Lassù qualcuno ci... impasta

«Il Mostro Volante degli Spaghetti ha creato l’universo, abbiamo le prove. Ovviamente nessuno di noi era presente al momento della creazione, ma abbiamo resoconti scritti che è avvenuta».
Con queste parole, nel 2005 il "profeta" Bobby Henderson chiedeva al consiglio scolastico del Kansas (che aveva da poco introdotto nei programmi di scienze l’insegnamento dell’ID) che venisse insegnata nelle ore di scienze anche la teoria del Mostro Volante degli Spaghetti (per saperne di più, www.venganza.org ).

Secondo i Pastafariani (i seguaci della religione fondata da Henderson), il mondo così come lo conosciamo sarebbe stato creato da un essere intelligente, onnipotente e invisibile, rappresentato come una massa di spaghetti con due tentacoli dotati di occhi, due polpette alla base e un certo numero di "appendici spaghettose" (in’inglese "noodly appendages").

Uno scherzo? Ovviamente, ma se fosse solo questo non sarebbe nemmeno il caso di menzionarlo, se non per farsi due risate. Il Mostro Volante degli Spaghetti è molto di più. È la dimostrazione, in chiave ironica, che la presunta teoria del Disegno Intelligente non sta in piedi. Vediamo perché, con le parole di Michael Behe, professore di Biochimica all’Università di Leigh, membro del Discovery Institute chiamato dalla difesa a testimoniare al processo diventato famoso col nome di "Dover Trial": «Nuovamente, l’opinione della Corte ignora la differenza fra le implicazioni di una teoria e la teoria stessa. Se io ritengo non plausibile che ciò che ha provocato il Big Bang sia naturale, come effettivamente credo, questo non fa della Teoria del Big Bang una teoria religiosa, perché essa è basata su prove fisiche e osservabili e su inferenze logiche. Lo stesso è vero per l’ID».

Che, tradotto in parole semplici, vuol dire che la conseguenza soprannaturale dell’Intelligent Design (cioè la presenza di un "Designer"), non è da considerarsi parte della teoria, che quindi può essere considerata "scientifica", perché basata su dati di fatto.

Formalmente l’unica differenza fra l’Intelligent Design classico di Johnson, Behe e Dembski e quello cibernetico dei pastafariani sta nell’identità del Designer, cioè in quella conseguenza soprannaturale chiamata in causa da Behe. Il resto è uguale: stesse obiezioni alla teoria dell’evoluzione, stesse argomentazioni per giustificare la presenza di un progetto, stesse strategie comunicative.

Alcuni esempi? Al mondo ci sono più di dieci milioni di persone che credono nell’esistenza del Mostro Volante degli Spaghetti. Possono essere tutti in errore? Gli scettici (definiti "pastagnostici"), che si attaccano alle incongruenze nei dati fisici, non capiscono che Lui cambia di proposito tutti i dati che noi misuriamo: se ad esempio stiamo datando un reperto col C14, Lui interviene, tocca il reperto con le sue estremità spaghettose e altera il risultato. Come? Ci sono molti testi scritti da eminenti scienziati che lo spiegano in dettaglio. Possono essere tutti in errore?

E così via, a suon di correlazioni tra eventi indipendenti, riferimenti a fatti inspiegati e richieste di legittimazione; la teoria del Signore degli Spaghetti è perfettamente infalsificabile, proprio come l’Intelligent Design. Se, afferma Henderson nella sua lettera infuocata, l’Intelligent Design è scienza, allora lo è anche il Mostro Volante degli Spaghetti. La nuova "teoria rivoluzionaria" non può vantare uno status scientifico superiore a quello di una assurda parodia.

Sua Pastosità ha colpito nel segno.