Guida ai luoghi misteriosi d'Italia

Umberto Cordier
1996, Edizioni Piemme,
Pag 621, 16 tavole a colori fuori testo
L. 69.000

Umberto Cordier, nato nel 53, e occupato nella didattica dell'elettronica e dell'informatica, da tempo si dedica allo studio di tutto ciò che è "misterioso" con un metodo di lavoro razionale e sistematico. Questo approccio gli deriva dall'appartenenza alla Società Fortiana Italiana, un'associazione che (prendendo il nome da Charles Fort) si propone appunto di raccogliere e classificare metodicamente tutte le "anomalie" della natura e delle opere umane (vedi Rivista del CICAP, anno IV, N. 3, 1992-93). Già autore di una Guida ai Draghi e Mostri d'italia (Sugarco Ed., Milano, 1986), uno dei pochi contributi italiani alla criptozoologia, in questo ponderoso volume Cordier amplia i temi trattati nel suo Dizionario dell'italia Misteriosa (Sugarco Ed, Milano, 1991 - Pag 286, L. 40.000).
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Basta aprire a caso le pagine di questa guida per ritrovarsi nell'atmosfera dei famosi fumetti di Martin Mystere: ecco rettili misteriosi, il bisbiglio dei morti, la colonna che piange, corpi pietrificati, mummie e conservazioni misteriose, costole di giganti e draghi, acque che prendono fuoco, labirinti, Madonne nere, iscrizioni misteriose, salite in discesa... Settecento sono i luoghi elencati, divisi per regione, con impostazione da guida turistica (orari di visita, strade di accesso, indicazione dell'Ente al quale rivolgersi), e per ognuno sono riportate anche alcune preziose indicazioni bibliografiche che possono costituire un ottimo punto di partenza per ulteriori approfondimenti. Sono stati redatti anche un indice generale, uno dei luoghi e uno dei nomi. Un indice degli argomenti elenca, con tanto di sigle, categorie e sottocategorie, tutte le anomalie registrate, e di ogni argomento dà una succinta presentazione. Preso atto di questi innegabili pregi della guida, va detto che il suo tono generale sembra mutato rispetto a quello dell'analogo Dizionario dell'italia Misteriosa citato sopra. Meno distaccato e imparziale, l'Autore nell'introduzione si lancia in una tirata contro il dogmatismo della scienza ufficiale, deprecando che "buona parte della cultura odierna - che si fonda su tale presunzione e su tale superbia - si adoperi con tanto impegno a negare sistematicamente l'esistenza di qualunque fatto o fenomeno che possa superare l'ambito della scienza meccanicistica e della filosofia che ne consegue". La documentazione delle anomalie è di varia qualità, e spesso mescola riferimenti eruditi con resoconti aneddotici, leggende e tradizioni locali, senza mai distinguere bene né azzardare una valutazione delle affidabilità delle fonti. Ne risulta una specie di "complesso della Foschini", ovvero che il mistero va mantenuto a tutti i costi. Ciò avviene anche con qualche evidente machiavellismo intellettuale, almeno in alcuni casi di cui siamo a conoscenza diretta. Per esempio, quando l'Autore parla delle "salite in discesa", cita quasi testualmente un articolo comparso sulla Rivista del CICAP (anno 3. N. 3, ott. 1991) facendo le stesse obiezioni logiche al fenomeno fatto in quella sede, ma omettendo di dire che l'ipotesi di spiegazione ivi proposta teneva già conto proprio di quelle obiezioni. Così egli ha buon gioco a dire che "I soliti scettici a oltranza, venuti a conoscenza di questo fenomeno, lo hanno liquidato in blocco, frettolosamente come..." ecc. Il CICAP non è composto da "scettici a oltranza", e non "liquida" nessun fenomeno senza prima averlo esaminato e avere ben pensato. E le ipotesi o le spiegazioni si possono sempre discutere, ma le informazioni devono essere riportate in modo completo, onesto e veritiero. Anche il paranormale religioso presenta alcune strane lacune. Assente il miracolo di San Gennaro, il sangue di S. Pantaleone che si liquefa a Ravello (SA), assente il miracolo di Bolsena. In compenso sono citati ben 38 casi di "conservazione prodigiosa" di corpi di santi (un numero tale da far quasi pensare che debba essere la norma più che l'eccezione) e ben 19 immagini di madonne nere. San Gennaro, e l'ipotesi che il "sangue" sia una sostanza tixotropica, ovvero capace di passare dallo stato solido a quello liquido per effetto di piccoli urti o scosse, viene bensì citato nell'indice degli argomenti, ma senza far menzione del CICAP che pure sull'argomento qualcosa ha detto. L'ipotesi della tixotropia è liquidata comunque subito, affermando che altri sangui si liquefano anche senza toccarli. Viene nominato il sangue di San Lorenzo di Amaseno (FR). Peccato, l'Autore ha scelto male l'esempio: il sangue di S. Lorenzo di Amaseno è stato esaminato da un membro del CICAP proprio l'anno scorso e in un prossimo numero di S&P pubblicheremo il resoconto di tale indagine. In conclusione: pur con questi limiti, per il suo valore documentario e informativo questa opera non può mancare nella biblioteca di tutti coloro (semplici appassionati, giornalisti, ecc.) che siano seriamente interessati all'insolito, al misterioso e all'inspiegato.