Sono autentiche le fotografie di dischi volanti scattate in Svizzera dal "contattista" Billy Mier

Vincenzo Gramesci, Camogli (GE)

Da quando gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati si sono imposti all'attenzione del grande pubblico, ossia a partire dal 1947, diverse persone hanno sostenuto (e sostengono tutt'ora) di essere personalmente in contatto con esseri extraterrestri. Tali individui, che si definiscono contattisti, sarebbero stati prescelti dai "fratelli dello spazio" per diffondere sulla Terra i loro messaggi.

Il comportamento dei contattisti e dei loro seguaci assomiglia molto più a un culto religioso, anche se insolito, piuttosto che a quello di chi desidera studiare il fenomeno UFO per comprendere la natura degli avvistamenti. A differenza di coloro che agiscono in quest'ultimo modo (gli ufologi), i contattisti operano come se fossero portatori di una verità rivelata e incontestabile, quasi sempre accettata come un atto di fede dai seguaci.

Ne consegue che nessun contattista è finora stato in grado di portare alcuna prova certa riguardo alle proprie incredibili affermazioni, e neppure Billy Meier fa eccezione. Le sue famose fotografie sono infatti così sfacciate da non interessare neppure gli ufologi, in quanto appaiono verosimilmente ottenute impiegando modellini di "astronavi" opportunamente disposti sullo sfondo di ameni paesaggi montani.

Meier, che come altri celebri contattisti ha raccolto attorno a sé una piccola comunità di seguaci, racconta di incontrare regolarmente la bellissima extraterrestre Semiase, alta, bionda e dai lunghi capelli, proveniente da un pianeta che si trova nell'ammasso delle Pleiadi. Di lei non esistono però fotografie, perché - sempre secondo Meier - Semiase ama talvolta mescolarsi ai normali esseri umani, e non desidera certo essere riconosciuta.

Una conferenza tenuta in Italia nel 1999 da parte di due seguaci di Meier ha contribuito a fornire altre inverosimili informazioni al folto pubblico presente. Abbiamo ad esempio appreso che il viaggio dalle Pleiadi alla Terra, che al tempo dei primi contatti durava ben sette ore (!), ora viene compiuto dagli alieni in "un attimo". Questo grazie alle astronavi mosse da potenti motori ad antimateria, che sfruttano "la curvatura dello spazio" e "l'energia di punto zero", proprio come nei racconti di fantascienza.

Fra verità filosofico-religiose e ammonimenti rivolti ai terrestri ci è stato anche proposto un documento d'eccezione: il vero suono di un' astronave, registrato direttamente da Billy Meier. Era un bel sibilo modulato, del tutto uguale agli effetti speciali di un telefilm anni Settanta. n

 

Marco Morocutti

Progettista elettronico

Sperimentazioni CICAP