Nikola Tesla: vita e leggenda

La storia del geniale e controverso inventore serbo

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  • 03-12-2003
  • di Roberto Manzocco

Spesso nella fantascienza, soprattutto in quella cinematografica, si trova la figura del mad doctor, dello scienziato pazzo che, pur essendo caratterizzato da molte bizzarrie, inventa rivoluzionari marchingegni e, chiuso in solitudine nel suo laboratorio, compie ricerche proibite con fini malevoli. Non vogliamo certo mettere in dubbio la moralità di Nikola Tesla, ma solo far notare come l'immagine di lui che si tramanda abbia alcuni punti in comune con la figura romantica dello scienziato solo e incompreso che si può trovare nel cinema di fantascienza di serie B. Si può dire infatti che l'inventore serbo sia diventato un vero e proprio mito per tutti coloro che si ritrovano nella sottocultura del paranormale e dell'occulto.

Oggi l'eredità "spirituale" di Tesla viene curata e tramandata dall'International Tesla Society, un eccentrico consesso di "studiosi" che propongono al pubblico scoperte e invenzioni come la macchina del moto perpetuo o sistemi terapeutici basati sull'energia elettrica (chissà cosa potrebbero dirci sulla pericolosità o meno dei campi elettromagnetici?). Inoltre, questa associazione, ovviamente non riconosciuta dall'American Association for the Advancement of Science, studia altre amenità, tra cui il sistema propulsivo degli Ufo.

Il mentore e patrono di questi sedicenti inventori nacque nel 1856 a Smiljan, in Croazia, da genitori serbi; seguì studi tecnici in Austria e in Ungheria, interessandosi fin da subito a tutta la tecnologia connessa con l'energia elettrica. Dopo aver studiato nell'impero degli Asburgo riuscì a trasferirsi a Parigi, dove lavorò per la Continental Edison Company, la filiale francese della società di Thomas Edison. Lì riuscì a ottenere una lettera di presentazione indirizzata a Edison e andò a lavorare a New York. La leggenda vuole che Edison avesse promesso cinquantamila dollari a Tesla se costui avesse trovato il modo di potenziare i suoi generatori elettrici. Tesla fece tutte le modifiche del caso e poi si recò dal suo datore di lavoro a reclamare il premio promessogli, al che Edison gli rispose: "Tesla, lei non capisce il nostro humour americano".

Terrorizzato dai germi, Tesla si lavava continuamente le mani e si preoccupava al minimo starnuto; aveva un'altissima considerazione di sè e fu il primo a spargere in giro voci sulle sue presunte geniali invenzioni. In realtà le invenzioni per cui il mondo gli è debitore sono due: il motore a induzione elettromagnetica e il generatore di corrente alternata polifase, che permette di trasformare la corrente da continua in alternata. Tesla, dopo aver rotto con lo sprezzante Edison, ottenne l'attenzione di George Westinghouse, un inventore che si mostrò interessato alla realizzazione di una macchina a corrente alternata. I due installarono, nel 1891, il suddetto motore nella città mineraria di Telluride, in Colorado, dando origine alla prima utilizzazione pratica e commerciale di questa invenzione. In seguito Westinghouse vinse il contratto per l'illuminazione di un'importante esposizione a Chicago utilizzando il motore a corrente alternata. Tesla cominciò anche a tenere lezioni e dimostrazioni molto spettacolari con l'ausilio delle sue famose "bobine Tesla", fondamentalmente utili solo per la produzione di fenomeni elettrici che all'epoca dovevano risultare straordinari.

A lui vengono attribuite dagli ammiratori invenzioni come il raggio laser, la radio, i robot. Per quanto riguarda la radio Tesla sviluppò tutti i componenti di questa invenzione, per poi disinteressarsene, lasciando così il campo libero a Guglielmo Marconi, che lui detestava. In seguito Marconi vinse il Nobel e una leggenda vuole che Tesla, avendo vinto alcuni anni dopo lo stesso premio, lo rifiutò perchè riteneva che avrebbe dovuto prenderlo al posto di Marconi. Come vedremo circolano anche altre fantasie su Tesla e il premio Nobel.

La leggenda vuole che il nostro inventore avesse costruito una nave in miniatura che era in grado di pilotare a distanza e che fosse solito profetizzare l'avvento degli automi. Anzi, sembra che professasse una filosofia materialista e che ritenesse gli stessi esseri umani degli automi di carne mossi dagli stimoli esterni, negando così l'esistenza del libero arbitrio (si rifaceva alla psicologia comportamentista, in voga all'epoca, che negava la conoscibilità della mente e riteneva che ci si dovesse limitare a studiare il comportamento visibile, riducendolo al semplice schema stimolo-reazione). Fantasticò anche sul "raggio della morte" e da ciò derivò la leggenda secondo la quale avrebbe scoperto il laser. Addirittura ci fu chi affermò che Tesla fosse riuscito ad abbattere un aereo con questa arma a raggi. Più o meno nello stesso modo nacque la voce secondo la quale avrebbe progettato un veicolo volante a decollo e atterraggio verticali. Tesla ebbe numerose idee, ma la maggior parte rimase a un livello puramente speculativo: attribuire il laser a lui sarebbe come dire che Leonardo ha inventato l'elicottero o il sottomarino perchè ha fatto degli schizzi divagando su ipotetiche macchine in grado di volare o di andare sott'acqua.

Un giorno per caso Tesla si mise a giocare con la radio e, avendo captato degli impulsi regolari, si convinse di aver preso contatto con i marziani, giungendo, purtroppo per lui, a coprirsi di ridicolo. In realtà possiamo dire per discolparlo che all'epoca erano in molti a ritenere Marte abitato (ad esempio l'astronomo Percival Lowell). I fans ovviamente lo scusano affermando che aveva scoperto una pulsar sessant'anni prima della radioastronomia.

Tesla, a differenza di Marconi, non voleva limitarsi a trasmettere piccole quantità di energia sotto forma di onde radio. Il suo progetto era molto più ambizioso: attraverso l'aria si sarebbero dovute trasmettere enormi quantità di energia per usi domestici e industriali! La praticità di ottenere energia mediante un'apposita antenna gli sembrava invitante. Il ricco magnate John Pierpoint Morgan finanziò un progetto ancora più vasto, il cosiddetto "Sistema Mondiale", che mirava, tra l'altro, a ottenere energia dalle "vibrazioni elettriche" della Terra (avendo sentito parlare di "vibrazioni" nel lettore tipico di S&P sarà suonato il classico campanello d'allarme). Morgan ritirò però i finanziamenti e Tesla dovette abbattere le installazioni. Fu dopo questa delusione che si occupò del "raggio della morte", giungendo ad affermare che la sua invenzione, mai realizzata, sarebbe servita solo a scopi difensivi, potendo però abbattere qualunque cosa nel raggio di 320 chilometri.

Abbiamo detto che c'è anche un'altra versione della leggenda che collega Tesla con il premio Nobel: si dice che questo premio fosse stato attribuito a lui assieme a Edison e che quindi, per non doverlo dividere con quest'ultimo, Tesla lo rifiutò. Invece, dicono i ben informati, si trattò di un errore del New York Times, che pubblicò il suo nome in prima pagina.

La realtà fu ben più amara per Tesla: nel 1917 vinse la Medaglia Edison per i contributi al progresso delle applicazioni dell'energia elettrica, premio che accettò con molto rancore: fino a un attimo prima della consegna della medaglia il nostro rimase fuori dall'edificio a dar da mangiare ai piccioni. Passò gli ultimi anni della sua vita vivendo al New Yorker Hotel, dove allevò i suddetti volatili: sembra che all'ultimo piano di quell'edificio sia sorto un centro per la comunicazione con gli extraterrestri…

A guarnire la leggenda dell'inventore serbo intervengono anche le oramai classiche cospirazioni del governo USA. Infatti, se andrete al Tesla Museum di Colorado Springs vi sentirete narrare dalla guida di come subito dopo la morte di Tesla, avvenuta nell'hotel dove visse, agenti governativi si fossero recati sul posto e avessero requisito 85 bauli con macchine e invenzioni del nostro. Voci infondate ma subito accolte dai "credenti" del paranormale affermano che durante la Guerra Fredda i russi abbiano cercato di sviluppare con successo le idee di Tesla in merito al "raggio della morte".

L'anno dopo la morte dell'inventore serbo l'attore Bela Lugosi interpretò un vampiro di nome Tesla nel film Il ritorno del vampiro, e sempre a Tesla è dedicato un episodio di una serie a fumetti che tutti i lettori di S&P conosceranno: ci riferiamo a Martin Mystere, che narra la storia di un miliardario tanto ricco quanto folle che mira a controllare "psichicamente" tutto il pianeta grazie al "Sistema Mondiale".

Vi sarà chiaro a questo punto come la figura di Tesla sia entrata a far parte della sottocultura paranormale, che vede in lui uno scienziato geniale e incompreso dalla scienza ufficiale. Questa sottocultura è all'origine per esempio della ricerca compiuta tra Belgrado e New York dai fanatici della setta Aum Shinrikyu per ottenere le sue "super armi": si tratta, se ricordate, della stessa organizzazione che attaccò con il gas la metropolitana di Tokyo…

 

Bibliografia

1) My inventions: the autobiography of Nikola Tesla, Ben Johnson editore.

2) Nikola Tesla, The problem of increasing human energy.

3) Nikola Tesla, Colorado Spring notes 1899-1900.

4) O'Neil John, Prodigal genius: the life of Nikola Tesla.

5) Inez Hunt e Wanetta Draper, Lightning in his hand: the life story of Nikola Tesla.

6) Cheney Margaret, Tesla: man out of time.

Tutti questi libri sono disponibili in Amazon.com .

Si possono anche leggere gli articoli di Jeff Johnson pubblicati sullo Skeptical Inquirer dell'estate 94, mentre in lingua italiana non risulta esserci molto (a parte il Dizionario del mistero n. 4 pubblicato su "Martin Mystere Special" n. 4 nel ormai lontano 1987, in cui, tra le altre cose si parla delle invenzioni di Tesla e delle leggende che lo riguardano).

 

 

 

 

Roberto Manzocco

Comunicatore scientifico,

"Ulisse", SISSA, Trieste

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