Chiarezza relativa

Ovvero il lato oscuro delle cose...

  • In Articoli
  • 05-03-2003
  • di Gianni A. Sarcone, Marie J. Waeber

Vi siete mai chiesto: quanto sono chiare o scure le cose? Il nero che vediamo sugli schermi della tivù o del PC è veramente nero? (non lo è) Perché tendiamo a credere che un foglio di carta bianco risulta bianco di giorno come di notte anche se la luce trasmessa a quel momento è inferiore alla luce trasmessa da un pezzo di carbone sotto il sole alto?

È un fatto che la chiarezza degli oggetti che percepiamo non risulta direttamente dalla quantità di luce che trasmettono, ma dall'idea che ce ne facciamo e dall'interazione soggettiva con il loro ambiente. Lo schermo della tivù quando è spento sembra grigio, però quando guardiamo un film, vediamo tutte le intensità luminose, dal nero al bianco.Un grigio scuro può sembrare nero, se abbinato a toni chiari.

Al contrario, un grigio chiaro può sembrare bianco su uno sfondo scuro. Questi effetti ottici si chiamano "contrasti simultanei".

Divertitevi con gli esempi delle figure 5), 6), 7), 8) e 9). Che lo crediate o meno, in ogni caso, non ci sono differenze tra i vari grigi. Nella figura 5), la palla a) corrisponde alla palla b); hanno esattamente la stessa sfumatura. Eh sì!

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Gianni A. Sarcone

e Marie J. Waeber

Sono i responsabili e coordinatori di uno dei migliori siti dedicati ai giochi, alle illusioni e all'enigmistica: www.archimedes-lab.org