Editoriale Query 47

La copertina di questo numero è dedicata al cosiddetto effetto Dunning-Kruger, uno dei fenomeni cognitivi più citati per spiegare la tendenza delle persone a commettere errori di ragionamento. L’articolo di Sergio Della Sala, a partire da un’accurata analisi dello studio originario, mostra che la popolarizzazione di questo effetto lo ha travisato in misura significativa. La questione è tanto più rilevante, per quanto ci riguarda, perché questo riferimento improprio o inadeguato all’effetto Dunning-Kruger viene spesso proposto da persone che sono molto competenti nel loro ambito, che sia la scienza o la divulgazione, o che analizzano fake-news e pseudoscienza in una prospettiva scettica. Ecco che allora questa storia indica l’importanza di guardare con spirito critico ai nostri stessi comportamenti e affermazioni, non dando per scontata la nostra capacità di ragionare adeguatamente su argomenti che esulano dalla nostra specifica competenza. Ed evidenzia il rischio che esiste quando, da scettici, proviamo a spiegare la credenza nelle pseudoscienze o in specifiche false notizie sulla base di principi o meccanismi psicologici molto generali.

Il tema è in parte ripreso anche nell’articolo di Taner Edis, in cui si invoca la presenza di un maggior numero di storici e sociologi della scienza nelle associazioni scettiche, per superare alcuni limiti nella comprensione del funzionamento della scienza di cui possiamo essere portatori. L’importanza di adottare uno sguardo storico anche sui fenomeni della scienza e della pseudoscienza, del resto, ci viene frequentemente ricordata da Marco Ciardi, a proposito del quale vi segnalo, oltre che la rubrica che ospitiamo con piacere su Query, anche il recente volume Breve storia delle pseudoscienze. E in una prospettiva storica si muovono anche altri due degli interessanti articoli che ospitiamo in questo numero, quello di Gaspare Polizzi sul presunto incontro tra Dante e Marco Polo, e quello di Luciano Di Tizio intitolato “Il vaccino prima del vaccino”. Buona lettura quindi, e se vorrete condividere con altri lettori e lettrici eventuali riflessioni che questi articoli vi hanno suscitato, scrivetemi a [email protected]
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