Europei: un'ignoranza preoccupante sulla scienza

Abbiamo appena varcata la soglia del terzo millennio eppure, in media, un europeo su quattro ritiene che la Terra sia ferma, e il Sole le giri attorno; e siccome un'altra quota aggiuntiva rivela di non avere le idee chiare al riguardo, il risultato è che un europeo su tre pensa che l'Inquisizione, in fin dei conti, non avesse poi tutti i torti. Lo rivela un sondaggio dell'Eurobarometro, che ha condotto un'ampia ricerca su un campione di 16.000 cittadini dell'Unione Europea, dai 15 anni in su. Con risultati sconcertanti, e non solo a proposito del buon Galileo: per dire, un europeo su cinque è convinto che i nostri progenitori umani vivessero assieme ai dinosauri, e un altro su cinque non sa rispondere (dunque, solo uno su due sa rispondere esattamente); e soltanto uno su tre conosce davvero il funzionamento del laser.

L'inchiesta offre un quadro d'insieme della cultura scientifica e tecnologica dei cittadini europei oggi, in piena era scientifica e tecnologica. Con un primo dato molto indicativo: quasi la metà di loro segnala di essere particolarmente interessata a questo settore, ma i due terzi dell'intero campione denunciano di essere male informati al riguardo.

Due sono i settori che più coinvolgono l'opinione pubblica: la medicina (60 per cento) e l'ambiente (51 per cento). Internet viene in terza posizione, ma balza nettamente al primo posto tra i giovani compresi tra i 15 e i 24 anni (54 per cento, dunque uno su due). Ma c'é anche da aggiungere, giusto per dire, che una percentuale pressoché analoga è convinta che l'astrologia sia una disciplina scientifica.

Anche l'indagine sul grado di conoscenza dei temi di stretta attualità rivela aspetti degni di nota. Ci sono cinque temi, in particolare, su cui una larga maggioranza di persone dichiara di possedere un buon livello di comprensione: l'inquinamento (85 per cento), la mucca pazza (76 per cento), l'effetto-serra (73 per cento), il buco nell'ozono (72 per cento) e il riscaldamento del pianeta (72 per cento).

Ma se si va a fondo per cogliere la misura di questa comprensione, si scopre ad esempio che il 56 per cento degli intervistati ritiene, a torto, che il buco nell'ozono provochi un aumento di tempeste e tornado; e quasi una persona su due, sempre erroneamente, è convinta che il fenomeno mucca pazza sia dovuto a un'aggiunta di ormoni nel cibo dato alle bestie. Quanto all'atteggiamento nei confronti della scienza, rimane sostanzialmente positivo, specie per quanto riguarda la lotta alle malattie, il miglioramento della vita quotidiana e le ricadute sul lavoro; ma a differenza di quanto accadeva in passato, non le si attribuisce più un potere taumaturgico rispetto a una serie di questioni, sulle quali vengono chiamate in causa piuttosto le politiche pubbliche, sociali o dell'ambiente.

E c'è una buona dose di realismo anche rispetto a fenomeni esplosi di recente, tipo Internet: solo quattro persone su dieci pensano che possa migliorare la qualità della vita. Di più, poco meno di un europeo su due è convinto che si faccia troppo affidamento sulla scienza e troppo poco sulla fede; e sei su quattro sostengono che la scienza cambia con eccessiva rapidità i nostri modi di vita.

Oltre otto su dieci ritengono che una scoperta in sé non sia nèbuona nè cattiva, ma che tutto dipenda dall'uso che ne viene fatto; e una percentuale appena più bassa afferma che le pubbliche autorità dovrebbero obbligare gli scienziati a rispettare delle norme etiche nella loro attività di ricerca; mentre oltre sei su dieci segnalano il rischio che proprio in virtù delle loro conoscenze, gli scienziati possano disporre di un potere che li rende pericolosi.

Si riscontra anche un forte allarme sociale nei confronti degli organismi geneticamente modificati (Ogm), specie sul piano alimentare: il

95 per cento, dunque la quasi totalità, rivendica un diritto di scelta sul fatto di farne uso o meno, il che presuppone una corretta e trasparente informazione al riguardo; inoltre, sei persone su dieci temono che gli Ogm possano esercitare effetti negativi sull'ambiente. Come dire che dietro lo scienziato, oggi più che mai l'opinione pubblica vede in agguato il fantasma dell'apprendista stregone.

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