Fantascienza e Pseudoscienza

quando la science finction favorisce credenze infondate

  • In Articoli
  • 24-08-2002
  • di Emiliano Farinella
"Vano è delle scene il diletto ove non miri a preparar l'avvenir" scriveva sul frontone del Teatro Massimo di Palermo l'architetto Ernesto Basile. La fantascienza sembra cogliere in pieno questo invito intrattenendo e offrendo al tempo stesso mirabili esempi di comunicazione di cultura scientifica e pensiero razionale e liberale attraverso alcuni grandi autori che hanno segnato il genere.

Non mancano però esempi di carattere opposto: in particolare nel decennio 1950 nel contesto fantascientifico trovarono un terreno fertile molte delle teorie pseudoscientifiche che trovano sostenitori ancora oggi.

La fantascienza permette di manipolare universi, di creare dal nulla mondi, di immaginare e rendere vera una "verità" scientifica totalmente immaginaria. Un genere vocato all'intrattenimento, con la grande capacità di comunicare in modo informale su aspetti cruciali del mondo moderno. Biotecnologie, rivoluzione digitale, nuovo oscurantismo, problemi demografici e climatici, sono stati all'attenzione del mondo scientifico ben prima che divenissero temi di discussione di massa. Parte non insignificante nel creare un immaginario relativo a queste tematiche è senza dubbio da ricercarsi nel mondo fantascientifico che ha colto e dibattuto questi temi come "storie di pura invenzione" ben prima che divenissero temi di importante rilievo mediatico.

Autori come William Gibson hanno creato da zero a partire dalla fine del decennio 1970 tutto l'immaginario che ci è adesso familiare relativo alla rivoluzione digitale. Altri autori come Carl Sagan, Arthur C. Clarke, Isaac Asimov, Greg Egan (sui quali potete leggere dei brevi ritratti nelle pagine precedenti), hanno fatto della fantascienza un potentissimo strumento per denunciare in pericolo di un nuovo oscurantismo e portare la razionalità e il modello culturale basato sul pensiero scientifico come valori fondanti per mondi futuri.

In questo contesto non mancano però esempi di scarsa correttezza o disinformazione. Gli errori scientifici abbondano nelle opere di alcuni autori e in certi film e posizioni decisamente stravaganti possono trovare sostegno all'interno della science fiction.

UFOe fantascienza

Uno dei casi più famosi è l'associazione tra fantascienza e fenomeni UFO, nata a partire dall'appoggio che una rivista di fantascienza portò alla serie di avvistamenti di Kenneth Arnold a partire dal giugno del 1947.

L'ondata di avvistamenti UFO del 1947 è affascinante per la sua irripetibile posizione al principio del periodo ufologico moderno. Nel giugno del 1947 non vi erano attitudini o tendenze circa gli UFO. Non c'era nessun preconcetto, nessun pregiudizio, nessuna politica in merito da parte della stampa, del pubblico, delle autorità, e non esistevano esempi precedenti cui rifarsi per un confronto. Nel 1947 non c'erano precedenti significativi. I testimoni vedevano qualcosa di estraneo e al di fuori della propria esperienza, e la loro sola paura era quella dell'ignoto, la reazione a qualcosa di totalmente nuovo ed inaspettato. A parte la fantascienza, non c'era posto nella vita quotidiana per questo genere di avvenimenti. L'apparizione di un fenomeno nuovo non era solo paurosa; era contraria al senso comune, e se in un'esperienza qualcosa non ha un senso per chi la prova, è inverosimile che essa sia resa pubblica, almeno finché si scopre che altri hanno avuto la stessa esperienza e le stesse reazioni. Così ogni stranezza che si intravedeva in cielo era molto confortante riportarla all'interno del grande fenomeno dei dischi volanti, di una realtà condivisa con altri.

L'interpretazione del fenomeno UFO di maggior successo, che venne ampiamente promossa da alcune riviste di fantascienza, era l'origine extraterrestre dei dischi volanti. La prima rivista a promuovere la teoria extraplanetaria fu Fate. L'editore era lo stesso Raymond Palmer della blasonata rivista di fantascienza Amazing Stories. I lettori si divisero nei confronti della teoria proposta da Palmer, ma la teoria dell'origine extraplanetaria si stava insinuando nell'immaginario collettivo anche attraverso vari interventi sulle riviste di fantascienza. Nel 1952 la rivista di fantascienza Other Worlds pubblicò un nuovo articolo di Arnold sui dischi volanti: "The Real Flying Saucer" ("I veri dischi volanti", NdR). Nel gennaio del 1950 la rivista True riprese la teoria delle navi spaziali con un articolo di Donald Keyohe nel quale si diceva che dopo otto mesi di indagini la rivista True era giunta alla conclusione che negli ultimi 175 anni la Terra era stata tenuta sotto stretta osservazione da esseri intelligenti di un altro pianeta e che l'intensità delle visite e dei controlli erano aumentati notevolmente negli ultimi due anni.

Keyohe saprà gestire molto bene i suoi interventi. Scriverà diversi volumi e riuscirà a procurarsi molto credito grazie a un atteggiamento moderato che lo porterà a non tirar troppo la corda, mantenendo un certo riserbo che gli diede un non indifferente ritorno in credibilità. Questo atteggiamento colpì molti recensori, alcune riviste di fantascienza abboccarono: Galaxy parlò dei suoi libri come "maledettamente convincenti" e "sostanzialmente inattaccabili" (Groff Conklin, aprile 1954), Fantasy and Science scrisse che si trattava di un libro "indiscutibile", probabilmente una delle opere più importante mai ospitata sulle sue pagine.

Nei decenni successivi, il fenomeno UFO esplose a livello editoriale superando i limiti delle testate fantascientifiche. Nell'ambito editoriale fantascientifico continuarono a trovare terreno fertile altre teorie poco ortodosse. Dopo un breve periodo molto libertino intorno agli anni venti, in seguito al quale molte testate si preoccuparono di avvalersi dei servigi di un esperto scientifico creando una sorta di codice non scritto di etica scientifica, ricominciarono a riscuotere molto successo nell'ambiente fantascientifico teorie alternative di vario genere.

La "rivoluzione dianetica"

La rivista Austounding Science Fiction fu per lungo tempo una delle migliori riviste di fantascienza sul mercato, eppure fu anche la prima testata a parlare della "rivoluzione dianetica" di Ronald Lafayette Hubbard. Uno dei primi pazienti di Hubbard fu proprio John Campbell Jr., l'editore di Austounding Science Fiction, che fu talmente impressionato da Hubbard da lanciare la prima discussione pubblica sulla dianetica nella sua rivista. Campbell scrisse anche un'appendice a Dianetics, l'imponente libro in cui Hubbard espone le sue teorie, il titolo dell'appendice è significativo: "The Scientific Method", e anche la firma: "John Campbell Jr, fisico nucleare".

Hubbard ottenne ampi consensi in ambito fantascientifico. Austonding si interessò più volte alle sue teorie, sulla rivista Science Fiction Advertiser Arthur Cox rivelò nel 1952 i retroscena del suo libro Excalibur e in seguito una decalogia di fantascienza (un'opera rivelatoria per Scientology) Battaglia per la Terra fu scritta da Hubbard (probabilmente solo una parte è opera di Hubbard e per il resto potrebbe essere stata scritta da suoi seguaci dopo la sua morte): raccoglie ancora oggi molti consensi ed è promossa con molta forza dal gruppo.

Alfred Van Vogt nel febbraio del 1955 in un articolo su Spaceway Science Fiction prendeva cautamente le distanze da Hubbard, scrivendo però che a suo parere "era la prima volta che si esplorava questo territorio [quello dell'anima umana separata dal corpo] in un modo scientificamente accettabile". Successivamente Van Vogt aderì pienamente all'idea e divenne il primo responsabile della Hubbard Dianetic Research Foundation of California, Inc. Di questa esperienza scrisse: "All'inizio ero riluttante ad accettare. Ma dopo esservi entrato feci più di cinquemila sessioni dianetiche ai miei pazienti, e io stesso presi lezioni di metodo per più di ottocento ore".

La "Psionica"

Van Vogt non è l'unico famoso scrittore di fantascienza ad essere entrato in una società dallo strano sapore pseudoscientifico. Uno dei casi più famosi del periodo è probabilmente Eric Frank Russel, sostenitore di molte teorie di Charles Fort e corrispondente britannico della Società Forteana. Una delle frasi più insolite e lapidarie di Fort era: "Noi siamo una proprietà", e proprio a questa frase si ispirò Russel per il suo famoso romanzo di fantascienza Sinistr Barrier (Schiavi degli invisibili, Nord Editrice).

Campbell venne presto folgorato da una nuova idea, la psionica, di cui iniziò a occuparsi con insistenza, e allora Austounding Science Fiction smise nel giro di poco tempo di occuparsi di dianetica per passare al nuovo amore di Campbell. La psionica viene descritta come una combinazione di elettronica e fenomeni psichici, Campbell ne parlò per la prima volta in un editoriale del 1956 intitolato "The Science of Psionics" e a questo seguirono numerosi articoli accolti con favore dai lettori della rivista e anche una conferenza con dimostrazioni alla convention di fantascienza che si tenne a New York nel 1956.

Il caso di Bridey Murphy

Negli anni Cinquanta ebbe un clamoroso successo l'opera di Morey Bernestein, sotto ipnosi una sua paziente, la signora Virginia Tighe, iniziò a raccontare in irlandese dialettale di una sua precedente vita (raccontò di essere vissuta nei panni di Bridey Murphy), e da lì presero il via numerose speculazioni circa la vita oltre la morte e vite precedenti di ogni uomo.

In fantascienza ci furono reazioni molto diverse. Da un lato Fantasy & Science Fiction nell'agosto del 1956 pubblicò un articolo di Ready: "Bridey Murphy: an Irishman's View", in cui si accusava Murphy di dipingere un'Irlanda mai esistita se non nella mente di persone disinformate e triviali, e di fare solo affermazioni inesatte e vaghe, che lasciavano trasparire una profonda ignoranza e ottusità che risultavano estremamente deprimenti.

Un altro articolo altrettanto critico venne pubblicato dalla rivista nello stesso anno a firma di Boucher.

D'altronde alcuni importanti esponenti della fantascienza furono più propensi a prestar credito alle teorie di Bernestein. Robert Heinlein scrisse su Amazing Stories nell'aprile del 1956 che entro l'anno 2001 la sopravvivenza dell'anima al corpo sarebbe stata dimostrata con rigore scientifico grazie al lavoro di Bernestein, e anche il solito Campbell nel settembre del 1956 prende su Austounding Science Fiction le parti di Bernestein.

Emiliano Farinella

e.farinella@libero.it