Le teorie del complotto viaggiano online, ma nascono nelle reti sociali reali: al bar, in ufficio o in famiglia. È quanto sembra concludere uno studio recente di un gruppo di ricercatori statunitensi[1].
L’obiettivo del lavoro era capire come si formano e si diffondono le teorie del complotto in un contesto di forte esposizione mediatica e polarizzazione politica, e soprattutto perché alcune persone finiscono per crederci più di altre. I ricercatori hanno scelto di partire da un evento reale di grande risonanza: l’attentato a Donald Trump durante la campagna per le elezioni presidenziali, il 13 luglio 2024. In pochi minuti le immagini dell’attentato hanno fatto il giro del mondo e, insieme alle notizie ufficiali, sono cominciate a circolare ipotesi di ogni tipo: chi aveva sparato, perché, e soprattutto se l’attacco fosse reale o pilotat[...]
L’obiettivo del lavoro era capire come si formano e si diffondono le teorie del complotto in un contesto di forte esposizione mediatica e polarizzazione politica, e soprattutto perché alcune persone finiscono per crederci più di altre. I ricercatori hanno scelto di partire da un evento reale di grande risonanza: l’attentato a Donald Trump durante la campagna per le elezioni presidenziali, il 13 luglio 2024. In pochi minuti le immagini dell’attentato hanno fatto il giro del mondo e, insieme alle notizie ufficiali, sono cominciate a circolare ipotesi di ogni tipo: chi aveva sparato, perché, e soprattutto se l’attacco fosse reale o pilotat[...]
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