Il ritorno degli spiriti

Il medium John Edward e la sua "conquista" dell'America

  • In Articoli
  • 17-07-2001
  • di Simone Capeleto

Negli Stati Uniti, negli ultimi mesi, la popolarità di un ex insegnante di ballo è rapidamente cresciuta grazie a una trasmissione televisiva dal titolo Crossing Over ("attraversare" o, meglio, "andare oltre").

"La storia è sempre la stessa [...] le mode vanno e vengono, per i vestiti, per le macchine e per i veggenti. Negli anni Settanta era Uri Geller, negli anni Ottanta Shirley MacLaine, negli anni Novanta venne James Van Praagh e a dare il via al nuovo millennio ci pensa John Edward", così esordisce in un suo articolo Michael Shermer, direttore della Skeptic Society di Los Angeles. John Edward è la nuova star dei medium degli Stati Uniti: partito come protagonista di una piccola trasmissione, oggi è richiestissimo dalla maggior parte delle televisioni statunitensi, i suoi libri si moltiplicano e vanno a ruba.

Manipolazioni televisive

Michael O'Neill, manager di New York, assistendo alla registrazione del programma, ebbe la sorte di essere scelto tra il pubblico e poter "ascoltare" la performance di Edward in contatto con il suo nonno defunto. Alcune settimane più tardi, vedendo la trasmissione, cominciò a nutrire qualche dubbio sull'autenticità dei poteri del medium, tanto da rivolgersi alla James Randi Educational Foundation.

Il montaggio della trasmissione era stato molto "libero": domande e risposte erano state mescolate e riordinate con maestria, al fine di rendere più sensazionale l'esibizione di Edward. Solo una ridotta frazione della performance era andata in onda e la selezione dei pezzi era stata operata in modo tale che la realtà dei fatti ne uscisse alterata: le molte affermazioni totalmente errate del medium, ad esempio, erano state per la maggior parte censurate.

Alcune singolarità nel comportamento dei produttori e nell'organizzazione complessiva dello spettacolo, tornate alla mente di O'Neill, hanno cominciato ad assumere un significato chiaro. Egli ricorda come gli assistenti di produzione si aggirassero in modo sospetto tra il pubblico che attendeva di entrare nello studio, l'inizio dello spettacolo tardò più di due ore per non meglio specificati problemi tecnici - lasso di tempo che i presenti, tutti vittime di premature scomparse, occuparono parlando dei propri defunti. Un'altra curiosa circostanza: un gruppo di una quindicina di persone, arrivate con lo stesso pulmino, era stato smistato e i suoi componenti fatti sedere distanti gli uni dagli altri. Ebbene, di cosa possono parlare due estranei, seduti l'uno accanto all'altro, in attesa per più di due ore, che condividono la drammatica esperienza della scomparsa di un proprio caro? Non è difficile immaginare la risposta. Si noti che, sebbene lo spettacolo non fosse cominciato, i microfoni e le telecamere erano già state preparate e accese: di queste, secondo O'Neill, Edward e il suo entourage si servono per carpire particolari da utilizzare sucessivamente nello show.

James Randi, in poco meno di un minuto di Crossing Over, ha contato 23 affermazioni, una media di una ogni due secondi, di queste solo tre erano corrette. Poche? Sufficienti a ridurre lo spettatore in lacrime, convinto che lo spirito del padre sia lì, a pochi passi, a voler comunicare ancora una volta con lui. Di che affermazioni si trattava? La prima, riferendosi allo spirito che sosteneva di avere di fronte: "È un anziano". Successivamente: "Con lui c'è un uomo più giovane". Azzeccata questa, Edward ha provato con poca fortuna a spingersi oltre affermando che la seconda persona era il figlio più vecchio dell'anziano. La terza: "Il padre [dello spettatore, ndr] è morto" e chi volete che fosse quell'uomo anziano se non il padre dello spettatore!

Per Randi e Shermer non c'è dubbio: Edward non è altro che l'ultimo dei tanti a usare metodi e tecniche ben conosciute per ingannare un pubblico di per sé vulnerabile, come è chi ha subito un lutto. Nelle performance di Edward si può osservare una mescolanza di cold reading, warm reading e hot reading.

Letture: da fredda a bollente Con la cold reading (cioè "lettura a freddo"), in sostanza, il veggente chiede e lo spettatore risponde, l'abilità del primo sta nel far apparire i ruoli invertiti, così che una domanda possa suonare come un'affermazione e la risposta dello spettatore come una conferma delle abilità del medium. È lo spettetore a "leggere" qualcosa di "freddo", di per sé privo di significato. "Vedo una donna...", esordisce il medium e lo spettatore conferma, per esempio, che si tratta di una zia recentemente scomparsa.

Con il warm reading entra in gioco la capacità di osservazione e la conoscenza specifica, da parte del medium, della psiche della categoria di persone con la quale si rapporta. Nel caso di individui che hanno subìto un lutto, ad esempio, è comune l'abitudine di portare con sé una fotografia, un oggetto o magari un gioiello del defunto, come ad esempio la fede del consorte scomparso. Le cause di morte, inoltre, sono facili da indovinare. Statisticamente, c'è solo una mezza dozzina di modi in cui la maggior parte della popolazione conclude la propria esistenza, se a questa esiguità si aggiunge un po' di competente ambiguità linguistica ("un dolore al petto" può coprire, ad esempio, infarti, varie forme tumorali e chissà quant'altro) individuare la causa di un decesso risulta relativamente facile.

Infine, l'hot reading, consiste nello spacciare per rivelazioni o per messaggi ultraterreni semplici informazioni che, attraverso differenti modalità, il medium è in grado di reperire, con anticipo, sulla storia della persona a cui sta parlando. Spesso, ad esempio nei varietà o nei talk show, rivelazioni sulla vita passata di personaggi famosi vengono apprese con grande stupore dalla personalità di turno, la cui autorevolezza, oltre a fungere da garanzia all'eccezionalità delle rivelazioni, passa immediatamente al servizio della popolarità del medium. Le stesse informazioni, magari, erano comparse tempo prima, a tutta pagina, su riviste specializzate, di quelle che si trovano dal barbiere, per intenderci.

Shermer, nel suo esame della vicenda, riporta le difficoltà incontrate da una troupe della ABC Television nel condurre un'inchiesta su John Edward. La troupe, dopo aver richiesto di poter fare alcune domande al sensitivo per poterne verificare i poteri, si è vista imporre il divieto di riprendere all'interno dello studio; la produzione del programma di Edward avrebbe pensato a fornire loro il materiale necessario. Insospettita, l'ABC sollecitò un'intervista con il medium. Edward non si trovava disponibile in quanto all'estero per lavoro, dissero i responsabili del programma: lo stesso giorno comparve in diretta in una trasmissione della CBS a New York.

La produttrice della ABC, che aveva contattato Michael Shermer per un commento sul nuovo medium, dopo averlo ascoltato spiegare le tecniche fondamentali usate da Edward, chiese una dimostrazione delle stesse: "Lei non sa assolutamente niente su di me, vediamo dunque se funzionano". Racconta Shermer che dopo averla osservata per qualche istante, si esibì in una performance di circa una decina di minuti lasciandola a bocca aperta e a occhi sbarrati. Nonostante l'incredulità della produttrice, Shermer confessò di aver semplicemente adoperato, combinandole, le tre tecniche di cold, warm e hot reading.

Ancora una volta ci troviamo a constatare come, al di là delle singole personalità, che a quanto pare si succedono senza soluzione di continuità, ciò che non cambia sono le opportunità che il mondo del paranormale, nelle sue diversificate forme, offre a editori e produttori televisivi che, dal canto loro, non indugiano a creare fenomeni come Edward, alimentarne la fama per poi, una volta esauritosi il filone, sostituirli con nuovi personaggi dall'immagine più fresca e meno usurata.

Per saperne di più

  • Hyman, Ray. 1998. "Come si diventa medium: i 10 segreti del perfetto cold reader", S&P 21.

Simone Capeleto

Antenna del CICAP

a Barcellona (Spagna)