Il diavolo mietitore

Indagine critica sul "Mowing Devil", il caso storico più famoso di un presunto crop circle apparso nel 1678 in Inghilterra

Contrariamente ad altri fenomeni di interesse del CICAP, quello dei crop circles ha una storia molto breve: poco più di venti anni.

La loro presenza è stata storicamente notata e documentata sostanzialmente a partire dal 1980. I crop circles sono aumentati progressivamente di numero (da qualche unità nel 1980 a centinaia solo dieci anni dopo) e hanno cominciato a presentarsi in forme sempre più complesse dal punto di vista geometrico.

Come mai il fenomeno nasce così recentemente e nelle cronache antiche o nel folklore non se ne trova traccia?

Gli esperti, messi di fronte a questa obiezione, rispondono che esiste almeno un riferimento ai crop circles risalente al 1678. Nell'agosto di quell'anno, nella contea dell'Hertfordshire, in Inghilterra, fu pubblicato un pamphlet nel quale si racconta la storia del Diavolo mietitore.

Il fenomeno sembra così avere le sue radici storiche e ben documentate, ed è proprio questo mistero che indagheremo in questo articolo.

1678: Il pamphlet del "Diavolo Mietitore"

(...) in Inghilterra venne pubblicato un pamphlet contenente informazioni su una traccia circolare apparsa in un campo di avena. Il fatto venne attribuito all'opera del diavolo che "...faceva cerchi e piegava tutti gli steli in un modo tale che ogni mortale impiegherebbe più di un secolo per fare ciò che lui fece in una notte". (...)

Questo è quanto riporta Eltjo H. Haselhoff in un articolo (lo si può trovare su internet al link: www.edicolaweb.net/ss000717.htm) intitolato "Crop circle: la Scienza risponde".

Cercando informazioni su questo caso del 1678 si riesce facilmente a reperire, sempre su internet, la famosa immagine del Mowing Devil (il disegno qui riprodotto)e il testo che introduce il contenuto del pamphlet stesso:

THE MOWING-DEVIL: OR, STRANGE NEWS OUT OF HARTFORD-SHIRE

Being a True Relation of a Farmer, who Bargaining with a Poor Mower, about the Cutting down Three Half Acres of Oats: upon the Mower's asking too much, the Farmer swore That the Devil should Mow it rather than He. And so it fell out, that very Night, the Crop of Oat shew'd as if it had been all of a Flame: but next Morning appear'd so neatly mow'd by the Devil or some Infernal Spirit, that no Mortal Man was able to do the like.

Also, How the said Oats ly now in the Field, and the Owner has not Power to fetch them away.

Licensed, August 22th, 1678

Per comodità del lettore, cercheremo di tradurre il più possibile fedelmente in italiano:

IL DIAVOLO MIETITORE: OVVERO, STRANE NOVITÀ NELL'HARTFORD-SHIRE

Questo è il racconto di un agricoltore che trattando con un povero mietitore sul compenso per la falciatura di tre mezzi acri di avena, a fronte di una richiesta troppo elevata del mietitore, giurò che il diavolo avrebbe mietuto il campo piuttosto che lui. E così accadde che quella stessa notte il campo di avena si mostrò come se fosse stato tutto una fiamma; ma il mattino seguente il campo apparve così perfettamente mietuto dal diavolo o da qualche spirito infernale, che nessun uomo (mortale) sarebbe stato in grado di fare la stessa cosa nella stessa maniera.

(Questo è) Inoltre (il racconto di), come l'avena giace ora sul campo, ed il proprietario non è in grado (non ha la forza) di portarla via.

Autorizzato il 22 Agosto 1678

Abbiamo quindi tutti gli elementi del mistero per tentare un'indagine su questo caso storico che testimonierebbe in maniera inequivocabile la formazione di un crop circle nel 1678.

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L'indagine ha inizio

Prima di spendere inutilmente energie, ci siamo interrogati sulla veridicità del documento, cioè se per qualche motivo il pamphlet potesse essere stato prodotto in anni recenti e poi spacciato come documento d'epoca. Seguendo questa pista non si arriva da nessuna parte, il pamphlet sembra essere un vero documento del 1678 e non ci sono fonti che ne smentiscano la storicità.

Allo stesso tempo però appaiono altri elementi che non sono così palesi ad una prima ricerca superficiale. È possibile ad esempio ritrovare il lungo e completo testo del pamphlet (anche disponibile sul sito del CICAP all'indirizzo:www.cicap.org/crops/002.htm ).

Si scopre quindi che, nonostante la diffusione della sola introduzione e dell'immagine del diavolo, in realtà il pamphlet è costituito da un testo molto lungo in inglese arcaico.

Una versione completa del testo è anche reperibile, ad esempio, sul libro: Circles From The Sky (Ed. Terence Meaden).

Leggendolo nella sua interezza, è possibile cercare di darne un'interpretazione diversa? Che cosa è in realtà un pamphlet?

Che cosa è un pamphlet

Vari dizionari italiani descrivono il pamphlet come un "breve scritto di contenuto violentemente polemico o satirico", tuttavia in inglese è possibile cogliere un uso corrente del termine abbastanza distante dalle definizioni proposte in italiano. In sostanza il termine pamphlet è spesso usato (in inglese) per definire "un piccolo libro" oppure un "libro sottile", cioè in pratica la breve trattazione di uno specifico soggetto. Ad oggi i pamphlet non esistono più solo in formato cartaceo, ma è anche possibile imbattersi su Internet in "Electronic pamphlets" o "e-pamphlets".

La parola pamphlet, così come la conosciamo oggi, fu usata per la prima volta nel quattordicesimo secolo per distinguere una "breve pubblicazione" da un "libro", e la sua etimologia si fa risalire al poema erotico latino Pamphilus, seu de Amore (Pamphilus, ovvero sull'Amore) pubblicato fra il 1100 e il 1200. La parola "Pamphilus" mutò successivamente in "Pamphilet" e quindi in "pamphlet". Lo scopo principale era quello di divulgare informazioni su argomenti specifici di natura polemica e propagandistica. La popolarità dei pamphlet crebbe notevolmente dopo l'invenzione della stampa e così cominciarono a circolare per l'Europa soprattutto nei secoli 1500 e 1600 in Inghilterra, Francia e Germania dove ebbero più o meno lo stesso scopo dei nostri attuali quotidiani.

In Inghilterra, intorno al 1660, periodo della Restoration, avevano ormai lasciato il posto ai quotidiani e ai periodici, ma ritornarono ad essere molto importanti come "armi politiche" fino ad arrivare alla Glorious Revolution del 1688, anno che vede anche la nascita della storica "Dichiarazione dei Diritti" (Declaration of Rights).

Il povero contro il ricco

Leggendo il testo completo del Diavolo Mietitore e riprendendo le considerazioni storiche sull'uso dei pamphlet, è facile notare come il testo sia fortemente connotato con termini che caratterizzano due stereotipi di classi sociali: il povero e il ricco.

Al mietitore ci si riferisce sempre con il termine Poor (povero), all'agricoltore invece il testo fa riferimento come Rich (ricco).

Alla luce di queste considerazioni possiamo quindi dare al pamphlet una chiave di lettura diversa: potremmo essere di fronte a una forma di comunicazione intimidatoria che vede contrapposti il povero e il ricco (il Poor Mower e il Rich Farmer).

La citazione e la raffigurazione del diavolo sarebbe quindi una sorta di rappresentazione iconografica di un atto (vandalico/intimidatorio) che lascia trapelare l'idea che il diavolo (il sovrannaturale) starebbe dalla parte del povero, o meglio che il diavolo potrebbe danneggiare il ricco a riprova del fatto che esiste "realmente" una giustizia divina.

Traduzione alla lettera o interpretazione?

La storia del Diavolo Mietitore presenta, se vista come pura cronaca, forti punti di contatto con il fenomeno dei crop circles e degli UFO: le fiamme descritte potrebbero essere legate alla descrizione di un fenomeno UFO nel 1678, mentre i cerchi perfetti sarebbero la descrizione della formazione di un crop circle. Ma è proprio vero che una traduzione alla lettera del pamphlet va in favore della tesi "UFO - crop circles"?

Focalizziamoci su un breve frammento del testo: "(...) that same night this poor Mower and Farmer parted, his Field of Oats was publickly beheld by several Passengers to be all of a Flame, and so continued for some space, to the great consternation of those that beheld it. (...)".

Traduzione in italiano: "(...) quella stessa notte che il povero mietitore e l'agricoltore si separarono, il campo di avena fu pubblicamente visto (osservato) da numerosi passeggeri (testimoni) essere tutto una fiamma, e così continuò, con grande costernazione dei testimoni. (...)".

Oppure riprendendo la fine del pamphlet: "(...) But not to keep the curious Reader any longer in suspense, the inquisitive Farmer no sooner arriv'd at the place where his Oats grew, but to his admiration he found the Crop was cut down ready to his hands; and [as] if the Devil had a mind to shew his dexterity in the art of Husbandry, and scorn'd to mow them after the usual manner, he cut them in round circles, and plac't every straw with that exactness that it would have taken up above an Age for any Man to perform what he did that one night: And the man that owns them is as yet afraid to remove them. FINIS".

Traduzione in italiano: "(...) Per non tenere in "suspense" ancora a lungo il lettore curioso, il coltivatore (con fare) interrogativo (inquisitive) non fece in tempo ad arrivare sul posto in cui la sua avena era cresciuta, che con grande ammirazione trovò che il raccolto era stato tagliato (giù) già pronto per le sue mani; e come se il diavolo desiderasse mostrare la sua destrezza nell'arte dell'agricoltura e disprezzasse il fatto di falciare in modo usuale, tagliò (them = gli steli di avena) in cerchi rotondi e piazzò ogni paglia con una precisione tale che per qualunque uomo ci sarebbe voluto più di un'era per fare quello che (egli = il Diavolo) fece in quella notte: E il proprietario è ancora impaurito nel rimuoverli. FINE".

Se vogliamo far fede a una traduzione alla lettera, dobbiamo quindi dedurre che molti testimoni videro il campo in fiamme e non, come segnalato da varie fonti, delle "fiamme in cielo"!

Inoltre, si parla chiaramente di avena recisa (falciata, tagliata). Il verbo to cut vuol dire "tagliare" o "recidere", non ci sono altre interpretazioni; to flatten (appiattire) è una cosa, to cut è un'altra!

D'altra parte il titolo del pamphlet è Il Diavolo Mietitore e non Il Diavolo Appiattitore!

Quanti altri crop circles moderni presentano queste due caratteristiche riportate nel pamphlet?

Alla luce di tutte queste considerazioni è interessante riprendere quanto riportato precedentemente da Haselhoff, in cui possiamo notare che lo studioso si è premurato di precisare che il diavolo "...piegava tutti gli steli..." ma il pamphlet dice qualcosa di assolutamente diverso!

Per non basarci solo su una fonte di informazione reperita via Internet, riprendiamo quanto Haselhoff scrive invece a pagina 15 e 16 nel suo ultimo libro La Natura Complessa dei Cerchi nel Grano (Ricerche Scientifiche & Leggende Urbane): "(...) A quel tempo, il fenomeno venne considerato come l'opera del demonio che "disdegnando di mietere in modo tradizionale, aveva falciato le piante in precisi cerchi sistemando ogni stelo con tale precisione che per un uomo ci sarebbe voluta tutta la vita per fare il lavoro che era stato portato a termine in una sola notte.

"Come illustrato dalla stampa corrispondente, sembra comunque che il raccolto fosse stato soltanto appiattito a terra piuttosto che falciato (Figura 1.1). Si vede in essa una piccola creatura dalle fattezza demoniache che sembra piegare a terra molti steli di grano, sistemandoli con estrema precisione. Il perfetto allineamento a spirale del raccolto appiattito a terra e l'evidente forma circolare sono davvero sorprendenti. Chiunque abbia visto un crop circle dal vivo non avrà dubbi che l'artista che ha disegnato il "Diavolo Mietitore" volesse rappresentare lo stesso fenomeno che si verifica oggi nei nostri campi. (...)"

In questa versione possiamo notare altri dettagli. Haselhoff facendo appello all'uso dell'immagine piuttosto che al testo del pamphlet, fa riferimento a: "(...) una piccola creatura dalle fattezza demoniache che sembra piegare a terra molti steli di grano, (...)".

In realtà la figura del diavolo ha proprio in mano una falce, e che azione potrebbe fare qualcuno con una falce in mano se non "falciare" piuttosto che "piegare"?

E poi ancora: "(...) Il perfetto allineamento a spirale del raccolto appiattito a terra e l'evidente forma circolare sono davvero sorprendenti".

Lasciamo al lettore trarre le sue conclusioni invitandolo a riguardare l'illustrazione ad inizio articolo, e limitandoci a segnalare che rifarsi ad una immagine di quel tipo per trarre delle conclusioni così "straordinarie" (fuori dall'ordinario) soffre di parecchi limiti.

Appare quindi evidente che anche Haselhoff, nel riportare la storia del "Diavolo Mietitore", si sia imbattuto nell'incongruenza logica messa in evidenza precedentemente, cioè "avena recisa" contro "avena piegata", ma tutte queste "forzature" evidenziate, possono essere casuali?

Conclusioni

A conclusione di questa indagine, ci sentiamo quindi di fare nostre le parole del dr Owen Davies, professore di Storia alla University of Hertfordshire (www.herts.ac.uk) che interpellato dall'autore dell'articolo, risponde così:

Caro Francesco, ci sono due edizioni del pamphlet del "Mowing Devil", ma solamente uno contiene la famosa incisione (woodcut) dei cerchi. Sebbene possa capire perché gli entusiasti dei crop circles siano eccitati da questo caso, essi devono tener presente alcuni punti importanti:

1) I cerchi non sono appiattiti come tutti i moderni crop circles, ma sono il risultato della mietitura. È un'importante distinzione da fare.

2) Il pamphlet è semplicemente un "racconto a sfondo morale" ad uso e consumo popolare. Ci sono altri numerosi pamphlet di "avvertimento/intimidazione" di quel periodo (benché non riguardanti "diavoli mietitori"). Non è riportata la località e nessuno riporta nomi.

3) Nel pamphlet è fornita una spiegazione perfettamente "ragionevole" sul perché il diavolo decise di mietere in cerchio: per mostrare le sue straordinarie abilità. Chiunque tenti di mietere un cerchio preciso con una falce conosce quanto sia difficile.

Il "motivo" circolare può anche essere messo in relazione al fatto che le riunioni di demoni e diavoli si svolgevano, in base ai princìpi magici, all'interno di un cerchio.

Spero che questo sia d'aiuto,

Cordiali Saluti, Owen

FINIS.

FrancescoGrassi
Ingegnere elettronico e coordinatore del CICAPLombardia

e-mail: grassi@cicap.org

Riferimenti bibliografici

  • Grandi misteri della storia, Massimo Polidoro, Piemme 2002 (www.cicap.org/prometeo/lb_3193.php).
  • Circles From The Sky (Edited by Terence Meaden).
  • La Natura Complessa dei Cerchi nel Grano, Eltjo H. Haselhoff, Natrix (www.natrix.it).
  • L'enigma delle tracce circolari, Pat Delgado & Colin Andrews, Armenia/Milano 1991.
  • Round in Circles, Jim Schnabel (www.skeptic.de/b/0245.htm).


Riferimenti Internet