Le avventure di Tintin fra scienza e pseudoscienza

Sono ormai lontani gli anni in cui si discuteva dell’effetto deleterio dei fumetti sui giovani. Chi portava avanti quelle battaglie, purtroppo non conosceva ciò che criticava. Eppure sarebbe bastato leggere L’inferno di Topolino (1949-1950), sceneggiato dal geniale Guido Martina e disegnato da Angelo Bioletto, per rendersi conto della valenza culturale dei comics. E anche dello straordinario lavoro di documentazione, in primo luogo di tipo storico, svolto da sceneggiatori e disegnatori, che spesso possiedono competenze di altissimo livello.

Sarà sufficiente citare, su tutti, Carl Barks (tanto per intendersi, l’inventore di Zio Paperone), uno dei più grandi autori del Novecento (cfr. | Query n. 27). E quando dico autori, non intendo autori di fumetti, ma solo autori. Punto. Perché la differenza tra la cultura “alta” e quella “popolare[...]

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