Borghezio e gli extraterrestri

  • In Articoli
  • 12-12-2009
  • di Daniele Sensi
«Chiederò in sede europea che tutti gli stati membri tolgano il segreto apposto sugli avvistamenti Ufo, e mi adopererò affinché anche coloro che ci rappresentano al Consiglio d'Europa facciano la stessa cosa». Lo ha dichiarato Mario Borghezio su Radio Padania Libera, nel corso di una trasmissione dedicata ai rapporti tra "padanismo e vita extraterrestre".

L'europarlamentare leghista (che s'è detto sicuro «di una volontà politica tesa a oscurare gli avvistamenti di dischi volanti», una congiura del silenzio che coinvolgerebbe «Stati Uniti, Russia, Nato e le nostre stesse autorità militari») ha anche annunciato la prossima costituzione, a Milano, di un gruppo di lavoro che lo supporti in questa nuova battaglia. «Tutti devono poter prendere visione di tali documenti, per poter arricchire la propria conoscenza universale, scientifica e politica», ha detto Borghezio.

La trasmissione rientra in un ciclo di appuntamenti radiofonici inaugurato agli inizi di agosto da Andrea Rognoni (conduttore che all'indomani del terremoto in Abruzzo seppe distinguersi interpretando quel dramma[1] come presagio di un'imminente islamizzazione dell'Europa) e da Alfredo Lissoni, già volto di Telepadania.

Tra telefonate di sostenitori leghisti che abitualmente scorgono alieni prelevare campioni di flora nei boschi del torinese, e contributi di segretari delle sezioni locali del Carroccio (Ugo Palaoro, ex assessore alla cultura e segretario della Lega Nord di Stresa) appassionati al fenomeno dei cerchi nel grano ed impegnati in una personale lotta contro i mistificatori che attribuiscono i crop circle all'opera notturna di qualche buontempone, scopo di Rognoni e di Lissoni è quello di contrastare la disinformazione operata da divulgatori come Piero Angela e da accademici come Margherita Hack, personaggi che in nome dell'illuminismo arrivano a negare l'evidente («Purtroppo questa è la cultura di sinistra: tutti i grossi scettici sono militanti di sinistra»). Più che alla Scienza («troppo legata al Potere») occorre quindi rifarsi alla Tradizione – sollecitano i due conduttori – quella stessa tradizione «che testimonia di avvistamenti Ufo, in Padania (l'area in cui si ha il più alto numero di ufologi), già a partire dal '500».

Qualche scettico, però, c'è pure tra i radioascolatori, e taluni telefonano in trasmissione per chiedere come mai gli alieni dovrebbero macinarsi tanti anni-luce di viaggio per poi, una volta arrivati qui, passare tutto il tempo a nascondersi. Ma coloro che hanno imparato a giostrarsi tra i tranelli del criticismo illuministico hanno pronta la replica: «Gli extraterrestri sanno che un loro atterraggio palese e pubblico sarebbe all'origine di una sicura crisi di panico, ecco perché ci inviano segnali gradatamente».

Replica che fa il paio con l'affermazione di un colonnello dell'aeronautica militare (ospite in studio) per il quale i governi occidentali «non vogliono dirci la verità poiché non possono fornire risposte che non siano destabilizzanti per la cultura e per l'assetto economico delle nostre società».

Gli attori di simile complotto oscurantista dovranno però ora vedersela con l'onorevole Borghezio. I fautori dell'amicizia universale non hanno tuttavia motivo di inquietarsi: mai un leghista chiederà il permesso di soggiorno a un (altro) omino verde.

Daniele Sensi

http://danielesensi.blogspot.com/

Note