo di quelle di Delgado e soci9.

Tutto era cominciato una sera d'estate a metà degli anni Settanta. Doug Bower, da tempo interessato al fenomeno UFO, disse a Dave Chorley che mentre si trovava in Australia aveva sentito una storia su un UFO che sarebbe disceso a Queensland e avrebbe lasciato un segno circolare nell'erba. Indicando un campo di grano adiacente, Bower chiese all'amico: "Cosa pensi che succederebbe se creassimo un'impronta laggiù? Di sicuro qualcuno suggerirebbe che vi è atterrato un disco volante". Subito dopo i due presero una barra d'acciaio ad L e, camminando lungo le tracce del trattore, si infilarono nel campo dove realizzarono il loro primo cerchio.

Piantarono l'estremità più corta della barra nel terreno e, usandola come perno, iniziarono a farla ruotare, avanzando carponi, finché, nel giro di quaranta minuti, ottennero un cerchio di circa nove metri di diametro.

La prima estate realizzarono una dozzina di cerchi e così fecero ancora le estati seguenti, ma nessuno sembrava accorgersene. Sul finire dell'estate del 1979, stavano quasi per abbandonare tutto. Vollero comunque tentare ancora una volta, nell'estate del 1980, seguendo però un approccio diverso. La barra di metallo era troppo faticosa da usare e inoltre danneggiava le spighe. Presero allora un'asse di legno di circa un metro di lunghezza, legarono una corda a ogni estremità e, camminando dritti ai lati della pertica, scoprirono che potevano schiacciare il grano più in fretta, più comodamente e senza rovinare le spighe. Inoltre, decisero di fare i cerchi solamente dove avrebbero potuto essere visti.

Furono questi i cerchi che attirarono l'attenzione dei vari Meaden, Delgado e Andrews, i quali cominciarono a formulare le loro ipotesi sempre più straordinarie.

Bower e Chorley continuarono per anni nel loro scherzo e, dopo qualche tempo, notarono che altri buontemponi avevano cominciato a imitarli in varie parti del mondo. Il giornalista Jim Schnabel, autore di un libro sulla storia di Bower e Chorley e lui stesso un "creatore di cerchi", individuò decine di gruppi simili ("Merlin & Co.", "The Bill Bailey Gang", i "Wessex Skeptics" e molti altri) dediti a questa nuova e insolita forma di arte e di divertimento.

Qualche volta, capitò che Bower e Chorley fossero quasi scoperti. Una sera, un'auto della polizia parcheggiò vicino al campo in cui stavano realizzando un elaborato pittogramma. Bower salutò i poliziotti e mostrò loro un equipaggiamento per la registrazione di suoni della natura e alcune lettere della Biblioteca Inglese di Suoni Naturali. I poliziotti si scusarono per avere disturbato il loro lavoro e se ne andarono. In un'altra occasione, pensarono che qualcuno si fosse messo a sparargli contro, ma scoprirono che i bersagli erano dei conigli.

Un altro aspetto divertente della beffa, è il fatto che Bower e Chorley seguivano attentamente le teorie proposte dai vari cereaologi e cominciarono a provare un piacere perverso nel contraddirle. Si divertirono un mondo quando Delgado definì il loro, il lavoro di "un'intelligenza superiore".

Lì colpì particolarmente la teoria di Meaden, così precisa e dettagliata, e decisero di creare una formazione che non sarebbe stata spiegabile con tale teoria. Una sera, quindi, disegnarono un semplice cerchio con un andamento orario e, subito dopo, un cerchio concentrico antiorario. Il disegno lasciò Meaden disorientato per qualche anno.

Per sconcertare ancora di più Delgado e i suoi, Bower e Chorley fecero un cerchio con un anello e disegnarono un corridoio che finiva in una piccola buca scavata nel terreno, come se degli alieni avessero prelevato un campione di terra. Non si sarebbero mai sognati che Colin Andrews avrebbe ispezionato il buco e concluso, non si sa come, che a provocarlo era stato un poltergeist, ossia uno spirito burlone!

Gli inaffondabili

Immancabilmente, dopo la rivelazione della beffa, ci fu una schiera di personaggi, sostenitori delle più strampalate ipotesi occulte, che non si diede per vinta.

Ci fu chi disse che nei cerchi si sviluppavano strane energie che curavano l'artrite e altre malattie, chi li credeva messaggi di Dio, chi li vedeva come messaggi in sumerico o in un antico dialetto mongolo... Lo stesso Colin Andrews, sul finire del 1992, si accampò per diverse settimane a Woodborough Hill e si mise a fare segnali di luce nel cielo buio, sperando di contattare qualche astronave aliena. Meaden, dal canto suo, rimase convinto della bontà della sua teoria dei vortici di plasma e si dichiarò certo che sarebbe stata confermata negli anni a venire.

In Italia, i promotori delle più strampalate teorie paranormali fecero di tutto per non far morire il mistero. In un articolo intitolato: "È certo: i cerchi misteriosi sono opera di extraterrestri", e pubblicato nel luglio del 1992 da un settimanale scandalistico10, per esempio, Michael Hesemann, un tedesco laureato in antropologia, dichiara: "Quella che disegna cerchi nei campi di grano è un'energia sconosciuta. Nessun uomo potrebbe imprimere nei campi forme geometriche, rotonde o ellittiche, di tale precisione". Le rivelazioni di Bower e Chorley, secondo Hesemann, sarebbero state solo "uno scherzo"; la verità è che i disegni rappresentano "comunicazioni da parte di energie extraterrestri che vogliono dirci o segnalarci qualche cosa [...], intelligenze non terrestri che da millenni osservano l'uomo, cercando di promuovere la sua evoluzione. Evidentemente hanno stabilito di farlo anche attraverso questi simboli così belli: bellezza e simmetria, caratteristiche di questi cerchi, producono stupore e cambiamento interiore".

Gare di bravura

Per anni, cerchi e disegni più complessi continuarono ad apparire nei campi inglesi, ma il numero di studiosi e scienziati interessati a questo tipo di fenomeni si ridusse dal migliaio che era intorno al 1990 a quasi zero. Lo stesso Terence Meaden si ritirò dalle scene nel 1991, ammettendo che tutti i disegni complicati erano fraudolenti ma continuando a sostenere la sua teoria dei vortici di plasma per i cerchi più semplici.

Nel 1992 si tenne addirittura un concorso per "creatori di cerchi" che, nelle speranze di molti cereaologi, avrebbe dovuto screditare l'ipotesi della burla. Invece, nonostante le condizioni molto rigide imposte ai partecipanti (tra l'altro, i disegni dovevano essere realizzati di notte), i risultati furono giudicati eccezionali anche dalla rivista Science11.

In Italia, anche il CICAP fece la sua parte. Interessato quanto il Comitato alla teoria dello scherzo, il mensile Focus si offrì nel 1999 di sponsorizzare un tentativo di realizzazione di un disegno in un campo di grano italiano e di rimborsare il proprietario del campo a cui sarebbe stata inevitabilmente danneggiata parte del raccolto.

Fu individuato un sito adatto nei pressi di Adria, in provincia di Rovigo, grazie alla collaborazione di un'azienda agricola locale. Luigi Garlaschelli, che già in passato si era cimentato in un'esperienza analoga, curò di procurare il materiale necessario e di coordinare i lavori.

Innanzitutto, si realizzò un disegno su carta dell'immagine che si voleva ottenere, e quindi ci si mise al lavoro. Feci anch'io parte, insieme a Garlaschelli e a Marino Franzosi, del gruppo che realizzò il disegno. La prima cosa che si scopre provando effettivamente a realizzare un disegno nel grano è la possibilità di inoltrarsi all'interno dei campi senza davvero lasciare tracce, a patto che si cammini lungo i solchi lasciati dal trattore. Per realizzare quanto progettato, poi, è sufficiente piantare un paletto nel terreno, legarvi una corda e girare in tondo per delimitare il perimetro del primo cerchio (nel nostro caso era di circa 20 metri). Poi, con un rastrello, si abbassano le spighe all'interno del cerchio: anche qui scoprimmo che le spighe non si spezzavano ma si piegavano facilmente. Per le linee che collegavano il cerchio principale agli altri fu sufficiente tendere le corde e abbassare manualmente le spighe al loro interno. Nel giro di un'ora avevamo realizzato un misterioso disegno nel grano12.

Il filmato di Oliver's Castle

Dopo un periodo di relativa quiete, in cui in seguito alla rivelazione dei due pensionati inglesi il fenomeno perse gran parte della sua aura misteriosa, ci fu un risveglio di interesse. Innanzitutto, ci furono alcuni studi scientifici in cui si sosteneva, tra l'altro, che sarebbero state rilevate modificazioni anatomiche nelle piante di grano all'interno dei cerchi dove sarebbe anche stata trovata polvere di ossido di ferro di origine meteorica13. Secondo alcuni, poi, le spighe all'interno dei cerchi oltre a essere flesse sarebbero anche intrecciate. Tutti elementi che sembrerebbero confermare l'ipotesi non umana del fenomeno.

Nel 1996, inoltre, fu annunciato che un videoamatore inglese aveva ripreso per caso con la sua telecamera la formazione di un disegno nel grano. Nel filmato si vedevano due sfere luminose fluttuanti su un campo di grano che, all'improvviso e in pochi secondi, creavano uno spettacolare pittogramma composto da sette cerchi a simmetria esagonale.

Sono le prove, finalmente, che una cosa sono gli scherzi di qualche burlone e ben altra il fenomeno "autentico"?

Cominciamo dal filmato. A girarlo fu, l'11 agosto 1996, tale John Wheyleigh che dopo averlo proiettato per la prima volta in un pub per un gruppo di appassionati e curiosi lo vendette a Colin Andrews. Andrews, infatti, non aveva mai abbandonato lo studio dei cerchi ma, nel frattempo, aveva formulato una nuova teoria per spiegare il fenomeno: d'accordo, sosteneva lo studioso, l'80 % dei cerchi sono frutto di scherzi ma il restante 20 % è certamente provocato da misteriose forze geomagnetiche. Per comprovare la sue ipotesi, dunque, Andrews acquistò il filmato da Whyleigh che, nel frattempo, lo fece circolare anche altrove: quel documento di soli 24 secondi, infatti, fece rapidamente il giro del mondo14.

Subito, due esperti in computer grafica e tecniche video, Paul Vigay e Peter Soreson, hanno analizzato il film e dichiarato che si tratta senza ombra di dubbio di un abilissimo falso. Le prove del falso sono numerose: "Durante le riprese", dice per esempio Vigay, "la telecamera non si muove minimamente, nemmeno quando le sfere escono dal campo visivo. Malgrado questo, il cerchio completo entra perfettamente nell'inquadratura. È come se il cameraman avesse previsto esattamente il posto in cui si sarebbe formato il pittogramma". Anche le ombre sembrerebbero sbagliate, se confrontate con la posizione che il sole aveva nel giorno della ripresa. Paul Vigay ha voluto poi vedere come si poteva realizzare un filmato di questo tipo. In sole tre ore, con un personal computer e una normale strumentazione di post-produzione amatoriale, è riuscito a riprodurre una sequenza addirittura migliore di quella di "Oliver's Castle", priva cioè dei difetti riscontrati nel filmato originale15. Anche Colin Andrews si dichiara ormai convinto che il filmato sia un falso.

Ma è questione di poco perché l'intera montatura sia svelata. Il 22 luglio 1997, infatti, lo studioso Lee Winterson rivela i risultati di una lunga indagine che lo ha portato a scoprire che John Wheyleigh altri non era che John Wabe, un esperto di computer grafica degli studi di post-produzione First Cup a Bristol in Inghilterra. Con la collaborazione di una TV giapponese, Winterson riesce a mettere Wabe alle strette e a fargli confessare che il filmato era effettivamente una beffa da lui organizzata in vista di un programma televisivo per il Discovery Channel.

Gli esami scientifici

La maggior parte delle affermazioni che circolano a proposito dei cerchi nel grano non si distacca quasi mai dal campo delle pure ipotesi e, come si è visto, non ha mai ottenuto alcuna conferma.

Gli unici studi che meritano un esame più attento sono quelli relativi ai lavori di W. C. Levengood e di E. H. Haselhoff che, almeno in apparenza, sembrano qualitativamente migliori e, se non altro, sono stati pubblicati anche su riviste relativamente serie.

Levengood sostiene di aver rilevato modificazioni anatomiche nelle piante di grano all'interno dei cerchi16. Queste evidenze non sarebbero compatibili con l'ipotesi dell'origine umana dei cerchi ma sembrerebbero piuttosto confermare la teoria, proposta da Meaden, secondo cui i disegni nel grano sarebbero originati da vortici di plasma. Altrove, Levengood e il suo collaboratore J. Burke sostengono di avere trovato altre prove a favore dell'ipotesi di Meaden17. In alcuni casi, sulle spighe di grano sarebbe stata trovata polvere di ossido di ferro di origine meteorica. Questa polvere sarebbe stata originata da meteoriti che, attraversando l'atmosfera, si sarebbero polverizzati generando il vortice di plasma responsabile dei cerchi. Sempre a detta dei due autori, questo fenomeno, avrebbe originato, tra l'altro, microonde i cui effetti sarebbero stati localizzati sulle spighe del grano. A favore della loro tesi, Levengood e Burke riportano anche il ritrovamento di alcune micrometeoriti in prossimità dei cerchi nel grano.

I problemi di questi lavori, come evidenziato da vari critici18, sono diversi. Innanzitutto, i ricercatori non hanno mai adottato procedure di verifica dei risultati in "doppio cieco": in altre parole, non si sono mai preoccupati di accertarsi che gli effetti registrati fossero reali o solo un illusione. Non a caso, nessun altro ricercatore è mai riuscito a trovare i loro stessi risultati. Inoltre, per ciò che riguarda il ritrovamento di polvere di ossido ferro, un autore di cerchi nel grano confessò di aver deliberatamente sparso il terreno con limatura di ferro, successivamente ossidatasi. In seguito, mise anche a disposizione un campione della limatura utilizzata perché fosse analizzata, ma Levengood e Burke ignorarono l'offerta. Il ritrovamento di micrometeoriti non è poi un evento così eccezionale sulla superficie del pianeta. Va infine sottolineato che non vi è mai stata nessuna conferma del fatto che le spighe di grano siano state realmente irradiate da microonde.

Nessuno di questi studi, infine, compresi quelli di Eltjo Haselhoff che sostiene di avere rilevato un aumento della quantità di magnetite (fino a 600 volte la concentrazione normale) all'interno dei cerchi nel grano, ha mai suscitato interesse presso la comunità scientifica. Si parla di queste cose solamente tra ufologi e appassionati di misteri mentre, se le scoperte segnalate fossero valide e degne di nota, non sarebbero state ignorate dagli scienziati come è successo.

La verifica di Focus

In ogni caso, è sempre bene nella ricerca scientifica tentare di verificare i risultati nelle stesse condizioni in cui sono stati ottenuti. È quanto ha fatto il mensile Focus che, nell'estate del 2001, al comparire dei primi disegni nel grano dello Wiltshire e dello Hampshire, in Inghilterra, ha mandato sul posto il giornalista Franco Capone e il botanico Gabriele Galasso, del Museo di storia naturale di Milano. La ricerca ha preso in esame i tre più recenti cerchi allora identificati allo scopo di verificare se erano effettivamente presenti tracce di elementi provenienti da asteroidi, modifiche genetiche o altri misteriosi effetti provocati da campi magnetici19. I campioni raccolti sono stati in seguito sottoposti a un esame morfologico e cellulare da Galasso e dal direttore del Museo, Enrico Banfi; il botanico dell'Università di Milano, Sergio Sgorbati, ha invece diretto le analisi genetiche. Se i cerchi vengono davvero provocati da fonti ionizzanti, infatti, si dovrebbero registrare modificazioni nel Dna delle piante. Inoltre, un astrofisico, Romano Serra, ha svolto presso l'Università di Bologna indagini per verificare la presenza di materiale extraterrestre e di radioattività sui campioni di terreno prelevati.

Dunque, com'è andata? "Siamo riusciti a individuare tre cerchi", spiega Franco Capone, "nonostante le difficoltà di muoversi nelle campagne a causa di un'epidemia di afta epizootica (comportava il divieto di entrare in molte proprietà agricole). Lo scorso anno (nel 2000), ai primi di giugno, in Inghilterra, c'erano già 22 cerchi nel grano. Quest'anno alla stessa data erano solo sette. Come mai? Viene da pensare che con l'afta meno persone siano libere di girare di notte nei campi. Per scoprire cerchi o magari per farli".

E quali sono stati i risultati delle verifiche? "Il primo cerchio", continua Capone, "lo abbiamo trovato in un campo di colza: si trattava in realtà di tre cerchi, uno nell'altro, per un diametro totale di 50 metri. E aveva qualcosa di sospetto: al centro della formazione c'era infatti una buca, provocata probabilmente dalla rotazione di un palo tenuto al centro a fare da perno a una corda che, girando, poteva piegare le robuste piante di colza. Alcune piante avevano segni evidenti di sfregamento di un corpo solido, un altro elemento che fa ritenere questo cerchio nella colza del tutto falso. Le analisi di laboratorio eseguite in Italia hanno infatti escluso la presenza di radioattività nei campioni di terra analizzati, anche se ci sono residui ferrosi che possono fare pensare all'arrivo di materiale dallo spazio". Spiega però l'astrofisico Serra: "Abbiamo concluso che si tratta di un fondo cosmico naturale in tutta l'area, polvere di provenienza spaziale che si è accumulata in un lungo arco di tempo, a causa di una pioggia di micrometeoriti che si verifica un po' dappertutto. I campioni provenienti dall'esterno del cerchio mostrano una quantità di ferro praticamente uguale a quelli dell'interno".

"Il secondo circolo", prosegue Capone, "lo abbiamo trovato vicino alla cittadina di Pewsey. Era nella colza e misurava circa 10 metri di diametro. Le piante erano piegate a spirale, in senso orario. Questo cerchio era del tipo più semplice, quello che apparve nei primi anni Ottanta, quando il fenomeno iniziò a essere registrato. Il terzo era un cerchio complesso, che si è "manifestato" in un campo d'orzo, occupando quasi un ettaro vicino a Barbury Castle". E come sono andate le analisi in questi due cerchi? "Anche lì", spiega Serra, "sono state trovate particelle di ferro con silicio, manganese, alluminio e altri elementi, anche di forma sferica, ma in una misura normale. La radioattività non era significativa, anzi in alcuni campioni addirittura al di sotto della soglia normale".

Qualcosa di strano, però, è stato visto sui luoghi del mistero: le piante di colza all'interno dei cerchi presentavano più vitalità rispetto a quelle esterne. "La ragione è che le piante piegate cercano di reagire e, oltretutto, ricevono più luce che stimola la fioritura", spiega Galasso. "In questo gruppo vi erano più infestanti che all'esterno, sempre a causa della maggior quantità di luce che poteva raggiungere i livelli più bassi della coltura". E i semi? "Li abbiamo analizzati a Milano, senza riscontrare differenze fra quelli delle piante interne al cerchi rispetto a quelle al di fuori". E i famosi rigonfiamenti che Levengood ha riscontrato nelle piante colpite dal fenomeno? "Sono presenti anche nei campioni che abbiamo esaminato" spiega Enrico Banfi, direttore del Museo di Storia naturale di Milano. "E non si può negare che le cellule mostrino modifiche. Il punto è che queste piante sono state "strapazzate". Probabilmente da qualcosa di meccanico, non mi sembra il caso di ipotizzare fenomeni insoliti o misteriosi. A meno che questi "fulmini freddi" di plasma vengano osservati mentre si verificano". Neppure gli esami genetici commissionati da Focus sui campioni d'orzo e di colza hanno dato risultati.

"L'unica certezza sui cerchi", conclude Franco Capone, "è che, l'anno scorso, un ragazzo di nome Matthew è stato condannato a 140 sterline di multa per avere danneggiato un campo vicino a Marlborough, mentre eseguiva la sua "opera d'arte" nel grano (un cerchio con stella a 6 punte). Uno dei pochissimì che hanno confessato o che sono stati presi sul fatto. Questo ovviamente non esclude che alcuni cerchi abbiano davvero cause naturali. Non, però, quelli esaminati dai ricercatori italiani"20.

Intervista con

gli artisti del falso

Ispirati dal fascino suscitato dai cerchi nel grano, una manciata di artisti e appassionati inglesi decise nel 1995 di unire le forze per formare un gruppo in grado di creare disegni nel grano sempre più spettacolari. Il gruppo prese il nome di Circlemakers (creatori di cerchi) e inaugurò un ricchissimo sito Internet (www.circlemakers.org), pieno di resoconti e fotografie sui disegni realizzati. L'abilità del gruppo è realmente sorprendente: i disegni da loro prodotti sono tra le figure più complesse, intricate e geometricamente perfette mai viste, al punto che realizzano abitualmente disegni nel grano anche su commissione, per conto di agenzie pubblicitarie e produzioni televisive. Sono in molti a ritenere che sia opera loro anche il gigantesco "messaggio" comparso nell'agosto del 2001 nei pressi dell'Osservatorio di Chilbolton, in Inghilterra. Messaggio che, alcuni, hanno immediatamente voluto identificare come la risposta degli extraterrestri a un analogo appello inviato nel 1974 dalla terra verso lo spazio21.

Nel settembre del 2000, il periodico inglese Fortean Times intervistò il gruppo, guidato da John Lundberg22: "La possibilità di creare un artefatto la cui origine avrebbe potuto facilmente essere scambiata per non umana", dichiara Lundberg nell'intervista, "ci sembrò un'idea intrigante". Così nacque l'idea di creare il gruppo. L'artista Rod Dickson, un altro dei fondatori dei Circlemakers, aveva già tentato in passato di realizzare un disegno ma l'esperimento non gli sembrava particolarmente riuscito. "Cominciai a pensare che mi ero sbagliato e che degli uomini non potevano essere i responsabili di formazioni simili", spiega Dickson, "finché non vidi il giornale locale qualche giorno dopo. Un famoso investigatore del posto sosteneva che il nostro orribile pasticcio aveva tutte le caratteristiche dei fenomeni "genuini": spighe piegate ma non spezzate e così via. La mia opinione sui cerchi, sugli studiosi che li seguivano e sui media che se ne occupavano si capovolse. Quasi subito mi resi conto che in tutto ciò esisteva uno spazio straordinario che poteva essere occupato - meglio degli altri - dagli artisti".

Concludiamo questo capitolo con alcune altre dichiarazioni di Lundberg, che meritano di essere conosciute soprattutto da parte di coloro che ancora oggi ritengono plausibile l'idea di un'origine extraterrestre o paranormale per il fenomeno. "Penso che ci sarà sempre qualcuno che crederà in un'origine non umana dei cerchi nel grano. L'interesse dei media dopo la confessione di Doug e Dave è sicuramente calato, ma da allora credo che le dimensioni e la complessità di molte delle formazioni induca tante persone a interrogarsi nuovamente se possano avere un'origine non umana... Le dichiarazioni di Doug e Dave circa l'origine dei cerchi e le nostre imprese successive hanno creato un'atmosfera ben nota ai sociologi che si occupano di religioni: il fatto cioè che se un fenomeno viene smentito ciò può indurre chi crede a un rafforzamento delle proprie convinzioni. Per chi vuole credere ci sono sufficienti punti ambigui nelle nostre attività tali da permettere loro di continuare a credere. Non affermiamo mai di aver creato una formazione specifica ma diciamo solo di averne creata qualcuna in un dato periodo. Alcuni vedono le nostre dichiarazioni al livello di quei mitomani che si attribuiscono responsabilità per azioni che non hanno commesso, come quelli che avevano affermato di essere lo squartatore dello Yorkshire. I credenti più paranoici, poi, riescono a immaginare teorie cospiratorie intricate intorno a noi, e ci dipingono come oscuri agenti segreti al soldo di governi in lotta contro la crescita delle credenze new age... o altre fantasie del genere".

Nel frattempo, anche in Russia, a Yuzhnoye, è comparso il primo cerchio nel grano. "Sono piuttosto invidioso dei creatori di cerchi negli altri paesi", continua Lundberg. "Le attese circa le dimensioni e la complessità dei disegni che dovranno comparire in Inghilterra sono adesso molto alte, mentre la formazione piuttosto approssimativa comparsa in Russia è finita sui notiziari nazionali. Anche Vasily Belchenko, segretario del Consiglio per la sicurezza russo, ha visitato il sito e ha dichiarato che "non potevano esserci dubbi, non era una creazione dell'uomo, un oggetto sconosciuto si era posato in quel posto". Se lo stesso disegno fosse apparso in Inghilterra sarebbe stato praticamente ignorato tanto dagli studiosi quanto dai media. Detto questo, non penso che nessuno tragga benefici da disegni fatti male".

Alla domanda circa cosa possa spingere ancora tante persone a vedere qualcosa di misterioso nei disegni nel grano Lundberg risponde così: "I cerchi sono diventati segni e portenti del nostro tempo, degli enormi test di Rorschach23 disegnati sui campi inglesi. L'area del Wiltshire, terreno fertile per i creatori di cerchi, è piena di luoghi sacri. Gli stessi cerchi potrebbero essere visti come luoghi sacri temporanei dove la gente si trova per meditare sul loro significato, riempiendoli di attributi mistici e mitici. Queste persone in sostanza aiutano a estendere il significato delle formazioni che, in questo contesto, possono essere viste come opere d'arte a partecipazione di massa".

La creazione di cerchi e disegni nel grano, si chiedono infine a Fortean Times, potrebbe rientrare in qualche tradizione artistica particolare? "Personalmente", risponde Lundberg, "vedo il nostro lavoro come la continuazione di quella tradizione di artisti che hanno lavorato di nascosto nel campo del paranormale, dalla Sindone al filmato sull'autopsia dell'alieno... Nel loro libro, The Turin Shroud: In Whose Image?, Lynn Picket e Clive Prince, sostengono che l'anonimo autore della sindone potrebbe essere stato Leonardo Da Vinci. Si sapeva che non amava chi venerava le reliquie: "Molti sono coloro che commerciano in trucchi e finti miracoli, imbrogliando le sciocche moltitudini; e se nessuno smascherasse i loro sotterfugi riuscirebbero a imporli a tutti". È dunque nel solco del creatore della sindone - chiunque egli fosse - che vedo il nostro lavoro".


Note

1) Skeptical Inquirer, Winter 1992, pp. 140.

2) Science et Vie, novembre 1990, pp. 33.

3) Western Daily Press, 26.7.90.

4) Oggi, 29.8.90, pp. 45.

5) Citato in: Dash, Mike 1999, Oltre i confini, Corbaccio.

6) Delgado, Pat e Andrews, Colin 1991, L'enigma delle tracce circolari, Milano, pp. 211.

7) Science et Vie, op. cit.

8) Time, 23.9.91, pp. 68.

9) Schnabel, Jim 1993, Round in Circles: Physicists, Poltergeists, Pranksters and the Secret History of the Cropwatchers, Londra.

10) Visto, 11.7.1992, pp. 77.

11) "Circle Hoax Contest", Science 257 (July 24, 1992): 481.

12) Focus, luglio 1999.

13) Levengood, W. C. 1994, "Anatomical Anomalies in Crop Formation Plants". In: Physiologia Plantarum 92:356-363. Levengood, W.C. and Burke J. A. 1995, "Semi-Molten Meteoric Iron Associated with a Crop Formation". In: Journal of Scientific Exploration 9(2). Keen, Montague. 1995, "Comments on "Semi-Molten Meteoric Iron Associated with a Crop Formation" by Levengood and Burke. In: Journal of Scientific Exploration 9 (3): 407

14) In Italia fu proposto in una videocassetta allegata al periodico UFO Contact (numero 1, gennaio 1998) e trasmesso più volte in TV come se si trattasse di un documento autentico.

15) Teso, Massimiliano. 1998, "Falso il filmato di Oliver's Caslte", Scienza & Paranormale, n. 19, maggio-giugno 1998.

16) Levengood, W.C. "Anatomical Anomalies in Crop Formation Plants", Physiologia Plantarum 92: 356-363, 1994.

17) Semi-Molten Meteoric Iron Associated with a Crop Formation", Journal of Scientific Exploration 9 (2), 1995.

18) Nickell, Joe. 1996, "Levengood's Crop-Circle Plant Research", Skeptical Briefs, June (vedi anche: www.csicop.org/ sb/9606/crop_circle.html).

19) Capone, Franco. 2001, "Tre verità sul mistero dei cerchi", Focus 106, agosto 2001, pp. 47-52.

20) Vedi anche: Capone, Franco. 2001. "Niente stranezze nel Dna dei cerchi", Focus 108, ottobre 2001, p. 112.

21) Nel 1974, dal radiotelescopio di Arecibo, a Puerto Rico, fu lanciato un segnale radio, in codice binario, contenente informazioni sull'uomo e sul sistema solare. Il messaggio fu diretto verso la nebulosa M13 (un aggregato di 300 mila stelle, nella costellazione di Ercole, a 25 mila anni luce dalla Terra). La mattina del 20 agosto del 2001, fu trovato un gigantesco disegno in un campo di grano vicino all'osservatorio di Chilbolton, nello Hampshire, in Inghilterra, che scimmiottava il messaggio originale, ritoccato qui e là per dargli la parvenza di essere la "risposta" degli extraterrestri. È stato però calcolato che dall'invio del segnale alla comparsa del disegno sono passati oltre 26 anni. Il segnale radio, che viaggia alla velocità della luce, ha compiuto quindi solo un millesimo della strada prevista. In una sfera di 26 anni luce centrata sulla Terra ci sono 180 stelle: "le possibilità che il raggio ne abbia incontrata una a noi sconosciuta in questo arco di tempo sono 1 su 50 mila" avverte un comunicato del SETI (il progetto per la ricerca di intelligenze extraterrestri). Dunque, il disegno di Chilbolton, subito definito dagli appassionati "Arecibo Reply" (La risposta ad Arecibo), è indubbiamente un notevole lavoro di intaglio, ma che si tratti di un autentico messaggio alieno è tutto da dimostrare (vedi anche: Bignami, Luigi, 2001, "E.T. risponde da Hercules 86", Focus, 109, novembre 2001, p. 104).

22) Pilkington, Mark. 2000, "Leaders in their field", Fortean Times 138, pp. 24-25, settembre 2000.

23) Le "macchie di Rorschach" sono un test psicodiagnostico realizzato dallo psichiatra svizzero Hermann Rorschach e composto da dieci tavole con disegni a macchia d'inchiostro. Ognuno vede nelle macchie ciò che vuole e, sulla base delle interpretazioni individuali, lo psichiatra dovrebbe poter determinare il profilo della personalità di un individuo. Il test è stato in seguito criticato per la poca oggettività.



Massimo Polidoro
Segretario nazionale del CICAP e-mail: polidoro@cicap.org

Tratto dal libro I grandi misteri della storia (Edizioni Piemme, 2002)