Che cosa sappiamo del mondo?

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  • 11-08-2002
  • di Roberto Vacca
Sta in un ambiente buio, ma vede spesso qualche macchia di colore. Vede oggetti. Li tocca. Li usa. Talora ne fabbrica alcuni. Ricorda molti eventi passati, ma non tutti. Non sa prevedere quello che accadrà in avvenire. Vede altre persone e sente i discorsi che pronunciano: molti privi di senso, alcuni falsi, alcuni veri. Legge parole scritte, ma ne capisce solo una piccola parte. Vede tante immagini. Spesso è angosciato. Non sa bene dove si trovi.

Non ho descritto un individuo sottoposto a uno stressante esperimento psicologico, ma il modo in cui percepiscono il mondo tante persone in Europa e in USA. Sì: molti milioni di americani e di europei hanno idee vaghe o del tutto errate sul mondo che li circonda, sebbene gli scienziati abbiano capito e divulgato ogni sorta di conoscenze fin dagli albori della civiltà. Eppure proprio nei Paesi più ricchi e avanzati del mondo c'è una moltitudine di persone che ignora nozioni e concetti insegnati in tutte le scuole, da anni - e anche da secoli.

Lo dimostra uno studio condotto periodicamente dalla National Science Foundation americana e basato sull'Oxford Scientific Knowledge Scale [Scala di conoscenza scientifica] che contiene 25 domande sulla conoscenza del mondo fisico e del metodo scientifico. Le domande vengono rivolte a 2.000 abbonati al telefono scelti a caso - fra queste:

Il centro della terra sta a temperatura altissima? L'ossigeno che respiriamo proviene dalle piante? Il latte radioattivo diventa innocuo se viene bollito? Il laser funziona focalizzando onde sonore? L'aria scaldata tende ad andare in alto? I continenti si spostano lentamente sulla superficie terrestre? Gli antibiotici annientano i virus oltre che i batteri? Gli esseri umani preistorici vivevano all'epoca dei dinosauri? La velocità della luce é maggiore di quella del suono? Le centrali nucleari sono radioattive,. ma esiste anche una radioattività naturale? Il sole gira intorno alla terra o la terra intorno al sole?

Ora questo sondaggio è stato fatto anche in Europa. I cittadini del vecchio mondo sono più o meno allo stesso livello degli americani, che nell'ultimo decennio sono migliorati un po'. Però i risultati sono tutti abbastanza disastrosi. Nel 1989 solo il 34% degli americani sapeva che la terra impiega un anno a girare intorno al sole (gli altri pensavano che fosse il sole a girare intorno alla terra o che la terra percorresse la sua orbita in un giorno) - ora sono il 49%; gli europei che sanno come vadano le cose sono un po' di più: i due terzi. Non c'è da vantarsi tanto. Nel 1989 il 41% degli americani sapeva che il laser concentra luce, non suoni: ora sono cresciuti al 43% - ma gli europei informati correttamente su questa tecnologia sono solo il 35%.

Solo il 30% degli americani, ma più della metà degli europei, crede erroneamente che non esista la radioattività naturale. Nell'ultimo decennio è cresciuta dal 31% al 46% la percentuale degli americani convinti che gli elettroni siano più piccoli degli atomi, ma ci è arrivato solo il 23% degli europei. Quattro europei su cinque sanno che i continenti vanno lentamente alla deriva da milioni di anni e gli americani sono arrivati allo stesso livello. Dunque è triste il quadro della cultura dei Paesi più avanzati.

Non ho trovato dati relativi all'Italia. C'è da attendersi il peggio dato che nel nostro Paese si identifica la cultura con spettacoli-più-musei (visione falsa: cultura significa: conoscenza del mondo fisico e dei traguardi raggiunti dal pensiero umano in scienze, arti, tecniche, storia, organizzazione, capacità di apprendere usando linguaggi umani e informatici e di usare procedure logiche, matematiche, letterarie). Nessuno misura più quanti siano gli italiani analfabeti e non si menziona nemmeno l'analfabetismo operativo di chi non legge, né scrive mai - per cui resta a livello culturale minimo.

Esorto il CNR o l'Accademia dei Lincei a realizzare un sondaggio sul livello medio di cultura degli italiani. È vitale sapere a che punto siamo per poter pianificare il miglioramento - notoriamente necessario. Molte decisioni pubbliche implicano questioni scientifico-tecnologiche (energia, trasporti, medicina, agricoltura) e sarebbe quindi necessario avere in merito un'opinione pubblica informata, oggi assente.

Per gentile concessione dell'autore.

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