Aghi, pozioni e massaggi

di S. Singh e E. Ernst<br>Rizzoli, 2008<br>pp. 360, € 19,00

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  • 03-02-2009
  • di Enrico Speranza
È da circa un mese nelle librerie, tradotto a tempo di record, un saggio che può essere considerato a tutti gli effetti come l'"enciclopedia" delle indagini critiche sulle cosiddette medicine alternative. Prendendo spunto, infatti, dalle dichiarazioni di Sua Altezza Reale il principe di Galles e a lui dedicandolo, gli autori hanno setacciato database e riviste alla ricerca di prove di efficacia ed efficienza delle diverse medicine "naturali" quali omeopatia, agopuntura, chiropratica, fitoterapia, eccetera.
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L'analisi, rigorosa e aggiornatissima, dimostra la scarsa e/o nulla efficacia di questi presunti "interventi" farmacologici e sanitari. Ma il saggio non si limita solo a un'indagine critica delle diverse terapia, offre anche numerosi spunti di ricerca sulla storia delle indagini mediche. La bella prosa divulgativa, infatti, pur nel massimo rigore scientifico affronta anche un'ampia panoramica storica sulle metodologie di ricerca oggi confluite nel gold standard degli esperimenti controllati e randomizzati in doppio cieco. Ecco allora, tra una statistica e l'altra, spiegati i primi dubbi medici sulle sanguisughe e sui salassi ed ecco l'operato "scandaloso" di Florence Nightingale che nel secolo scorso aveva intravisto nella luce, nella pulizia delle fogne, dell'aria e dell'acqua un elemento essenziale per la guarigione dei soldati malati negli ospedali. Un cammino lento, quello della medicina e dell'epidemiologia, che tuttavia ha reso possibile la scoperta e la sperimentazione di cure efficaci a fronte delle pratiche poco sperimentate e forse nocive, retaggio di una conoscenza estemporanea o di errate interpretazioni. Stupisce tuttavia costatare che se per le medicine in commercio si esige la massima sicurezza e protocolli sperimentali sempre più complessi, lo stesso non si può affermare per le medicine "alternative". Preparati definiti come naturali sono assunti con leggerezza nell'errata convinzione che ciò che è naturale non possa far male o nuocere gravemente all'organismo umano, senza dunque pensare che ogni medicina, intervento, atto sanitario o presunto tale debba essere attentamente valutato, confrontato, soppesato nei suoi rischi e benefici. Non manca per i più curiosi un'appendice con una trentina di schede valutative di diverse discipline alternative, dallo Shiatsu alla medicina ayurvedica. Un libro da tenere dunque in bella vista nella propria libreria, ma soprattutto da sfogliare spesso per comprendere a pieno i pericoli e l'inutilità di tanti "miracolosi sieri" che ci vengono propinati senza scrupoli.