Avvistamento UFO... sul telefono

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  • 17-07-2018
  • di Andrea Berti
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Della vicenda di cui parliamo in questo numero, avevo già brevemente parlato su Query 32, ma – questa volta – vorrei esporre i fatti in modo più completo. Il caso in questione è infatti interessante da approfondire perché mette in luce quanto sia facile cadere vittime di una paura ingiustificata a causa di un errore percettivo.

Alcuni mesi fa il Gruppo Indagini venne contattato da un signore che chiedeva spiegazioni a proposito di un avvenimento accadutogli pochi giorni prima. Ecco la descrizione dei fatti: sono le 18:30 di una buia giornata di fine novembre del 2016 e chi ci scrive sta viaggiando a bordo della sua auto in compagnia di moglie e figlia; ad un certo punto una strana luce nel cielo attira la loro attenzione e la mano della figlia – supponiamo in età da scuola media – corre immediatamente al telefono, che usa per scattare delle foto e per realizzare un video dell’oggetto misterioso. L’avvistamento è avvenuto dal lungomare di una località siciliana; il video mostra un puntino luminoso nel cielo ormai buio, ma la cosa più interessante è sentire i commenti audio di sottofondo, la discussione che si instaura tra i membri della famiglia. Il padre è il più scettico e pensa che possa trattarsi di un aereo di passaggio; la ragazza, però, esclude categoricamente la cosa perché, a suo dire, l’oggetto continuerebbe a spostarsi in modo anomalo. In effetti è proprio ciò che si vede: nel video, registrato con il telefono tra le mani della ragazza, l’UFO non segue una linea retta, come quella di un aereo di passaggio, ma si muove a scatti lungo un percorso a zig-zag. Un aereo non potrebbe mai spostarsi in quel modo. I tre rimangono in osservazione per qualche istante ancora, discutendo un po’ animatamente sulla possibile natura di quella luce, poi la situazione cambia improvvisamente: l’oggetto misterioso, come commenta animatamente la figlia, comincia a pulsare e ad ingrandirsi in modo strano. È il panico! La ragazza è evidentemente preoccupata tanto da chiedere: «che dobbiamo fare?». Continua a riprendere guardando lo schermo del telefono per non perdere di vista quella luce che, per un paio di volte, si ingrandisce e la porta a gridare terrorizzata: «Oddio, sto svenendo… oddio, mamma... un disco!». Il video si interrompe qui.

Ora tocca a noi! Riguardando più e più volte il filmato, ci si rende conto di alcuni particolari importanti: 1) ciò che descrive a voce la figlia è in realtà ciò che osserva guardando l’UFO sullo schermo del telefono; solo lei lo vede ingrandirsi e spostarsi; 2) quegli improvvisi cambiamenti nella dimensione del punto luminoso (che ricordano appunto “un disco” di luce opaca) sono semplicemente dovuti al fatto che, in quelle condizioni, il dispositivo perde la messa a fuoco; il puntino nel cielo non sta cambiando forma, è la ragazza (e solo lei) a vederlo cambiare sullo schermo. La stessa cosa si può dire per i rapidi e anomali spostamenti dell’oggetto nel cielo: certo, non si può stare immobili per molto e basta un piccolo movimento anche involontario del braccio o della mano ed ecco che l’oggetto comincerà a “ballare”. Questa cosa è degna di nota: se la ragazza avesse distolto per pochi istanti lo sguardo dal cellulare per osservare “dal vivo” l’UFO, si sarebbe accorta che... non stava accadendo nulla di tutto ciò.

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Resta da capire la vera natura dell’oggetto luminoso. La presenza di un muretto a bordo strada, inquadrato per pochi istanti all’inizio del filmato, ci permette di individuare con una certa precisione il luogo esatto da cui è stato fatto l’avvistamento e – quindi – di capire che l’UFO si trovava in direzione Sud-Ovest. Ci viene un sospetto che viene confermato nel giro di pochi minuti grazie a uno di quei programmi che permettono di osservare virtualmente il cielo, dati posizione, giorno e ora. L’UFO che tanto ha spaventato la famiglia non è altro che il pianeta Venere! La sua altezza nel cielo combacia proprio con la posizione del puntino luminoso ripreso nel video.

Rispondiamo al signore che ci aveva contattati fornendo la spiegazione del piccolo mystero; il padre replica ringraziandoci e concludendo in modo simpatico con questa frase: «ci siamo lasciati trasportare un pochino troppo dagli eventi». Ha davvero ragione e siamo molto contenti di essere riusciti a far capire a questa famiglia l’infondatezza della loro preoccupazione.