Isaac Asimov: il papà  dei robot

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  • 24-08-2002
  • di Claudio Cocheo
Isaac Asimov nasce il 2 gennaio 1920 a Petrovichi, circa 400 km a sud-est Mosca, nella Repubblica Sovietica Federale Socialista Russa, non ancora divenuta URSS. All'età di tre anni si trasferì con la famiglia a Brooklyn ed ottenne la cittadinanza statunitense cinque anni dopo.

Sebbene il padre ambisse a farlo diventare un medico, Isaac Asimov si laureò in chimica alla Columbia University nel 1939. Fu solo dopo la guerra, nel 1948, che ottenne il Ph.D in biochimica e iniziò la carriera accademica. Dapprima fu ricercatore, quindi, nel 1955, divenne professore associato, ancora alla Columbia University. Nel 1948, infine, abbandonò l'insegnamento per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura.

Asimov si sposò due volte: la prima nel 1942, con Gertrude Blugerman, da cui ebbe due figli (David e Robin Joan) e con cui divorziò nel 1973, la seconda con Janet Opal Jeppson, nel 1973.

La sua carriera di scrittore comincia nel 1939, quando Amazing Stories pubblicò il suo primo racconto, intitolato "Marooned off Vesta" ("Abbandonato su Vesta"). Da quel momento collaborò sempre più frequentemente con le principali riviste di fantascienza dell'epoca, dalla già citata Amazing Stories ad Astounding, a Galaxy.

È molto difficile fare un conteggio accurato delle pubblicazioni di Asimov, sia per le incertezze nella classificazione di racconti, romanzi, articoli e saggi, sia per la difficoltà di distinguere le opere propriamente sue da quelle prodotte in collaborazione con altri, sia infine per l'enorme quantità oggettiva di materiale prodotto. Secondo Asimov: A Memoir, la sua più completa biografia, alla cui stesura partecipò di persona, vi sono 469 titoli a lui attribuibili, ma altri cataloghi ne citano più di cinquecento.

Asimov è famoso in particolare per due grandi cicli di fantascienza: il "ciclo dei Robot" e la "trilogia Galattica" (o della "Fondazione"). In Io, Robot, primo libro del ciclo dei Robot Asimov detta, attraverso il "Manuale di robotica, 56a edizione, 2058 d.C", le tre leggi della robotica (diventate quattro con l'aggiunta della "legge zero" in I Robot e l'Impero) che guideranno tutti i robot della narrativa successiva e, probabilmente, tutti i robot reali del futuro...

Nella trilogia della Fondazione, diventata poi pentalogia ed infine ulteriormente estesa con Preludio alla Fondazione e Fondazione anno zero, sviluppa la saga del Primo e Secondo Impero Galattico e del tentativo di abbreviare il periodo di barbarie tra le due epoche tramite lo sviluppo di una nuova scienza, chiamata "psicostoria" dal suo ideatore "Hari Seldon".

La forza letteraria di Asimov emerge con maggior chiarezza quando viene inserita nel contesto culturale della letteratura fantascientifica negli anni in cui Asimov iniziò a scrivere. Là dove ancora prevalevano la spettacolarità e la visione avventurosa sul rigore scientifico del racconto, Asimov iniziò a dare maggior importanza all'attendibilità scientifica delle sue storie. Questo si traduceva nella ammissibilità delle violazioni concettuali della scienza (ad esempio: la possibilità di viaggiare a velocità superiori a quella della luce) ma nella assoluta intolleranza degli errori scientifici (udire un suono nello spazio vuoto).

Asimov era uno scrittore ma era anche uno scienziato, e la fantascienza gli permise di combinare in modo sublime la sua geniale fantasia con la formazione scientifica e razionale che lo hanno sempre caratterizzato.

La lotta all'irrazionalità e alla superstizione si sono espresse, in Asimov, in molte forme. Ci piace pensare che la più riuscita fra queste è stata la dimostrazione concreta, tramite i suoi racconti, di come fantasia e scienza non siano affatto in contraddizione ma, al contrario, reciprocamente stimolate.

Come disse egli stesso (intervista riportata su S&P n. 1): "C'è sempre una nuova generazione che sta crescendo. Ogni bambino, ogni nuovo cervello è un terreno in cui la razionalità può essere fatta germogliare. Dobbiamo quindi proporre il punto di vista della ragione, non per la speranza di ricostruire il deserto delle menti distrutte e bloccate nella ruggine - impresa, questa, quasi impossibile - ma per educare e formare nuove e fertili menti".

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