Processo a Star Trek

Due modi di vedere la più famosa serie di telefilm di fantascienza tra divertimento, scienza e razionalità

  • In Articoli
  • 24-08-2002
  • di Gianni Comoretto, Romolo G. Capuano

LA DIFESA

L'universo di Star Trek è uno specchio del nostro mondo, anche se visto con occhi (quelli degli sceneggiatori) che appartengono a una cultura particolare, quella americana. È un mondo ideale, la Federazione ha superato il denaro, risolto i bisogni materiali, e può dedicarsi alle alla conoscenza. Ma spesso gli alieni incontrati siamo noi, un aspetto irrazionale e difficile della nostra cultura.

Un universo che è uno specchio delle mille culture del nostro mondo. Se la Federazione assomiglia molto al "Melting pot" del mito americano, dove ogni cultura può in teoria trovare il suo posto, le culture differenti esistono, al punto che lo stesso termine "diritti umani" in un mondo dove gli uomini sono minoranza è già razzista. E i problemi di rapportarsi con culture violentemente altre, come quella Klingon, o il mondo freddo e spietato dei Borg, rispecchia i problemi che viviamo nella nostra società sempre più multietnica. La razionalità è un terreno comune, un linguaggio che permette di gettare un ponte anche dove la comunicazione sembrerebbe senza senso. I Klingon diventano alleati della Federazione, e il contatto si rivela possibile con almeno due Borg (Hugh e Sette di Nove).

In questo mondo i personaggi devono affrontare situazioni molto strane, Ma la razionalità è il modo che hanno per uscirne, e tutti i fenomeni, anche quelli più assurdi, hanno una spiegazione razionale. Si tratta, sicuramente, di una razionalità molto romanzata, in cui trovano posto dimensioni parallele, svarioni scientifici piccoli e grandi, telepatia, viaggi nel tempo, creature onnipotenti, forme di vita intelligente che pullulano da tutte le parti, fino a rasentare una storia di animismo.

La scienza di Star Trek non è la nostra, evidentemente.

E la tecnologia è una specie di "deus ex machina" che spesso risolve in modo "magico" i problemi della gente. Ma il lavoro di ricerca, sia pure in modo romanzato, è quello che guida i personaggi. Ricerca di spiegazioni scientifiche, quindi razionali, anche quando a uno scienziato "vero" fanno rizzare i capelli. Chi alla fine salva la giornata è chi si è sforzato di capire, il medico che ha passato le ore a studiare reperti biologici, il tecnico che ha ricostruito pazientemente la situazione per capire cosa non quadrasse, o la persona che ha cercato di mettere da parte i propri pregiudizi per vedere le cose da un punto di vista aderente alla nuova realtà che ha davanti. Se quel che conta è il metodo, e non la soluzione, Star Trek insegna a essere razionali.

La razionalità è anche il solo modo di percepire la realtà dei Vulcaniani, e questo da un lato definisce un alieno realmente "altro", dall'altro è una specie di campanello d'allarme, la razionalità non è necessariamente tutto. L'occhio esterno è una costante del mondo di Star Trek, in ogni serie uno o più personaggi ci studiano, mettono in luce le tante assurdità dei nostri comportamenti, cercando di imitarli, come l'androide Data, o semplicemente analizzandoli, come Spock, il Dottore Olografico, o Sette di Nove.

Anche il modo di rapportarsi con la religione è carico di razionalità. Talvolta ricorda da vicino i nostri ufologi, quando in Chi piange Adone gli dei della Grecia vengono ritrovati come alieni in un pianeta lontano. Ma con il maturare della serie si è arrivati a situazioni estremamente complesse, come in Deep Space Nine, dove un terrestre, ateo, è chiamato a contattare "i profeti" di una religione locale, creature atemporali ben poco divine. Una buona parte della trama della serie ruota attraverso il confronto-scontro tra l'ateismo rispettoso dei terrestri, e le varie facce della religiosità bajoriana. Vincerà l'ala fondamentalista, ma le simpatie dello spettatore non possono che andare al leader religioso moderato, assassinato in circostanze non troppo misteriose, che è convinto che le cose che crede lui siano in fondo le stesse che credono i terrestri, espresse in un linguaggio differente.

Concludendo, Star Trek è una serie che vuole essere divertente e senza grandi approfondimenti. Soprattutto nella prima serie, la scienza è solo un pretesto. Ma vista in questo spirito, mostra come la razionalità sia uno strumento utile per comprendere la realtà, e smaschera gli infiniti modi in cui riusciamo a essere irrazionali. Non mi sembra un cattivo servizio. n

Gianni Comoretto

Astronomo, Osservatorio Astrofisico di Arretri

 

L'ACCUSA

È stato spesso detto che per apprendere la fisica è più attraente guardare un episodio di Star Trek che partecipare alla lezione di un docente universitario. Star Trek avvicinerebbe i giovani alla fisica e all'astronomia, diffondendo utili informazioni sullo spazio e sulle stelle, ovviando alla tremenda noia della scienza appresa sui banchi di scuola. La pubblicazione di libri come La fisica di Star Trek di Kraus Lawrence1 o I computer di Star Trek di Lois e Weinberg2, peraltro seri e affidabili, ha in qualche modo legittimato questa visione.

In realtà, quanti sostengono la funzione pedagogica di Star Trek dimenticano che sin dal 1966, anno di inizio della serie classica, la preoccupazione principale dei produttori e creatori di Star Trek non è stata la verità scientifica, ma la creazione dell'audience più ampia possibile, nel sacro nome del profitto mediatico. In altre parole, ciò che ha interessato gli inventori della serie non è stato il contenuto scientificamente accurato, ma la diffusione di sensazioni e di intrattenimento. Oggi che centinaia di ore di trasmissione sono nell'immaginario di tutti e che decine di fan clubs, sparsi in tutto il mondo, hanno alimentato l'industria retrostante acquistando ogni possibile gadget che la mente umana possa mai concepire, tutto ciò dovrebbe essere chiaro. Eppure, gli equivoci continuano, sostenuti dall'indubbia maestria registica e cinematografica che ha reso tanto popolari personaggi come Kirk e Spock.

Quanto ad accuratezza scientifica, però, Star Trek lascia molto a desiderare. Già Carl Sagan3 commentava: "L'idea che Spock possa essere un incrocio fra un essere umano e una forma di vita evolutasi indipendentemente sul pianeta Vulcano è geneticamente molto meno probabile di un incrocio fra un essere umano e un carciofo".

In genere, nei film della serie, accadono una serie di errori talmente frequenti da apparire divertenti se non fossero pedagogicamente disastrosi.

Alcuni esempi basteranno ad illustrare quanto detto4.

Vi sono continui errori di illuminazione delle navicelle spaziali. Nel cosmo non vi è aria e la luce non si rifrange. Di conseguenza, un veicolo spaziale non è mai interamente visibile, ma solo il lato rivolto verso il sole.

Per lo stesso motivo, non vi è rumore nello spazio, eppure in Star Trek, le navicelle spaziali sono sempre perfettamente visibili e accade spesso di udire fragori straordinari.

Inoltre, si è spesso testimoni di violazioni di principi elementari dell'astronomia come i seguenti:

- su nessun pianeta e su nessuna navicella vi è la stessa gravità della terra e, quindi, non si può camminare;

- in nessuna condizione, se si escludono le stazioni artificiali, vi è aria respirabile e bisogna sempre avere almeno il casco;

- infine, non essendoci aria, la polvere e i detriti non volano qua e là soavemente, ma vengono sparati in ogni direzione.

Se si esaminano, poi, i sette film che, dal 1979 al 1998, sono stati proiettati sugli schermi di mezzo mondo il numero di errori diviene addirittura colossale.

Ad esempio, come mai in Star Trek - Il film (1979) la capsula con Scotty e Kirk, benché illuminata dai riflettori, non proietta alcuna ombra sull'astronave? E perché in Star Trek III - Alla ricerca di Spock (1984), a inizio film, le stelle si muovono in maniera indipendente dal movimento dell'Enterprise? In Star Trek IV: Rotta verso la terra (1986), si vede di tutto: balene in acquari sigillati (ma le balene non respirano, essendo mammiferi?), l'Enterprise che atterra schiacciando un bidone dell'immondizia con i ciuffi d'erba circostante ancora eretti, navi spaziali che, colpite dall'effetto inibente di una sonda aliena si fermano di colpo, come se fossero frenate, nel vuoto siderale (se sono senza energia, dovrebbero, invece, andare alla deriva), occhiali del XVIII secolo che hanno le bacchette con la parte terminale rivestita in plastica.

Addirittura in Star Trek - Generazioni (1994), la possibilità, di per sé fantascientifica, di viaggiare avanti e indietro nel tempo all'interno di una "stringa temporale" è contraddetta dal fatto che Kirk e Picard viaggiano nel tempo anche al di fuori della stringa!

Insomma, quanto a scientificità e logicità, Star Trek lascia molto a desiderare. Al più è una divertente forma di intrattenimento televisivo, ma la scienza è un'altra cosa.

 

 

Note

1) Kraus L.M. 2000. La fisica di Star Trek. Milano: TEA.

2) Gresh L. e Weinberg R. A. 2001. I computer di Star Trek. Milano: Longanesi.

3) Sagan, Carl. 2001. Il mondo infestato dai demoni. Milano: Baldini & Castaldi, pag. 434.

4) Gli esempi seguenti sono ricavati da www.bloopers.it. Sull'argomento dei bloopers cinematografici vedi anche:Capuano, G. R. "Strafalcioni in TV", S&P41, 2002, p. 52.

 

Romolo G. Capuano

Sociologo, Comune di Sorrento (NA)