Un anno fenomenale

  • In Articoli
  • 13-01-2025
  • di Marcella Giulia Pace
img
Fenomeno aurorale del 10 maggio 2024 nelle campagne di Modica (RG), con meteora
L’anno appena trascorso è stato un raro dono per gli appassionati di astronomia e fotografia. Nei cieli italiani abbiamo assistito a due manifestazioni spettacolari: l’aurora boreale, visibile eccezionalmente anche alle nostre latitudini, e il passaggio della cometa C/2023 A3 (Tsuchinshan-ATLAS), che ha svelato un fenomeno ottico raro, l’anticoda.

L’aurora boreale è un evento che associamo alle latitudini artiche, ma nel 2024 la sua danza di luci è scesa fino al sud d’Italia, toccando persino la Sicilia sud-orientale.

image
Fenomeno aurorale dell’11 ottobre 2024, presso Modica


image
Aurora del 10 ottobre 2024 sopra il paesino di Laggio di Cadore (BL), con luce rossa e verde © Giorgia Hofer
L’osservazione dell’aurora richiede cieli scuri, condizione sempre più rara, anche nelle zone rurali. Così, in due diversi episodi, la sera del 10 maggio e la notte tra il 10 e l’11 ottobre, quando si è diffusa la notizia che era possibile osservare un’aurora boreale, molte persone sono andate nelle aree più buie ed esposte a nord per riprenderla con semplici strumenti fotografici, anche smartphone con modalità a lunga esposizione, documentando l’eccezionale avvenimento da tutte le latitudini italiane. Il fenomeno non era chiaramente visibile a occhio nudo, soprattutto alle latitudini più basse, ma gli scatti a lunga esposizione, che riescono a catturare più luce di quanto il nostro occhio riesca a fare, hanno rivelato la presenza imponente delle luci aurorali. Al nord, nelle fasi più intense, il fenomeno è stato visibile persino a occhio nudo e ha reso possibile catturare, oltre allo spettro del rosso, anche le delicate sfumature viranti verso il verde dell’aurora.

La luce aurorale verde è prodotta dall’ossigeno atmosferico colpito da elettroni ad alta energia negli strati più bassi, a circa 100-150 chilometri di altitudine, mentre la luce rossa si manifesta quando gli elettroni incidenti con bassa energia eccitano l’ossigeno negli strati superiori dell’atmosfera, oltre i 200 chilometri di altitudine. Nel sud d’Italia, il fenomeno aurorale appare solo di colore rosso, poiché l’intensità del fenomeno è minore e si verifica principalmente a quote più alte, dove l’ossigeno emette luce rossa sopra i 200 chilometri.

image
Macchie solari visibili all’alba del 2 ottobre 2024, Cava d’Aliga (RG)


La causa di queste manifestazioni straordinarie è l’attività solare. Il nostro Sole attraversa cicli di attività di circa 11 anni, caratterizzati dalla comparsa di macchie solari che generano vento solare che, quando colpisce la Terra, provoca tempeste geomagnetiche.

image
La traccia delle stelle a nord con la Stella Polare al centro e in basso le luci aurorali, presso le campagne di Modica
Nei giorni precedenti alle aurore, un flusso di particelle cariche (protoni, elettroni) provenienti dal Sole ha incontrato la ionosfera terrestre, che è uno strato dell’atmosfera ricco di particelle ionizzate (cioè atomi e molecole con carica elettrica), innescando sulla Terra una tempesta geomagnetica di classe G4 e G5. La danza cosmica di particelle che ne è conseguita è la responsabile delle splendide aurore. E in effetti, l’apice di quest’attività potrebbe non essere ancora stato raggiunto e potremmo assistere nuovamente a queste manifestazioni fino a metà del 2025.

Fino a pochi anni fa, l’informazione su eventi simili veniva condivisa di rado. La mancanza di social media e di strumenti fotografici diffusi e accessibili rendeva difficile immortalare e diffondere la bellezza del fenomeno. Un caso emblematico risale al 2003, quando una tempesta geomagnetica particolarmente intensa portò l’aurora boreale a spingersi fino alla Calabria. Fu in quell’anno che Giuseppe Menardi, astrofotografo e alpinista, riuscì a documentare il fenomeno da uno dei luoghi più spettacolari delle Dolomiti, le Cinque Torri. Ma le manifestazioni aurorali in Italia sono state riferite anche in passato. Testimonianze visive risalgono a tempi antichi, quando questi eventi, spesso associati a miti o a presagi divini, venivano descritti come “Luci del Nord”. Fu Galileo Galilei, con la sua straordinaria capacità di unire scienza e linguaggio, a introdurre il termine “aurora” per descrivere queste luci danzanti nel cielo.

image
Aurora del 2003 sulle Dolomiti, con luce rossa e verde © Giuseppe Menardi

Il mese di ottobre 2024 ha regalato un altro spettacolo celeste: il passaggio della cometa C/2023 A3 (Tsuchinshan-ATLAS) con un percorso di visibilità che si è evoluto nel corso dei mesi.

image
La cometa C/2023 A3 ripresa il 19 ottobre 2024, sopra la mia casa a Modica


image
La falce di Luna e la cometa C/2023 A3 visibile a destra, prima dell’alba del 1° ottobre 2024, sopra la campagna modicana
Dall’inizio di ottobre, la cometa è stata osservata a partire da poco prima dell’alba, quando era bassa sull’orizzonte orientale, rendendo l’osservazione una sfida a causa della luce crescente del mattino. Gli osservatori più attenti, utilizzando binocoli o piccoli telescopi, sono riusciti comunque a individuarla e fotografarla, cogliendo dettagli come la chioma e la coda. Con l’avvicinarsi della metà di ottobre, la cometa ha iniziato a spostarsi nel cielo serale e ha raggiunto il picco di luminosità intorno al 13 ottobre, diventando visibile a occhio nudo soprattutto in cieli scuri e privi di inquinamento luminoso. Ma quello che l’ha resa davvero straordinaria è stato un fenomeno ottico raro: l’anticoda.

image
Venere e la cometa C/2023 A3 visibile dopo il tramonto del 14 ottobre 2024 presso Scoglitti (RG): si nota la particolarità dell’anticoda


L’anticoda è un fenomeno ottico per cui la cometa sembra avere una coda che punta verso la parte opposta alla coda tradizionale, allontanandosi dalla cometa. Questo effetto si verifica a causa della nostra particolare posizione rispetto al piano orbitale della cometa. Le particelle di polvere più pesanti emesse dalla cometa rimangono lungo il suo percorso orbitale, formando una scia di detriti.
image
Luci aurorali su Modica
Quando la Terra si allinea in modo tale da guardare questo disco di polvere di taglio, le particelle appaiono concentrate lungo una linea. Questo crea l’illusione di una coda che punta verso il Sole, anche se in realtà è una struttura tridimensionale che si estende lungo l’orbita della cometa.

L’anticoda è visibile solo per un breve periodo, quando le condizioni di allineamento tra la Terra e la cometa sono ideali; man mano che la Terra continua la sua orbita attorno al Sole, l’angolo di osservazione cambia e l’anticoda scompare dalla nostra vista.

Dopo il 20 ottobre, la luminosità della C/2023 A3 ha iniziato a diminuire rapidamente ed entro la fine del mese ha superato il limite di visibilità a occhio nudo. Verso metà novembre è poi diventata difficile da individuare anche con telescopi amatoriali, segnando la fine del suo spettacolo nei cieli italiani.
Tutte le foto della rubrica sono di Marcella Giulia Pace, salvo diversa indicazione. L’indirizzo a cui inviare immagini, segnalazioni e domande è [email protected]
MARCELLA GIULIA PACE è astrofotografa e insegnante di scuola primaria e gestisce un sito di divulgazione scientifica sui fenomeni ottici atmosferici (https://greenflash.photo ). Le sue immagini sono state scelte più volte dalla NASA come foto del giorno.

accessToken: '2206040148.1677ed0.0fda6df7e8ad4d22abe321c59edeb25f',