La risposta del CICAP al Giornale dei Misteri

Lo scorso aprile, il Giornale dei misteri ha dedicato largo spazio al CICAP, realizzando addirittura un dossier con articoli di Massimo Biondi, Piero Cassoli e Alfredo Ferraro. Ecco la risposta che abbiamo inviato alla redazione del periodico:

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Ringraziamo il Giornale dei Misteri per l'attenzione che ha voluto rivolgere al nostro Comitato dedicandogli la copertina e un intero dossier ("Questa volta parliamo con lui:

lo scettico", GdM n. 306, aprile 1997).

Al di là delle critiche un po' datate (l'articolo di Biondi uscì originariamente nel 1992 e anche quello di Cassoli ci pare di averlo già letto anni fa), e di qualche imprecisione più o meno leggera (si cita più volte lo "PSICOP", anziché lo "CSICOP", ovvero: Committee for the Scientific lnvestigation of Claims of the Paranormal, e si definisce James Randi un "fallito falso medium"!), non possiamo che accogliere con piacere questa iniziativa almeno per lo spirito che la muove.

 

In più punti, infatti, si auspica un incontro, "un convegno" per confrontarsi ed, eventualmente, per collaborare insieme. Ne saremmo ben lieti. D'altra parte noi stessi avevamo lanciato un identico appello su queste pagine (GdM n. 227) già nel 1990. Sarebbe senz'altro una buona occasione per dimostrare ai lettori di questa rivista… che non siamo affatto così cattivi come qualcuno ci vuole dipingere.

 

Se davvero fossimo dei "negatori a oltranza", delle persone "a digiuno" circa la storia e l'attuale ricerca parapsicologica, non si spiegherebbe come mai da vari anni non solo intratteniamo buoni rapporti con i principali esponenti della parapsicologia in Italia (tra cui gli stessi: Biondi, Cassoli e Ferraro, autori del dossier sul CICAP), ma collaboriamo attivamente con i principali ricercatori e studiosi internazionali. I vari Alvarado, Beloff, Blackmore, Krippner, Morris, Truzzi, Wiseman e colleghi conoscono molto bene il nostro lavoro, come del resto noi conosciamo il loro. Potrete del resto sincerarvene chiedendo direttamente a Beloff e Morris, che saranno ospiti del prossimo Congresso organizzato a San Marino dal Giornale dei Misteri.

 

Il CICAP, come cerchiamo sempre di ribadire in ogni occasione pubblica, non nega a priori proprio niente. Noi non lo sappiamo se esistano realmente delle facoltà paranormali: è vero, abbiamo seri dubbi, ma saremmo noi gli irrazionali se negassimo per partito preso a tali presunti fenomeni la possibilità di esistere.

 

Però, un conto è ammettere, in via teorica, la possibilità che un fenomeno esista, un altro dimostrare in maniera convincente la reale esistenza di tale fenomeno. Fino a oggi, e crediamo che ogni parapsicologo serio sia pronto a riconoscerlo, non esiste una prova chiara, definitiva e incontestabile che un qualunque fenomeno paranormale sia reale. Chissà, potrebbe arrivare domani una simile prova. Ma al momento ancora non c'è.

 

Molti di noi non solo sono interessati a mettere in guardia il pubblico contro pericolosi personaggi e vane promesse di facili miracoli, ma ritengono l'oggetto di studio della parapsicologia meritevole di attenzione. Da un punto di vista psicologico, infatti, è comunque interessante capire come avvengono certe esperienze, come sono percepite, codificate, interpretate e ricordate. Forse ciò non ci porterà alla fine a scoprire autentiche facoltà paranormali, ma se non altro ci permetterà di capire meglio il funzionamento del pensiero e del comportamento umani.

 

Una condizione inderogabile, però, è che ci si liberi degli imbrogli e delle superstizioni e si affronti lo studio con la massima scrupolosità. E per fare questo, come sempre ricordiamo, è indispensabile premunirsi contro eventuali imbrogli.

 

E' vero, come ricorda Piero Cassoli nel suo intervento, che non è sufficiente coinvolgere un prestigiatore nella ricerca per avere una garanzia definitiva contro la frode. E un motivo fondamentale è il fatto che ben pochi sarebbero i prestigiatori in grado di fungere da consulenti per una ricerca parapsicologica. Non è infatti sufficiente conoscere "i trucchi del mestiere" per svolgere un buon

lavoro in questo campo: è altrettanto indispensabile sia uno studio approfondito della psicologia dell'inganno, che una conoscenza quasi enciclopedica della storia e delle metodologie di ricerca in parapsicologia. Altrimenti, si corre il rischio di rivolgersi a persone che, o per incompetenza o per interesse personale, sono pronte a dichiarare genuini fenomeni che tali non lo sono affatto.

 

In ogni caso, se persino con i prestigiatori bisogna stare attenti, ciò dovrebbe essere motivo in più per riflettere su quanto inerme possa dunque essere uno scienziato di fronte a un abile imbroglione.

 

In un altro intervento sullo stesso numero del GdM, Piero Cassoli cita Eusapia Palladino, come esempio di persona che se ne aveva l'occasione si serviva di trucchi, "mentre in altri casi con severissimi controlli produsse per anni fenomeni ben noti". E a questo punto sarebbe interessante affrontare il discorso dei controlli. Nel caso della Palladino, per esempio, in parapsicologia generalmente si riconoscono una serie di sedute napoletane del 1908 (descritte nel cosiddetto Rapporto Feilding) come i migliori esperimenti, i più controllati, i più severi e quelli con più risultati mai condotti con la medium. Cassoli forse direbbe: "Mi sembra di sentire un brusio di fondo: se ci fossimo stati noi… te li facevo vedere io i controlli... Può darsi, ma ne dubito alquanto". Eppure, dopo 100 anni, è proprio dagli scettici (ed esperti di illusionismo) che sono arrivate le critiche più dettagliate e l'individuazione dei difetti più gravi nei controlli descritti nel Rapporto Feilding (vedi: Wiseman, R. Journa/ oJ the SPR, n. 826, 1992 e: Polidoro, M. e Rinaldi, G. M. .Journal of the SPR, n. 849, 1997).

 

Insomma, come si vede di argomenti di cui discutere ce ne sarebbero molti: se quella sedia vicino al tavolino è sempre disponibile, dunque, saremmo ben lieti di occuparla.