Un cerchio nel grano per cercare nuovi pianeti abitabili

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Quello di cui stiamo parlando non è un vero e proprio cerchio nel grano[1], viene definito in inglese con il termine corn maze, labirinto nel granturco. Questo grande labirinto è stato creato appositamente presso la Dell'Osso Family Farm[2] in California. Lo si può ammirare su internet dal momento che la sua immagine è presente su Google Maps[3] e si è aggiudicato il maggior numero di voti nella gara SpaceFarm 7[4].

Così come si legge in una pagina internet[5] della NASA, il labirinto[6] è rimasto visitabile dal 1 al 31 Ottobre del 2011 allo scopo di divulgare la missione Kepler[7] della NASA. Si tratta di una missione che ha come obiettivi principali quello di determinare quanti pianeti di tipo terrestre (e anche più grandi) ci sono dentro o vicino alla fascia abitabile di diversi tipi di stelle, e quello di determinare le taglie e le forme delle orbite di questi pianeti.

La missione fa uso di un satellite artificiale, chiamato appunto Kepler[8], che è stato lanciato in orbita da Cape Canaveral nel marzo 2009. Il satellite utilizza sostanzialmente un fotometro molto sensibile, un dispositivo in grado di rilevare, attraverso il metodo del transito, pianeti della dimensione della Terra, o anche più piccoli, che si trovano al di fuori dei confini del nostro sistema solare.

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Kepler osserverà la luminosità di oltre 100.000 stelle per più di quattro anni e, in base all’occultazione parziale o totale delle stelle osservate, il transito appunto, dovuto ad un secondo corpo (l’eventuale pianeta extrasolare) che si interpone tra Kepler e la fonte luminosa, potrà riuscire a identificare nuovi pianeti, e a determinare le loro caratteristiche e anche la loro eventuale abitabilità.

Ed è proprio notizia del 5 dicembre 2011 che Kepler ha consentito di confermare l’esistenza di Kepler-22 b[9], un pianeta extrasolare che orbita attorno alla stella nana gialla Kepler-22, simile al nostro Sole. Il pianeta, distante circa 600 anni luce dal nostro sistema solare, ruota intorno a Kepler-22 in 290 giorni terrestri e ha un raggio pari a 2,4 volte quello terrestre. Rimane da accertare la sua composizione, ma la stima della temperatura superficiale media è di 22°C.

La particolarità di Kepler-22 b è quella di essere il più piccolo pianeta mai scoperto fra i pianeti extrasolari in orbita nella fascia d’abitabilità intorno a una stella simile al Sole, in quella fascia, cioè, che consentirebbe delle condizioni ambientali simili a quelle presenti sulla nostra Terra e dunque la possibilità di ospitare la vita.

Normalmente, si crede che i cerchi nel grano siano segni creati da civiltà extraterrestri, ma in questo caso è successo proprio il contrario: un segno lasciato dall’uomo, il labirinto nel granturco della Dell'Osso Family Farm in California, ha “consentito” di identificare un pianeta extrasolare potenzialmente in grado di essere abitato.

Questa sì che è scienza!

Note